Materia, antimateria: influenze sull’espressione artistica dell’uomo – Yuleisy Cruz Lezcano

 

Materia, antimateria: influenze sull’espressione artistica dell’uomo

a cura di Yuleisy Cruz Lezcano

 

Perché si può decidere di accostare una mostra artistica e poetica alle onde gravitazionali?

Risultati immagini per onde gravitazionali

Gli uomini sono sempre stati affascinati della simmetria e dell’asimmetria, da sempre osservano la materia e solo da un po’ si fanno domande sull’antimateria, rapportando lo sconosciuto al già conosciuto.

Le scienze empiriche possono essere sovrapposte alle convinzioni collaudate dall’umanesimo, e queste sovrapposizioni, anche se istintivamente, possono sembrare casuali, potrebbero essere uno strumento efficace per semplificare quelle realtà non oggettivabili, che se pur non dimostrabili attraverso i sensi, esistono.

È dal reale che parte ogni processo immaginario creativo, per esempio Primo Levi che era un letterato e anche un chimico, era particolarmente colpito dalla chilarità delle molecole, cioè dal fatto che ci sono delle molecole che hanno una loro asimmetria, che essendo l’una speculare all’altra, non possono fare la stessa cosa quando interagiscono con le altre molecole. La cosa che colpisce però, è che le molecole della vita hanno un Levo-giro cioè una chilarità sinistrorsa, così come lo è anche il cuore.

Dove si vuole arrivare con questi discorsi?

Si arriva alla creazione attraverso le similitudini.

Tutto il processo creativo parte da qualcosa che all’inizio gli somiglia, poi si diversifica per rendersi “nuovo”.

Tanti concetti mantenuti nel tempo dall’umanità derivano da uno sforzo generale di unità e di ricerca di simmetria fra le cose simili ma non uguali, ma, invece, è dall’asimmetria che si trova, cercando i raggruppamenti, che nascono gli imprevisti, il nuovo, l’atto puramente creativo. La diversità è come un neo evidente sulla pelle chiara, è il segno di qualcosa. Forse la diversità comunica in sé qualcosa, l’inizio di qualcosa d’interessante, fuori dal comune.  Quello che noi osserviamo a un primo sguardo, è solo un universo semplificato, reso tale per essere percepito, quindi le etichette e le nomenclature servono solo a comprendere e a semplificare realtà complesse. Anche se tutti sappiamo che c’è ben altro, oltre al nome usato per identificare tutte le cose.

Da generazioni in generazioni, ipotizziamo di avere un’anima, come se ci fosse dell’antimateria contenuta dentro la materia. Per esempio potremo identificare l’anima come un nucleo di anti tempo, un nucleo che si oppone alla degradazione del corpo, con l’obiettivo, ancora non raggiunto, di donarci l’eternità. Per ovvi motivi l’eternità del corpo è un miraggio, ma tutti noi ci ostiniamo nel cercare nuovi misteri nella serratura per comprendere come l’antimateria potrebbe interagire con la materia, per oltrepassare i confini della morte corporea.  La sopravvivenza è da sempre una reazione istintiva. Perfino pensare alla parola morire, spesso, modifica in tutti noi il ritmo del respiro, se pensiamo alla morte a occhi chiusi, ci arrivano altri pensieri che rifiutano la morte stessa. È probabilmente la paura della morte che spinge l’uomo verso certe follie di distruzione dei simili e della propria casa.

Il primo sentimento che proviamo quando ci abbandoniamo all’evidenza delle cose che muoiono è un sentimento di smarrimento.

È la pre-morte come un sogno profondo pieno di apparizioni che ci tengono ancorati alla vita

(auto-cit.)

Ogni volta che pensiamo alla morte, un pensiero di vita ci invita a sostare sulla sua ombra. Un pensiero di vita è in sé una fonte di energia positiva che ci spinge verso l’evoluzione del pensiero.

Ora mi chiedo e vi chiedo, quale maggiore energia positiva dell’amore?

