LE POESIE DEI POETI DI LINGUA ITALIANA PREMIATI LA SERA DEL 20 DICEMBRE A LECCE.

 

POETI DI LINGUA ITALIANA

 

SEZIONE POESIA 

1° SIA IL VENTO DELLA PACE – ROBERTO ROSSI

SIA IL VENTO DELLA PACE – ROBERTO ROSSI

Sia il vento della Pace

a soffiare su questo Mondo turbolento

sempre in contrapposizione

con se stesso.

Sia il vento della Pace

portatore di senso d’incontro

e non di scontro.

E sia il vento della Pace

speranza di nuovi ponti

sopra baratri d’odio.

Sia vento forte per spezzare

armi ed egoismi.

Sia vento di confronto

nelle diversità

gemme preziose dell’Umanità.

Sia il vento della Pace

a fare pulizia nelle nostre menti

piene di pregiudizi.

Sia vento di Pace a soffiare

dal mare alla vetta più alta

per diventare concerto di voci.

Sia vento di Pace

mai bufera ma germoglio

nel Giardino della Psiche

linfa per giorni nuovi

per pulire vie, strade, paesi, nazioni,

da pregiudizi diventati cancri mentali.

Sia il vento della Pace

a diventare il nuovo respiro

del Mondo.

 

2° TI SUPPLICO, UMANO (PER LA MADRE TERRA)  – IZABELLA TERESA KOSTKA

TI SUPPLICO, UMANO (PER LA MADRE TERRA)  – IZABELLA TERESA KOSTKA            

Ascolta il sussurro del torbido mare

che lambisce gli scogli coperti di fango,

esso evoca la misericordia

per gli esseri nascosti tra le calde onde.

Hai perso nei secoli ogni ragione

costruendo sogni di puro cemento,

nell’eterno delirio del falso progresso

sventrando la Terra con artigli d’acciaio.

Lo vedi quel vermiglio sulle gote del cielo

intimidito dal pianto dei cormorani?

Non v’è perdono per il loro lamento

fuggito all’alba dai distrutti nidi.

 

Piango, accucciata sull’arida spiaggia

maltrattata, abbellita soltanto da croci,

non esiste più il canto delle balene

sterminate nel sangue per i lingotti d’oro.

Ti supplico, Umano – crudele padrone,

che stronchi il respiro di questo Mondo,

non togliere ai tuoi figli l’unica speranza

di rimettere i peccati in un vergine mare.

 

 

3° VOCE D’ANGELI – DON AGOSTINO SECONDINO

VOCE D’ANGELI – DON AGOSTINO SECONDINO

 

In un mondo ammantato

di odi come il cielo di  stelle,

un’ eterea voce d’ angeli

scioglie  silenzi, canta  pace

agli uomini di buona volontà.

Con il tuo spirito d’amore,

tu puoi, o Pace, frantumare

alti muri, sciogliere i nodi

delle contese e le afflizioni

del nostro reo tempo quietare .

Solo il ferreo voler tuo libererà

dal cupo scoramento gli animi,

riscalderà l’algido cuore dell’uomo

scuoterà come non mai i sensi

assopiti dalle guerre per illuminare

la  dura vita dell’umana convivenza .

don Agostino Secondino,

 

 

 

MENZIONI D’ONORE MEDAGLIA GRANDE

AI FIGLI NEL MONDO – LIDIA APA

AI FIGLI NEL MONDO – LIDIA APA

 

In me sono i cieli

ma possa tu vagarvi senza bagaglio

e nell’abbraccio infinito di un attimo

possedere le stelle della notte

oltre la luce del giorno.

 

Possa tu camminare senza orme

al freddo o al riparo

ma pur sempre libero.

E averne di giorni così

come una cometa

tessuta di luce nell’infinito

per l’infinito eternamente.

 

Possa tu attingere da me

la terra ed il sale

conservare le radici ed il passo

assaporando quel gusto

unico e deciso che è la libertà.

 

Possa la mia mano

guidarti da lontano

e da lontano amarti

mentre te ne andrai

come un aquilone

che vive solo nel vento.

 

Così vivrai senza che io ti trattenga.

