Rafael Alberti un marinaio esiliato della poesia – Yuleisy Cruz Lezcano

Rafael Alberti un marinaio esiliato della poesia

La domenica alle due di un pomeriggio, in un giorno come oggi, il 16 dicembre del 1902, a Cadice, Andalusia, nasce un grande poeta, drammaturgo, scrittore, pittore esiliato dal regime franchista; considerato l’ultimo rappresentante della “Generazione 27” spagnola: Rafael Alberti, un membro di spicco di questa “Generazione” (movimento cui appartenevano, anche, Garcia Lorca e Vicente Aleixandre). Rafael Alberti è considerato uno dei maggiori letterati spagnoli della cosiddetta “Edad de Plata” (Età di argento) della letteratura spagnola (primo terzo del XX secolo). Questo poeta è stato premiato ed è stato riconosciuto il suo valore poetico in diverse occasioni.

Rafael Alberti quinto dei sei figli avuti da María Merello e Agustín Alberti, tutti e due genitori di origine italiana.
Il giovane Alberti sperimentò in primis la sua vocazione per la pittura, e continuò questa vocazione fino al 1920, anno decisivo per questo poeta; anno in cui perde suo padre. Ed è proprio questa disgrazia che gli suggerisce il suo primo poema. Da quel momento Alberti si scoprì poeta e non smise mai di scrivere versi.
Sole le parole completavano il giovane Alberti, al quale non bastavano più i suoi quadri. I suoi dipinti non erano sufficienti per esprimere i suoi sentimenti, mentre le parole, per la sua grande meraviglia, sbocciano in varie forme, ricche di colori sotto la sua penna.
Siamo nel 1922, Alberti ora legge tanto, fra le sue letture: L’antologia poetica di Juan Ramòn; alcuni poemi di Machado; le riviste di “vanguardia”; Le opere di Gerardo Diego; Borges; Ivan Goll; Jules Romains; Apollinaire; Guillermo de Torre.
Alberti, dopo i suoi primi saggi che sono chiaramente in evoluzione, scrive i poemi del 1922, che hanno già in sé un’unità tecnica e di spirito, in cui appaiono spesso immagini marine, cieli come tappeti stellati, comete, terrazzi di angeli, frutti e una melanconica nostalgia. Il suo primo libro “Marinero en tierra” (Marinaio a terra) è un canto d’amore per il mare ed è con questa raccolta che il poeta riceve il prestigioso Premio Nazionale della Letteratura. A questa raccolta lavorò dal 1922 fino all’anno 1924. Inizialmente penso di intitolare la raccolta“Mare e terra”, che, invece, è stata a seguito pubblicata con il titolo “Marinaio in terra”.
Risalgono agli anni ’60 i suoi “Poemi d’amore”, i versi per “Roma, pericolo per i viandanti”, “Gli otto nomi di Picasso”. Le più recenti rime “Amore in bilico”. Queste ultime sono dedicate all’erotismo e alla donna, specificamente alla sua nuova e giovane compagna. Alberti, durante la sua lunga vita poetica, stroncata all’età di 96 anni da un infarto, scrive diverse canzoni in cui si combinano le ispirazioni popolari frammiste a espressioni di somma cultura. Il poeta confessa: (..) Io quasi ho detto addio alla mia angosciosa vocazione pittorica per perdermi, con un polmone avariato, fra le strade di Guadarrama e continuare lì la mia vocazione poetica, con poemi molto diversi di quelli scritti anteriormente.
Dal 1923 Alberti non sogna più con il diventare pittore; solo userà alcuni suoi dipinti per illustrare la seconda edizione del suo libro “L’amante” del 1929.
Il suo libro “Marinaio a terra” raccoglie tutta l’originalità del poeta, che non tratta il mare nella sua magnitudine epica, se non come un tesoro di suggestioni brevi, alate e graziose, dando ai suoi versi delle flessibilità eleganti.
Alberti, anche se autodidatta e ribelle in gioventù, resta sempre un poeta legato ai colori, ai ritmi e all’anima antica della tradizione regionale. Come degno esponente della generazione del ’27, questo poeta partecipò al processo di rinnovamento della scrittura, lasciando tracce indelebili nella trasformazione del gusto, rievocando lo spirito del popolo dell’Andalusia, nonostante il suo esilio forzato. L’impegno politico di questo poeta, a un certo punto, prende il sopravvento, giacché con lo scoppio delle Guerra Civile, Alberti propugna le proprie idee anti dittatoriali in modo fermo e deciso, e per questo viene esiliato. Si sposterà dall’Europa al Sud America, mantenendo sempre saldi i suoi temi più cari: l’avversione verso le dittature e l’amore per l’arte – soprattutto la pittura.
Il cammino di Alberti e il suo stile sono riconoscibili. Questo è un poeta diviso fra amore e politica, con una vita segnata dall’impegno e dall’esilio; aspetto questo ultimo ben visibile nei suoi versi.

IL MARE
(traduzione Yuleisy Cruz Lezcano)

Il mare. Il mare
Il mare. Solo il mare!

Perché mi hai portato, padre,
in città?

Perché mi hai sradicato
dal mare?

Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.

Padre, perché mi hai portato qui?

Ululando per vedere il mare
un marinaio piccolo a terra
issa nell’aria questo lamento:

¡Oh il mio vestito da marinaio;
sempre gonfiato dal vento
al sorgere della scogliera!

(El mar, da Marinaio a terra, 1924)

El mar. La mar.
El mar. ¡sólo la mar!

¿Por qué me trajistes, padre,
a la ciudad?

En sueños, la marejada
me tira del corazón;
se lo quisiera llevar.

Padre, ¿Por qué me trajistes
acá?

Gimiendo por ver el mar
un marinerito en tierra
iza al aire este lamento:

¡Ay mi blusa marinera;
siempre me la inflaba el viento
al divisar la escollera!

Yuleisy Cruz Lezcano

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