Interviste e inchieste varie

GOFFREDO PALMERINI IL 24 GIUGNO OSPITE DELLA FEDERICIANA UNIVERSITÀ

Il volume “Grand Tour a volo d’Aquila” sarà presentato da Annella Prisco, Regina Resta e Fabrizio De Jorio

ANNELLA PRISCO
REGINA RESTA
FABRIZIO DE JORIO

L’AQUILA – “Grand Tour a volo d’Aquila”,l’ultimo libro di Goffredo Palmerini edito da One Group,verrà presentato lunedì 24 giugno alle ore 16 a Roma – Via Tevere 20, 4° piano – nel corso della seduta del Consiglio Programmatico dell’Università Popolare Federiciana, su invito del Presidente prof. Salvatore Maria Mattia Giraldi.

SALVATORE MARIA MATTIA GIRALDI

Dopo i lavori del Consiglio, che saranno moderati dal giornalista Rai Fabrizio De Jorio, il volume dello scrittore aquilano sarà presentato con gli interventi delle scrittrici Annella Prisco(presidente del Centro Studi “Michele Prisco” di Napoli) e Regina Resta (presidente dell’associazione VerbumlandiArt di Lecce) e con domande rivolte all’autore da Fabrizio De Jorio (giornalista Rai News 24 e Televideo). L’evento, organizzato dalla Federiciana Università Popolare, con sedi a Roma e Cosenza, ha il patrocinio del Sindacato Libero Scrittori Italiani e della Confederazione Nazionale Università Popolari Italiane (CNUPI).

I lavori della Federiciana Università Popolare avranno inizio alle ore 16:00 con l’intervento di apertura della prof. Maria Pia Turiello (direttore dipartimento Criminologia), cui seguiranno le relazioni dell’avv. Carla Stancati (direttore generale Federiciana Università Popolare), del prof. Vincenzo Isabella Valenzi (direttore dipartimento Medicina integrata e Biofisica di Firenze), del prof. Giuseppe Trieste(direttore dipartimento Scienze della Diversità), del Gen. CA dr. Serafino Liberati(direttore dipartimento Scienze della Sicurezza e Intelligence), della prof. Simona De Francesco (direttore Scienze Urologiche e Biomediche di Chieti), dell’avv. Gianluca Fava(direttore dipartimento Politiche sociali e Disabilità di Napoli). Concluderà i lavori il prof. Salvatore Maria Mattia Giraldi, presidente della Federiciana Università Popolare. Seguirà l’intervista a Goffredo Palmerini del giornalista Fabrizio De Jorio di Rai News 24 e la presentazione del volume “Grand Tour a volo d’Aquila”.

Anche questo ottavo libro di Goffredo Palmerini, un vero ambasciatore della più bella Italia nel mondo, si apre con due straordinari contributi: la pagina di Presentazione è dello scrittore e poeta Hafez Haidar, insigne personalità impegnata nel mondo sui temi della Pace e del dialogo tra religioni, già candidato al Premio Nobel per la Pace ed attualmente al Premio Nobel per la Letteratura, e la Prefazione di Tiziana Grassi, giornalista e scrittrice, per molti anni autrice per la Rai di programmi culturali e di servizio. Su “Grand Tour a volo d’Aquila” ha recentemente scritto una recensione Franco Presicci, già autorevole firma del quotidiano Il Giorno ed ora attento critico letterario. “[…] I reportage – come quello dagli Stati Uniti – sono il tessuto di “Grand Tour” di Palmerini, uomo colto, sensibile, generoso; giornalista scrupoloso, rispettoso dei dettagli; scrittore delicato, che si fa leggere con molto piacere. Pensa in auto, scrive in aereo, nella camera di un albergo, abbozza mentre pranza o cena al ristorante, a Little Italy o altrove, ovunque vada per un congresso, per incontri con letterati, pittori, scultori, politici, gente comune, raccogliendo storie da snocciolare in riviste e giornali anche esteri, come “La Gazzetta”brasiliana, “La Voce” canadese, “America Oggi” di New York ed altri ancoraHa contatti con direttori di quotidiani e settimanali, capi di governo, luoghi… È ricco di esperienze e competenze; ha una gran voglia di fotografare i paradisi terrestri in cui s’imbatte,mettendoli a disposizione degli amici e non solo. È abile come fotografo: usa l’obiettivo come un cacciatore d’immagini professionista […]”.


Goffredo Palmerini è nato a L’Aquila il 10 gennaio 1948. Della città capoluogo d’Abruzzo è stato consigliere, assessore e vicesindaco per quasi trent’anni. Scrive su numerose testate giornalistiche, in Italia e all’estero, e sulle agenzie internazionali. È peraltro in redazione per molti giornali e agenzie in Italia e, come collaboratore e corrispondente, su diverse testate all’estero: America Oggi(Usa),La Gazzetta(Brasile),i-Italy(Usa),La Voce(Canada),La Voce d’Italia(Venezuela),Mare nostrum(Spagna),L’altra Italia(Svizzera),La Voce alternativa(Gran Bretagna). Collabora,inoltre, con le Agenzie internazionali AiseInformComUnica. Ha pubblicato i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), “Grand Tour a volo d’Aquila” (2018). Tra i vari riconoscimenti ricevuti, per il Giornalismo gli sono stati conferiti nel 2007 il Premio internazionale Emigrazione, nel 2017 il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” e il Premio nazionale “Maria Grazia Cutuli”, infine nel 2018 il Premio internazionale “Fontane di Roma”.

Giustizia nei Balcani troppo difficile da raggiungere

Drago Kraljević

Karadžić condannato, ma il suo progetto no

Con la sentenza di primo grado il leader dei serbi di Bosnia, Radovan Karadžić, era stato riconosciuto colpevole e condannato a 40 anni di reclusione. In seguito la Corte d’appello del Meccanismo per i Tribunali penali internazionali ha emanato la sentenza definitiva con la quale Karadžić è stato condannato all’ergastolo. Il leader dei serbi di Bosnia è stato processato per genocidio, crimini contro l’umanità, pulizia etnica ai danni dei musulmani e dei croati. La sentenza però ci parla anche di quello per cui Karadžić non è stato condannato, ma che è strettamente legato ai crimini che ha commesso. Dopo quest’ultima sentenza si pongono alcune questioni importanti: era possibile processare Karadžić per aver commesso i crimini più gravi in Bosnia, e nello stesso tempo sottacere completamente e amnistiare il progetto per il quale si era battuto? Com’è possibile che la Repubblica di Serbia quale Stato venga esclusa dal contesto delle responsabilità? È indicativo il fatto che nel corso del lungo procedimento giudiziario contro Karadžić, non sia stata posta la questione dell’Accordo di Dayton, che di fatto ha legalizzato ciò che Karadžić e i suoi collaboratori hanno conseguito. In quest’ambito non dobbiamo dimenticare che la Serbia è diventata uno Stato sovrano e indipendente in base alla sua Costituzione del 28 settembre 1990, un anno prima della proclamazione dell’indipendenza della Slovenia e della Croazia. Da quella data l’Armata popolare jugoslava è diventata di fatto un esercito serbo, che ha offerto poi un sostegno importantissimo dall’ottica militare, finanziaria e logistica ai serbi di Bosnia. La Bosnia ed Erzegovina, oggi, a 23 anni dalla firma dell’Accordo di Dayton (1996) continua a essere ostaggio delle circostanze internazionali degli anni Novanta, che definirono il carattere del Trattato di pace. Gli Stati Uniti e l’UE fin dall’inizio della guerra in Bosnia basavano tutti i piani di pace sul principio etnico e “risolvevano” i problemi richiamandosi alla situazione di fatto, frutto della politica di Karadžić e dei suoi più stretti collaboratori. Quello che Karadžić rilevava negli anni Novanta, ossia che “il carattere del nuovo Stato serbo sarebbe stato esclusivamente etnico”, coincide pienamente con il comportamento tenuto dalla comunità internazionale. L’Accordo di Dayton contempla un elemento pericoloso per tutti, ossia il fondamentale pomo della discordia per il quale è scoppiata la guerra: la questione se la Bosnia ed Erzegovina sarà uno Stato unitario o diviso. Proprio per tale motivo l’attuazione di questo documento si configura spesso oggi come la continuazione della guerra con altri mezzi.
Proprio l’accordo di Dayton ha creato una struttura di potere che ha permesso ai nazionalisti di restare in sella fino a oggi e di impedire l’ulteriore sviluppo dei processi democratici in Bosnia ed Erzegovina. Per tale motivo appare illogica la sentenza del Tribunale penale internazionale dell’Aia con la quale Radovan Karadžić è stato, giustamente, condannato all’ergastolo, senza però che in questo contesto sia stato menzionato il progetto per il quale egli ha commesso i crimini. Tutto questo può essere compreso da un punto di vista logico? Ben difficilmente. Il presidente del Comitato Helsinki per i diritti umani in Serbia, Sonja Biserko, chiede alle autorità della Republika Srpska (RS) di cambiare i nomi delle scuole e delle istituzioni chiamate criminali di guerra. Lo psicologo di Banja Luka (RS) Miodrag Živanović, afferma che l’influenza di Karadžić sulla popolazione è “il prodotto del dominio del populismo da cui è direttamente seguito il nazionalismo e tutto ciò che appartiene alla coscienza ottenebrata“. “La giustizia richiede che la RS sia abolita”, ha detto Francis Boyle, professore alla Harward, ex avvocato della B&H davanti al Tribunale dell’Aia.  In un commento alla televisione N1, Boyle aggiunge che il „Tribunale dell’Aja nascondeva il ruolo della Serbia, perché l’Occidente vuole includere la Serbia nella NATO e nell’Unione Europea“. Questo intervento del professore Boyle viene  durramente respinto da quelli che ancora oggi difendendo i risultati della pulizia etnica in B&H. Come raccontare la storia di un uomo condannato per i crimini di guerra, quando molti politici di spico e molta gente lo stimano come eroe? I criminali di guerra sono tra l’altro molto popolari anche in Croazia. La cultura conservatrice che sta’ dominando sempre di più in quest’area d’Europa, non può accettare la giustizia in base ai criteri del diritto internazionale, per un semplice motivo; La verita’ e la giustizia  sono dalla „nostra parte“, mentre i colpevoli e cattivi sono „gli altri“. Quindi, da una parte, con il verdetto del Tribunale internazionale R. Karadžić risulta un criminale. Purtroppo per la politica  non è cosi. Tempo fa, quando in Bosnia succedeva la „pulizia etnica“ e il genocidio, Karadžić era una persona importante per la politica internazionale, disposta a collaborare e ideare una nuova carta politica della B&H. Mentre, per molti politici di spico e tanta gente, ancora oggi affascinati dal suo progetto, Karadžić rimarra’  „un grande eroe sacrificandosi per gli interessi della Patria“. Dov’è in tutto questo la giustizia e il diritto internazionale? E’ dificilissimo rispondera a questa domanda. Per cui la cosa migliore è forse chiedere aiuto a George Orwell: “…Ma come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro. Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile diventare normale”.