 

Ma possano i miei occhi

essere per te

la torcia della luna

che ogni notte accende il cielo.

Una mamma

 

 

PER RISCOPRIRE IL SOLE – GIANPIERO DONNICI

PER RISCOPRIRE IL SOLE – GIANPIERO DONNICI

Questo fiume di sguardi ostili

che si evitano nel silenzio,

tra parole intrappolate nella pietra e

giorni grigi che si susseguono annoiati.

Ci sentiamo persi in oceani di malinconia

nello scorrere di questo fiume d’ uomini

disperati e senza sogni,

avvolti nei ricordi lontani

quando felici udivano il vento e

si destavano al respiro della terra.

Quest’ umanità distante

dai passi di chi ha fame,

dalle lacrime di chi ha sete e

dalla pace che potrebbe cambiare tutto.

Quest’ umanità piange amare lacrime,

senza rendersi conto che basterebbe poco

per riscoprire il sole.

 

“AMICO DI PELLE “  BENEDETTA CATERINA

 

 

ti porterei fino alla fine del mare

dove l’orizzonte confonde le visioni

e il sentimento indossa

la nobiltà d’animo

 

ti vorrei tra un passo e l’altro

quando a volte mi prendi in braccio

o mi sei a gomito

 

dove nel tuo ascolto

il dolore trova sollievo

e il tuo esserci è più forte

della circostanza

 

ti cercherei sugli scialbi sorrisi

tra recitati volti e maschere di cera

e nel rumore del nulla

fino alla fine della fiera

 

ti penserei essere lì pronto nell’infinito abbraccio

a ricomporre i miei cocci rotti

dissalando ataviche ferite e

legami di sangue non cercati

 

ti vedrei a darmi pacche sulla spalla

e guardandomi intorno

lì, fermo supporto,

scevro di giudizi e pregiudizi

 

ti sceglierei libero arbitro di vita

ancorato alla mia anima

dove il cuore non cede a compromessi

e le ali s’incontrano

 

tu, che continuo a volere

non andare via, mai

unico, amico di pelle

 

 

PREMIO DELLA CRITICA

BRUNA CAROLI

FIORE D’INVERNO – BRUNA CAROLI

Bolle di nescienza

risalgon su dall’inferno

a costruire muri

a separar coscienze.

Eppur cadranno come  foglie

dall’albero della guerra

le ataviche paure

si salverà la terra.

Luce verrà di Grazia

sull’ultima rovina

quando saranno spente

tutte le resistenze.

Simbolo ne sarà

l’unico  strenuo fiore

sbocciato nell’inverno

del nostro vinto cuore.

 

GIOVANNA POLITI

GIOVANNA POLITI 2

Brezze lievi

su visi impietriti dal pianto

e nel cuore quell’antico canto

si alza silente verso un cielo

grigiastro con striature sottili

dal lilla al viola

mentre l’aurora silente si scolora …

Ed io vibro mentre languidamente

sul petto stringo forte la vita

e un desiderio infinito mi avvolge

e mai mi abbandona

urla pace

la brama.

E una speranza segreta si avvera…

a Dio, una preghiera!

 

IL CIELO DI SARAH – ENZO BACCA

IL CIELO DI SARAH – ENZO BACCA

 

Il cielo di Sarah è un altro cielo

non lontano dal mio

nel turbinio dei primi giorni

incontrai i suoi occhi verde smeraldo

traversando il valico di Erez

nel mesto ondeggiare la tregua.

Avrei voluto donarle una rosa

ma la fiera di maggio

brulicava di occhi sospetti

la folla chiassosa d’uomini e verzura

severa pesava la natura del gesto.

Chiusa nello scialle ricamato

dal cesto un ramoscello d’ulivo

tremante la sua mano mi cinse

un brivido scosse la mia pelle

fremente, l’afferrai furtivo

s’allontanò in fretta tra la gente

il profumo di latte e lavanda

conforto al pianto mi lasciò

insieme al nome castamente sussurrato.

M’abbandonai nel solitario pianto

prima di tornare all’orto, mestamente.

Nella terra madre un solco profondo!

