SE UN COLORE DIVENTA BARRIERA MENTALE LA DIFFICOLTÀ DI ESSERE UMANI – Roberto Rossi

SE  UN  COLORE  DIVENTA  BARRIERA  MENTALE 

LA  DIFFICOLTÀ  DI  ESSERE  UMANI

Se un colore diventa barriera mentale da causare reazioni violente probabilmente significa, che nella mente qualcosa si è interrotto. Uccidere con intenzione di farlo, per un colore di pelle diverso dal proprio gruppo etnico di appartenenza, diventa un chiaro segnale di pericolo per l’intera società umana ritenuta civile. Forse c’è necessità di una vera evoluzione culturale e il ripristino dei valori condivisi utili e indispenswabili affinché non si imbocchi reazioni violente con la distruzione dell’intera società civile basata sui diritti umani, valori umanitari ed umanistici indispensabili per una vera evoluzione intellettuale e sociale. C’è anche una plateale responsabilità in chi, nei decenni ha sproloquiato usando parole a vanvera aizzando odio e razzismo ben sapendo cosa stesse facendo. Come conseguenza è la convinzione che lo sproloquiare dia possibilità di agire in libertà in azioni d’odio. Ora si trova al governo. La sua coerenza ideologica, osannata dai suoi adepti, è il chiaro sintomo che nella società umana si è interrotto un pensiero comune di appartenenza ad una comunità democratica. La crisi umanitaria dei migranti gestita malissimo dai governi precedenti, ha fatto sì che il pensiero che ci accomunava di solidarietà e altruismo è affondato nel mare di odio che si è sviluppato. Tutto questo non ci porterà ad essere un paese moderno ma giusto il contrario, siamo diretti nel baratro di un imbarbarimento tremendo. Le varie reazioni ostili contro chi è di colore e l’odio che in certe manifestazioni di triste ricordo con saluto romano qua e là spuntano, dimostra la china pericolosa in cui stiamo precipitando. C’è estrema necessità di fermare tutto questo odio; di riprendere con coraggio il senso di umanità a cui tutti noi abitanti su questo pianeta, apparteniamo. Inoltre, noi cittadini, che crediamo nei valori di libertà, democrazia, di solidarietà, altruismo, abbiamo il dovere etico e morale di impegnarci a far sì che ciò che è in atto e sta dilagando, sia fermato per non ri-cadere nel pensiero unico di terribile memoria. Il coraggio di credere in una società multiculturale e multietnica come altre nazioni che già lo sono, non è altro che un percorso di arricchimento culturale e di conoscenza. E chi crede ed è convinto che i rifugiati, i migranti, sono tutti delinquenti, beh, allora dovremmo davvero farci tutti noi italiani un grande esame di coscienza e reagire di conseguenza contro mafia , corruzione e femminicidi. Perché scaricare sui migranti o a gruppi etnici, fatti e fattacci, significa che si è vigliacchi dentro, perché si nasconde il marcio in casa nostra. Cosa si deve fare allora? Semplice anche se è impegnativo. Dobbiamo prima cosa guardaci dentro in profondità, conoscere la nostra storia di migranti, conoscere la bellezza della nostra storia culturale, intellettuale, scientifica, artistica, di personaggi stupendi, conoscere l’umanesimo e riportare un nuovo illuminismo. Ma questo significa impegnare la mente, essere consapevoli ed avere conoscenza. Conoscere etica e rispetto. Essere altruisti. E non essere paurosi o credere ad invasioni che esistono solo nella mente razzista e meno che meno credere ai folli pifferai camaleontici che raccontano, quelli sì balle e bufale per intorpidire le menti e non far conoscere la realtà, anzi cercano di limitare questa libertà, perché il pensiero unico non accetta la verità né la realtà e tanto meno la libertà di pensiero, ma solo la sua versione unica. Certo, parlare di illuminismo con chi ha in testa il pensiero unico significa mandarlo in tilt, ma bisogna provare ad impegnarci a far sì, che il nostro paese non cada nelle mani dei nuovi barbari.

S’ ALZA  LA  VOCE

S’alza la voce

ribelle

per fermare

l’oscurantismo in atto.

S’alza la voce

affinché

siano fermati e sconfitti

coloro

che imbrattano

la vita

con lordure mentali.

S’alza la voce

contro

coloro che oscurano

la luce

dell’intelletto

della conoscenza

della libertà.

S’alza la voce

divenuta

urlo di speranza

per un mondo

diverso.

S’alza la voce

in questo mondo

di rovine mentali.

S’alza la voce

sperando d’incontrarne

altre di ribelli.

 

 

 

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