Drago Kraljević (Croazia)

‘Il Genio italiano delle onde : il nuovo documentario su Guglielmo Marconi

Londra: 1897, il giovane Marconi arrivò come emigrato a Londra per realizzare la sua idea non capita dall’Italia

Londra (Rosita Dagh) – “Il Genio Italiano delle onde” è il nuovo documentario scritto e condotto da Philip Baglini, editore di London One Radio e ItaloEuropeo. Ora visibile su Youtube, a breve il documentario sarà anche presentato presso le scuole italiane.

Prodotto durante l’anno 2017-2018, ‘Il Genio italiano delle onde” nasce dall’esigenza di far conoscere più da vicino, in particolare ai giovani di oggi, la storia di Gugliemo Marconi, la cui invenzione ha rivoluzionato l’era delle telecomunicazioni.

Su Guglielmo Marconi sono stati fatti molti film e documentari, questa produzione, però, racconta una storia inedita, poco nota. Dopo un’ attenta analisi storica, LondonONEradio in collaborazione con Radio coltano Marconi, hanno ripercorso un viaggio  di un giovanissimo Italiano, un genio di altri tempi, che per primo capì come domare un’onda elettromagnetica.

Philip Baglini, editore dell’unica radio italiana ufficiale in Gran Bretagna, ha voluto riportare alla luce la storia di Marconi, ricordandone le difficoltà che sin da ragazzo ha dovuto affrontare per rendere le sue idee realtà.

Così, attraverso una narrazione semplice ci accompagna in un viaggio tra Italia e Inghilterra, alla scoperta di luoghi ancora esistenti, seppur abbandonati e mangiati dalla natura, nei quali il giovane  inizio’ i sui studi fino alla realizzazione della radio ma dovette andare in Gran Bretagna per brevettare la sua invenzione. L’Italia al tempo non lo capi’.

Credit London ONE Radio / Philip Baglini, presso il museo di Sanford Mill, accanto ad una fedele ricostruzione della cabina del Titanic dove il telegrafista mandò il segnale S.O.S

Ed ecco che si parte da una localita’ in Toscana ,chiamata Coltano, fino ad arrivare a Chelmsford, la cittadina dove è nata la radio e dove un giovane Marconi costrui’ la sua prima “Factory”.

Nel Regno Unito, Marconi è ancora molto stimato e tutti  lo ricordano come il grande genio italiano e a lui è stato  dedicato uno dei musei piu’ importanti sulla radio e non solo: il museo di Chelmsford situato in Oaklands Park e  nel museo di Sanford Mill,  dove Philip Baglini con Tim Wander (autore giornalista e consulente storico) ripercorrono la storia che ha poi condotto gli inglesi alla nascita della BBC.

Ma perché l’Italia, quella dell’epoca fascista, non lo aveva capito? Il documentario analizza anche questo pezzo di storia, facendo riemergere gli aneddoti e gli ostacoli che Marconi ha dovuto superare molto spesso in un angolo della sua stanza in totale depressione.

In questo modo, si inizia a varcare i limiti dell’apparenza, viaggiando nei vicoli più bui della vita di questo giovane e capire chi era l’uomo che si celava dietro le vesti di uno scienziato, di cui esperti e professionisti ne parlano ancora oggi sui libri di storia e scienza.

Riscoprendo documenti del passato e i racconti degli storici, sulla vita e sulle dispute circa l’invenzione delle onde elettromagnetiche analizzata anche dal documentario stesso, non  poteva mancare un aspetto fondamentale di Marconi, senza il quale forse non sarebbe riuscito a diventare lo scienziato che noi tutti oggi ammiriamo: ovvero la famiglia.

Dal supporto di sua madre, all’amore verso il suo stesso nucleo familiare, Marconi deve la sua perseveranza all’amore e alla fedeltà di alcune persone che lo hanno sostenuto, dandogli l’energia giusta per credere sempre nelle sue idee sulle quali ha lavorato sin da ragazzo.

Cosi Philip Baglini incontra una delle persone più care a Guglielmo Marconi, sua figlia, la Principessa Elettra che racconta, presso la sua dimora a Roma, il rapporto instaurato con suo padre, i valori che quell’uomo le regalava ogni giorno  e grazie ai quali è riuscita a diventare un vero e proprio essere umano.

“Come padre era molto affettuoso, molto intelligente, mi trattava sempre non come una bambina piccola, ma mi faceva sempre dei ragionamenti e discorsi da grande […] voleva che sapessi tutto, che gli domandassi il ‘perché’ delle cose […]”

Il documentario percorre cosi un viaggio negli angoli che hanno segnato la vita del genio italiano, tra l’Italia e l’Inghilterra che ricordano ancora quel ragazzo intraprendente,  dall’aspetto “British” ma di temperamento italiano

“Il genio italiano delle onde” è una produzione di LondonOne Radio, Italoeuropeo e Radio Coltano Marconi, diretto da Fabio Cosci. Parte del materiale utilizzato è stato concesso dall’Istituto Luce e dalla BBC.

Il documentario è disponibile su youtube a scopo didattico per le scuole italiane e italiane in Gran Bretagna. 

se interessati per presentazioni o eventi contattate office@londononeradio.com

Città Silenti a Matera 2019

MATERA. Città Silenti è la mostra di Michele Volpicella con il patrocinio di Matera 2019, Open Future a cura di Avangart di Sebastiano Pepe e Nicolò Giovine, esposta a Matera presso la Fondazione Sassi via San Giovanni Vecchio, 24.

Vernissage d’inaugurazione: domenica 14 aprile 2019 ore 18,00.

Resterà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle ore 10,00 alle ore 18,00, con ingresso gratuito, dal 15 aprile al 30 settembre 2019.

Il percorso espositivo si compone di una selezione di opere del maestro Volpicella raffigurante il paesaggio materano nelle sue diverse sfaccettature cromatiche in chiave Neo Metafisica, con una particolare attenzione alla tecnica di lavorazione delle tele, trattate con polvere di tufo e di pietra e successivamente dipinte con accurata prospettiva geometrica ed un’armonia cromatica che caratterizza la loro peculiarità.

La mostra è un omaggio alla città di Matera in occasione del suo riconoscimento a Capitale Europea della Cultura 2019.

Perché Matera è stata proclamata il 17 ottobre 2014 Capitale Europea della Cultura per il 2019?…… Perché l’obiettivo di Matera di porsi alla guida di un movimento finalizzato all’abbattimento degli ostacoli che impediscono l’accesso alla cultura, soprattutto attraverso nuove tecnologie e processi di apprendimento, è stato giudicato visionario.

É questa, tra le motivazioni che hanno portato la Giuria di selezione a scegliere Matera come Capitale Europea della Cultura 2019, quella che più colpisce.

Obiettivo visionario… visioni di radici millenarie… visioni intese come capacità di vedere oltre la realtà materiale e storica…. visioni quali sinonimi di tensione etica e spirituale orientata alla piena realizzazione di sé e dei propri ideali.

Il sogno è quello di costruire questa resistenza attraverso l’arte e la cultura, attraverso il teatro, la danza, la musica, che così non sono più vissute come un oggetto di consumo, ma come parte integrante della vita.

L’arte è innesto vitale per la trasformazione delle persone. L’arte che parte dalla vita, che parte dai problemi della società contemporanea, fa si che ci si interroghi, che si discuta.

L’arte che parte dallo specifico, come nel caso delle tele intrise di poesia di Michele Volpicella, rende possibile la trasmissione nel tempo e nello spazio del messaggio culturale e artistico nella città di Matera: un messaggio intriso di radici, di storia, di futuro, di continuità, di utopie, di percorsi, di riflessioni, di connessioni…. di visioni.

L’opera pittorica di Michele Volpicella crea linguaggi universali, fa poesia, produce bellezza. (dalla prefazione al catalogo del Prof. Francesco Lenoci)

PROF. FRANCESCO LENOCI

La cifra stilistica di Michele Volpicella è ormai diventata una firma inconfondibile: la sequenza quasi aritmetica dei tetti, la peculiare tavolozza cromatica, le finestre mute, l’assenza di figure umane, sono alcuni degli elementi che caratterizzano le sue opere, capaci di attirare un sempre maggior successo di pubblico e critica.

Se a restare inconfondibile è il tratto dell’artista, forgiato sulle lezioni di incisione Sperimentale di Hector Saunier e di tecniche dell’acquerello e calligrafia del Maestro Zhang Huinan, nei nuovi lavori Volpicella innova in modo quasi impercettibile eppure inesorabile la sua pittura.

Michele Volpicella, questo mistico del colore, le cui tele alitano sospiri sognanti, magiche volute.

Si meraviglia l’occhio dell’ammiratore osservando le compiture, l’architettura patinata, le giravolte di luce proiettandosi, quasi di soppiatto, in quell’orizzonte tipicamente volpicelliano fatto di colori e sensi, di fiducia e amori d’abisso, di case e casette che parlano, salendo, le une sulle altre, da un fondo tinta universale verso l’immensità della volta celeste.

