L’EBANISTA – Davide Leonardo Petri Scrittore

Sinossi:
Per caso, alla vigilia di Natale, un giovane, talentuoso e abitudinario ebanista, che si era trasferito a Firenze presso un ricco rivenditore di opere d’arte, si imbatte in un libro definito dalla commessa del negozio come “un libro magico che può essere venduto solo ad un giovane falegname”. Il ragazzo possiede uno straordinario talento e una grande passione per le statuine e si sente particolarmente attratto da quel libro di legno in apparenza per bambini. Così decide di acquistarlo. Dopo un breve periodo in cui gli eventi attorno a sé lo distraggono – soprattutto la prematura scomparsa del suo datore di lavoro che lo mette di fronte a un’inattesa realtà – il giovane ebanista inizia a leggere il libro di legno e, quasi senza accorgersene, se ne ossessiona lentamente.

Succede solo nelle favole di trovare un libro magico che sia veramente tale? O è possibile che accada casualmente, nella vita di tutti i giorni, a una persona qualunque? Sarà veramente in grado l’artista di realizzare quanto trova scritto nel libro? Questa è la sfida a cui il giovane vorrà andare incontro.

L’Ebanista accompagna il lettore passo dopo passo nel percorso del giovane artista, nella sua rivoluzione interiore tra lavoro, denaro, amori, tradimenti, amicizie ed emozioni a non finire. Inoltre contiene la sua prima sfida in veste di scopritore dei segreti altrui. Nella sua prima indagine riuscirà a scoprire gli aspetti reconditi dei Lascar: ricca famiglia fiorentina con la quale si dovrà inevitabilmente confrontare.

Perché leggere questo libro

Perché leggere questo libro - Davide Leonardo Petri

Questo libro ha la caratteristica di essere di piacevole lettura perché annette tra lu sue righe una buona dose di fantasia alla realtà nuda e cruda in cui il protagonista si imbatte.  E’ un libro adatto a tutti, di facile lettura e comprensione e include la nascita di un nuovo personaggio, il quale, con l’aiuto di un libro cerca di scoprire i segreti inconsci delle persone che lo circondano. Tra l’altro include un interessante storia d’amore che pagina dopo pagina si trasforma creando la giusta suspense e una buona dose di attesa in chi lo sta leggendo.

Come è citato nella sinossi nel box precedente il protagonista trova un libro in un momento delicato della sua vita, cioè quando i suoi punti di riferimento nella vita scompaiono, lasciandolo solo con i  suoi dubbi e le sue incertezze. Grazie a questo libro e alla sfida che gli propone il giovane ebanista comincia la ricerca di se stesso, sperando di ottenerla realizzando statuine magiche.. Ce la farà? Riuscirà a realizzare le statuine che lo condurranno da se stesso? Questo è ciò che lui si augura..

 

Il sogno

Il sogno - Davide Leonardo Petri

Quando stavo scrivendo questo libro ho sognato per sei giorni consecutivi delle statuine come quelle rappresentate nella foto. Ho raccontato il contenuto del sogno dentro il libro attribuendolo al mio personaggio.

Infatti oltre alle cose già elencate in questo libro mi diletto con l’aiuto di un libro di Jung dal titolo “L’interpretazione dei sogni” a creare dei sogni che fanno alcuni personaggi e a tradurli in base alle loro esperienze di vita.

Tutti tranne uno che ho lasciato senza interpretazione sfidando il lettore a trovarla all’interno del libro.

 - Davide Leonardo Petri

Chi sono, i miei hobby ecc..

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Sono nato circa 46 anni fa a Monza e dopo un periodo in apparenza tranquillo ho iniziato a girovagare lontano dagli affetti familiari, sballottato fin da piccolo in vari e stravaganti collegi.

