SE IL TEMPO PERDE IL PROFUMO DELLA VITA – PER SNIFFARE L’ODORE DELLA GUERRA – Roberto Rossi

SE  IL  TEMPO  PERDE  IL  PROFUMO  DELLA  VITA – PER  SNIFFARE  L’ODORE  DELLA  GUERRA

È mattino. Cammino lungo l’erto sentiero per arrivare alla cima di monte Rione, m 1600. Osservo il circostante per me sempre emozionante e dal fondo valle sento dei rintocchi di campane…don…don…don…don…don…don…don…don…don…don… dieci rintocchi. Sono le 10 del mattino. Il tempo scandito che ci segue, ci ricorda, ci rammenta. Quel campanile forse suonava anche cent’anni fa, 1917, gli anni del mattatoio della prima guerra mondiale, definita la Grande Guerra! Chissà cosa pensavano quei giovani mandati al massacro. Di qua e di là del confine. Il confine. I confini. Quelli che ci costruiamo nella mente in continuazione. Un confine, un limite, un muro…e il tempo gettato tra bombe e morti. Tra razzismo e rifiuto. Il tempo odiato, amato, sprecato, cercato, difeso, e via dicendo. Ma, noi umani che ce lo siamo dato per dannarci col suo scandire ci racconta anche cosa di folle spesso facciamo: lo gettiamo, lo sprechiamo, peggio ancora, lo ignoriamo. Ma noi umani, sappiamo cosa sia? Oppure ci illudiamo di avere anche la replica? Il prezioso tempo, che per ognuno di noi è sempre poco e unico, ma di esso poco abbiamo compreso. Se guardiamo il quotidiano ciò che si nota è la frenesia di come consumarlo in fretta, mentre non c’è tempo per dargli il giusto valore nella sua vera preziosità ed unicità, di sentirne il profumo, il sapore, l’intensità. Unicità per ognuno di noi, perché anche se siamo “distratti” non abbiamo repliche, non siamo in prova. Da tempi remoti, dal tempo dei nostri antenati siamo in guerra con noi stessi ed i nostri simili; guerre di ogni tipo e guerre in ogni tempo e per molto tempo qualcuna di esse. Tempo. Forse non abbiamo chiaro il suo significato. Sprechiamo il nostro tempo a creare limiti, muri, pregiudizi, razzismi, filo spinato, per arginare dentro di essi le nostre fobie, le nostre paure, perché si erge un muro, un limite, una barriera, per nascondere la o le paure fobiche che ci sono nella nostra mente. E così ci mettiamo in gabbia. Non capendo che non è il muro, il limite, il filo spianto, che ci salva, ma bensì il suo giusto contrario, l’incontro, il rispetto, la cultura, la solidarietà, il tutto in forma reciproca. Ovviamente. Solo così si potrà abbattere i muri mentali e quelli fisici. Il tempo dovrebbe essere costruttivo e non distruttivo. Allora sì, il tempo diventerebbe un bene prezioso. Allora sì, si potrebbe fermare l’odio e smetterla di insanguinare questa terra già imbevuta di troppo sangue umano. Invece, oggi in Europa e nel mondo, sta riemergendo dalla fogna mentale, populisti, razzisti, xenofobi, per chiudersi in gabbie, chiamate Stati e la plebe ammassata sotto la bandiera dell’odio, ancora e ancora. Folli pifferai che blaterano illusioni per riportarci indietro nel tempo quando Stati e Staterelli, con mille confini, reciprocamente si odiavano e reciprocamente si guerreggiavano. Come tante tribù, ognuna col suo esercito, pronta ad aggredire ciò che sta oltre un confine. Altro che al sicuro. E non importa se il tempo è trascorso per niente. E non importa se ci saranno altre guerre. Questo avviene perché la storia è dimenticata, ignorata, omessa, revisionata per interesse. Basterebbe conoscerla, la storia, e quella melma mentale dissecherebbe al sole della Cultura ed il tempo diverrebbe davvero prezioso… E raggiunta la cima Rione a 1600 metri, entro nel piccolo Forte della prima guerra mondiale, restaurato e divenuto un luogo di armonia e di Pace, dove trovare un piatto caldo e cortesia. Un nido d’aquila si potrebbe definire per la sua ridotta superficie, ma essenziale e sopratutto accogliente. Il mattatoio è un ricordo. Dovremmo avere appresso sempre la valigia dei Valori condivisi per non cadere nella trappola di pifferai folli e populisti e le loro balle raccontate ogni giorno. E non stare all’ombra della bandiera dell’odio che ha fatto versare fiumi di sangue umano sull’amata terra divenuta landa di lacrime. Ancora oggi in molte parti del mondo è così. Quando impareremo ad amare il tempo a noi concesso? A capirne il senso? Ad amare il profumo della Vita? Invece di sniffare continuamente come dei drogati l’odore della morte di idiote guerre sante o pagane.

Testo di Roberto Rossi

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IL  SENSO  DI  TUTTO

Scorre il Tempo

nelle (tue) vene.

Scorre il Tempo

nella (tua) mente.

Scorre il Tempo

senza fermarsi mai.

Scorre il Tempo

dal tempo dei tempi

portando il senso di tutto

…se il tutto

fosse nell’ umana

mente.

Roberto Rossi

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