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I edizione del Premio nazionale ed internazionale di poesia e arte “A Pablo Neruda, la Città di Capri”

L’associazione culturale VerbumlandiArt, Presidentessa Regina Resta in collaborazione con la Città di Capri e insieme alla Proloco di Caserta, Presidente Ing. Carlo Roberto Sciascia, critico d’Arte e la Presidentessa del Premio, senza diritto di voto, Poetessa e Scrittrice Annalena Cimino, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, della Regione Campania, della Città di Galatone, della Città Metropolitana di Caserta, indice la I edizione del Premio nazionale ed internazionale di poesia e arte.
INDICE
la I edizione del Premio nazionale ed internazionale di poesia e arte

“A Pablo Neruda, la Città di Capri”

La partecipazione all’iniziativa, nata per dar voce ad emozioni, sentimenti e stati d’animo, è estesa a tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che intendano concorrere con poesie edite ed inedite. I premi saranno assegnati alle opere che si distingueranno per la qualità letteraria e/o per la tematica di impegno sociale, morale e/o educativo trattata.

REGOLAMENTO

Art. 1) Sezioni

ADULTI A TEMA: “UNA FINESTRA… SUL MARE”

Sez. A) Poesia in lingua italiana, a tema: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi.

Sez. B) Poesia in vernacolo, a tema: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi con traduzione in italiano.

Sez. C) Poesia in lingua straniera, a tema: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi.

GIOVANI A TEMA LIBERO
Possono partecipare tutti coloro che alla data del 31 maggio 2018 risultino essere maggiorenni e che non abbiano compiuto il 25mo anno di età.
Sez. D) Poesia in lingua italiana o in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi.

GIOVANISSIMI A TEMA LIBERO
Possono partecipare tutti gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, purché minorenni.
Sez. E) Poesia in lingua italiana o in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi.

ADULTI A TEMA LIBERO

Sez. F) Poesia in lingua italiana, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai 40 versi.
Sez. G) Poesia in vernacolo, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori ai 40 versi con traduzione in italiano.
Sez. H) Poesia in lingua straniera, a tema libero: massimo 2 poesie non superiori ciascuna ai
40 versi.

Avvertenza: La partecipazione al premio nella sezione E) giovanissimi va autorizzata dal genitore o da chi detiene la patria potestà.

Le opere presentate potranno essere edite o inedite. Saranno accettate opere pubblicate su giornali, riviste, antologie o sul web. È consentita la partecipazione dello stesso autore a più di una sezione con opere differenti.
Art. 2) Scadenza di presentazione
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 30/04/2018.
PER TUTTE LE INFORMAZIONI DI PARTECIPAZIONE TELEFONARE A
– REGINA RESTA 338 6341006
– ANNALENA CIMINO 333 3168634 – 328 7645606
Art. 3) Invio delle opere
Le opere devono essere inviate a mezzo posta elettronica all’indirizzo anigeratser@gmail.com
Non saranno considerati validi, ai fini del concorso, indirizzi e-mail differenti da quello indicato, pena l’esclusione.
Le adesioni giunte oltre i termini previsti dal presente regolamento non saranno prese in considerazione.
L’e-mail dovrà contenere:
a) le opere letterarie in formato word (.doc, .docx), prive di firma e di qualsiasi altro segno di riconoscimento

b) la scheda di adesione, con dichiarazione che le poesie sono opera del proprio ingegno e libere da qualsiasi vincolo (dichiarazione di paternità dell’opera), e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art.13 del D.Lgs. nr. 196/03 (liberatoria relativa ai diritti in materia di privacy)
Art. 4) Comitato di giuria
Le opere saranno valutate in forma rigorosamente anonima dal comitato di giuria, composto da critici ed esponenti del mondo della cultura, informazione, docenza universitaria, e i cui giudizi sono insindacabili e inappellabili.
La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale. La loro opera viene svolta nel pieno rispetto delle linee guida dell’Associazione.
Art. 5) Risultati

Notizie periodiche e risultati sulle opere e sugli gli autori premiati verranno pubblicati sul sito ufficiale dell’associazione www.verbumlandiart.com La proclamazione ufficiale e la premiazione avverrà nel corso della serata conclusiva della manifestazione che si svolgerà a Capri il 9 giugno 2018, presso la Sala Consiliare. I vincitori dovranno raggiungere il luogo della premiazione a loro spese. Ogni eventuale variazione verrà comunicata preventivamente.
Art. 6) Premi
Tutti i finalisti verranno premiati con targhe offerte dalla Città di Capri, trofei, medaglie e opere d’arte, pergamene per menzioni d’onore e diplomi di merito, libri ed eventuali doni messi a disposizione dagli sponsor. L’attestato di partecipazione è disponibile su richiesta con addebito spese di spedizione. La giuria si riserva, altresì, di assegnare premi speciali agli autori che si sono distinti per la pregevolezza delle loro opere. I premi non ritirati nel corso della premiazione (ad esclusione degli attestati) non verranno spediti, ma resteranno a disposizione degli aventi diritto per sei mesi presso la sede legale dell’associazione a meno di accordi particolari con l’autore per la spedizione a domicilio.

Art. 7) Cerimonia di premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà a Capri, Sala Consiliare, il 9 giugno alle ore…….., alla presenza di note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Vincitori e finalisti saranno tempestivamente informati degli esiti del premio con comunicazione scritta o telefonica e tramite comunicati sul sito ufficiale dell’associazione. I premi dovranno essere ritirati personalmente. In caso di provata impossibilità, potranno delegare persona di loro fiducia mediante delega scritta. Sarà data massima diffusione circa l’evento attraverso stampa, internet e TV locali.
Art. 8) Antologia

L’organizzazione provvederà alla stampa dell’antologia della presente edizione, pubblicata mediante casa editrice convenzionata con l’associazione. L’antologia conterrà le migliori opere valutate e selezionate come meritevoli dalla giuria, con relativa motivazione ed eventuali note biografiche degli autori.
Art. 9) Informativa sulla privacy

Le utenze e gli indirizzi e-mail comunicati alla Segreteria del premio verranno utilizzati solo per comunicazioni legate al Premio Letterario Nazionale. I dati personali saranno trattati nel rispetto del D.lgs 196/2003.
L’organizzazione, ove si renda necessario, si riserva il diritto di apportare variazioni al presente bando e al piano premi. L’Organizzazione non risponde altresì di qualsiasi conseguenza dovuta ad informazioni mendaci circa le generalità comunicate.
La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente bando per tutte le clausole che lo compongono. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme nello stesso prescritte costituisce motivo di esclusione dal premio.
SCHEDA DI ADESIONE
Dichiarazione

Il/La sottoscritto/a ……………………..….………..…………………………………………………………………………
nato/a a ………………..………….… …………………………………………………….il …………..…..………………,
residente a (città)…………………………..…….……………. ………………………………………(CAP) ……………..,
in Via………………….………….…………………………………………………………………………………… n. …….,
recapito telefono …………………………….………………………………………………………,……………………….
e-mail:………………………………..…………..……………………………………………………………………………..
Partecipa alle sezioni
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Con le liriche:
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1. Acconsente al trattamento dei propri dati personali da parte dell’Associazione Internazionale “VerbumlandiArt”
2. In relazione agli artt. 13 e 23 del D.Lgs. n. 196/20033, limitatamente al 1° Premio “A Pablo Neruda, la Città di Capri” cui partecipa e all’invio dei Bandi per le edizioni successive, autorizza l’eventuale pubblicazione delle proprie immagini, riprese durante la cerimonia pubblica di premiazione.
FIRMA (leggibile) ………………………………

3. Dichiara che le opere presentate e sottoscritte in calce nella sua prima copia sono opera del proprio ingegno.
Autorizza l’eventuale pubblicazione delle opere finaliste senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore.

FIRMA (leggibile) ……………………………

4. Si autorizza altresì, nel caso l’opera presentata sia premiata nel suddetto concorso, a pubblicarla nell’antologia dedicata al concorso.