I miei genitori si erano separati quando io ero ancora un bambino e come per tanti altri divorzi anche quello che capitò a me non fu consensuale. Con il passare degli anni il disagio accumulato per molto tempo, aggravato da un evidente deficit dell’attenzione esplose all’età di 15 anni. Infatti a causa di rapporti conflittuali con mia madre, con la quale era andato a vivere, e con mio padre che vedevo raramente, sono scappato di casa subito dopo l’ultimo giorno di scuola. Ho fatto i bagagli e sono scappato a bordo del mio motorino fino alla stazione ferroviaria di Besozzo (VA) dove sapevo che avrei preso un treno che mi avrebbe portato a Milano. Avevo appuntamento con un ragazzo conosciuto da poco a scuola, di un paio d’anni più grande di me, il quale aveva organizzato un ritrovo con alcuni suoi amici presso la casa che suo padre aveva acquistato a Forte dei Marmi. Dovevamo incontrarci tutti alla fermata dei pulmann poco distante dal Castello Sforzesco e prendere l’autobus che ci avrebbe portato a destinazione. Decisi di andare con lui perché vicino a Viareggio, poco distante da dove ero diretto, avevo avuto una fidanzatina che si era innamorata di me e speravo potesse aiutarmi a trovare una sistemazione. E così accadde, tant’è che mi fermai a Viareggio per un mese, fino a quando mia madre, che aveva scoperto da mia sorella dove ero andato, si fece trovare inaspettatamente presso la pensioncina dove mi ero alloggiato. A differenza di quello che si potrebbe pensare non mi forzò di tornare indietro però mi fece capire che se lo avessi fatto mi avrebbe perdonato riaccogliendomi in casa. Dopo aver parlato con lei decisi di rimanere ancora qualche giorno a Viareggio e poi tornai a casa.

All’età di 17 anni andai a vivere da solo in Argentina, precisamente a San Ramon de la Nueva Oran, un paesino vicino al confine boliviano. Non fu una mia idea, ma bensì di mio padre, il quale aveva da poco iniziato un’attività in Argentina. Lo scopo della mia permanenza in Argentina era quello di allontanarmi da cattive amicizie responsabili, secondo i miei genitori, del mio uso costante di Cannabis e anche quello di controllare, in assenza di mio padre, l’attività di coltivazione di caffè e banane. In quel periodo lavorai per i primi 3 mesi direttamente alle piantagione che erano situate nel bel mezzo della Jungla, e condividevo il mio tempo con i peones e i capataz che soggiornavano stabilmente nel villaggio insieme al sottoscritto. Dopo il terzo mese decisi di scappare dalla jungla e di andare a vivere in paese dove c’era un’ufficio/abitazione con l’autorimessa per i mezzi pesanti, che mio padre aveva fatto installare per ospitare i dirigenti che settimanalmente dovevano far visita alle piantagioni. Malgrado mio padre avesse dato l’ordine preciso di non farmi allontare dal villaggio della piantagione in cui stavo, litigando con quasi tutti i dirigenti riuscì ad impormi obbligandoli a lasciarmi restare in paese. Fu un’esperienza difficile ma anche divertente, soprattutto dopo i primi tre mesi. Ancora oggi la considero una delle esperienze più belle della mia vita. Durò in tutti circa un anno, dopo il quale mia madre volle il mio rientro per farmi riprendere gli studi che nel frattempo avevo interrotto.

Quando tornai in Italia non andai a vivere a casa di mia madre, stavolta fu mio padre ad accogliermi nella sua lussuosa villa situata a Cantello (VA). Era convinto che la lezione mi era servita, che ero cambiato e che non avrei più dato problemi e non avrei più fatto uso di stupefacenti. Ma si sbagliava, ormai ero diventato più che mai una testa calda, un ragazzo incontrollabile e infatti dopo neppure un anno di convivenza mi sbattè fuori casa. Da quel momento in poi trascorsi gli anni più difficili della mia vita nei quali conobbi un mondo diverso, quello della strada con le sue leggi crudeli.

Dopo peripezie di vario tipo come l’uso di droghe, le frequentazioni pericolose, una relazione amorosa interrotta dopo 5 anni a causa delle mie ricadute e il rischio concreto di buttare la mia vita, all’età di 27 anni tornai a vivere a casa di mia madre. Per uscire da tutti i miei guai e dalle devastazioni che ero solito infliggermi, decisi che avrei dovuto capire le motivazioni che mi avevano indotto a prendere la via sbagliata e iniziai un vero e proprio percorso di comprensione di me stesso. Quando andai a vivere a casa di mia madre erano due anni che frequentavo due volte alla settimana uno psicologo. Una persona a cui sono grato ancora adesso perché con la sua pazienza e le sue capacità mi permise di comprendere cosa avevo dentro di me, cosa mi impediva di fare una vita normale. Lo considero il mio maestro di vita che mi ha accompagnato per quasi un decennio insegnandomi gratuitamente tutto ciò che c’era da sapere.

Con il suo aiuto nell’arco di qualche anno “normalizzai” la mia esistenza e riuscì a lasciarmi alle spalle tutti i problemi che avevo dovuto affrontare. Mi cercai un lavoro costante e serio e imboccai una strada che ancora oggi percorro: lavoro, casa, amici, moglie, (e dopo l’Incontro) anche chiesa.

Mi sposai all’età di 36 anni e mi stabilizzai anche sotto il profilo sentimentale, materia che ancora maneggiavo con molta cura. Conobbi la mia futura sposa nel luogo di lavoro. Dapprima andammo a convivere e solo dopo quasi 6 anni di relazione stabile decidemmo di sposarci. In seguito, dopo quasi una decina d’anni, cioè ai giorni nostri, abbiamo deciso di avere un figlio. Manca poco ormai, tra quasi 5 mesi avremo una splendida bambina.

Posso affermare di aver vissuto una gioventù bruciata che, grazie a Dio, è durata solo quel tanto da farmi comprendere la debolezza umana, ma non così tanto da impedirmi di rifarmi del tempo perduto.

Oggi sono un uomo come tanti altri, con i miei pregi e i miei difetti, uno che più volte si è rimesso in gioco sperando di migliorare se stesso e la propria vita.

Prima di iniziare a scrivere ho sempre fatto l’agente immobiliare, e ancora oggi ho parecchi clienti che mi cercano per vendere le loro case, ma come detto in precedenza sono diventato un convinto scrittore solo dopo aver vissuto “L’incontro” che ha nuovamente scombussolato la mia psiche e la mia realtà rimescolando ancora una volta le carte. Se prima non pregavo e non frequentavo la messa Cristiana, oggi vado a messa due volte la settimana e prego tutti i giorni almeno tre volte. Ma di questa storia ne parlo più approfonditamente nella pagina il mio primo libro.

Hobby

Quando non lavoro adoro fare delle lunghe passeggiate in alta montagna e la mia meta preferita è il Trentino. Per anni ho trascorso le mie vacanze scalando montagne e ancora oggi non appena mi è possibile mi armo di scarponi e di racchette e vado a godermi il verde e la quiete della natura.

Mi considero anche una persona sufficientemente sportiva perché pratico con una certa regolarità il gioco del tennis. Per porterlo praticare con una certa continuità mi sono iscritto in un centro sportivo.

Inoltre sono appassionato di francobolli e ho una collezione amatoriale, di scarso valore economico ma che per me al contrario rappresenta alcuni bei momenti di svago in cui mi estraneo completamente dal mondo esterno inserendo e guardando francobolli.

Abito in una casa con giardino e inevitabilmente sono “costretto” ad occuparmi del verde che circonda la mia abitazione. Ho alcune piante molto belle tra le quali un acero e un ciliegio; oltre a vari fiori come le splendide rose rosa che albergano da anni innanzi alla mia porta d’ingresso.

Amo gli animali e ho due splendidi gatti che abitano con me e mia moglie.

 

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