RIFLESSIONI SU ALCUNE AFFERMAZIONI DEL GRANDE NOAM CHOMSKY. – Armando Ginesi

RIFLESSIONI SU ALCUNE AFFERMAZIONI DEL GRANDE NOAM CHOMSKY.
Noam Chomsky è il più grande studioso di linguistica vivente, il padre della cosiddetta “Grammatica generativa” che io ho molto studiato in contrapposizione con lo strutturalismo di Ferdinand de Saussurre.
Alcune sue dichiarazioni di ieri mi hanno fatto riflettere e dovrebbero far riflettere tanta gente. Tenere conto che non è certo uno arruolato in servizio permanente effettivo tra i putiniani. E’ nato a Filadelfia e vive negli USA.
Ha detto Chomsky: “in linea di principio non c’è niente di male nel tentare di stabilire rapporti con la Russia, anzi è un approccio sostanzialmente corretto”.
“Quel che sta accadendo ai confini con la Russia è il risultato dell’espansione della NATO: è scandaloso che nel 2008 Obama e Clinton abbiano offerto all’Ucraina di diventare membro dell’Alleanza Atlantica; è come se il Messico avesse tentato di aderire al Patto di Varsavia……….L’altro tema urgente è quello delle armi nucleari: Obama ha sviluppato – e Trump sta portando avanti – un programma di modernizzazione del nostro arsenale che rende possibile annientare l’intero deterrente russo con un ‘firts strike’. Questo mina la stabilità, perché salta la logica della deterrenza reciproca. Consapevoli delle potenzialità americane, i russi, in un momento di crisi, potrebbero essere tentati di colpire per primi, assicurando la distruzione reciproca. E’ così che riduciamo la tensione?”.
“E si ipotizzano nuove sanzioni e azioni militari , ma non si parla del fatto che Pyongyang aveva proposti di congelare il programma missilistico e nucleare in cambio della sospensione delle manovre militari Usa nella regione. Obama ha rifiutato. Perché non imparare la lezione dall’Iran? Anche Trump oggi riconosce che Teheran sta rispettando l’accordo nucleare”.
E sull’Europa: l’Unione Europea vacilla a causa degli effetti nefasti delle politiche di rigore. Una conseguenza è l’indebolimento della stessa democrazia: le decisioni vengono prese lontano dal popolo, dai burocrati di Bruxelles e dalla troika, che ascoltano le banche tedesche e francesi”.
Lo ricordo: è un grande intellettuale americano che parla.

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