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Grande successo per il PREMIO internazionale D’ARTE, POESIA E PROSA “CASERTA 2017 – LA CATENA DELLA PACE” – Goffredo Palmerini

Grande successo per il PREMIO internazionale D’ARTE, POESIA E PROSA

“CASERTA 2017 – LA CATENA DELLA PACE”

La conferenza di Hafez Haidar, le Targhe alla Carriera e alla Cultura tributate, i vincitori del Premio

di Goffredo Palmerini

CASERTA – Grande successo di partecipazione, il 20 e 21 aprile 2017, alla prima edizione del Premio internazionale d’Arte, Poesia e Prosa “Caserta 2017 – La Catena della Pace”, evento organizzato dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt di Lecce in partnership con la Pro Loco di Caserta, con il patrocinio della Municipalità del capoluogo campano. Numerose le collaborazioni di associazioni culturali, sociali e di solidarietà nello spirito di pace che VerbumlandiArt anima con le iniziative promosse in Italia e all’estero, una straordinaria catena che all’arte e alla letteratura unisce la specifica missione di promuovere la Pace, il dialogo e il rispetto reciproco tra popoli e culture. VerbumlandiArt si fa portavoce, infatti, dei valori culturali delle Nazioni, dei sentimenti di amicizia e di pace dei loro popoli. Solo nel reciproco rispetto delle specifiche identità nazionali e culturali può affermarsi e crescere una cultura di Pace, nel rispetto delle diversità e nel dialogo con l’altro. Il progetto “Catena della Pace” ha come principale missione quella di promuovere stimoli per la formazione di cittadini d’una società sempre più aperta e multiculturale, dove si affermi un clima di sereno e costruttivo dialogo culturale. Dunque una visione della Pace che si alimenti di buone pratiche con lo scopo di contribuire a formare i nuovi “cittadini del mondo”, capaci d’affrontare e governare con sapienza ed apertura i problemi generati dalla convivenza di culture, religioni e convinzioni politiche diverse, oggi che davvero il mondo è appena fuori dalla nostra porta.

 

Nella prima giornata, dedicata al vernissage della Mostra d’Arte presso la Biblioteca “A. Ruggiero” sul tema della Pace, si è vissuto un momento di grande intensità emotiva con la consegna della Targa alla Carriera al magistrato prof. Amedeo Postiglione. L’illustre giurista ha affermato che la Pace si realizza nell’esercizio costante del rispetto dell’Altro, dell’Ambiente e della Legalità, perché non c’è Pace senza giustizia, senza rispetto per il creato e per i beni comuni, senza rispetto per la diversità culturale, etnica e religiosa. Amedeo Postiglione è Presidente Aggiunto Onorario della Corte Suprema di Cassazione, Vicepresidente del Forum Europeo dei Giudici per l’Ambiente, fondatore e direttore della Fondazione ICEF, nata nel 1978, quando la Corte Suprema di Cassazione creò il gruppo di lavoro “Ecologia e Territorio”, coordinato proprio dal giudice Postiglione, con esperti delle varie magistrature e del mondo scientifico, con lo scopo di promuovere la realizzazione di banche dati giuridico-ambientali. Già docente di Diritto ambientale all’Università di Urbino e all’Università La Sapienza di Roma, il prof. Postiglione è stato Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente, Commissario ad acta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Consulente dell’Unione Europea in materia di rifiuti pericolosi e Consulente del Consiglio d’Europa in materia di protezione della vita selvatica in Europa.

Alla serata inaugurale della Mostra e del Premio letterario hanno presenziato Daniela Borrelli, assessore alla Cultura del Comune di Caserta, Gian Maria Piccinelli, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” dell’Università della Campania, Regina Resta, presidente dell’associazione VerbumlandiArt , Carlo Roberto Sciascia, presidente della Pro Loco di Caserta e critico d’arte, Rosa Nicoletta Tomasone, vicepresidente della Rete di Cooperazione Culturale Europea “Le vie di Carlo V” e presidente del Centro Culturale Internazionale “L. Einaudi” di San Severo, Margherita Dini Ciacci, presidente regionale Unicef, Paolo Nicola Corallini Garampi, Gran Priore dell’Ordine dei Cavalieri templari di Gerusalemme d’Italia, Vittorio Giorgi, Console onorario dell’Uzbekistan, Rosalia Pannitti, presidente dell’Associazione Genitori d’Italia sez. Caserta, Giovanna Barca, presidente Donne Giuriste d’Italia sez. Caserta, Valentina Bellini Scala, presidente della Fidapa di Maddaloni, Marialidia Raffone, direttrice della Biblioteca “A. Ruggiero”, Lucia de Cristofaro, direttrice Albatros Edizioni, e chi scrive, Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo.

La mattina di venerdì 21 aprile, presso il Dipartimento Scienze Politiche “Jean Monnet”, ospite il direttore prof. Gian Maria Piccinelli, il prof. Hafez Haidar, docente di Letteratura araba presso l’Università di Pavia e candidato al Premio Nobel per la Pace, ha tenuto la sua conferenza alla presenza di illustri ospiti e di numerosi studenti universitari. Per l’insigne docente e scrittore Hafez Haidar bisogna superare alcune ipocrisie: “…a livello mondiale, una delle strategie deve essere quella di chiudere le fabbriche di armamenti che commerciano con i terroristi e boicottare gli Stati che finanziano il terrorismo con armi e denaro”. La diffusione della cultura, la conoscenza reciproca e il dialogo interreligioso sono la migliore forma di prevenzione dell’integralismo islamico, secondo il prof. Haidar, straordinario testimone della cultura della Pace ovunque, specialmente in Europa e in Medio Oriente. Nel mondo islamico – ha aggiunto lo scrittore – “…c’è la necessità di promuovere i diritti delle donne”. Il prof. Haidar ha quindi rivolto un invito all’Europa perché non si faccia prendere dal panico di fronte alla questione dei profughi: “…il mio Paese, il Libano, ha una popolazione di 3,5 milioni di abitanti. Tra siriani, palestinesi, iracheni, somali, ospita 3 milioni di migranti”. La Cultura della Pace deve dunque uscire dall’interiorità individuale e diventare fenomeno comunitario e sociale, in cui la diversità etnica, religiosa e culturale si viva come un arricchimento e non come problema.

Dopo la conferenza del prof. Haidar sono state consegnate le Targhe alla Cultura al prof. Gian Maria Piccinelli e all’avv. Antonino Cuomo che più volte è stato sindaco di Sorrento, scrittore raffinato e imprenditore. Un intermezzo musicale ha allietato la mattinata, con arie napoletane cantate dalla soprano Cristina Patturelli, accompagnata alla chitarra da Franco Manuele.

Nel pomeriggio, nella Biblioteca “A. Ruggiero”, si è svolta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti a poeti, scrittori e artisti risultati vincitori del Premio “Caserta 2017 – La Catena della Pace”, dei Premi speciali o delle Menzioni d’onore, dopo l’accurata selezione svolta dalle Giurie così costituite: per l’Arte ing. Carlo Roberto Sciascia, critico d’arte e presidente della Pro Loco di Caserta, dr. Giovanni Vinciguerra, gallerista, avv. Raffaele Murtas, artista autore e conduttore di programmi Tv; per la Letteratura prof. Hafez Haidar, docente universitario e scrittore, prof. Carlo Alberto Augieri, docente dell’Università del Salento, avv. Angelo Sagnelli, direttore artistico Spoleto ArtFestival Letteratura, dr. Annella Prisco, presidente Centro Studi Michele Prisco di Napoli, prof. Sergio Camellini, psicologo clinico e poeta. La serata è stata allietata da applauditissimi intermezzi musicali del fisarmonicista Pasquale De Marco. E’ stato infine tributato il Premio alla Carriera alla dr. Maria Cristina Poma e il Premio alla Cultura alla dr. Paola Galioto Grisanti.

Ciascun autore presente ha potuto declamare la sua creazione poetica e di prosa, suscitando emozioni intense. La serata è stata coordinata da Regina Resta e condotta brillantemente da Raffaele Murtas, che ha posto in campo spiccate doti dialettiche e di simpatica ironia, un tocco di leggerezza all’evento, il sorriso in contrappunto alle emozioni. Sono risultati vincitori del Premio letterario Enzo Bacca e Dorotea Matranga, ex aequo per la Poesia, Giuseppe Milella per la Silloge poetica; Paolo Miggiano per la Prosa. Per gli autori in lingua straniera sono risultati vincitori ex aequo i poeti serbi Mika Vlacovic Vladisavljevic e Borisav Blagojevic. Per la sezione Arti Figurative sono risultati vincitori Carmine Sibona per la Scultura, Pier Felice Trapassi per la Fotografia, Leonilda Fappiano per la Pittura. Questi gli artisti in concorso, le cui opere rimarranno esposte fino al 3 maggio prossimo: Gianna Amendola, Antonio Apicella, Norma Bini, Letizia Caiazzo, Daniela Capuano, Rocco Cardinali, Mirella Ciardiello, Loredana De Nunzio, Rosanna Della Valle, Rosanna Di Carlo, Renato Falco, Leonilda Fappiano, Giovanna Giordano, Anna Grisabella, Paola Nuzzo, Vincenzo Paesano, Vincenzo Piatto, Massimo Pozza, Gabriella Pucciarelli, Silvia Rea, Paolo Ruggiero, Bartolomeo Sciascia, Carmine Sibona, Pierfelice Trapassi, Anna Zulla, Sonia Zulla. L’allestimento espositivo e l’organizzazione del Premio sono stati ben curati da Ottavia Patrizia Santo e Guido Vaglio, con il generoso supporto di Mirjana Dobrilla e Leonilda Fappiano.

Hafez Haidar: «Scrivere è un atto d’amore. Ogni libro è per me come un figlio» a cura di Anna Ettore

Nato in Libano, Hafez Haidar è oggi docente di Lingua Araba all’Università di Pavia. Ha pubblicato numerosi volumi e bestseller per Mondadori e Piemme: La letteratura araba dalle origini all’età degli Abbasidi, Storia della scrittura araba, Come sigillo sul tuo cuore, Le storie d’amore nella Bibbia e nel Corano, Le donne che amavano Maometto. Ha curato l’edizione di altre opere, relative in particolare a Gibran, tra cui Le ali spezzate, Il figlio dei cedri, Dove nasce l’amore, Quando l’amore chiama seguilo, La notte ti parlerò d’amore, La città del mistero di Gibran, Fiabe arabe, Le mille e una notte, Sindbad e il Falco Sapiente, Maometto e i diamanti del Corano, Le Quartine di Omar Khayyàm. Ha inoltre dedicato al grande poeta una biografia romanzata, Seguirò il mio cuore.
Haidar è stato insignito del Premio Letterario Basilicata (2002), del Premio Internazionale Sorrento nel mondo (2006), del Premio al Dialogo Tre volte Dio (Città di Bari 2007) e del Premio San Fele d’oro Penisola Sorrentina Arturo Esposito (premio narrativa alla carriera, 2007). Ha vinto inoltre il Premio alla cultura per le iniziative letterarie dell’Unione Nazionale degli Scrittori della Lombardia (Circolo della Stampa, Milano 2008).

Professor Haidar, che tipo di rapporto ha mantenuto con il Libano, il suo Paese d’origine?

Il Libano è la terra dei miei sogni, il luogo in cui ho compiuto i primi passi e ho iniziato a esplorare questo cosmo affascinante colmo di misteri. Sono profondamente legato al mio Paese natale e sono convinto che coloro che dimenticano le proprie origini non hanno radici. Ho sempre mantenuto ottimi rapporti con il Libano. Quando sono arrivato in Italia, ho lavorato al Consolato generale del Libano a Milano in qualità di segretario e, grazie al mio lavoro, ho potuto aiutare economicamente per quindici anni due famiglie durante la brutale guerra civile, rinunciando a ferie e divertimenti. Quest’anno ho ricevuto una notizia che mi ha gratificato e ringiovanito: due giovani da me aiutati si sono laureati e hanno intrapreso il loro percorso nel mondo del lavoro.

E qual è il suo rapporto con l’Italia, ormai da tempo suo Paese di adozione?

Sono arrivato in Italia il giorno di San Valentino, mentre la neve cadeva lentamente su Milano, la città in cui ho studiato e poi mi sono sposato. Il mio rapporto con l’Italia è simile a quello esistente tra una madre e un figlio. In questo Paese ho conosciuto i frutti dell’amore familiare e culturale e ho aperto gli occhi a nuovi orizzonti. L’Italia è il pane della mia esistenza, mentre il Libano è l’acqua del mio corpo. Devo molto all’Italia, il Paese che sognavo fin da ragazzino e all’italiano, la lingua che ho cominciato a imparare grazie alle prime pellicole che si proiettavano in Libano. Sono molto felice di vivere in Italia e mi auguro di regalare un po’ di felicità anche agli altri, con i miei libri.

Lei è autore di moltissime opere di narrativa, saggistica e poesia. Come è nata questa sua passione per la scrittura?

Scrivere è un atto d’amore, è un dono che ci permette di conoscere i segreti della vita e dell’esistenza. Quando scrivo, cerco sempre di esprimere i sentimenti che albergano nel mio cuore e tutto ciò che tormenta o rallegra la mia mente. Da bambino, dopo aver conosciuto l’agiatezza, ho perso repentinamente mio padre e mi sono trovato improvvisamente senza casa né scuola. Mi sono rifugiato allora nella scrittura, che mi consentiva di esprimere con le parole la tristezza, la rabbia, l’inquietudine e le speranze, e che mi permetteva di liberarmi dal mio fardello di preoccupazioni.

Quali sono i temi che ama trattare nei suoi scritti?

Parlo d’amore, d’attualità e di temi religiosi. Affronto i problemi che rispecchiano il mondo in cui viviamo: intolleranza, razzismo, ingiustizia, violenza. Sono mali che possono essere sconfitti solo con l’amore, il dialogo e la conoscenza dell’ altro.

Qual è, tra quelli che ha scritto, il libro che preferisce? E perché?
Ogni libro è per me come un figlio ed è difficile decidere quale figlio è più bello dell’altro. Mi sento particolarmente legato al romanzo “Come sigillo sul tuo cuore” nel quale il Sultano e san Francesco cercano di mostrare la superiorità del proprio Dio e presentano le più belle storie d’amore della Bibbia e del Corano. Vorrei citare anche il mio ultimo lavoro, “Il viaggio notturno del Profeta”, che racchiude un mistero ancora irrisolto della letteratura, legato a Dante e alla sua scoperta di un manoscritto risalente al VII secolo riguardante il viaggio notturno del Profeta nell’Aldilà.
Che cosa pensa dell’ambiente letterario e culturale italiano contemporaneo?
L’ambiente culturale italiano è composto da una classe d’élite, di dotti, versatili ed eclettici, che non è in grado di aiutare i giovani a scoprire i frutti del sapere e di instaurare un dialogo continuo con loro. Oggi, abbiamo bisogno di nuovi talenti italiani. E’ assurdo dare tanto spazio agli autori stranieri, a scapito dei nostri.

Ci può parlare della sua esperienza come insegnante?

L’insegnamento è una missione. All’inizio ho incontrato diverse difficoltà nel comunicare e nel trasmettere le mie conoscenze, ma col tempo sono riuscito a penetrare nel cuore dei miei allievi e a capire le loro esigenze e i loro problemi. Ho scoperto, con umiltà, che gli insegnamenti trasmessi vengono giorno dopo giorno recepiti e apprezzati dagli studenti solo se il rapporto docente- discente si basa sul rispetto e la libertà d’espressione. Sono persuaso che quando un allievo viene promosso, abbiamo promosso tutta la sua famiglia. Ho insegnato vent’anni e ho visto laurearsi una schiera di dottori che ormai costituiscono il futuro di questo amato Paese.

E’ più importante per lei scrivere o insegnare?
Distinguere tra la bellezza della luna e la radiosità del sole è difficile! Ogni giorno vivo per scrivere e per insegnare, e il dì in cui non scrivo oppure non insegno mi sento disperato nel deserto della vita.
Che rapporto ha con la lingua araba e con il dialetto libanese?
Il dialetto è il patrimonio della nostra cultura locale, l’arabo è la lingua dell’informazione, della religione e degli enti scolastici e universitari. Il dialetto è un mezzo importante che mi permette di comunicare le idee e i pensieri in modo semplice ai miei compaesani e parenti, mentre l’arabo contemporaneo mi consente di conoscere i frutti della nostra cultura e di colloquiare con gli arabi di altri Paesi.
Nella sua esperienza di vita in Italia le è mai capitato di sentirsi vittima di un modo di pensare discriminatorio?
Sì, a volte alcune persone mi hanno attaccato e offeso senza avermi neppure ascoltato oppure aver letto i miei libri. Sono convinto, anche alle luce di questi spiacevoli episodi, che solo con il dialogo e la reciproca conoscenza potremo abbattere i muri dell’ignoranza, dell’odio e dell’intolleranza.
Di quali progetti si sta occupando attualmente?
Lo scorso mese di gennaio sono stato nominato coordinatore della sezione “Letteratura straniera, arte e spettacolo” del premio Penisola Sorrentina. Attualmente sto scrivendo un nuovo libro e sto lavorando alla promozione di un evento culturale volto a dare maggior spazio ai giovani talenti.
http://www.arabafenicenet.it/2009/02/28/hafez-haidar-scrivere-e-un-atto-damore-ogni-libro-e-per-me-come-un-figlio/

Hafez Haidar: “Gibran è il mio professore di vita” – Elisa Ricco

Hafez Haidar è uno scrittore e poeta di origine libanese, ma di cittadinanza italiana. Ha pubblicato vari libri di saggistica e di narrativa ed stato insignito di numerosi Premi letterari, come il Premio Letterario Basilicata (2002), il Premio internazionale Sorrento nel mondo alla Cultura (2006), il Premio alla cultura per le iniziative letterarie dell’Unione nazionale degli scrittori della Lombardia (Circolo della Stampa, Milano 2008). Nel 2014 ha ricevuto il titolo di Cavaliere all’Ordine e al Merito della Repubblica Italiana per il dialogo tra Oriente e Occidente. Oggi insegna all’Università di Pavia ed è considerato tra i maggiori studiosi delle religioni monoteistiche.

Hafez, sei uno scrittore molto apprezzato e i premi letterari che hai ricevuto parlano da soli. Tra questi, nel 2002 hai vinto il Premio letterario Basilicata Sezione Letteratura Spirituale e Poesia Religiosa. Che cosa ha rappresentato per te questo risultato?

È stata una vera sorpresa. Si tratta di un Premio che in precedenza era stato assegnato a persone illustri come l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, all’arcivescovo Gianfranco Ravasi, al ministro della Cultura della Santa Sede, a Elio Toaff, a padre David Maria Turoldo e al poeta Mario Luzi. Mi ricordo ancora che quando me l’hanno comunicato stavo giocando con mia figlia, che all’epoca aveva 4 anni. Pensavo fosse uno scherzo. Il giorno della premiazione ho concluso il mio discorso con una poesia inaspettata, “Basilicata, terra promessa” che oggi si trova anche appesa nel Palazzo della Provincia della Basilicata.

Tra i numerosissimi premi che hai ricevuto, qual è quello a cui tieni di più?

L’affetto della gente, del pubblico. Mi sento un missionario in questo mondo, c’è bisogno di giustizia e verità. Del resto, a cosa serve un premio se non ci si mette a disposizione degli altri, dei giovani?

Quando è iniziato questo tuo amore per la letteratura?

Scrivo poesie da quando avevo 6 anni. Poesie classiche che sono diventate moderne con il tempo. All’età di 15 anni ho anche avuto modo di recitare davanti a poeti famosi come Said Aql e Nizar Qabbani. Devo molto anche a mio cugino Chouchou (nome d’arte del comico Hassan Ala’eddin) che in Libano era molto famoso, conosciuto quasi come Totò in Italia. È stato lui ad introdurmi nel mondo dell’arte.

Il Libano è il tuo Paese natale. Qual è il tuo legame con questa terra?

Per me il Libano è come un grembo materno, mi ha dato tutto. È un paese bellissimo, pensiamo anche solo al Tempio di Salomone che è stato costruito con i cedri del Libano. Questo Paese mi fa pensare ai miei affetti, alla mia famiglia. Il Libano è lo scrigno magico del mio passato, ma anche del mio presente.

Qual è il ricordo più forte che ti ha lasciato?

La mia famiglia. Mio padre, che è morto quando avevo solo 7 anni, era un uomo dal cuore generoso che ha venduto tutto per aiutare i poveri.

Poi,nel 1978, sei arrivato in Italia…

È un po’ come se avessi vissuto due vite: 18 anni in Libano e poi, dopo due anni in Kuwait, l’Italia. In Libano ho affrontato i primi studi che mi hanno aperto al mondo, mentre l’Italia ha completato la mia avventura di vita dandomi l’amore e insegnandomi a lavorare per la pace.

Quello della Pace e del dialogo è un impegno che stai portando avanti da molto tempo e nel 2007 hai vinto il Premio al dialogo “Tre volte Dio”…

Bisogna abbattere i muri dell’indifferenza e dell’odio. L’amore è più potente dell’ira, la compassione è più grande della violenza. Il perdono è un ponte per andare al cuore di Dio e dell’uomo.

Ecco qualche tuo pensiero:

“Aiutiamo l’uomo a scoprire la luce e ad uscire dalle tenebre per abbracciar la vita. Aiutiamo l’uomo privo di cuore ad entrare nei nostri cuori per conoscere i frutti della gioia e dell’amore. Aiutiamo l’uomo a portare le rose al posto delle armi”.

“Chi ha ucciso un solo bambino ha ucciso tutta l’umanità,

Chi ha calpestato o maledetto un solo bambino, ha spento tutte le candele dell’amore di Dio

nel suo cuore. Chi ha violentato una sola ragazza inerme ha rabbuiato il cielo, il mondo

intero”.

“La povertà è la grande gabbia degli innocenti”.

Questo tuo impegno per la pace è stato riconosciuto anche dall’Esercito libanese…

Sì. Mi è stato assegnato il premio dell’Alto Comando dell’Esercito libanese. Un gesto che mi ha molto onorato perché significa che hanno riconosciuto il mio impegno per la pace. Oggi aiuto l’esercito libanese a sostenere la crescita e lo sviluppo del Paese.