Sensibilità e pietas distinguono queste tele, come pure c’è misticismo e fede, quella dell’eternità e quella dell’arte. Ecco perché, ora, lo sguardo di chi ammira s’infila nei meandri delle case color del pane, color del mare, color del pettirosso.

Le case, le pareti, i tetti, ancora le giravolte, le porte, le finestre, gli angoli dipinti da Michele Volpicella sono così intrisi di umanità, che immediatamente ti lasciano percepire la presenza della comunità che contempla. È questa la forza dell’artista, di questo poeta dell’immagine, che sogna e dipinge con l’ispirazione di uno celestiale di coscienza.

Cenni biografici: Michele Volpicella ha approfondito la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha frequentato le lezioni di Hector Saunier direttore dell’Atelier Contrepoint de Paris e del maestro cinese Zhang Huinan direttore del Beijing Chinese Character e del City Calligraphy Institute. Descritto dai critici come soggetto dotato di realistica e spiccata sensibilità cromatica, per cui le sue tele tendono a staccarsi dalla figurazione abituale, acquistando pregio nei colori come nelle stesse sceneggiature ricche di echi nordici, avvolte e sospese in un’atmosfera silente che potremmo definire metafisica. È presente in collezioni pubbliche e private.

Dal 2018, a cura di Avangart di Nicolò Giovine e Sebastiano Pepe, ha iniziato un percorso per la realizzazione del progetto per Matera Capitale della Cultura 2019 dal titolo “Le Città Silenti – Racconti a Colori”.

Ciò premesso, uno dei segni più eloquenti della cultura è quello dell’andare incontro. Al riguardo Avangart porterà una selezione di opere del maestro Volpicella che rendono omaggio a Matera 2019 anche a Milano, dal 23 maggio 2019, presso “Felix Lo Basso Restaurant”, il ristorante stellato che illumina Piazza Duomo.

La mostra è accompagnata da un catalogo monografico con un vasto repertorio di immagini e testi a cura di Francesco Lenoci, Fiorella Fiore, Maurizio Nocera, Enzo Quarto e Paolo Levi.

L’INTERVISTA A GOFFREDO PALMERINI di Giustino Parisse

Serve maggiore dedizione al bene comune

L’INTERVISTA A GOFFREDO PALMERINI

L’ex amministratore aquilano oggi scrittore: “Ho vissuto appassionate stagioni politiche”

di Giustino Parisse *

L’AQUILA – Goffredo Palmerini, 71 anni, dopo 30 anni in consiglio comunale ha lasciato la politica e oggi è uno scrittore, operatore culturale, con forti legami con le comunità abruzzesi all’estero e attento osservatore delle vicende aquilane.

Goffredo, lei è nato a Paganica, cosa ricorda della sua infanzia e come si viveva nel paese di Gioacchino Volpe ed Edoardo Scarfoglio?

Sono nato nel 1948. Mio padre Vinicio era tornato un anno e mezzo prima dalla prigionia in Germania, portato là dai tedeschi dall’Albania. Nel campo di prigionia pesava 39 chili, rischiò anche l’esecuzione. Al suo rientro a Paganica aveva conosciuto Graziana, sua figlia nata nel 1943, e riabbracciato sua moglie Lina, mia madre. Rimessosi in forze riprese l’attività di fabbro ferraio, come molti della stirpe Palmerini, arrivata a Paganica a metà Settecento. Aprì la sua bottega prima a Valle d’Ocre, dove ogni mattina si recava in bicicletta, poi nel ’52 a Paganica, l’anno in cui nacque mio fratello Corradino. Ho avuto un’infanzia felice, in una famiglia cementata da valori spirituali ed etici. Una famiglia umile come tante, in una Paganica di contadini e artigiani che viveva le ristrettezze del dopoguerra. In quegli anni si comprava al negozio d’alimentari portando un taccuino con la copertina nera dove Marietta annotava man mano la spesa. Si pagava due volte l’anno, dopo le fiere di Pasqua e Ognissanti. I contadini vendevano qualche animale e i raccolti e andavano a pagare il conto, anche al fabbro. E’ stato così per la mia famiglia, finquando mia sorella non entrò in fabbrica, alla Marconi poi Siemens. Solo allora, nei primi anni ’60, cominciò a girare qualche lira in più mentre l’Italia s’avviava al miracolo economico.

Quali sono stati i suoi studi e poi il percorso lavorativo?

Dopo le elementari a Paganica, frequentai all’Aquila le medie (Mazzini) e le superiori (Itis), diplomandomi nel 1967 chimico industriale. Furono d’aiuto le borse di studio che ebbi per meriti scolastici. Andai subito militare negli alpini per liberarmi dell’obbligo e poter cercare lavoro. Che presto arrivò, vincendo un concorso per Capo Gestione nelle Ferrovie. Mi assunsero a Verona nel 1972, poi andai a Trento. Vi restai un anno. Lavorai poi 3 anni a Roma, nel Servizio Sanitario presso la Direzione Generale FS, chimico nel laboratorio di bromatologia e igiene industriale. Girai tutta Italia in quegli anni, con compiti ispettivi negli impianti ferroviari sull’igiene degli alimenti e degli ambienti di lavoro. Intanto m’ero iscritto a Giurisprudenza alla Sapienza, ma nel 1975 lasciai Roma e gli studi universitari dopo l’elezione al Consiglio Comunale dell’Aquila e il trasferimento nella nostra città. Ho tuttavia sempre nutrito interesse per gli studi giuridici e umanistici, che da allora assiduamente curo. All’Aquila lavoravo in stazione e facevo il consigliere comunale con molto impegno. Ho concluso il percorso lavorativo come dirigente del Polo amministrativo dell’Aquila.

Lei è stato vicesindaco del Comune dell’Aquila e per quasi 30 anni in consiglio comunale. Come nasce la sua passione per la politica?

Fu precoce, a 20 anni ero già segretario della sezione Dc a Paganica.  L’impegno politico era nato dagli stimoli sociali del Concilio Vaticano II e dal pensiero di Maritain e Mounier. Furono mio riferimento figure come Dossetti, La Pira, Moro e altri esponenti della sinistra democristiana. Tutta la mia esperienza è stata ispirata ai valori del cattolicesimo democratico. Con altri della mia generazione abbiamo vissuto all’Aquila un’appassionata stagione politica, anche nelle istituzioni, insieme a Luciano Fabiani e Achille Accili. Al mio primo mandato consiliare nella sindacatura di Ubaldo Lopardi, durante il quale fui capogruppo Dc, ne sono seguiti altri 5, salvo l’interruzione dal 1990 al 1994. Intensi quegli anni e ancor più dal 1980, stretto collaboratore del sindaco Tullio de Rubeis e assessore per l’intero quinquennio. Ricordo con orgoglio la rinascita della Perdonanza, la scelta dell’Aquila per la Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, le visite di Giovanni Paolo II e del Presidente Pertini, e altri importanti traguardi. Come pure ricordo della sindacatura di Enzo Lombardi, dopo un avvio travagliato, il proficuo lavoro per la città. Non ero consigliere negli anni difficili delle inchieste giudiziarie. Ma nel 1994, in sostegno di Attilio Cecchini candidato sindaco, tornai in consiglio nel Ppi. L’anno dopo, mutate le condizioni politiche, entrai vicesindaco nella giunta guidata da Antonio Centi. Ho avuto con Centi un forte rapporto di collaborazione. Importanti progetti in quegli anni e numerose le opere avviate. Non sempre però si raccolgono i frutti dell’impegno. Nel 1998 infatti vinse il centrodestra guidato da Biagio Tempesta. Con Tempesta sindaco sono sempre stato capogruppo d’opposizione, fino al 2007, quando decisi di chiudere la mia lunga esperienza a Palazzo Margherita. Sento i quasi 30 anni al servizio della comunità aquilana come il più grande onore. Dai banchi della maggioranza come della minoranza, senza spirito di fazione, ho cercato d’operare solo nell’interesse generale. Il giudizio sta agli aquilani. Credo però d’aver vissuto un’esperienza straordinaria, attento al dialogo costruttivo, nel rispetto degli avversari, nella ricerca del bene comune, in un confronto sempre leale.

Cosa trova di diverso fra la politica dei suoi tempi costruita su contatti umani, manifesti, volantini, comizi e quella di oggi che viaggia per lo più sui social.

Oggi è tutto “liquido”, come direbbe Baumann. Mi preoccupa il fatto che buona parte della classe politica ormai da anni non guardi al futuro, con scelte coraggiose di lunga prospettiva. Si preferiscono misure effimere, per raccogliere consensi immediati. I grandi riferimenti ideali sono smarriti, difetta il senso dello Stato e delle istituzioni, cresce l’imbarbarimento del linguaggio a scapito d’un serio confronto sui problemi del Paese. Nella società della comunicazione virtuale conta più vellicare gli istinti che rispondere alle difficili sfide del futuro. Ai contatti umani d’un tempo si preferiscono i social, importa apparire più che essere. Ma così la distanza tra paese reale e paese legale s’allarga, lo si vede dalle astensioni dal voto. Pur senza generalizzare e sperando il meglio, perché figure politiche di spicco pure ci sono, gira tuttavia tanto piccolo cabotaggio e pochi Statisti. Quelli di cui avremmo disperato bisogno per risalire la china e riportare l’Italia a crescere, ad assicurare un domani per i nostri figli.

Negli ultimi anni lei ha pubblicato molti libri che raccolgono reportage e articoli pubblicati da giornali di tutto il mondo, soprattutto quelli che fanno riferimento alle comunità italiane all’estero che lei ha visitato più volte. Come è percepita l’Italia dai nostri connazionali, cosa chiedono. C’è nostalgia?

Nel 2007, per servire in altro modo la nostra città, scelsi l’impegno giornalistico per comunicare singolarità e bellezze dell’Aquila e dell’Abruzzo. La passione per la scrittura, che avevo già da ragazzo, l’ho finalmente potuta esercitare nelle collaborazioni con le agenzie internazionali e con la stampa italiana all’estero. Diverse decine, in Italia e nel mondo, sono le testate con le quali collaboro. Oltre 50mila le pagine a mia firma uscite finora sull’Aquila, l’Abruzzo, l’Italia. Parlano di fatti, eventi, personaggi e tradizioni della provincia italiana. Molto presente il tema dell’emigrazione, le nostre comunità all’estero e il loro valore. Vado a conoscerle, racconto le loro storie, i successi, ma anche le sofferenze e le discriminazioni subite prima della loro integrazione. I nostri emigrati non sono più quelli partiti con la valigia di cartone descritti negli stereotipi. Hanno sofferto pregiudizi e stigmi nella prima generazione dell’emigrazione. Poi i loro figli si sono man mano integrati nelle società d’accoglienza, si sono fatti apprezzare, godono ora la stima e il prestigio che si sono meritati in ogni campo. Sono nelle università, nelle imprese, nel mondo dell’arte, dell’economia, della ricerca, nelle istituzioni e nei governi, talvolta con ruoli di preminenza. Chiedono di essere conosciuti e riconosciuti, perché in Italia spesso non si ha piena consapevolezza del valore delle nostre comunità all’estero. La storia della nostra emigrazione non è ancora entrata nella grande Storia d’Italia. Sovente la conoscenza del fenomeno migratorio, anche nelle istituzioni, si limita alla patina, con tutti gli equivoci che non aiutano a capire che i nostri connazionali all’estero sono una risorsa, i più motivati ambasciatori dell’italianità nel mondo. Se hanno nostalgia? No. Forse solo la prima generazione di emigrati ne ha sofferto, ma l’integrazione nei Paesi d’accoglienza l’ha ormai fortemente mitigata.

Lei è un attento osservatore della realtà locale oltre che un operatore culturale. A dieci anni dal sisma che idea si è fatta della ricostruzione materiale e sociale dell’Aquila?

Sulla ricostruzione materiale si può dare un giudizio nel complesso positivo, ma a due facce. Soddisfacente per la città, meno per le frazioni. Come alterno è il giudizio sulla ricostruzione privata e quella pubblica, quest’ultima assai lenta. Sulla qualità si sarebbe potuto correggere e migliorare, invece d’appendersi al “com’era e dov’era”. Ha ragioni da vendere monsignor Orlando Antonini. E’ infatti mancata un’idea complessiva di ridisegno urbano, anche con l’inserimento di architetture “firmate” fuori dal centro storico. L’unica eccezione, l’Auditorium di Renzo Piano, non è stata una scelta della città ma della Provincia di Trento. Non aggiungo parole sulla “abitazione equivalente”, consentita ovunque e dannosa, molti aquilani hanno lasciato L’Aquila per altre città. Mi auguro infine una rinascita sociale e morale della nostra comunità, che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme. Fraternità sociale, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, amore per la città, dedizione al bene comune: questo occorre per scrivere il futuro dell’Aquila nuova. Non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. A ciascun aquilano è affidata una parte di questo impegno.

Trent’anni in politica, riconoscimenti per l’attività editoriale

Goffredo Palmerini è nato a Paganica il 10 gennaio 1948. Sposato con Anna Maria Volpe, ha due figli: Alessandro e Federico (sacerdote). Per quasi trent’anni è stato amministratore comunale. Scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. E’ in redazione presso numerose testate giornalistiche, collaboratore e corrispondente della stampa italiana all’estero: America Oggi (Usa), La Gazzetta (Brasile), i-Italy (Usa), La Voce (Canada), La Voce d’Italia (Venezuela), Mare nostrum (Spagna), L’altra Italia (Svizzera), La Voce alternativa (Gran Bretagna). Collabora inoltre con le Agenzie internazionali AiseInformComUnica. Ha pubblicato con One Group i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), Grand Tour a volo d’Aquila (2018). Nel 2008 gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano”. Nel 2014 ha ricevuto il premio speciale “Nelson Mandela” per i diritti umani. Vincitore del XXXI Premio Internazionale Emigrazione (sezione Giornalismo), gli sono poi stati conferiti, sempre per l’attività giornalistica, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia”, il Premio nazionale “Maria Grazia Cutuli”, il Premio internazionale “Fontane di Roma”. Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane all’estero. Studioso di emigrazione, è componente del Comitato scientifico internazionale e uno degli Autori del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER-Migrantes, 2014) e membro di prestigiose istituzioni culturali.

*pubblicata dal quotidiano il Centro il 16 febbraio 2019

“Grand Tour a volo d’Aquila” – l’intervista di Fiorella Franchini


Rocca Calascio (L’Aquila) 

   


Desenzano del Garda   

                                                                       

Lago di Garda – Salò

Salento – Gallipoli

«E come si potrebbe non amare Italia? – ha affermato Henryk Sienkiewicz, – Credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l’Italia»Non è la solita rivendicazione di una presunzione culturale, bensì la testimonianza di una matrice spirituale, una sorta di “carattere sacro” che risulta più evidente quando guardiamo questo paese da lontano, magari “a volo d’Aquila” come il Grand Tour di Goffredo Palmerini, edito da One Group. L’esplorazione del giornalista abruzzese ha precedenti famosi, basta pensare al “Viaggio in Italia” di Goethe e Piovene, ma la prospettiva è diversa. Dall’Abruzzo si raggiunge la Calabria attraversando il Gargano e il Salento, senza tralasciare il Garda e il Friuli, e lo sguardo si sofferma su luoghi storici e naturali meno noti con la leggerezza del narratore e la sagacia del reporter.

Quali sono le linee di lettura di questo volume?

“Grand Tour a volo d’Aquila” è un distillato di quanto solitamente scrivo nel corso d’un anno o poco più e che affido alla fitta rete di testate (quotidiani, periodici, riviste, giornali on line, magazine), in Italia e all’estero, e alle agenzie internazionali, con le quali collaboro. Questo mio ottavo libro, in particolare, prende il titolo dai racconti di viaggio che raccoglie, capitoli che narrano l’Italia profonda, quella meno conosciuta all’estero, un’eccezionale cornucopia di singolarità, bellezze artistiche e naturali, tradizioni intriganti, colori e sapori stupefacenti. E’ l’esito d’una collaborazione con il Network i-Italy di New York, diretto da Letizia Airos.

Un’inchiesta che non vuole ricavare una sequenza di cartoline laccate, ma un reportage ancorato alla realtà e ideologicamente non contaminato, né ottimista né pessimista, ispirato dalla spiazzante curiosità che gli detta il suo sesto senso. Un diario di bellezza e di realtà.

Che cosa racconta?

Il libro vuole essere lo specchio della più bella Italia, dentro e fuori i confini. Non solo per i racconti di viaggio, ma anche per i personaggi che incontra, per le storie di vita che racconta, per i fatti e gli eventi che descrive, che siano in Italia o all’estero. Fatti, persone e luoghi che raccontano la bellezza e l’ottimismo, il desiderio d’un Paese – la nostra Italia – che diventi migliore grazie al contributo, piccolo o grande, che ciascuno dei suoi figli di buona volontà riescono a dare con amore, dentro i confini e in ogni angolo del mondo. Nei miei libri c’è l’Italia e l’altra Italia all’estero. C’è la provincia italiana con le sue ricchezze. C’è molto L’Aquila, la città, dove sono nato e vivo, la città che ho avuto l’onore di servire per quasi trent’anni come amministratore civico. La città che sta risorgendo dalla lacerante tragedia del terremoto del 2009.

Prevale la provincia, non più “bella addormentata”, simbolo della decadenza di un mondo autoreferenziale e chiuso in se stesso, bensì un territorio variegato, che si rivela piena di energie e capacità sconosciute e insospettabili. Il capoluogo abruzzese diventa il punto di partenza di un’indagine ad ampio raggio dentro e fuori l’anima di questo paese.

L’Aquila come simbolo di cattiva gestione pubblica del territorio?

Sarebbe ingeneroso e ingiusto un giudizio così tranciante. L’Aquila è una delle più belle città d’arte d’Italia, una bomboniera di bellezze, con una storia importante e singolare fin dalla sua fondazione, a metà del Duecento. L’Aquila, la Regina degli Appennini, ha tuttavia la sua storia contrassegnata da terremoti ricorrenti, i più devastanti nel 1349, 1461, 1703 e il più recente del 6 aprile 2009. L’Aquila è però sempre risorta, grazie alla resilienza della sua gente. Dopo l’ultimo terremoto si è molto indagato sulla gestione pubblica del territorio. In via generale il giudizio non può essere più severo che nel resto d’Italia, come invece talvolta è apparso sui media, in un’informazione sovente gridata e poco fedele alla realtà. Con un sisma di quelle proporzioni le criticità si sono rivelate nei centri storici del cratere – e questo poteva essere comprensibile data l’età degli edifici e le tipologie costruttive – e in alcune zone dove nel secondo dopoguerra, con uno sviluppo edilizio poco attento alla natura del terreno, si è edificato laddove per secoli si era evitato.

Quanto è stata importante la solidarietà nella ricostruzione?

La solidarietà nell’emergenza post-terremoto è stata straordinaria. L’Italia ha mostrato il volto più bello e concreto, una prova che ha commosso il mondo. Il volontariato è un patrimonio umano eccezionale del nostro Paese, che nel campo della Protezione Civile è nelle posizioni di vertice nel mondo. Come pure è stata straordinaria la prova di generosità offerta dagli italiani e dalle nostre comunità all’estero. Il loro contributo nella ricostruzione della città è abbastanza significativo, sebbene la spesa per la ricostruzione approntata dallo Stato sia ingente proprio per la natura artistica dell’Aquila, che dentro le mura ha censite e vincolate oltre duemila emergenze artistiche e architettoniche, è il sesto in Italia tra i centri storici più estesi e artisticamente rilevanti.

Di cosa c’è ancora bisogno?

La ricostruzione privata sta andando avanti abbastanza bene, anche come speditezza, meno quella pubblica per le note pastoie burocratiche. E’ più avanzata nel capoluogo, meno nelle 64 frazioni dell’Aquila, uno dei comuni più vasti d’Italia. Complessivamente, tra luci e ombre, si può giudicare soddisfacente, anche per la qualità della ricostruzione che sta restituendo una città più bella di prima e soprattutto tra le città più sicure riguardo al rischio sismico, per le tecniche innovative che sono messe in campo, in questo che è il cantiere più grande d’Europa. Ora c’è bisogno che all’esaurimento dei fondi stanziati fino a tutto il 2019 il Governo sia previdente e sollecito a finanziare l’ulteriore fase della ricostruzione. L’attenzione che da tutto il mondo segue la rinascita della città è l’ulteriore elemento di garanzia per il futuro dell’Aquila, diventata città universale dopo il terremoto del 2009, per essere stata scoperta nella sua dimensione artistica e per l’affetto e la vicinanza riservatale dopo la tragedia.

La raccolta non è solo un inventario di paesi fisici ma una ricerca appassionata e curiosa di luoghi mentali, culturali e spirituali che offre riflessioni nuove sull’identità di un Paese che attraversa una grave crisi identitaria messa in discussione non tanto dall’incontro con le altre culture ma dall’omologazione dominante. Una chiave di comprensione psicologica e geografica delle ragioni profonde dell’attuale degrado paesaggistico e sociale.

La valorizzazione della bellezza dei nostri territori può bastare per costruire finalmente un senso civile negli italiani?

La valorizzazione del nostro patrimonio culturale, storico e artistico è una precondizione necessaria, come pure la cura e la protezione del paesaggio italiano, auspicando che negli italiani finalmente cresca la consapevolezza che tale patrimonio – due terzi dell’intero pianeta – è la nostra più grande risorsa per il presente e per il futuro, il cespite più affidabile dello sviluppo del Paese. Il senso civico degli italiani è un esercizio che si affina in concreto, con la cultura e con la coscienza di quanta ricchezza dispone l’Italia.

Da quest’ottica il volume diventa un documento letterario, antropologico e giornalistico, «scrupoloso come un censimento, fedele come una fotografia e circostanziato come un atto d’accusa». La scrittura sottile, disincantata e, allo stesso, partecipe di Palmerini ci avvicina a universo di emozioni nei confronti del nostro paese che spesso dimentichiamo, mentre dal di fuori tutto è più chiaro.

Quale è il vero rapporto con il nostro paese dei connazionali che vivono all’estero? C’è nostalgia o rancore per essere dovuti andar via?

Fuori dall’Italia c’è un’altra Italia persino più numerosa di quella dentro i confini. Sono 80 milioni gli italiani delle varie generazioni dell’emigrazione nel mondo. Ed amano l’Italia più di quanto l’amiamo noi. Forse solo nella prima generazione alla nostalgia per la terra d’origine ha fatto da contrappunto un qualche rancore verso il proprio Paese, che spesso è stato distratto verso i propri figli emigrati.

Cosa chiedono all’Italia?

I nostri connazionali nel mondo non sono più quelli partiti con la valigia di cartone, descritti negli stereotipi. Hanno sofferto pregiudizi e stigmi, nella prima generazione dell’emigrazione. Poi i loro figli si sono man mano integrati nelle società d’accoglienza, si sono fatti apprezzare, hanno ora la stima e il prestigio che si sono meritati in ogni settore di attività. Sono nelle università, nelle imprese, nel mondo dell’arte, dell’economia, della ricerca, nelle Istituzioni e nei Governi, talvolta con ruoli di preminenza. Chiedono di essere conosciuti e riconosciuti, perché sovente le classi dirigenti in Italia non hanno piena consapevolezza e conoscenza del valore delle nostre comunità all’estero. La storia della nostra emigrazione è estranea e non entra ancora nella grande Storia d’Italia. Spesso la conoscenza del fenomeno migratorio si limita alla patina, con tutti di equivoci paternalistici che non accompagnano invece un forte investimento del Paese sulle comunità dei connazionali all’estero, i più motivati ambasciatori dell’italianità nel mondo.

Hai affermato in un’intervista che all’estero amano il nostro stile di vita, in concreto cosa piace?

All’estero ammirano l’Italia per le sue bellezze e per il paesaggio, per l’arte e le tradizioni, per i sapori della sua gastronomia, per le meraviglie delle città e dei borghi, per la creatività e il gusto italiano. Amano persino la lingua italiana che, sebbene con scarsi investimenti e aiuti, è la quarta lingua più studiata nel mondo. E poi amano il nostro stile di vita – l’italian way of life – così legato alla comunicatività, al piacere e alla simpatia che gli italiani sanno spesso esprimere.

I nostri valori tradizionali potranno resistere alla globalizzazione?

Le piccole città e i centri minori della provincia italiana, spesso autentici scrigni d’arte e di tradizioni originali che affondano radici nella nostra storia millenaria, sono luoghi di autentica preservazione dai fenomeni di spersonalizzazione culturale e massificazione. Nella nostra provincia si può davvero coltivare il valore dell’eccezionale ricchezza del costume e delle abitudini ataviche della gente italiana, tessere d’un mosaico che in fondo esprime il gusto di vivere all’ “italiana”. Appunto l’italian life style che tanto intriga all’estero, dove l’anonimato urbano e un urbanesimo senza radici non coltiva un’identità, quella invece che l’Italia detiene grazie all’eccezionale fioritura di culture e tradizioni locali nel caleidoscopio di borghi e città dove si vive a dimensione umana.

L’operazione narrativa di Goffredo Palmerini è davvero una passeggiata durante la quale si conosconobene i borghi e le città, se ne respira l’aria, e quasi sembra di parlare con chi ci vive, ma la responsabilità del comunicatore è vigile, profonda senza sentimentalismi, solo l’energia della terra.

SE UN COLORE DIVENTA BARRIERA MENTALE LA DIFFICOLTÀ DI ESSERE UMANI – Roberto Rossi

SE  UN  COLORE  DIVENTA  BARRIERA  MENTALE 

LA  DIFFICOLTÀ  DI  ESSERE  UMANI

Se un colore diventa barriera mentale da causare reazioni violente probabilmente significa, che nella mente qualcosa si è interrotto. Uccidere con intenzione di farlo, per un colore di pelle diverso dal proprio gruppo etnico di appartenenza, diventa un chiaro segnale di pericolo per l’intera società umana ritenuta civile. Forse c’è necessità di una vera evoluzione culturale e il ripristino dei valori condivisi utili e indispenswabili affinché non si imbocchi reazioni violente con la distruzione dell’intera società civile basata sui diritti umani, valori umanitari ed umanistici indispensabili per una vera evoluzione intellettuale e sociale. C’è anche una plateale responsabilità in chi, nei decenni ha sproloquiato usando parole a vanvera aizzando odio e razzismo ben sapendo cosa stesse facendo. Come conseguenza è la convinzione che lo sproloquiare dia possibilità di agire in libertà in azioni d’odio. Ora si trova al governo. La sua coerenza ideologica, osannata dai suoi adepti, è il chiaro sintomo che nella società umana si è interrotto un pensiero comune di appartenenza ad una comunità democratica. La crisi umanitaria dei migranti gestita malissimo dai governi precedenti, ha fatto sì che il pensiero che ci accomunava di solidarietà e altruismo è affondato nel mare di odio che si è sviluppato. Tutto questo non ci porterà ad essere un paese moderno ma giusto il contrario, siamo diretti nel baratro di un imbarbarimento tremendo. Le varie reazioni ostili contro chi è di colore e l’odio che in certe manifestazioni di triste ricordo con saluto romano qua e là spuntano, dimostra la china pericolosa in cui stiamo precipitando. C’è estrema necessità di fermare tutto questo odio; di riprendere con coraggio il senso di umanità a cui tutti noi abitanti su questo pianeta, apparteniamo. Inoltre, noi cittadini, che crediamo nei valori di libertà, democrazia, di solidarietà, altruismo, abbiamo il dovere etico e morale di impegnarci a far sì che ciò che è in atto e sta dilagando, sia fermato per non ri-cadere nel pensiero unico di terribile memoria. Il coraggio di credere in una società multiculturale e multietnica come altre nazioni che già lo sono, non è altro che un percorso di arricchimento culturale e di conoscenza. E chi crede ed è convinto che i rifugiati, i migranti, sono tutti delinquenti, beh, allora dovremmo davvero farci tutti noi italiani un grande esame di coscienza e reagire di conseguenza contro mafia , corruzione e femminicidi. Perché scaricare sui migranti o a gruppi etnici, fatti e fattacci, significa che si è vigliacchi dentro, perché si nasconde il marcio in casa nostra. Cosa si deve fare allora? Semplice anche se è impegnativo. Dobbiamo prima cosa guardaci dentro in profondità, conoscere la nostra storia di migranti, conoscere la bellezza della nostra storia culturale, intellettuale, scientifica, artistica, di personaggi stupendi, conoscere l’umanesimo e riportare un nuovo illuminismo. Ma questo significa impegnare la mente, essere consapevoli ed avere conoscenza. Conoscere etica e rispetto. Essere altruisti. E non essere paurosi o credere ad invasioni che esistono solo nella mente razzista e meno che meno credere ai folli pifferai camaleontici che raccontano, quelli sì balle e bufale per intorpidire le menti e non far conoscere la realtà, anzi cercano di limitare questa libertà, perché il pensiero unico non accetta la verità né la realtà e tanto meno la libertà di pensiero, ma solo la sua versione unica. Certo, parlare di illuminismo con chi ha in testa il pensiero unico significa mandarlo in tilt, ma bisogna provare ad impegnarci a far sì, che il nostro paese non cada nelle mani dei nuovi barbari.

S’ ALZA  LA  VOCE

S’alza la voce

ribelle

per fermare

l’oscurantismo in atto.

S’alza la voce

affinché

siano fermati e sconfitti

coloro

che imbrattano

la vita

con lordure mentali.

