Trasparente, il Mare mio interiore – Raymonde Simone Ferrier

Trasparente, il Mare mio interiore

Di quel mondo sottomarino incantato,
introspettivo e in compagnia seppur solingo,
chiedimi se voglio guarire.
E pure di quei miei occhi socchiusi a non finire.
Chiedimi se davvero di farsi catturare in una mano
il mio estivo soffione ha mai ambito.
Se velleità ha avuto un solo istante
di volar fuori dallo scorcio di Luce allettante
in autonomia incorniciatosi al centro
della privilegiata libera finestra.
Quella affacciata sull’immensità
del nostro bellissimo Mare a metà.
Che ulula il vento in cima alla scogliera
lo sai già..
ma chiedimi se è bastevole a nutrirmi l’anima
l’aria di Gran Largo;
se non è la mia più vibrante ambita dimora.
Poco importa delle coste il nitido avvistamento.
Quando così vasto e prodigo è il sentire
non conosce vele piegate, linea d’orizzonte,
ed è già sorridente frontalità,
sciorinare di essenziali baci salmastri sul volto.
Chieditelo con le mie stesse prolisse ali di manta volante,
vogliose e libere di essere.. Me..
e un po’ Te, misterioso cielo mio, di cui poter alitare.
Non è mai un semplice effimero lampo,
mai un accontentarsi.. è variegata pienezza un Cielo.
Ė azzurro riflesso d’anima a bagno nell’eterna risacca.
A bagno nell’Oceano della tua umile sensibilità,
del tuo tondo rispetto e della tua divina dignità
di Uomo attento e vero.
Chieditelo, se quelle acque con cui mi battezzasti un Giorno
non sono un Tempio a cui essere candidamente devota.
Io non me lo chiedo,
lo sono già.
Dal cuore, la trasparenza dello sguardo
non si può strappare.
Sul fondo dell’intimo suo Mare
possiede irremovibile radice secolare.
R.S.F.

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