Per chi suona la campana?

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Ernest Hemingway

Sappiamo tutti che “Per chi suona la campana” è un bellissimo romanzo del 1940 di Ernest Hemingway. Molti l’hanno letto e ricordano dopo anni la trama. Io l’ho letto da adolescente e la ricordo vagamente, ricordo però che l’autore racconta l’esperienza della guerra, vissuta dal protagonista Robert Jordan, arruolato nelle file dell’esercito popolare repubblicano, durante la Guerra Civile spagnola. Indubbiamente questa è una delle novelle più popolari di Hemingway, perché racchiude all’interno una bella storia di amore e di morte, in modo tale da dare alla narrativa un tocco di classe quasi atemporale, tipico dei libri classici che hanno fatto “la storia”.

In particolare il libro “Per chi suona la campana” narra tre intensi giorni vissuti per un gruppo di repubblicani resistenti che si nascondono nella “Sierra de Guadarrama”.

Il protagonista Robert Jordan è un professore nordamericano che combatte nella Guerra, il quale viene inviato in missione per detonare con esplosivi un ponte localizzato in un punto strategico.

Quando Robert Jordan arriva alla zona interessata, incontra un gruppo di guerriglieri, così conosce la giovane Maria della quale si innamora e….

Se siete interessati al seguito, leggete questa bellissima storia. Io in questo momento, vorrei spostare l’attenzione al titolo di questo libro per parlare delle campane.

Non so se vi siete mai chiesti quante volte suonano le campane della chiesa quando i parrocchiani decedono. Il transito dalla vita alla morte, per tradizione, è annunciato con la campana mezzana, popolarmente chiamata “Ave Maria”. In caso di morte però, la campana non è suonata in modo uguale ma esistono delle differenze. Il suono della campana cambia a seconda se il defunto abita vicino alla chiesa o meno. Se abita vicino, è suonata più a lungo, se invece abita lontano, il suono si prolunga meno nel tempo. Ci sono tre riprese, alla fine delle tre riprese, il suono cambia ancora a seconda se il defunto è di sesso femminile o di sesso maschile; se il defunto è di sesso femminile le campane rintoccano due volte; se è di sesso maschile tre. Poi cambia anche a seconda dell’età, se il defunto ha un’età compresa fra i 40 e i 60 anni, si suonano tre riprese con la campana piccola dopo i rintocchi. E così l’intera comunità può farsi un’idea sull’età e sul sesso dell’anima che saluta. Quindi quando vi chiederete in un futuro “Per chi suona la campana?” Potete trovare nei rintocchi più informazioni di quanto non credete, anche le campane svelano dei misteri.

Così io sotto il suono delle campane, mentre scrivo, vi svelo un segreto: il titolo del mio nuovo romanzo sul quale sto lavorando è “Due rintocchi di campane”.

Yuleisy Cruz Lezcano

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