Amorevolmente tra i sassi e le zolle riposi la pianta

nel cielo aquiloni di seta, d’azzurro e gialli e bianchi

nella polvere il germoglio, nuovo, di speranza

la radice nel ventre, feconda nelle viscere, linfa nuova…

sul muro, profonda, una breccia di cuore.

Le fragili foglie della pace

miracolosamente intatte nel mio cielo.

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

CLAUDIA PICCINNO

PACE INVOCO – PICCINNO CLAUDIA

Pace invoco

e serenità auspico

a chi fa dell’umanità il suo credo,

a chi occupa un limbo non richiesto,

a chi ne parla senza esercitarla.

 

Inchiostro di pace

Sui fogli bianchi

che mi hai donato,

inchiostro di pace

ho seminato,

perché germogli

la Provvidenza

proprio per chi

non sa stare senza.

Piedini di bimbi

che non son nati,

affiorano nelle perle

di rosari sgranati.

Manine tese

di poveri e nomadi

graffiano il riserbo

di uomini monadi.

Rinchiusi nelle celle

del pregiudizio,

muoiono piano

come all’ospizio,

valori gravidi

di pace e amore,

che della guerra

annullerebbero il vizio

 

 

 

PREMIO DEL PRESIDENTE

ALESSIO CHIRIVÌ

NIENTE PAURA – ALESSIO CHIRIVÌ

 

Dove tremerà la terra

non tremerà il cuore,

dove cadrà un corpo

non cadrà la sua anima,

dove sorgerà il sole

la notte non farà paura,

dove regnerà l’amore

non arriverà l’orrore.

E sarà nel silenzio del dolore

che la paura perderà la voce,

se resteranno in piedi

i costruttori di pace.

 

 

 

ATTESTATO DI GRAN MERITO

SERGIO CAMELLINI

LA PACE INIZIA DA TE (Regina Resta e Sergio Camellini)

 

Guardati dentro,

la pace inizia dal tuo animo,

inizia da te.

Abbandona ogni indifferenza e timore

le parole lasciate su un foglio di carta

che sanno di emozioni plasmate

di pennellate fragranti di azzurro.

 

Non v’è pace se non v’è il profumo

delicato dell’amore,

che appartiene all’essenza

dell’essere, e tu lo sei.

 

I volti incipriati distaccati e disillusi

da variopinti sentimenti

gridano con coraggio al cielo

il loro palpito di speranze tradite.

 

La pace tinteggiata

sull’arcobaleno della vita,

oggi è occultata

nel bagaglio archeologico

dell’evanescenza.

 

Momenti “infiniti”

a ricordarci quanto anche la notte faccia parte di noi.

Parole che fluiscono nella mente,

nel grande invisibile vuoto

di milioni di tasselli tutti in fila,

echi di armonie allineate nei cuori.

 

Cancella i graffianti aculei

dell’indifferenza,

verga nuove pagine con calore;

rammenta,

il sole continua a risplendere

per tutti,

anche una pozzanghera

riflette la sua luce.

 

Solo facendo cadere il muro dell’apparenza,

ci porterà a “conoscere”….

ad aver voglia e curiosità necessarie

a rompere quello con l’accesso chiuso da mille serrature,

le chiavi sono in fondo all’anima

basta difenderci dalla fragilità di questa vita

per tendere l’arco teso dell’orizzonte.

 

Vai oltre le vocianti

ed inconsistenti parole,

ascolta il silenzio riflessivo,

percorri con esso il sentiero

che al cuore conduce.

 

Riordiniamo il cielo socchiudendo gli occhi

le chiavi che aprono all’infinito alloggiano in un alibi di sogni,

le parole pesano, sono importanti,

non vanno sprecate e rese scolorite dall’uso improprio

ma un pensiero che si concretizza…

un desiderio che diventa necessità…

un’espressione che parte dal silenzio:

la pace è un dovere che inizia da te, da noi, da voi, da tutti!

 

 

  • SEZIONE VIDEO POESIA

1°TU SEI LA MIA SPERANZA – ANNAMARIA COLOMBA (regista LORENZO MANISCO)

TU SEI LA MIA SPERANZA ANNAMARIA COLOMBA

Sei arrivata nel mio Inverno

più cupo e gelido,

sotto cieli neri infestati

di corvi e morti,

orrore e sangue,

disperazione, fame,

grida e silenzi di innocenti…

Sei arrivata nel mio Inverno

più cupo e gelido,

ma io ti ho attesa

come una benedizione

piccola Mia,

come un cielo terso a Primavera,

fulgido germoglio, linfa benefica

a irrorare di passione la vita

e di libertà i passi del  futuro…

Sei arrivata come l’Estate, come l’Autunno,

carezza di sole,

che gonfia di nettare gli acini d’uva,

e gronda stille di buona fortuna

sulla tua infanzia celeste.

Ti ho attesa come una luce divina,

piccola Mia,

perché tu sei la mia speranza

e io sono la tua Terra,

la casa in cui sei nata,

il mondo che abiterai,

dove non sarai mai sola

e potrai vivere felice

se solo amerai i tuoi fratelli

che lo sono anche se di altro colore,

anche se di lingua e Credo diversi,

se i vostri abbracci si salderanno

in una catena di fratellanza,

se insieme abbatterete muri

d’odio e d’intolleranza,

se insieme scaccerete negli ìnferi

il demone della guerra,

se avrete occhi, coraggio e pietas

per proteggere i bambini,

per sconfiggere la povertà e la fame.

 

Potrete essere felici, piccola Mia, mia speranza,

se solo vi amerete come fratelli,

sotto ogni mio cielo,

se solo costruirete la PACE

che abbia una sola Bandiera e una sola voce!

 

 

3° LAUDATE DOMINUM – PATRIZIA STEFANELLI

LAUDATE DOMINUM – PATRIZIA STEFANELLI

Poni, Signore,

sulla mia fronte un sigillo.

Non ho pensieri di fede.

 

Bagdad delle mille e una notte

di cieli stellati

non hai più i voli.

 

Sei, sangue di Cristo

ucciso mille volte per le strade;

nel nome del Padre.

Non ho pensieri di fede. Io credo.

 

Così, anche tu, Israele,

uccidi

il Figlio mille volte

nei mille volti

della verità raccontata

quella degli occhi:

Tre giovani ebrei

per trenta giovani palestinesi

e bambini, nascosti in fosse e…

non ho pensieri di fede, perché

un bambino

vale quanto un bambino

e una madre quanto una madre,

sempre uguale il suo dolore,

nel nome del Padre.

Ah David, è fuoco la tua stella;

a sud di Damasco la strage

dei primi innocenti, continua.

 

Poni, Signore, sulla mia fronte un sigillo.

Non ho pensieri di fede. Ti prego:

Tu, che sei pane, porta pane,

dona  l’acqua a fiumi di pace

e, delle mille fosse,

fa meraviglie!

 

 

PREMIO DELLA CRITICA:

IL VOLO DELLE RONDINI DI ELVIO ANGELETTI

IL VOLO DELLE RONDINI – ELVIO ANGELETTI   

Sale il fumo,

l’odore acre si diffonde tra le crepe

delle mura marce di questa stanza.

 

Tante volte ho sognato la libertà

tra le gocce d’un calamaio,

il canto degli uccelli

e un girotondo di rondini in volo.

 

Solo pietre accartocciate, dietro la finestra

come fossero scatole di cartapesta,

lavate dal sangue d’innocenti

senza grida di dolore.

 

Chissà se al levar del sole, la polvere

mi lascerà intravedere l’oltre

d’un orizzonte libero.

 

Lascio i miei pensieri

scivolare su un foglio sporco di vergogna,

perso quanto me nel fragore delle bombe

e le sbarre d’una prigione.

 

Se un giorno ci sarà respiro

e le grida dei bambini torneranno,

sarà pace anche per me

e canterò insieme a loro,

a voce alta da lontano.

 

Intanto lecco le ferite,

tra le immagini offuscate dei miei figli,

che in sogno mi vengono incontro,

per scrivere ancora

delle rondini il ritorno.

 

 PREMIO DELLA CRITICA(GIOVANI):

PACE: PAROLE E COSTRUZIONI DI LUIGI PALMA

PACE: PAROLE E COSTRUZIONI

Parlare di pace.

Quella delle parole, dei trattati,

di cuori e zuccheri filati.

La pace del domani o del dopodomani,

di promesse e strette di mani.

La pace del Creato,

e del sangue versato.

La pace, risultato delle fortune,

e della quiete comune.

La pace che, quando passa, tocca;

ma non trasforma.

 

Parlare di pace,

per non parlare di guerra,

o per descrivere lo splendore della Terra.

 

Costruire la Pace.

La Pace sei tu,

con gli occhi colmi di cielo blu.

La Pace sono io,

quando soffro e prego Dio,

quando ammiro la vita,

come un dono, d’importanza infinita.

La pace che, quando passa, trasforma;

ma non distrugge.

 

Costruire la Pace,

per dare una forma

a ciò che si sogna.

Per confermare che

se ci si trova in questo mondo,

vale la pena vivere,

vivere,

vivere

fino in fondo.

 

 

PREMIO DELLA GIURIA:

AD MAIORA DI GENNARO CARRANO

AD MAIORA

 

O illustri pintor d’anime

vaneggiando ‘nsieme a me

V’immaginate d’una sola lingua ed una gea

ed un unico credo ed una sola idea?

Quanto gaio è sto cogitar.

 

Ma a chi parìa perfetto

i’ per contra ve vo’ angustiar

‘l mondo similmente sarìa ‘n defetto.

 

Perch’ancor ‘l disordine di Babele

ci volve si Caino per Abele?

 

Pravamente s’atteggiano chi da re e chi regine

quan c’imperano come pedine

pria instillando de lo diverso, la paura

ppoi dividendoci cingendo mura.

 

I’ ve direi da bon sognatore

non mi curo di chi fu preda o predatore

incontriamoci ove vi fu ‘l fiore

ingannator d’a creaturina che lo raccolse

villanamente qualcun nascose

la celata mina ch’impietosa esplose.

‘N altro innocente,dolze cor, un angelo accolse.

 

Mир, Barış, Shalom, Salaam1 in un gran vocio

Fia forte lo trambusto sin’a qualsiasi Dio

E che sia mai d’ogne pugna l’ora.

 

  • SEZIONE FOTOPOESIA

1° IL TUO PASSO DI LAURA VOLANTE

IL TUO PASSO – Laura Volante

La pace è il silenzio

Il soffio che passa

Sul lieve vento  della carezza

Che intreccia fili d’oro

Per dar luce al mattino

È incontro di mani

In un lampo aperto

Alla giustizia

“Non andar via fratello,

siedi e parliamo:

il tuo passo un tempo fu il mio”.

(Laura Margherita Volante)

 

2° ULIVO DELLA PACE DI INGROSSO MADIA

Tu, ulivo maestoso e vigoroso,

che sciogli la tua chioma al vento.

Ci racconti,

nelle tue immense e robuste forme,

i vissuti dell’antica gloria,

i pensieri di questo mondo,

dove tutto era meraviglioso e bello,

dove regnava gioia e felicità.

Donavi lavoro,

vigore e vanto,

donavi con il tuo frutto,

sostegno e guadagno a quell’uomo

che tanto ti amò.

Ora, più non sento il tuo fruscio al vento

e il canto della tua chioma.

Ora sei lì!

Stroncato e secco!

Soffri!

Quanta vita hai regalato!

Quanta pace, hai donato!

Chiedi aiuto!

Perché, tu, uomo mi hai abbandonato?

Piangi!

Le tue scheletriche braccia, rivolte al sole,

vorrebbero ancora le verdeggianti chiome,

per cantare all’umanità,

le vecchie e nuove storie.

 

 

 

PREMIO DELLA CRITICA: DI SCISSE EMOZIONI – LORENZO SPURIO

  1. DI SCISSE EMOZIONI (LETTERA AD ORBAN) – Lorenzo Spurio

 

Fiumane di genti,

disgraziati dall’esistenza

in lotta da spettri e cadaveri

nel faticoso viaggio

sotto un cielo inumano

che guarda e non dice.

 

Una serpentina baluardo

erta su viltà cementizie.

ma il vento passa non visto

e nessun pertugio gli è ostacolo

afflati d’aria tra punte di ferro

di un valico di vergogna

per proteggere la propria terra.

