Sonetto o schiaffetto – Hamid Misk

Ci voleva non solo un bel sonetto!

Ad una difficile difesa

Ma un suonante schiaffetto

Per non dichiarare la resa!

Perché non sostenerti significa morire?

Ammettere che il Movimento abbia fallito

E’ comodo dire che il mondo si sia accanito!

Ma è pur giusto dubitare e dissentire

Ti abbiamo consegnato la corona più contesa

E il popolo era lusingato e illuso

Nella Roma dove il malcontento è diffuso

e la cittadinanza nel mirino d’ogni offesa

E tu ignara o cosciente…?

Hai accettato l’investitura e il sogno

Poi è cominciata la sventura

E l’assedio del Campidoglio

Hai voluto gettarti nelle braccia di un fascio

Dal passato discutibile e losco!

Ma non c’era nessun’altro nel bosco?

Gentile e poco propenso allo sfascio!
Che sia però scritto e inciso

Anche questa  benedetta volta

La corona! Nessuno te l’ha tolta

Così Grillo ha deciso!

Pertanto, la magistratura indaga

E chi sa cosa verrà fuori…

Ammettere i propri errori!

Sì è bello, ma l’infamia dilaga

Orchestrata dai Lombardi e i compagnucci,

che t’avrebbero divorata e data alle bestie

Ma ahimè non sono ancora finite le notizie

E chi sa a che cosa vogliono ridurci

Roma, te lo dico, in romanesco:

è bella, magnifica ma ‘nfame

Domandalo al suo cuor in fiamme

 

Basta er poco de stupidità per darle l’innesco

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