6 gennaio del 1883 nasce Kahlil Gibran di Yuleisy Cruz Lezcano

Un giorno come oggi il 6 gennaio del 1883 è nato Kahlil Gibran, poeta, narratore, pintore, e filosofo libanese , uno dei maggiori rappresentanti dell’arte nel mondo arabo, anche se molte delle sue opere furono scritte in inglese, perché l’artista ha vissuto più di venti anni in Stati Uniti. Fra le sue opere più importanti si collocano “Il Profeta” e “Gesù, il figlio dell’uomo” oltre a “L’emigrante” “Le ali infrante”
Ho divorato un piccolo libro suo, che mi è stato regalato da un collega di lavoro circa 18 anni fa, il giorno del mio compleanno. Non avevo mai letto una prosa così poetica visionaria, viva. Non scorderò mai le sue “Lettere d’amore”. È stato un dono bellissimo, che dà poco ho donato a una persona per me speciale.

A seguito condivido alcune delle sue frasi e una sua poesia di amore:
“… e se le nostre mani si stringono, costruiremo una torre nel cielo…”

“Per capire il cuore e la mente di una persona non guardate ciò che ha raggiunto ma ciò a cui aspira.”

“L’amicizia è sempre una dolce responsabilità, mai un’opportunità.”

“Non si progredisce cercando di migliorare ciò che è già stato fatto, bensì cercando di realizzare ciò che ancora non esiste.”

“L’amore non dà nulla se non se stesso,
non coglie nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede,
né vorrebbe essere posseduto,
poiché l’amore basta all’amore.”

L’amore, poesia di

“Quando l’amore ti chiama, seguilo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
E quando le sue ali ti avvolgono, affidati a lui.
Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirti.
Quando ti parla, abbi fiducia in lui.
Anche se la sua voce può infrangere i tuoi sogni come il vento del nord devasta un giardino.
Perché l’amore come ti incorona, allo stesso modo può crocifiggerti.
E come ti fa fiorire, allo stesso modo ti recide.
Allo stesso modo in cui ascende alle tue sommità
e accarezza i tuoi rami più teneri che fremono nel sole,
così può scendere fino alle tue radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.
Come covoni di grano ti raccoglie intorno a sè.
Ti batte fino a spogliarti.
Ti setaccia per liberarti dai tuoi gusci.
Ti macina fino a ridurti in farina.
Ti impasta rendendoti malleabile.
Poi ti affida alla sua sacra fiamma,
per renderti pane sacro per il sacro banchetto di Dio.
Tutto questo ti farà l’amore perché tu conosca i segreti del tuo cuore,
e perché in quella conoscenza diventi un frammento del cuore della vita.
Ma se nella tua paura dell’amore cercherai solo il piacere e la pace,
allora farai meglio a coprire la tua nudità e ad abbandonare l’aia dell’amore
per il mondo senza stagioni dove potrai ridere, ma non tutte le tue risate,
e piangere, ma non tutte le tue lacrime.
L’amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso.
L’amore non possiede, né può essere posseduto.
Perché l’amore basta all’amore.
E non puoi pensare di comandare il cammino dell’amore: se ti trova degno, è lui a dirigere il tuo cammino.
L’amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso.”

Yuleisy Cruz Lezcano
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