 

L’aria non può essere divisa

E l’acqua non si separa,

né nei fondali è spartita.

I vostri muri eretti sulle

Scrostate coscienze

Sono gesso scalfito

Già eroso e dissipato.

 

Non credete di aver questo scettro

di limitare una terra non vostra!

nei denti digrignati ed aspri

nascondete gengive di sangue e

denti massacrati a poltiglia

palati sfondati e lingue spente.

 

Di scisse emozioni, vi parlo,

vigliacchi adornati di una luce

che macchia la profezia del bene.

 

 

MENZIONE D’ONORE:

RINASCERE ANCORA –  PASQUINA FILOMENA

RINASCERE ANCORA –  Pasquina Filomena

 

Ho deciso di perdonare l’impossibile,

perché è di serenità che ho bisogno.

Macchie sul cuore indelebili

e lingue velenosi

che hanno rotto un corpo a metà.

Ma la vita è un filo sottile.

E io…

voglio rinascere ancora.

 

POETI DI LINGUA SERBA  

  • Video poesia

1°PISMO ČOVEKU – MARKO STANOJEVIĆ

 

  1. MARKO STANOJEVIĆ

Pismo čoveku – La lettera all’uomo 

 

In tutto quello che fai metti l’amore…

Allora non lavorerai, ma amerai.

I più sicuri sono coloro che amano l’incertezza

e credono abbastanza per abbandonarsi alla vita

come si abbandonano gli alberi al vento.

 

Sii innamorato di bellezza

che il pensiero ti sia limpido come l’anima

l’uomo all’uomo non deve essere lupo

perché ha la stessa lacrima, il sorgere e tramontare il Sole

sul raggio a spirale della via Lattea.

 

Aiuta ai bravi ad essere migliori,

dimostra che gli uomini sono più ricchi

tanto quanto sono vicini

alla propria anima.

 

Lo sai che la vita è il vento delle dolci parole

che indirizziamo alle anime

per l’amore proprio e l’amore per gli altri

e che l’uomo solo amore

può muovere

e il mondo la pace.

 

E ogni tuo passo che vada verso la libertà

come i passi del bambino

allora la tua vita diventerà una favola

e questo pianeta una meraviglia.

 

 

 

 

  1. MRSADA BIBIĆ ŠABOTIĆ (MONTENEGRO VIDEOPOESIA)

SRĐANU –

La poesia è dedicata a Srđan Aleksić, Serbo che durante la guerra nel territorio della ex Jugoslavia ha dato la vita difendendo un cittadino Bosniaco. In questo modo a tutti ha mandato il messaggio di accendere la fiaccola della pace

 

Lo ha partorito la madre all’alba

Nella lucentezza del sole fin dove arriva il mare

Con le stelle gli ha illuminato l’anima

L’umanità gli ha impresso nel cuore.

Le buone fate lo hanno coperto d’oro.

Lo splendore della luna gli ha portato la guerra

Oi Srđan, turbine della primavera

Oi Srđan, sorgente del paradiso

La tua anima ora dorme nel cielo

L’acqua del paradiso ti lava il viso

La tua umanità rimarà nei secoli

Finchè ci sarà la giustizia, l’amore, l’uomo

Dormi Srđo nel soffice letto

Dormi Srđo nel giardino d’oro

Prega Dio che non ci sia più guerra

Che non ci siano più i crimini

Che non versi neanche una lacrima alcuna madre

Che la disumanità alla fine capisca

Che la pace si coglie come i fiori

Dormi, bambino, ti prega una madre

Della quale caddero sul tuo viso le lacrime

Baciandoti i vestiti e le mani che difesero l’umanità

Sulla tua tomba la terra brilla con la pace dorata

La tua esistenza offra alla gente la speranza

Che nel nostro mondo l’uomo cerca pace

E che canti la croce e che suoni la luna

Perché nel mondo vivono coloro

Che hanno l’anima colma d’umanità

Perciò,

Dormi bambino,

Che il letto ti sia soffice

Rimarrai ricordato Srđan

Per sempre!

 

 

 

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