Ultimo dell’anno – Raymonde Simone Ferrier

Ultimo dell’anno
Musica di sottofondo,
cibi prelibati nel piatto;
nel bicchiere della mente,
d’allegria e colore la voglia.
Aiola di viole del pensiero
di foglie morte disseminate
fuori e dentro.
Spasmo estivo
soffocato dall’inverno
o inverno privilegiato?
Realtà che si mostrano,
che si celano o confondono
tra fulmine sole e nuvole.
Di tutto e di niente
tutt’intorno si parla,
si balla, un po’morendo.
Nella moltitudine
paronimi ci si sente:
un po’ sole, un po’ soli.
E intanto, in un angolo di stanza
sfila intero il mondo;
sullo schermo notizie temute,
nuove ed a se stesse sempre uguali.
Altri germogli di futuro
dall’assettata pazzia
sono appena stati recisi.
Della loro linfa sparsa
e della loro oltraggiata innocenza
ha le ali zuppe e pesanti, la poesia.
A passi claudicanti mesta deambula.
Ė l’ultimo dell’anno,
un nuovo giorno punta all’orizzonte
ma l’anima non vola.
A mezzanotte si brinda senza gioia,
nessuna frizzante armonia,
nessun’euforia.
Nei bicchieri, bollicine di sola speranza
da incorporare e deglutire come corpo di cristo,
in silenzio e ad occhi chiusi.
R.S.F.
03.01.2017
Foto di proprietà

L'immagine può contenere: pianta, fiore, spazio all'aperto e natura

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