NEL TUO SILENZIO – Cenzo Casavola

NEL TUO SILENZIO

L'immagine può contenere: 1 persona
E’ storia di mitezza inaudita,
fedeltà estrema nella gioia infinita.
Resto attonito e smarrito
per così tanto amore; ora intendo
questo sacrificio vivo e vero,
di sangue innocente, passione voluta,
nuova ed ultima alleanza con noi del PADRE.
perché non altrimenti, o fratello?

Grido con tutta la voce del cuore:
Farti l’ultimo degl’ultimi, Tu, il primo?
Ti sei fatto polvere per rigenerala,
e presentarla al Padre, pura;
ti sei fatto creatura, tu, generato,
mansueto capro sacrificale
donato dal Padre nelle mani
dell’umana scelleratezza, colma
di facole di bara evaporanti.

Assurdo progetto di eterna vita,
posare la luce, la verità, l’amore,
sulle mie mani infami; dono sublime
per me misero e smarrito. Sono
veramente importante per Te o Padre?
Ma io, io sono impaziente, mormoro
con invidia, dono per ricevere, non ho
rispetto, mi adiro per gli schiaffi
ricevuti, e dico menzogne per salire
sul piedistallo. Non ho il tuo amore
nel cuore, non l’ho. Ti guardo
da sempre, lì, appeso, nudo
e sbrindellato cadavere, in croce.

Sono anch’io così nell’anima?
Se così, perché? O eterno Santo!
Per chi poi? Per chi? per me?
siamo uomini e demoni inferociti,
ci conosci uno ad uno, e conosci
la nostra fine, eppure ci sorreggi.

Ho vergogna, di avere tanto
e rispondere con il mio poco;
siamo ancora vipere e ipocriti,
morti nella tomba del mondo.
Siamo incapaci, increduli, dubbiosi,
senza nervi e ossa e scambiamo
amore per possesso, l’infinito
con il finito, la vita con la morte.

Con l’acqua e il sangue
del tuo costato, abbiamo
ricevuto l’eterna libertà,
ma camminiamo ancora
sotto i pesi della nostra povertà.

O mio Dio! Sommo bene,
letizia dell’anima nel ricordo
primo del Tuo pensiero;
non abbandonarci alle nostre pene.
Ci hai liberato dalla schiavitù
senza ritorno, per condurci
alla luce della Tua misericordia;
ma siamo ancorati e schiavi
di questo alienato mondo

O premura di ineffabile carità
per questa tua nefanda umanità;
chi di noi avrà la fede all’ultimo
tuo apparire, grande, in noi tutti?
Chi avrà, avrà inteso per intero
che noi amiamo perché Tu ci ami?
Che noi abbiamo perché Tu ce lo doni?
E chi è paziente,umile, mite,
da meritare la grazia della vera vita?

E’ possibile per noi già da oggi,
qualora apriamo la porta del cuore
al nostro Signore Gesù il Cristo;
Lui non si stanca mai di accarezzarci,
di cullarci, di tenderci la premurosa
e solida mano a sollevarci lieti.

O Gesù! In questa continua festa
di memoria, aiutaci a respirare
per respirarti, ad amare per amarti.
Grazie di vivere con me, fa che io,
in quel niente di grano, possa
sentire la fragranza del tuo pane.
QUADRO AD OLIO,,, LE DUE MARIE…sotto la croce

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *