La testimonianza cristiana si fa con la parola, il cuore e le mani

Papa Francesco, durante la propria visita pastorale alla parrocchia di Santa Maria a Setteville ha sottolineato, come già aveva fatto durante le proprie omelie in Casa Santa Marta, come il cristiano non deva fare proselitismo ma dare testimonianza della propria fede per mezzo di azioni concrete.

Se tu hai un amico, un’amica che non crede, tu non devi dire: “Tu devi credere per questo, per questo, per questo…”, e spiegargli tutte le cose. Questo non si deve fare!“, ha spiegato il Vescovo di Roma rivolgendosi ai bambini e ai giovani della parrocchia.

Cosa si deve fare? Se io non posso spiegare, cosa devo fare?“, ha dunque chiesto il Papa. La risposta che ha dato Francesco è stata molto semplice: “vivere in modo tale che sia lui o lei a chiedermi: “Perché tu vivi così? Perché tu hai fatto questo?”, e allora sì, spiegare“.

Del resto, ha sottolineato Bergoglio, “la fede è una grazia di Dio e ci vuole l’inquietudine [la ricerca interiore] dello Spirito Santo per avere la fede, e l’inquietudine dello Spirito Santo viene anche dalla nostra testimonianza“. Infatti, ha proseguito spiegando il Vescovo di Roma, “lo Spirito Santo entra nel cuore, rende il cuore inquieto con la testimonianza dei cristiani“.

Io posso parlare del Signore, ma se io con la mia vita non parlo dando testimonianza, non serve! – ha dunque concluso Papa Francesco – ‘Ma, Padre, io sono cristiano, e parlo del Signore’. ‘Sì, ma tu sei un cristiano-pappagallo; soltanto da qui: parole, parole, parole’. Ti ricordi quella canzone…? No, voi no, siete giovani … Sì? ‘Parole, parole, parole’… E niente di più. La testimonianza cristiana si fa con la parola, con il cuore e con le mani“.

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