Hai scritto molto anche sull’amore…

“Il primo sguardo, il primo bacio e il primo abbraccio costituiscono la base dell’universo.

Tutto ciò che esiste sotto il firmamento palpita come un cuore innamorato: persino le rocce, le piante, i petali amano e si liberano nello sconfinato spazio sotto la cupola celeste trafitta dai raggi del sole.

Nell’amore non c’è differenza tra il nobile e il paggio, tra il re il ciambellano poiché tutti possiamo provare gli stessi profondi sentimenti e siamo venuti alla luce proprio grazie all’amore.

E quando l’amore bussa, bisogna subito aprirgli la porta del proprio cuore per permettergli di trasportarci nell’eden dei sentimenti.

Ci troviamo allora in un mondo immaginifico e surreale dove il cielo, la terra, il maree il bosco si tramuteranno in nidi per gli innamorati che si sveglieranno abbracciati quando la notte penetrerà nel giorno e si addormenteranno avvinghiati quando il giorno si tramuterà in notte.

L’amore racchiude la melodia del creato, le note dell’eterno e la sinfonia di tutto ciò che è passato, presente, e futuro.

E’ la nostra provvista quotidiana, è la nostra ancora di salvezza nei momenti ottenebrati dalle avversità del tempo. In esso ci rifuggiamo. Cerchiamo protezione sotto le sue ali ed esso ci accoglie come una madre e ci consola per permetterci di liberarci nuovamente sotto un cielo tempestato di stelle scintillanti.

Quando scorgiamo le orme dell’amore, dobbiamo intraprendere il cammino verso l’atteso sogno senza temere né il cocente sole né il gelido inverno. E all’arrivo dobbiamo stringere al petto l’amata senza alcun ripensamento, fondendoci in essa in un solo corpo, un solo spirito e un solo cuore, finché vedremo apparire in cielo l’arcobaleno dell’amore.

Come la purpurea rosa ha bisogno della rugiada, della brezza mattutina e dei raggi del sole per emanare il suo fragrante profumo, così l’amore ha bisogno di emozioni, sospiri, palpiti per fare sbocciare i suoi petali al cospetto del sole e della luna”.

“O rosa, ti ho cercata

Tra tutte le rose, ma non ti ho trovata. Ho patito, ho gridato, ho urlato,

girovagato

da una terra a un’altra nell’immensità. Alla fine ti ho trovata quieta, addormentata

nel mio cuore”.

Ti hanno spesso associato a un grandissimo nome come Khalil Gibran. Che cosa ha rappresentato per te questo grandissimo autore?

È stato il mio professore di vita. Avevo 10 anni ed ero a casa di mia zia quando ho letto per la prima volta “Le ali spezzate” che poi, dopo tanti anni, ho tradotto. Nel 2014 ho scritto un libro di poesie intitolato “L’ultimo Profeta, Gibran nel mio cuore”, grazie al quale ho ricevuto il fiorino d’oro di Firenze. Insomma, ho fatto tanto della sua strada, non ho fatto la sua strada.

A quali altri autori sei affezionato?

Dante Alighieri, Carducci, Leopardi e Pirandello.

Quali consigli daresti a tutti quelli che si apprestano a studiare la lingua araba?

Metterci amore, passione. Non bisogna avere fretta, è necessario avere pazienza perché ogni cosa fatta con la fretta non porta buoni frutti. Insegno anche questo ai miei allievi e devo dire che funziona.

Donne che urlano senza essere ascoltate – Khalil Gibran – a cura di Hafez Haidar

Donne che urlano senza essere ascoltateDAL 24 NOVEMBRE IN LIBRERIA!

«Quelli che provengono dall’infinito e vi fanno ritorno senza aver assaporato nessuna delle verità dell’esistenza, non sanno che cosa sia l’angoscia di una donna quando il suo spirito è sospeso tra l’uomo che il Cielo ha stabilito che amasse e quello che le leggi umane le hanno imposto. È una catastrofe scritta con il sangue e le lacrime delle donne e l’uomo con la sua legge ne ride perché non può capirla».
(inedito)
Khalil Gibran

 

L’amore può essere sublime, la via per un’esistenza migliore, ma può avere anche un volto crudele e malato e farsi strumento di oppressione. Khalil Gibran ne ha narrato entrambe le facce con parole vibranti di luce e poesia che invitano a navigare nello spazio dei sogni; e con parole dure che si levano come un grido contro l’infamia e la perfidia di uomini che considerano la donna un mero oggetto di piacere.

In questi scritti Gibran ci trasporta nel mondo orientale, dove le donne e i deboli sono vittime di sopraffazioni e prepotenze. Una denuncia da ascoltare ancora oggi.
Un’antologia ricca, curata da uno dei principali conoscitori dell’opera di Gibran.

 

Khalil Gibran, poeta, pittore e filosofo di origine libanese e di religione cristiano-maronita, emigrò sul finire dell’Ottocento negli Stati Uniti. Fu tra i fondatori, insieme a Mikhail Naimy, dell’Associazione della Penna, punto d’incontro dei letterati arabi emigrati negli Stati Uniti. Le sue opere si diffusero ben oltre il suo Paese d’origine, diventando un mito per i giovani che le considerarono come breviari mistici, e la sua poesia fu tradotta in oltre venti lingue.

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Hafez Haidar, nato in Libano, candidato al Premio Nobel per la Pace, insegnante presso l’Università di Pavia, ha pubblicato numerosi libri e bestseller tra gli altri per Mondadori, Rizzoli, Piemme e Fabbri Editore, che gli sono valsi numerosissimi premi e riconoscimenti. La sua traduzione di Le mille e una notte ha suscitato l’interesse del mondo letterario.
Da anni diffonde l’arte della narrativa e della saggistica nelle scuole e nelle università italiane ed estere.

 

DONNE CHE URLANO SENZA ESSERE ASCOLTATE
Khalil Gibran| a cura di Hafez Haidar
pp. 120|formato 14×21 brossura con bandelle
12,00 €
ISBN 978 88 6830 469 0

Il terrorismo, la vera maschera della morte di Hafez Haidar

 

Scuola coranica

scuola coranica

Il terrorismo è la vera maschera della morte.

L’estate scorsa, a Beirut , un amico mi ha raccontato di una discussione tra suo zio, lo Sceicco Hassan, che è un ulami, cioè uno scienziato della legge coranica “Shari’a” e un sostenitore del terrorismo.

Hassan, dopo aver ultimato la preghiera del Venerdì, si è recato in una caffetteria per scambiare qualche parola con gli amici e fumare in santa pace il Narghilé. All’improvviso è spuntato dinanzi a lui Ahmad, un giovane robusto, che con fare furioso ed arrogante gli ha detto: ”Vecchio maestro che predichi l’Islam nella moschea, non fai altro che parlare e costruire castelli sulla sabbia. E’ giunto il momento di agire, di sterminare gli ebrei e i cristiani dell’Occidente che continuano a sfruttare le nostre ricchezze, estraggono il nostro petrolio e il nostro gas e poi ce li vendono a caro prezzo. Con il denaro e le armi aiutano i dittatori a sottomettere il nostro popolo. Tu cosa fai? Sorridi e non prendi posizione! Predichi un Islam moderato, aperto al dialogo. Con chi pretendi di dialogare?”

Io predico la pace. Il nostro Profeta ci ha insegnato a rispettare anche chi appartiene ad una fede diversa dalla nostra, ci ha insegnato a non uccidere nessuno, sia esso musulmano, cristiano o ebreo. Maometto disse: – La fede islamica consiste nel fatto che tu creda in Dio, nei suoi Angeli, nei suoi libri, nei suoi inviati, nel giorno del Giudizio, nella Resurrezione dopo la morte! -“.

“Sei vigliacco e codardo! Citi il nome del nostro Profeta invano per nascondere le tue paure. Bisogna eliminare al più presto ebrei e cristiani portatori del male. Mi hai insegnato che bisogna rispettare ed amare la donna, ma i miei fedeli amici mi hanno dimostrato che le donne sono inferiori e che valgono un quarto degli uomini.”

“Maometto affermò: – Il Paradiso è sotto i piedi delle madri -”.

Dopo aver sospirato tristemente, lo Sceicco ha aggiunto: “Il Profeta ci raccomandò: – Ama tua madre, tua madre, tua madre e poi tuo padre – Non dimenticare che egli venerava Maria, la madre di Gesù, come testimonia la sura di Mariam.”

“Parli così perché hai paura di entrare nel Califfato e non vuoi far parte dei giusti?“

I giusti non uccidono, né violentano le donne, né vendono le ragazze ad un prezzo vile. In Siria e in Iraq, se una giovane ha occhi azzurri, viene venduta dall’Isis per 30 dollari, ma se ha gli occhi castani, il suo prezzo vale 20 dollari o al massimo 22. Per amore di Allah, questo lo chiamate Islam?”

“Le donne sono inferiori, perciò è giusto che siano considerate un bottino da spartire tra i fratelli che lottano per una nobile causa”.

“E tu chiami fratelli quegli assassini mercenari? Il Profeta ci ha insegnato che chi sparge il sangue di un uomo innocente ha ucciso tutta l’umanità e ci ha incitato ad amare i suoi fratelli, figli di un unico Dio Creatore, Compassionevole e Misericordioso”.

“Vieni con noi, altrimenti un dì te ne pentirai. Uccidi con noi i Francesi e gli Inglesi che ci hanno colonizzato in Siria, in Giordania, in Egitto e nei Paesi del Maghreb, ci hanno trattato come cani e hanno abusato delle nostre donne”.

“Il passato delle nazioni è pieno di amarezze, sofferenze, lacrime e dolori. Dobbiamo guardare verso il futuro, dobbiamo apprendere dall’Occidente i frutti della cultura e della democrazia e gettare al vento ciò che riteniamo non adatto ai nostri usi e costumi”.

“Proprio la scienza degli Occidentali ha distrutto il nostro Paese e ti ha fatto perdere la testa!”.

“Ricorda le parole del Profeta: – Chiedi di apprendere la scienza anche se è in Cina, perché la scienza è il tuo abito e la tua forza. Gli eruditi sono i custodi delle creature per ordine di Allah. Se chiedi consiglio ad un erudito, la sua mente sarà tua. Gli eruditi sono i custodi delle creature per ordine di Allah -”.

“Dimmi, grande sapiente, chi è il vero musulmano?”.

Maometto disse: “Il musulmano è fratello dei suoi simili: non li opprime né li umilia. Il musulmano è colui che salva i musulmani dai colpi della sua lingua e della sua mano”.

“Bugiardo, unisciti a noi per restituire all’Islam la sua vecchia gloria. Ai tempi dei califfi Omayyadi (661-750) ed Abassidi (750-1258) dominavamo il mondo intero ed ora è giunto il momento di issare la bandiera di Allah ovunque”.

“L’Islam non è il frutto della violenza, del fondamentalismo o del razzismo, ma si basa sulla giustizia, sulla fratellanza universale, sull’uguaglianza tra fratelli e sul perdono. Ti rammento le parole del Profeta: – La pietà di Dio è riservata all’uomo che ha aiutato suo fratello – ”.

“Perdono, cultura, amore, tolleranza, che razza di parole stai pronunciando? Vieni a costruire con noi un vero califfato, grande e potente, temuto da tutti”.

