NON RAZZE MA ETNIE – Roberto Rossi

NON RAZZE MA ETNIE

Difficile è comprendere questo nostro mondo, così complicato da essere costantemente diviso a tal punto da continuare a scannarsi. Il terzo millennio purtroppo non è dissimile dagli altri due che l’hanno preceduto, che poi sarebbero molti di più se consideriamo il tempo trascorso oltre la data cristiana di riferimento.
Allora una domanda: ” Siamo davvero confinati da una mente così limitata?” C’è chi vanta, sbagliando secondo me visti i risultati, la necessità di un Dio in cui credere per trovare la soluzione. Ma ben sappiamo che il monoteismo ha creato da secoli lutti, violenza, massacri, fanatismo. E non solo il monoteismo in fatto di religioni. C’è chi vanta forme ideologico- politiche, le quali anch’esse sono state fonte di imbarbarimento, violenza, dittature, autoritarismi, massacri. L’essere umano tende ad essere colui che ordina e dispone e chi non si adegua al pensiero dominante di chi si sente sopra tutti, viene assoggettato o eliminato. La storia umana ne è l’esempio. Allora un’altra domanda: ” Perché è così difficile comprendere che tutti noi umani apparteniamo ad una unica razza umana? Scientificamente è più che provato. Cos’è che ci complica la vita a pensare e renderci consapevoli di questa appartenenza? L’umano si è sviluppato su questo piccolo piccolo pianeta adeguandosi e diversificandosi abitando nelle diverse zone del pianeta stesso. Ora con la necessaria conoscenza e ponendo a parte i vari confini, limiti e pensieri limitati, citati sopra, non potremmo finalmente considerarci tutti appartenenti all’unica razza umana presente qui e imparare a scambiarci le conoscenze, le diversità, che sono nostre eccellenze umane ? Deporre quel vocabolo davvero obsoleto, che ci deriva dal colonialismo sopratutto europeo, che è ” razze”, e sostituirlo con, etnia o etnie, che in effetti sono e sono diverse culturalmente. Si tratta di eliminare un retaggio colonialista e schiavista, anche se a quanto pare, tale orrore ed errore mentale, sembra stia riemergendo dal passato. Si tratterebbe sopratutto di prestare attenzione nella considerazione di noi stessi come persone uguali come genere ma diversi nelle culture e sopratutto nei discorsi ufficiali sarebbe auspicabile venisse introdotto. In primo toccherebbe all’organizzazione mondiale dell’ONU, deputata al suo compito per cui è nata, anche se nella realtà è piuttosto vincolata da Stati prepotenti. Sarebbe una rivoluzione culturale non da poco. Perché non impegnarci? Anche se ci sono politici e capi di Stato riottosi su questo discorso, in qunato qualcuno poterebbe vantare un diritto di sovranità intoccabile. Una vera balla. Ma, anche normali cittadini infarciti di nozioni errate o da pseudo tradizioni, perché per mancanza di cultura e di conoscenza si crede d’essere superiori agli altri, ritenuti “inferiori” solo perché diversi negli usi, colore di pelle, idioma diverso, credo religioso differente. Specificità che dovrebbero essere vanto di tutto il genere umano. Si crede d’essre superiori, dicevo. Superiori a che? Cosa è che ci fa credere di essere superiori ad altre etnie? Che arroganza è? Il razzista è tale per ignoranza e paura. Paura di confrontarsi alla pari. Paura di condividere, di conoscere. Paura di mettersi in discussione e magari scoprire davvero che si potrebbe essere in errore. In ogni etnia risiede il fattore razzista, perchè sembra insito nell’umano la diffidenza sull’altro, su colui che vive oltre un confine. Ed è proprio per questo che sarebbe ora di cambiare quel vocabolo, quel termine, che insulta il valore di essere persona, instaura diffidenza e molto altro di negativo. Dobbiamo crescere culturalmente, diventare adulti, imparare a rispettarci reciprocamente. Impegnativo certo. Difficile, vero. Ma non impossibile, se davvero volessimo la Pace. E magari eliminare qualche pseudo valore come depredare la terra altrui, quel fattore di conquista che ha causato e causa orrori terribili. Anche oggi.

Testo di Roberto Rossi
Pittore, poeta, scrittore
Dipinto dal titolo: “Mondi tra noi” acquerello su foglio A4, anno 2016

 

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