S’alza la voce

contro

coloro che oscurano

la luce

dell’intelletto

della conoscenza

della libertà.

S’alza la voce

divenuta

urlo di speranza

per un mondo

diverso.

S’alza la voce

in questo mondo

di rovine mentali.

S’alza la voce

sperando d’incontrarne

altre di ribelli.

 

 

 

IL PANE CONDIVISO – Yuleisy Cruz Lezcano

IL PANE CONDIVISO
Il vagare svagato sulle proprie responsabilità politiche di coloro che dovrebbero rappresentarci, l’illusoria esaltazione di dibattiti del nulla, ci hanno lasciato senza bussola, costretti a fare i conti con lo sfarinarsi della trama che ci definiva “UMANITÀ”.
Si avrà un bel lamentarsi della nostra solidarietà e valori umani che da mozzafiato sono diventati mozzi e senza fiato. Dal punto di vista sociale siamo passati da un’umanità balbettante di contemplazione vittimista, di un certo modo di fare politica, al rinculo dell’inerzia.

Quel che sembrava una spinta in avanti durante le elezioni politiche, si è rivelato il paradigma di un etimo latino che, profeticamente, ci rivela le insidie di un fascismo, soprattutto mentale e radicato.
Guardo al passato con memoria nostalgica, osservo il presente con un pensiero di rifiuto; rifiuto, soprattutto, il fatto che si perda l’umanità dentro l’uomo. Senza umanità ci comportiamo come corpi vaganti sospesi, perdiamo la nostra vera forma come se fossimo inglobati dalla nebbia che attenua il
contorno di tutte le cose. Del resto siamo già colmi d’intolleranza: gli altri e i loro fatti, non li digeriamo più, ci attraversano, perché siamo sfondati, siamo svuotati. Aprire il giornale al mattino è come bere una tazza di Arsenico puro, un bicchiere di Acido Cloridrico, cronache di morti annunciate e impreviste, di questo vivono i Media. Perché allora non perdersi in viaggi pindarici, a
guardare le nuvole che, con la loro lentezza, fanno più strada di noi, come umanità?
Con le maschere si può liquidare i teatranti; mi sento parte di un circo di clowns seduti, in attesa della vecchiaia, intanto fra un’ora che passa e l’altra, ci colleghiamo al Social Network per esprimere disapprovazione e dissensi. L’attrito di fondo è tutto lì. Da una parte, appartengono al passato gli
anni del boom economico e dei miracoli. Il 1960 è stato un anno memorabile per l’Italia, quando il prestigioso quotidiano economico – finanziario britannico “Financial times” attribuisce l’Oscar della valuta alla lira, giudicandola la moneta più salda fra quelle del mondo occidentale. Se guardiamo al presente, cosa ci è rimasto di quegli anni? Il moto inarrestabile del presente ci segnala un disagio profondo delle relazioni industriali, della vita sociale e conviviale. Questa è l’era della disoccupazione, della precarietà, dei licenziamenti sbrigativi. Sembra che tutti camminiamo in stretti corridoi di individualismo ed egoismo, dove quello che succede a un’altra persona, ci tocca poco. Questa realtà odierna è soltanto l’esercizio di passi perduti. Viviamo fra disinteresse e delusioni, che favoriscono la fuga di tutte le fantasie in tenera età. L’uomo ha paura di sognare, perché gli incubi che vede, nella realtà proposta, comprimono i sogni.
Una volta, si guardava passare il progresso, le automobili, quale andava più veloce, i nuovi modelli… E ora? Si vedono passare i morti sul Mare Mediterraneo. L’immigrazione non è il grande male di questo secolo, ma il grande male, mai identificato appieno, sono le cause che costringono le
persone ad abbandonare le proprie radici.
Con uno sguardo al passato, la memoria ci porta a quegli italiani che issano valige sui treni, che su finestrini aperti si abbassano per favorire il saluto di coloro che restano. Con un’occhiata retrospettiva si può ricevere il dono di comprendere il presente. Tuttavia, se volgiamo lo sguardo all’indietro, se cogliamo il vero spirito dell’Italia del passato, oltre la dimensione economica, ovvero alle sue radici, conta più di tutto la fiducia che si aveva nel futuro.
Il presente parla d’altro, parla di una storica incompiutezza nazionale, di una fragilità che salta alla luce: progetti iniziati e mai finiti, edifici incompleti, strade malandate… passa e passa, di mano in mano, il testimone della rappresentanza politica e non si percepisce nemmeno un recupero irrisorio
dell’economia. La crisi economica e finanziaria sta trascinando con sé, fino in fondo, la dignità dell’uomo e suoi diritti costituzionali.
A ben vedere, l’ostinata ricerca di una vita migliore, senza rispetto degli altri, senza valori, senza integrità intellettuale e lealtà per il prossimo, è lo stigma dell’Italia che si tuffa di testa nelle cose effimere, nel consumismo sfrenato, e così mentre muore, lo fa senza il timore di farsi male.
L’acqua, da queste parti, non è alta abbastanza, se il pane che condividiamo, così per sentirci con la coscienza a posto, è pane duro ed è quella misera briciola, che ci rimane nel piatto.
Yuleisy Cruz Lezcano

VI Edizione del Premio CITTA’ DEL GALATEO

L’Associazione Culturale VerbumlandiArt indice la VI Edizione del Premio
CITTA’ DEL GALATEO che si inserisce nel Progetto “La Catena della Pace”.

La manifestazione ha il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e delle Città di Lecce e Galatone. La scadenza per la presentazione delle opere in concorso è fissata al 15 ottobre 2018, come da Regolamento del Premio, la consegna dei Premi ai vincitori è programmata per il 1 dicembre 2018 a Lecce. I dettagli dell’evento saranno comunicati successivamente.

REGOLAMENTO
La partecipazione è estesa a tutti gli autori di qualsiasi nazionalità, un’iniziativa per dar voce ad emozioni, sentimenti e stati d’animo. I premi saranno assegnati alle opere che si distingueranno per la qualità letteraria e/o per la tematica di impegno sociale, morale e/o educativo trattata.
OPERE A TEMA
SEZ.I – POESIA ADULTI: Dal pensiero del Galateo nella sua Esposizione del Pater Noster, dedicata a Isabella d’Aragona Sforza.
“Siamo fratelli e tutti eguali: non la natura, ma le leggi umane hanno creato le disuguaglianze.” (Pater Noster)
Argomentare l’attualità del suo pensiero
Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi, in italiano o in dialetto con traduzione in lingua, completa dei dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) all’indirizzo e-mail

verbumlandiart2@gmail.com

SEZ.II – SAGGIO BREVE:

in lingua italiana, che non superi le 2 cartelle dattiloscritte (carattere Times New Roman corpo 12) completo dei dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

CATEGORIA ARTICOLO DI GIORNALE

SEZ..A – ARTICOLO DI GIORNALE

Articolo di giornale che racconti di: conflitti internazionali, o processi di pace, o sviluppo sostenibile, o incontro tra i popoli, o ambientalismo o giustizia. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com. Su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.

POESIA A TEMA LIBERO

SEZ.B – POESIA ADULTI
Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, complete dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. C – POESIA ADULTI IN VERNACOLO

Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, CON TRADUZIONE, complete dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. D – SILLOGE ADULTI
Silloge poetica inedita massimo 10 poesie ognuna non superiore ai 40 versi con TITOLO, completa dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. E – RACCONTO ADULTI
un racconto di lunghezza non superiore alle 3 cartelle editoriali (1800 BATTUTE) completo dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. F – POESIA GIOVANI(dai 18 a 30 anni)
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, complete dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. G – RACCONTO GIOVANI (dai 18 a 30 anni)
un racconto di lunghezza non superiore alle le 3 cartelle editoriali (1800 BATTUTE) completo dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. H- GIOVANISSIMI POESIA
possono partecipare tutti gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Poesia, in lingua italiana o in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori
ciascuna ai 40 versi CON AUTORIZZAZIONE DEL GENITORE O DI CHI DETIENE LA PATRIA POTESTÀ. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattereTimes New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. I – STRANIERI POESIA ADULTI
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. L- STRANIERI RACCONTO ADULTI
Racconto che non superi le 3cartelle dattiloscritte, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.
I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ.M – STRANIERI POESIA GIOVANI
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi, completa dei dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ.N- STRANIERI RACCONTO GIOVANI
Racconto che non superi le 3cartelle dattiloscritte, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.
I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com
N.B. Sono accettate solo spedizioni email. La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata alla data del 15 OTTOBBRE 2018. Farà fede la data dell’email stessa.


SEZ. O- STRANIERI POESIA GIOVANISSIMI
possono partecipare tutti gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Poesia, in lingua italiana o in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori
ciascuna ai 40 versi CON AUTORIZZAZIONE DEL GENITORE O DI CHI DETIENE LA PATRIA POTESTÀ. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattereTimes New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

CATEGORIA LIBRI EDITI E INEDITI

SEZ. O – Poesia
Inviare tre copie cartacee originali dell’opera (escluse fotocopie), in italiano, edita a partire dal 2010 compreso, una sola copia completa di firma e dati personali e recapiti dell’autore.
I candidati devono inviare i loro libri all’indirizzo della Sede legale dell’Associazione VerbumlandiArt, Via Raffaele Vaglio,15 – 73044 Galatone –LE-

SEZ. P- Narrativa e Saggistica Letteraria
Inviare tre copie cartacee originali dell’opera (escluse fotocopie), in italiano, edita a partire dal 2010 compreso, una sola copia completa di firma, dati personali e recapiti dell’autore.
I candidati devono inviare i loro libri all’indirizzo della Sede legale dell’AssociazioneVerbumlandiArt, Via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone – (Lecce)

Sono accettate solo spedizioni cartacee e non sono ammessi testi in forma di Ebook.

N.B.

La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata alla data del
15 ottobre 2018.
Avvertenza: La partecipazione al premio nella sezione L) giovanissimi, va autorizzata dal genitore o da chi detiene la patria potestà.
Le opere presentate, edite o inedite, saranno accettate anche se pubblicate su giornali, riviste, antologie o sul web.
È consentita la partecipazione dello stesso autore a più di una sezione con opere differenti, previo pagamento di una ulteriore quota di partecipazione.

Art. 2) scadenza di presentazione
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 15 ottobre 2018

Art. 3) quota di partecipazione
La quota di partecipazione quale contributo e sostegno per le spese di lettura e segreteria,
Sezioni I-II-A-B-C-D-E è di € 15 (quindici/00).
Sezioni O-P è di € 20 (20venti/00)

Se si partecipano a più sezioni la quota dopo la prima fissata, sarà di 10,00 euro

I soci adulti dell’associazione VerbumlandiArt hanno diritto a uno sconto e pagheranno euro € 10 (dieci/00). Le quote dovranno essere versate secondo le seguenti modalità:

Contributi Volontari di Partecipazione
1. versamento su c/c postale n° 001012364095 intestato a “VerbumlandiArt”
2. op. Bonifico sul Conto Corrente Banco Posta IBAN: IT09N0760116000001012364095
3. corrisposto in contanti;
4. Causale: contributo volontario spese organizzative Città del Galateo 2018

Art. 4) invio delle opere
Le opere devono essere inviate a mezzo posta elettronica all’indirizzo verbumlandiart2@g.mail.com
I libri invece devono essere spediti a Verbumlandiart via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone -Le-
Le adesioni che giungeranno oltre i termini previsti dal presente regolamento, non saranno prese in considerazione.
L’email e i libri spediti dovranno contenere.
a) I dati personali dell’autore: NOME, COGNOME, INDIRIZZO, RECAPITI TELEFONICI E INDIRIZZO E-MAIL. con dichiarazione che le poesie sono opera del proprio ingegno e libere da qualsiasi vincolo (dichiarazione di paternità dell’opera), e autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. nr. 196/03 (liberatoria relativa ai diritti in materia di privacy)
b) copia dell’avvenuto versamento del contributo e sostegno per le spese di lettura e segreteria.

L’assenza della copia dell’avvenuto versamento o dei dati personali, comporta l’esclusione automatica dal concorso delle opere inviate.

Art. 5) liberatoria
Con la partecipazione al concorso, ogni autore acconsente alla divulgazione delle proprie opere da parte dell’associazione “VerbumlandiArt”, anche ai fini dell’antologia, senza avere nulla a pretendere e rinunciando a qualsiasi pretesa economica. Tutti i diritti restano comunque di proprietà dell’autore. Le opere inviate per il concorso non saranno restituite.
Ogni autore, per il fatto stesso di partecipare al premio, dichiara la paternità e la proprietà intellettuale e creativa delle opere inviate, di avere pertanto pieno possesso dei diritti dell’opera, piena disponibilità e che non sono sottoposte ad alcun vincolo editoriale. L’Organizzazione non risponde di eventuali operazioni di plagio.

Art. 6) Comitato di giuria
Le opere saranno valutate in forma rigorosamente anonima dal comitato di giuria, composto da critici ed esponenti del mondo della cultura, informazione, docenza universitaria i cui giudizi sono insindacabili e inappellabili.
La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale. La loro opera viene svolta nel pieno rispetto delle linee guida dell’Associazione.

Art.7) Risultati
Notizie periodiche e risultati sulle opere e sugli gli autori premiati, verranno pubblicati sul sito ufficiale dell’associazione www.verbumlandiart.com

Art. 8) Premi

PREMI
Sono previsti premi offerti dagli Sponsor, targhe e trofei
Per ogni sezione verranno proclamati i primi tre classificati che riceveranno una targa personalizzata e pergamena comprensiva di motivazione.
Tutti gli altri finalisti riceveranno una medaglia/trofeo e una pergamena d’onore o diploma di merito.
La giuria assegnerà premi speciali della Critica, ai candidati che si sono distinti per la pregevolezza dei loro componimenti.
Il Premio Verbumlandiart (Targa più motivazione) alla Carriera sarà offerto alle Eccellenze indicateci dagli esponenti della Giuria.
I premi saranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia di premiazione agli autori premiati o a loro delegati, uno per ogni concorrente assente giustificato per motivi gravi con delega scritta.
I premi non ritirati nel corso della premiazione (ad esclusione degli attestati) non verranno spediti, ma resteranno a disposizione degli aventi diritto per sei mesi presso la sede legale dell’associazione a meno di accordi particolari con l’autore per la spedizione a domicilio a carico del destinatario per corriere, secondo i costi prescritti dagli stessi.

Art. 9) Cerimonia di premiazione
la premiazione avverrà nel corso della serata conclusiva (data e location a Lecce, da definire) della manifestazione.
I vincitori dovranno raggiungere il luogo della premiazione a loro spese.
Ogni eventuale variazione verrà comunicata preventivamente.
In caso di provata impossibilità, potranno delegare persona di loro fiducia mediante delega scritta, una delega a persona. Sarà data massima diffusione circa l’evento attraverso stampa, internet e TV locali.

Art. 10) Antologia
L’organizzazione provvederà, come tradizione, alla stampa dell’antologia della presente edizione, pubblicata mediante casa editrice convenzionata con l’associazione. L’antologia conterrà le migliori opere valutate e selezionate come meritevoli dalla giuria, con relativa motivazione ed eventuali note biografiche degli autori.

Art. 11) Informativa sulla privacy
Le utenze e gli indirizzi e-mail comunicati alla Segreteria del premio, verranno utilizzate solo per comunicazioni legate al Premio Letterario Nazionale. I dati personali saranno trattati nel rispetto del D.lgs 196/2003.

L’organizzazione, ove si renda necessario, si riserva il diritto di apportare variazioni al presente bando e al piano premi. L’Organizzazione non risponde altresì di qualsiasi conseguenza dovuta ad informazioni mendaci circa le generalità comunicate. La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente bando per tutte le clausole che lo compongono. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme nello stesso prescritte costituisce motivo di esclusione dal premio.

per informazioni:
Associazione culturale Verbumlandi-Art
via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone (Lecce)
– REGINA RESTA 338 6341006
– ANNALENA CIMINO 333 3168634 – 328 7645606

Risultati
Verranno informati dei risultati i vincitori e i menzionati in tempo utile per poter partecipare alla premiazione.
I risultati del Premio saranno comunque visibili sul sito www.verbumlandiart.com,
Notizie relative al Premio saranno diramate attraverso la stampa nazionale e ogni altro veicolo di informazione.

Note e dati personali
La partecipazione al Premio implica l’incondizionata accettazione di tutte le clausole del presente Regolamento.
Con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali si garantisce che questi saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e nell’ambito delle iniziative culturali del Cenacolo per la legge 675 del 31/12/96 e D.L. 196/03. Le opere non saranno restituite: i libri verranno donati per progetti culturali.
L’organizzazione, ove si renda necessario, si riserva il diritto di portare variazioni al presente regolamento e al piano premi. L’Organizzazione non risponde altresì di qualsiasi conseguenza dovuta ad informazioni mendaci circa le generalità comunicate.

GIURIA “CITTA’ DEL GALATEO”
VI Edizione – 2018

PRESIDENTE ONORARIO
Haidar Hafez

PRESIDENTE DI GIURIA
Massimo Enrico Milone


PRESIDENTE DEL PREMIO
Regina Resta

PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E PROSA CITTA’ DEL GALATEO VI Edizione – 2018 -LECCE-

PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E PROSA
CITTA’ DEL GALATEO VI Edizione – 2018 -LECCE-
Premio insignito della
Medaglia del Presidente della Repubblica organizzato dall’associazione culturale
VERBUMLANDIART cenacolo internazionale per la creatività espressiva e il dialogo
LECCE – l’Associazione Culturale VerbumlandiArt indice la VI Edizione del Premio
CITTA’ DEL GALATEO
che si inserisce nel Progetto “La Catena della Pace”.
La manifestazione ha il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, e dei Comuni di Lecce e di Galatone. La scadenza per la presentazione delle opere in concorso è fissata al 15 OTTOBRE 2018, come da Regolamento del Premio, la consegna dei Premi ai vincitori è programmata per il 15-16 dicembre 2018 a Lecce. I dettagli dell’evento saranno comunicati successivamente.

REGOLAMENTO

SEZ..A – CATEGORIA ARTICOLO DI GIORNALE
Articolo di giornale che racconti di: conflitti internazionali, o processi di pace, o sviluppo sostenibile, o incontro tra i popoli, o ambientalismo o giustizia. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com. Su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.

SEZ.B – POESIA ADULTI A TEMA LIBERO
Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, complete dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. C – POESIA ADULTI IN VERNACOLO A TEMA LIBERO
Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, CON TRADUZIONE, complete dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. D – SILLOGE ADULTI A TEMA LIBERO
Silloge poetica inedita massimo 10 poesie ognuna non superiore ai 40 versi con TITOLO, completa dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. E – RACCONTO ADULTI A TEMA LIBERO
un racconto di lunghezza non superiore alle 3 cartelle editoriali (1800 BATTUTE) completo dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. F – POESIA GIOVANI A TEMA LIBERO
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi in italiano, complete dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. G – RACCONTO GIOVANI (dai 18 a 30 anni) A TEMA LIBERO
un racconto di lunghezza non superiore alle le 3 cartelle editoriali (1800 BATTUTE) completo dei dati personali dell’autore, su un file a parte in word : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. H- GIOVANISSIMI POESIA A TEMA LIBERO
possono partecipare tutti gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Poesia, in lingua italiana o in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori
ciascuna ai 40 versi CON AUTORIZZAZIONE DEL GENITORE O DI CHI DETIENE LA PATRIA POTESTÀ. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattereTimes New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. I – STRANIERI POESIA ADULTI A TEMA LIBERO
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ. L- STRANIERI RACCONTO ADULTI A TEMA LIBERO
Racconto che non superi le 3cartelle dattiloscritte, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.
I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ.M – STRANIERI POESIA GIOVANI A TEMA LIBERO
massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40versi, completa dei dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com

SEZ.N- STRANIERI RACCONTO GIOVANI A TEMA LIBERO
Racconto che non superi le 3cartelle dattiloscritte, completa dei dati personali dell’autore su un file a parte in word, : nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.
I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) non sono ammessi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com
N.B. Sono accettate solo spedizioni email. La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata alla data del 15 OTTOBBRE 2018. Farà fede la data dell’email stessa.