“Io non riesco nemmeno a capirti. Voi che edificate l’Islam sugli scheletri degli innocenti, quando vi presenterete a Dio nel giorno del Giudizio Universale, cosa Gli direte? Abbiamo ammazzato o sgozzato davanti alle telecamere uomini e donne innocenti per guadagnare il Paradiso, per avere tante spose sdraiate sui materassi di pura seta e per vivere nei castelli sfarzosi dove scorre miele o latte?”.

“Con te non si può ragionare. Secondo te, chi è al Baghdadi?”.

“Il califfo dovrebbe incarnare l’ombra di Dio sulla terra, sotto la quale ogni oppresso potrebbe rifugiarsi. Il tuo grande capo, al contrario, incita i suoi seguaci ad uccidere, a farsi esplodere tra civili inermii. Questo è il vero volto del tuo benamato califfo?”.

“Maledetto, il califfo al Baghdadi non è un oppressore! Anche se cerchi di farmi cambiare idea, io seguirò le orme degli eroi!”.

“Chiami eroi gli uomini di al-Qaeda che hanno distrutto le Torri Gemelle l’11 settembre 2001 o coloro che hanno ammazzato a sangue freddo i giornalisti di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015, oppure i terroristi che hanno massacrato degli innocenti nel teatro Bataclan il 15 novembre 2015? E cosa mi dici riguardo alle bombe umane che si sono fatte esplodere a Bruxelles il 22 marzo 2016 e al camion bianco che ha causato la morte di tanti bambini e donne a Nizza il 14 luglio 2016? Al Qaeda e l’Isis con le loro stragi hanno ucciso anche numerosi musulmani. Nel crollo delle Torri Gemelle sono morti musulmani, cristiani ed ebrei, inoltre la prima vittima del maledetto camion bianco di Nizza è una musulmana. Definisci eroici questi atti malefici?”.
Il giovane esaltato ha scosso il capo e ha ribattuto: ”Bugiardo, non sei diverso dagli altri!”. Detto ciò, ha spinto lo sceicco facendolo cadere a terra, poi lo ha colpito con un calcio dicendo: “Vedi, nessuno ti aiuta perché sei un codardo!”.

Lo sceicco ha esclamato: “Addestrate i bambini per sgozzare i giornalisti, gli ingegneri, i medici dinanzi alle telecamere. Questo non è Islam!”.

“Noi puniamo anche i bambini disobbedienti ed infedeli”.

“Maometto ha insegnato: – Chi non ama i bambini non riceverà l’amore di Dio – Pentiti, pentiti!”.

Poco dopo, si sono uditi due colpi d’arma e il giovane è scappato lasciando il suo maestro in un bagno di sangue.

Il terrorismo è il morbo dell’umanità, è l’arma letale di coloro che seminano l’odio, la violenza, l’atrocità, l’orrore nei cuori dei deboli, degli inermi.

I terroristi sono uomini spinti dal fondamentalismo sfrenato e irragionevole, dal razzismo e dall’ignoranza ad uccidere, a distruggere, a seminare ovunque panico e orrore. Accecati dall’odio e dalla vendetta, cancellano i sogni dei bambini e delle loro madri e deturpano le bellezze create da Dio e dagli uomini. Il dolore e il pianto degli innocenti costituiscono per loro occasione di festa, motivo di vanto e di gloria.

LE MILLE E UNA NOTTE – HAFEZ HAIDAR

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Domenica 6 novembre ore 18,30 appuntamento all’Enoteca Letteraria con Hafez Haidar, poeta e romanziere di origine Libanese vincitore di numerosi premi letterari internazionali e candidato al premio Nobel per la Pace. Modera la serata per IPLAC Loredana D’Alfonso partecipa Laila Scorcelletti e Antonio Moscatello

 

 

 

أخبار الصباح – مقابلة مع الشاعر البروفيسور حافظ حيدر 4/5

 

برنامج منوع الفقرات, يشمل قراءة سريعة لعناوين الصحف, أحوال الطرقات والطقس, إصدارات السينما, والكتب, وأحدث الإصدارات التكنولوجية, التي ستقدّم بأسلوب جديد ومختلف.
Akhbar Al Sabah is a new and unconventional morning news reporting show that regroups multiple sections including a quick overview of the Lebanese newspapers headlines, the weather forecast, the traffic and road situation, the latest movies and books releases, and the newest technologies.

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Beirut, 1 Settembre 2016, UNESCO. Premiazione – a cura dello scrittore Hafez Haidar, candidato Premio Nobel per la Pace

Beirut, 1 Settembre 2016, UNESCO.

Premiazione – a cura dello scrittore  Hafez Haidar , candidato Premio Nobel per la Pace – dei giornalisti e dei poeti libanesi di fama internazionale davanti ad un pubblico di 1000 persone a nome delle seguenti Associazioni:

Unesco, con il grande giornalista e poeta Zahi Wehbi premiato alla Carriera con la targa del Presidente Regina Resta, VerbumlandiaArt. Premio Letterario Int. di Poesia e di Narrativa.

Unesco, con il grande giornalista e poeta Zahi Wehbi premiato alla Carriera con la targa del Presidente Regina Resta, VerbumlandiaArt.
Premio Letterario Int. di Poesia e di Narrativa.

UNESCO , con il famoso giornalista Tv al Arabiya Ahmad Ali El Zein premiato alla carriera con la targa del Presidente della Camerata dei Poeti di Firenze Carrmelo Consoli.UNESCO , con il famoso giornalista Tv al Arabiya Ahmad Ali El Zein premiato alla carriera con la targa del Presidente della Camerata dei Poeti di Firenze Carrmelo Consoli.