Quando pensiamo all’amore, subito, non so se per cultura, per tradizioni, per condizionamenti sociali, consuetudine, pensiamo al cuore; ed è incredibile! Perché come ho accennato prima, perfino il cuore ha una chilarità rivolta verso sinistra, come la  vita stessa. Solo il tempo si muove a destra, ma il tempo non è vita ma solo un’invenzione per contestualizzare l’universo, fatta dall’uomo. Ed è qui che mi tornano in mente i versi della bellissima poesia di Luigi Pirandello: “ E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno.”  Questi come altri versi isolati di numerosi poeti, pur sottratti alla loro organica appartenenza, finiscono col vivere di una vita propria, suggeriscono la presenza di un tempo senza tempo, dove il pensiero aperto diviene irriducibile al significato di tutte le scadenze.

L’uomo usa l’arte per andare a caccia dell’antimateria, per esempio nella poesia i versi sono paragonati ai raggi cosmici riflessi dalle particelle energetiche del pensiero, che nasce dapprima come un insieme di atomi elementari, che come tutte le cose si muovono in modo disordinato, occupando tutti gli spazi, finché nel loro percorso non sono organizzate nelle aree di pensiero logico.  Il pensiero logico crea onde cerebrali, misurabili con gli strumenti tecnici dovuti. Tutta la vita manifesta la propria vitalità attraverso movimenti ondulatori interni o esterni, più o meno percepibili. Anche il flusso del sangue crea delle onde di spinta lungo le arterie.  La vita segue le sue forze ondulatorie e il tutto è regolato da forze elettriche che producono magnetismo. Il magnetismo all’interno della materia fa sì che un corpo reagisca rispetto agli altri con forze attrattive o repulsive.

Se immaginiamo le emozioni racchiuse in un punto del nostro “universo uomo” possiamo immaginarle in movimento, un movimento continuo e ondulatorio che  prende la sua forma interagendo con l’ambiente, che a sua volta ha anche lui un movimento ondulatorio che occupa più o meno spazio intercalandosi fra ogni singola emozione, e lasciando spazio perché anche le emozioni deformino la percezione dell’ambiente e di se stesse. L’ambiente e le emozioni,

in un contesto favorevole, si avvicinano sempre di più, senza diventare per questo un’unica cosa. È proprio questo movimento ondulatorio fra emozioni e ambiente che regola i nostri stati di animo.

La mente dell’uomo è uno spazio flessibile dove le emozioni possono espandersi o contrarsi ed è l’apertura verso l’amore la forza più grande che vige “nell’universo uomo”. Solo l’amore muove tutte le emozioni insieme, generando onde che si espandono, come onde gravitazionali che cercano un orizzonte virtuale di massima espansione per trovare universi simili e fondersi. Vorrei ricordare le parole di Dante Alighieri: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Questi versi colgono in sé la relazione tra l’amore e l’orizzonte cosmologico e stellare. È l’amore la risposta a tutti “i perché”

e Dante l’ha descritto molto bene.  Lui attraverso una chiave di lettura coperta, ci dà una visione universale d’amore, amore come luce, come salvezza per uscire dalla selva oscura, dove l’uomo spesso si smarrisce. Questa selva simbolica ci porta sulla strada di tutti i dubbi, di tutte le domande, senza risposte, poi se continuiamo nell’interpretazione della Divina commedia, troviamo altre similitudini, per esempio fra i vortici dei gironi che calano le anime verso l’inferno e il vortice apocalittico necessario a rendere percepibili le onde gravitazionali.

Possiamo immaginare l’amore come l’origine di tutte le onde, il nucleo stellare dal quale partono i fasci di luce. Possiamo ben convincerci che stanno nell’amore universale tutte le risposte che l’uomo cerca nella vita, perché è l’amore come uno strano rumore di voci, che parlano di eterno, in un processo finale che dura la frazione di un milionesimo di secondo, reso infinito da tutte le possibili variazioni che compiono le emozioni che attraversano delle orbite istantanee che, appena si formano, spariscono per creare nuove orbite di senso.

È la mente come un Quanto di luce ed è il movimento che conduce a produrre i sensi che ci permettono non solo di vedere, ma di farci delle domande per indagare oltre. Esiste un’astronomia del vedere, non tutti vedono la stessa cosa, ma gli artisti vedono nel banale l’inaspettato. Ed è da questa visione che si genera la musa.

Esiste un’analogia fra il macrocosmo e il microcosmo, tutti i grandi corpi attraggono i piccoli corpi. L’amore è un volume enorme di antimateria che attrae a sé la piccola materia uomo, trasformandolo in corpo e anima, rispettando, come tutte le cose dell’universo, la legge universale.

Non siamo sul filo del paradosso, quando diamo all’ignoto la possibilità di riconoscersi nel noto, il mondo non è piatto, e la voce all’uomo dovuta per manifestarsi con tutta l’energia del sentimento è l’arte.

L’arte può racchiudere in sé tutte le emozioni vorticose, il foglio per il poeta può essere lo scenario apocalittico, così come può essere la tela lo scenario apocalittico per il pittore, ci vogliono però le emozioni che ruotino nello spazio mentale, come stelle vive ruotanti, le une attorno alle altre, così che lo stato di animo possa fondersi sul mezzo ed essere percepito da tutti. Questi fenomeni nel macrocosmo, se pensiamo alle onde gravitazionali, sono impercettibili e rari. Invece nel microcosmo abbiamo strumenti estremamente sensibili, quindi le emozioni fungono da propulsore delle onde creative e gli elementi stessi delle onde veicolano la qualità riflessa nel pensiero degli altri, che hanno gli strumenti della percezione innata per valutare se la nuova materia creata possa avere uno status eterno sulle frequenze dell’anima.

Grazie ai ragionamenti anteriori è nata la mostra artistica dal titolo “Onde gravitazionali”, ed è già dal titolo che si evince il tentativo di dare alla creatività artistica una libertà ondulatoria ed interpretativa., lontano da ogni scenario immaginato dall’artista, che ha solo stilato un’ipotesi iniziale di rappresentazione, che prende solo forma quando chi si avvicina agli oggetti  osserva e trova la propria realtà nell’oltre a quello che guarda. Questo concetto di fluidità dell’onda, che investe la mente potrebbe essere compreso dai pochi versi estrapolati dal libro “Foglie d’erba di Walt Whitman:

 

“Ogni verità attende in ogni cosa,

non affretta il proprio parto né oppone resistenza,

non ha bisogno del forcipe del chirurgo,

l’insignificante per me è grande quanto il resto,

che cosa è più o meno importante del toccare?”

 

ancora i versi di Walt Whitman che arrivano con  tutta la forza creativa dell’universo uomo:

 

“Penso che un filo d’erba non sia da meno di un movimento delle stelle,

e la formica sia altrettanto perfetta, e un granello di sabbia, e l’uovo di una gallina…”

 

Come si coglie dai versi di Walt Whitman anche le piccole cose possono essere importanti come le grandi cose. Ognuno di noi può provare una grande meraviglia di fronte alla proliferazione inventiva della vita che si esprime in un’infinita e imprevedibile varietà di aspetti. L’arte è solo una semplificazione della vita stessa. Anche il filosofo Shopenhauer è tra coloro che con un colpo d’occhio filosofico riescono a cogliere nel divenire dei fenomeni un elemento di continuità: l’energia cosmica che dà forma a ogni cosa. Il pensiero filosofico di Shopenhauer ha un grande fascino, pertanto vorrei completare questo articolo con un suo pensiero:

 

“La natura è energia cosmica in continuo divenire che si materializza in forme diverse e sempre nuove, minerali, vegetali o animali: in una distesa marina, ad esempio, in una foresta pluviale, o anche in una vasta catena di montagne nevose… ma anche nell’uomo.

La natura è la forza vitale di ciascuna specie e, di conseguenza, anche di quella umana.

 

Shopenahuer, come si può ben percepire, dà una definizione molto chiara alla natura delle cose e tutto questo ritorna nel suo capolavoro “la volontà di vivere”. Secondo me esiste una volontà di vivere nell’uomo che manifesta la profondità della sua anima attraverso l’arte.

Articolo scritto da Yuleisy Cruz Lezcano

 

Ho scritto questo articolo ispirandomi alla mostra dal titolo “Onde gravitazionali” che si inaugurerà a Bologna, nella sede dell’Artebo (Via San Petronio Vecchio 8) il 3 dic. Alle ore 17,00.

 

Gli artisti coinvolti nella mostra d’arte contemporanea “Onde Gravitazionali”sono:

Roberto Lacentra con “Aerei in volo”

Giovanni Cappelletti con “Sculture Sciamaniche”

Yuleisy Cruz Lezcano con il libro “Sensi da sfogliare”

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *