MARINA CORAZZIARI Jewels artist

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MARINA CORAZZIARI
Jewels artist

Non chiamateli gioielli. Una definizione restrittiva che da sola non basta a contenere la creatività ed il gusto raffinato dell’artista Marina Corazziari: le sue opere sono dei veri pezzi d’arte, piccole sculture dove i materiali più diversi si incontrano e si fondono sotto la sua abile maestria, incarnando lo spirito post industriale stravolto dall’eclettismo della sua immaginazione, dove il minimalismo è assolutamente bandito. Si tratta di bijoux dal sapore etnico e liberty, che strizzano l’occhio all’opulenza barocca ed al simbolismo bizantino, conservando quell’allure antica per effetto della lavorazione del metallo, che non è protagonista ma filo conduttore, in oro o argento, per sorreggere pietre come il corallo, il topazio, il turchese, l’avorio e la madreperla. Rubano i bagliori dell’oriente ai mosaici ravennati, la brillantezza dei colori alla corona del Sacro Romano Impero, la vanità alle ricche matrone dell’Antica Roma e non temono di mostrarsi in tutta la loro regalità. Sono monili di una regina d’altri tempi. E’ il trionfo del Bello nella sua accezione più greca del termine, dove la bellezza della forma va di pari passo con quella della sostanza, annullando il concetto di splendore superficiale senz’anima. Ricorrente il tema delle farfalle che, a detta della stessa artista, esprimono per lei il desiderio di volare ed evadere sulle ali della fantasia. Non mancano all’appello le ricostruzioni di gioielli d’epoca, dove i collarini da gran dama di corte ed i cammei spadroneggiano in tutto il loro sfarzo. Marina, figlia d’arte, si laurea in scenografia e storia dell’arte presso l’Accademia delle Belli Arti di Bari, città dove fonda nel 1988 la sua prima “Bijouxteca”, per poi specializzarsi in oreficeria presso la storica Uno A Erre di Arezzo, fa parte dell’associazione  A.G.C. (Associazione Gioiello Contemporaneo) e nel 2008 è stata insignita del premio internazionale Foyer des Artistes. Docente di design del gioiello presso licei di Bari e Trani, è prima in elenco all’Accademia di Belle Arti di Roma. Il suo estro si declina anche in alta decorazione applicata agli abiti, grazie alle tecniche apprese nel master conseguito presso la Fondazione Roberto Capucci a Firenze, tanto da spaziare con le sue collaborazioni fino al cinema ed al teatro in veste di costumista. Risiede a Trani, lavora fra Firenze, Roma, Milano e Parigi, ed ha all’attivo oltre duecento mostre, in Italia e all’estero, fra l’altro quasi tutte personali: fra le più famose, quella al Museo del Grand Palais di Parigi del 1988, a Palazzo della Signoria a Firenze, alla Biblioteca Angelica di Roma. Il virtuosismo è di casa in famiglia Corazziari, tanto che nel 2011 Marina espone insieme al fratello Guido, architetto, nella mostra bi-personale Paso-Double al Palazzo della Provincia di Bari, riproposta subito dopo alla 54 Biennale di Venezia, nel contesto del Teatro Piccolo dell’Arsenale. Spesso presenta le sue creazioni abbinandoli a veri e propri spettacoli di musica, arte, danza e moda, arreda locali di tendenza, ideando e concretizzando, da vero stylist-arstist completo in tutte le sue sfaccettature. ollabora con stilisti fra cui Piero Guidi, Lacroix, il principe Giovanni Torlonia, impreziosisce celebrità del calibro di Katia Ricciarelli, Carla Fracci e Barbara Bouchet. E’ una vera e propria testimonianza dell’eccellenza Made in Italy che si spinge fino all’estremo oriente con Only Italia Shangai LTBF. Nella sua ultima mostra, tenutasi lo scorso agosto a Palazzo Palmieri in occasione dei 950 anni dell’Ordinamenta Maris, primo codice di navigazione al mondo che ha avuto i suoi natali a Trani, Marina inneggia alla multiculturalità del Mediterraneo, crocevia di razze e lingue, e la interpretata nelle sue più affascinanti sfaccettature, partendo dall’amore per il mare, i suoi segreti, le sue profondità e le sue creature, leggendarie o reali che siano, quali Sirene e stelle marine, conchiglie e rami di corallo. E per una creazione su misura, lasciate fare all’estro di Marina. Vi lascerà piacevolmente stupiti. di Claudia Chiari, 18nov2013

 

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