UNESCO con il Grande poeta e Compositore Talal Haidar premiato alla Carriera con la targa del Presidente Regina Resta, VerbumlandiArt.

UNESCO con il Grande poeta e Compositore Talal Haidar premiato alla Carriera con la targa del Presidente Regina Resta, VerbumlandiArt.

UNESCO con il noto giornalista e presentatore Tv arabo e Libanese George Kordahi premiato alla carriera dal Presidente Roberta Sarra,Associazione Culturale Pegasus Cattolica.

UNESCO con il noto giornalista e presentatore Tv arabo e Libanese George Kordahi premiato alla carriera dal Presidente Roberta Sarra,Associazione Culturale Pegasus Cattolica.

14354951_1322005571174667_579645150459979593_nCenacolo Letterario Internazionale Altre Voci, Presidente Rodolfo Vettorello. Conferito al noto giornalista Zaven Kouyoumdjian

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– Premio letterario Internazionale  Energia per la Vita, Presidente Rita Iacomino, promosso dal Lions Club Rho.Conferito alla giornalista Sarah Ali Abdallah.

MOMENTI DELLA PREMIAZIONE

البروفسور حافظ حيدر المرشح لنيل جائزة نوبل مكرّماً في لبنان

ر والشاعر والأديب حافظ حيدر المرشح من قبل الدولة الإيطالية لنيل جائزة نوبل للسلام، والحائز على أكثر من جائزة أدبية وعالمية وعلى وسام الجمهورية الإيطالية

Hafez Haidar

Hafez Haidar

للأديان والثقافة والسلام، وذلك بحضور النائب على بزي ممثلا رئيس مجلس النواب نبيه بري، وزير الأشغال والنقل غازي زعيتر، القائم بأعمال السفارة الإيطالية في لبنان سيمونا دو مارتينا، المدير العام للشؤون الثقافية بالإنابة إفراز الحاج، ممثل رئيس الجامعة اللبنانية محمد أبو علي ، رئيس الحركة الثقافية بلال شرارة ورئيس الجامعة الثقافية في لبنان بيتر أشقر إضافة عدد من الوجوه السياسية والثقافية والأكاديمية والإجتماعية.
ألقي بالمناسبة عدد من الكلمات التي ركزت على إنجازات حيدر وعلى دوره في رفع إسم لبنان عاليا في مجالات الشعر والأدب والثقافة واللغة الجميلة ، فضلاً عن جهوده الثقافية والأدبية في تعزيز العلاقات الإيطالية مع باقي الدول وتفعيل الحوار والتعايش .
من جهته اعتبر البروفسور حافظ حيدر أنّ وجوده في لبنان والاحتفال به في نقابة الصحافة هو بمثابة نيل جائزة نوبل .

وفي نهاية الإحتفال قدم ممثل رئيس الجامعة اللبنانية محمد أبو علي باسم الجامعة ورئيس الحركة الثقافية  بلال شرارة باسم  الحركة درعين تكريميين الى حيدر

Hafez Haidar: Writer and Poet, Italy

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Hafez Haidar: Writer and Poet, Italy
Hafez Haidar is a writer and poet of Lebanese descent, but holds Italian citizenship. Haidar was born on May 25, 1953, in Baalbeck, an ancient Roman city known as the “Olympus of the gods.” He studied Greek Philosophy at the Arab University of Beirut. After moving to Italy, he studied for several months at the University of Perugia and later transferred to the University of Milan where he graduated with distinction in Modern Literature, specializing in Archiving, Paleography and Diplomacy.

In 1986, Haidar abandoned a diplomatic career and began to devote all his activities to teaching and writing to build a bridge for dialogue between Italy and the Middle East. He has lectured at the University of the Third Age of Milan and Cesano Maderno andat the Academy of the Guardia di Finanza of Bergamo. He currently lectures at the University of Pavia in addition to teaching courses funded by the European Union. Haidar has published several fiction books and essays with leading Italian publishing houses, such as Mondadori, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Fabbri, La Meridiana, and Mondolibri.

In 2002, Haidar was awarded the literary ‘Basilicata Section Literature Spiritual and Religious Poetry Prize,’ which had previously been assigned to the likes of the current Emeritus Pope, then Cardinal Ratzinger; Cardinal Ravasi, Minister for Culture of the Vatican Holy See; Elio Toaff, Chief Rabbis Rome; Fr. David Maria Turoldo; poet Mario Luzi; and Professor Franco Cardini.

In 2003, in the capacity of a writer and poet, Haidar participated with Francesco Giorgino, Noa, Fr. Ibrahim Faltas, Custodian of the Holy Land, artists Michele Lobaccaro, and the Quartet Napoletano, in the artistic and cultural evening Mediterranean Night, which was broadcast by Rai Uno to the purpose of the televised show was to establish a bridge for peace between the peoples of southern Italy and the Mediterranean.

Haidar is considered as one of the greatest scholars on the religions of the monotheistic world. He edited and translated many books from Arabic into Italian. Haidar is also the author of many books including best sells such as A Seal upon Your Heart, Muhammad and the Quran Diamonds, Miriam of Jerusalem among many others.

Haidar has won many prestigious awards such as the ‘Prix Dialogue’, the ‘Sorrento Peninsula’ prize, and the ‘San Fele Golden Fiction Career’ among many others.

In September of 2015, D. S. Prof. Luigi De Giorgi of the Verbumlandi Art Cultural Association conferred Professor Hafez Haidar the “Lifetime Achievement Award and was officially nominated for the Nobel Peace Prize. De Giorgi said that this acknowledgment of Professor Haidar as a cultural promoter of the highest level for his works on integration and cultural and religious understanding between peoples; Haidar’s goal is to show that between the Christian and Islamic worlds there is the possibility of peaceful coexistence and homogeneity between the two cultures.

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