CATEGORIA LIBRI EDITI

SEZ. O – LIBRI POESIA EDITA
Inviare tre copie cartacee originali dell’opera (escluse fotocopie), in italiano, edita a partire dal 2010 compreso, una sola copia completa di firma e dati personali e recapiti dell’autore.
I candidati devono inviare i loro libri all’indirizzo della Sede legale dell’Associazione VerbumlandiArt, Via Raffaele Vaglio,15 – 73044 Galatone –LE-

SEZ. P- LIBRI NARRATIVA EDITA E SAGGISTICA LETTERARIA( Filosofia, storia, scienze ecc.)
Inviare tre copie cartacee originali dell’opera (escluse fotocopie), in italiano, edita a partire dal 2010 compreso, una sola copia completa di firma, dati personali e recapiti dell’autore.
I candidati devono inviare i loro libri all’indirizzo della Sede legale dell’AssociazioneVerbumlandiArt, Via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone – (Lecce)

CATEGORIA LIBRI INEDITI

SEZ.Q- LIBRI POESIA INEDITA
Inviare tre copie cartacee originali dell’opera (escluse fotocopie), in italiano,
una sola copia completa di firma, dati personali e recapiti dell’autore.
I candidati devono inviare i loro libri all’indirizzo della Sede legale dell’Associazione VerbumlandiArt, Via Raffaele Vaglio,15 – 73044 Galatone – (Lecce)
Sono accettate solo spedizioni cartacee e non sono ammessi testi in forma di Ebook.
OPERE A TEMA
SEZ.R – POESIA ADULTI A TEMA:
Dal pensiero del Galateo nella sua Esposizione del Pater Noster, dedicata a Isabella d’Aragona Sforza.
“Siamo fratelli e tutti eguali: non la natura, ma le leggi umane hanno creato le disuguaglianze.” (Pater Noster)
Argomentare l’attualità del suo pensiero
Massimo 3 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi, in italiano, complete dei dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. I candidati devono inviare i loro componimenti in formato elettronico (formato word carattere Times New Roman, font 12,) sono esclusi pdf, all’indirizzo e-mail verbumlandiart2@gmail.com
N.B.
La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata alla data del
15 ottobre 2018.
Avvertenza: La partecipazione al premio nella sezione L) giovanissimi, va autorizzata dal genitore o da chi detiene la patria potestà.
Le opere presentate edite o inedite, purché mai vincitrici in altri concorsi, saranno accettate anche se pubblicate su giornali, riviste, antologie o sul web.
È consentita la partecipazione dello stesso autore a più di una sezione con opere differenti, previo pagamento di una ulteriore quota di partecipazione.
Art. 2) scadenza di presentazione
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 15 ottobre 2018
Art. 3) quota di partecipazione
La quota di partecipazione quale contributo e sostegno per le spese di lettura e segreteria,
Sezioni A-B-C-D-E è di € 15,00 (quindici/00).
Sezioni F-G è di € 5,00 (cinque/00)
Sezioni O-P-Q-R è di € 20,00 (20venti/00)
Se si partecipano a più sezioni la quota dopo la prima fissata, sarà di 10,00 euro
I soci adulti dell’associazione VerbumlandiArt hanno diritto a uno sconto e pagheranno euro € 10 (dieci/00). Le quote dovranno essere versate secondo le seguenti modalità:
Contributi Volontari di Partecipazione
1. versamento su c/c postale n° 001012364095 intestato a “VerbumlandiArt”
2. op. Bonifico sul Conto Corrente Banco Posta IBAN: IT09N0760116000001012364095
3. corrisposto in contanti;
4. Causale: contributo volontario spese organizzative Città del Galateo 2018
Art. 4) invio delle opere
Le opere devono essere inviate a mezzo posta elettronica all’indirizzo verbumlandiart2@g.mail.com
I libri invece devono essere spediti a Verbumlandiart via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone -Le-
Le adesioni che giungeranno oltre i termini previsti dal presente regolamento, non saranno prese in considerazione.
L’email e i libri spediti dovranno contenere.
a) I dati personali dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail. con dichiarazione che le poesie sono opera del proprio ingegno e libere da qualsiasi vincolo (dichiarazione di paternità dell’opera), e autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. nr. 196/03 (liberatoria relativa ai diritti in materia di privacy)
b) copia dell’avvenuto versamento del contributo e sostegno per le spese di lettura e segreteria.
L’assenza della copia dell’avvenuto versamento o dei dati personali, comporta l’esclusione automatica dal concorso delle opere inviate.
Art. 5) liberatoria
Con la partecipazione al concorso, ogni autore acconsente alla divulgazione delle proprie opere da parte dell’associazione “VerbumlandiArt”, anche ai fini dell’antologia, senza avere nulla a pretendere e rinunciando a qualsiasi pretesa economica. Tutti i diritti restano comunque di proprietà dell’autore. Le opere inviate per il concorso non saranno restituite.
Ogni autore, per il fatto stesso di partecipare al premio, dichiara la paternità e la proprietà intellettuale e creativa delle opere inviate, di avere pertanto pieno possesso dei diritti dell’opera, piena disponibilità e che non sono sottoposte ad alcun vincolo editoriale. L’Organizzazione non risponde di eventuali operazioni di plagio.
Art. 6) Comitato di giuria
Le opere saranno valutate in forma rigorosamente anonima dal comitato di giuria, composto da critici ed esponenti del mondo della cultura, informazione, docenza universitaria i cui giudizi sono insindacabili e inappellabili.
La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale. La loro opera viene svolta nel pieno rispetto delle linee guida dell’Associazione.
Art.7) Risultati
Notizie periodiche e risultati sulle opere e sugli gli autori premiati, verranno pubblicati sul sito ufficiale dell’associazione www.verbumlandiart.com
Art. 8) Premi
Premi
Sono previsti premi in denaro, doni offerti dagli Sponsor..
Per ogni sezione verranno proclamati i primi tre classificati che riceveranno una targa personalizzata e pergamena comprensiva di motivazione.
Tutti gli altri finalisti riceveranno una medaglia/trofeo e una pergamena d’onore o diploma di merito.
La giuria assegnerà premi speciali della Critica, ai candidati che si sono distinti per la pregevolezza dei loro componimenti.
Il Premio Verbumlandiart (Targa più motivazione) alla Carriera sarà offerto alle Eccellenze indicateci dagli esponenti della Giuria.
I premi saranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia di premiazione agli autori premiati o a loro delegati, uno per ogni concorrente assente giustificato per motivi gravi con delega scritta.
I premi non ritirati nel corso della premiazione (ad esclusione degli attestati) non verranno spediti, ma resteranno a disposizione degli aventi diritto per sei mesi presso la sede legale dell’associazione a meno di accordi particolari con l’autore per la spedizione a domicilio a carico del destinatario per corriere, secondo i costi prescritti dagli stessi.
Art. 9) Cerimonia di premiazione
la premiazione avverrà nel corso della serata conclusiva (data e location a Lecce, da definire) della manifestazione.
I vincitori dovranno raggiungere il luogo della premiazione a loro spese.
Ogni eventuale variazione verrà comunicata preventivamente.
In caso di provata impossibilità, potranno delegare persona di loro fiducia mediante delega scritta, una delega a persona. Sarà data massima diffusione circa l’evento attraverso stampa, internet e TV locali.
Art. 10) Antologia
L’organizzazione provvederà, come tradizione, alla stampa dell’antologia della presente edizione, pubblicata mediante casa editrice convenzionata con l’associazione. L’antologia conterrà le migliori opere valutate e selezionate come meritevoli dalla giuria, con relativa motivazione ed eventuali note biografiche degli autori.
Art. 11) Informativa sulla privacy
Le utenze e gli indirizzi e-mail comunicati alla Segreteria del premio, verranno utilizzate solo per comunicazioni legate al Premio Letterario Nazionale. I dati personali saranno trattati nel rispetto del D.lgs 196/2003.
L’organizzazione, ove si renda necessario, si riserva il diritto di apportare variazioni al presente bando e al piano premi. L’Organizzazione non risponde altresì di qualsiasi conseguenza dovuta ad informazioni mendaci circa le generalità comunicate. La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente bando per tutte le clausole che lo compongono. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme nello stesso prescritte costituisce motivo di esclusione dal premio.
per informazioni:
Associazione culturale Verbumlandi-Art
via Raffaele Vaglio, 15 – 73044 Galatone (Lecce)
– REGINA RESTA 338 6341006
– ANNALENA CIMINO 333 3168634 – 328 7645606
Risultati
Verranno informati dei risultati i vincitori e i menzionati in tempo utile per poter partecipare alla premiazione.
I risultati del Premio saranno comunque visibili sul sito www.verbumlandiart.com,
Notizie relative al Premio saranno diramate attraverso la stampa nazionale e ogni altro veicolo di informazione.

Note e dati personali
La partecipazione al Premio implica l’incondizionata accettazione di tutte le clausole del presente Regolamento.
Con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali si garantisce che questi saranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e nell’ambito delle iniziative culturali del Cenacolo per la legge 675 del 31/12/96 e D.L. 196/03. Le opere non saranno restituite: i libri verranno donati per progetti culturali.
L’organizzazione, ove si renda necessario, si riserva il diritto di portare variazioni al presente regolamento e al piano premi. L’Organizzazione non risponde altresì di qualsiasi conseguenza dovuta ad informazioni mendaci circa le generalità comunicate.

GIURIA “CITTA’ DEL GALATEO”
VI Edizione – 2018

PRESIDENTE ONORARIO:
Haidar Hafez

PRESIDENTE DI GIURIA

Massimo Enrico Milone