LA VOCE DI DON TONINO BELLO PER LA PACE – CONFERENZA DI FRANCESCO LENOCI A LECCE

 

“Francesco Lenoci non ha più confini” come afferma il prof. Franco Presicce,  “quando parla, sempre ad ampio respiro, affascina, coinvolge, trascina l’uditorio, lo interroga” 

L’ 11 dicembre a Lecce, presso il Monastero delle Benedettine, si è inaugurato il progetto: “ In piedi costruttori di pace”  per la Catena della Pace, che non è stata solo una commemorazione , ma anche un atto di coscienza e responsabilità.

 

L’Associazione Verbumlandiart, con la presidente Regina Resta e la direzione del professor Carlo Alberto Augieri dell’Università del Salento,  hanno dato il via alla giornata ricordo di questo importante messaggio di pace professato dal “ Vescovo con il grembiule”, don Tonino Bello.

 

Alla conferenza tenuta dal prof. Lenoci è intervenuto il prof. Giorgio Rizzo, docente di filosofia teoretica, che ha disquisito su Don Tonino  affermando che può essere definito come un innamorato dell’altro; un innamorato del diverso; come dice in un suo celebre intervento, “è opportuno spostare il proprio baricentro in avanti”, al di fuori del proprio Io; perché è proprio nell’andare un po’ fuori gli schemi, è proprio nel vincere le resistenze egoistiche e individualistiche di ognuno di noi, che si pongono le basi per amare e mettersi al servizio del prossimo; in questo aveva sposato la filosofia di Levinas, il quale asseriva che “in principio c’è l’altro, non l’Io”. Don tonino intuisce che “se il nucleo di ogni Persona divina consiste in una relazione, allora ognuno di noi, in quanto persona, deve essere essenzialmente una relazione”. Un Io che incontra un Tu, e che diventa Noi (come scrive anche Buber).

A tanti anni di distanza il pensiero di don Tonino risulta profetico, di estrema attualità tanto che  il professor Lenoci, nella sua conferenza, ha  cercato, in maniera laica e con un approccio di grande rispetto, di diffonderlo. Ecco l’uomo senza confini, che porta il messaggio di pace di don Tonino Bello, per scuotere le coscienze di tutti.

Di fronte a una platea fitta, attenta, entusiasta, le sue parole hanno commosso e interrogato, come ogni volta, nessun dubbio, la pace non è utopia, Lenoci ha citato come definisce don Tonino la pace: “La pace è dono. Anzi, per-dono. Un dono per. Un dono moltiplicato. Un dono di Dio che, quando giunge al destinatario, deve portare anche il con-dono del fratello”.

Pace, secondo don Tonino Bello, non è una parola: è un vocabolario. Don Tonino Bello, un grande profeta e poeta, che parlava benissimo e scriveva ancor meglio, per spiegare un vocabolario come la Pace, ricorre a una cosa buona per definizione, ricorre al pane, continua il prof. Lenoci nel suo intervento. “Pace non è la semplice distruzione delle armi. E non è neppure l’equa distribuzione dei pani a tutti i commensali della terra. Pace è mangiare il proprio pane a tavola insieme con i fratelli”.

Per don Tonino Bello il pane, il cibo, è strumento di pace e di espressione culturale. L’accesso al pane, al cibo, rappresenta un requisito fondamentale di una convivenza pacifica dei popoli.

Ancora una volta, nell’intervento del prof. Francesco Lenoci, si è evidenziato  l’attualità e la profezia del messaggio di don Tonino.

 

“Dobbiamo impegnarci in scelte di percorso, in tabelle di marcia:

non possiamo parlare di pace indicando le tappe ultime e saltando le intermedie!

Se non siamo capaci di piccoli perdoni quotidiani fra individuo e individuo,

tra familiari, tra comunità e comunità . . . .è tutto inutile!

La pace non è soltanto un pio sospiro, un gemito favoloso, un pensiero romantico. . . .

è, soprattutto, prassi”.

Regina Resta

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