FIRMA (leggibile)………………………………

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Bando di partecipazione e Regolamento della Rassegna internazionale di Arte Contemporanea di Pittura, Scultura e Fotografia
1° Premio di Arte “A Pablo Neruda, la città di Capri”
Promotori: Città Metropolitana di Capri, VerbumlandiArt, Pro Loco di Caserta
Capri 8 giugno – 16 giugno 2018
“Rassegna internazionale di Arte Contemporanea di Pittura, Scultura e Fotografia Capri 2018” con , inserito nell’ambito del progetto “La Catena della Pace, della Difesa dell’Ambiente, della Giustizia”.
Regolamento
Art. 1 – Finalità
L’Associazione Culturale Internazionale VerbumlandiArt, la Pro Loco di Caserta , la Presidente Onoraria del premio Annalena Cimino, con il partneriato del Comune di Capri, indicono la prima edizione della “Rassegna internazionale di Arte Contemporanea di Pittura, Scultura e Fotografia Capri 2018” con , inserito nell’ambito del progetto ““La Catena della Pace, della Difesa dell’Ambiente, della Giustizia”.”.
Il Premio è patrocinato dalla Città di Capri (NA), che ne è anche partner, e da diversi enti istituzionali e privati.
L’evento intende stimolare una riflessione profonda sull’Arte contemporanea, in particolare quella che si sviluppa al di fuori del sistema dell’arte, ponendo l’isola di Capri con le sue ricchezze paesaggistiche alla base di un confronto d’Arte tra le varie regioni italiane con la significativa presenza di opere d’Arte internazionale.
Art. 2 – Destinatari
Il Premio è rivolto agli artisti di qualsiasi nazionalità. È prevista, per ognuna delle discipline, una sezione giovani dedicata agli artisti di età non superiore ai 28 anni.
Alla rassegna parteciperanno, inoltre, artisti invitati direttamente dal comitato organizzatore, per i quali non è prevista alcuna selezione e/o restrizione.
Art. 3 – Tipologia opere: Tecniche e Tema
Il Premio è legato al Progetto “La Catena della Pace, della Difesa dell’Ambiente, della Giustizia”; per questo il tema, che ogni artista partecipante svilupperà nella sua opera, deve essere legato al valore della .
Esso è suddiviso in tre sezioni: Pittura, Scultura e Fotografia.
Saranno ammesse al Premio solo opere che non siano state già premiate in altri concorsi e che abbiano superato la selezione preliminare. Tutte le opere, che non rispettano le succitate indicazioni, saranno irrimediabilmente escluse dall’esposizione, fermo restante l’eventuale accordo preso in tutte le sue parti. Non sono ammessi video, né installazioni.
PITTURA: opere in due dimensioni, realizzate in piena libertà di stile con una o più delle seguenti tecniche: olio, tempera, acrilico, vinile, acquarello, collage e simili; le opere possono essere realizzate su qualsiasi supporto, quale: tela, carta, legno, plastica, masonite, ferro, etc.. Le dimensioni massime permesse sono: 120 cm di larghezza e 180 cm di altezza, compresa l’eventuale cornice; qualsiasi variazione a tale prescrizione deve essere preventivamente concordata con l’organizzazione e approvata. Le opere dovranno essere dotate di attaccaglio e/o supporto adeguato per essere esposte. quest’ultimo deve essere consegnato con l’opera. Le opere eccedenti tali misure devono essere approvate dal curatore.

SCULTURA lavori in tre dimensioni, realizzate con qualsiasi materiale inorganico. Le opere possono anche avvalersi di suoni, luci, video e movimenti meccanici o elettrici. Le dimensioni massime permesse sono di 80 cm x 80 cm di base e 150 cm di altezza, per un peso massimo non superiore ai 25 kg; qualsiasi variazione a tale prescrizione deve essere preventivamente concordata con l’organizzazione e approvata. L’eventuale base, su cui porre la scultura, deve essere fornita dall’artista.

FOTOGRAFIA: fotografie stampate su supporto avente dimensioni minime di cm 30 x cm 40 e massime di: 100 cm di larghezza e 150 cm di altezza, compresa l’eventuale cornice; devono essere realizzate su qualsiasi materiale (tela, carta, legno, plastica, masonite, plexiglas, metallo, ecc; qualsiasi variazione a tale prescrizione deve essere preventivamente concordata con l’organizzazione e approvata. Le opere dovranno essere dotate di attaccaglio e supporto adeguato per essere esposte.
Le opere devono essere con o senza vetro, con o senza cornice ma obbligatoriamente fornite di attaccagli, pena l’esclusione dalla mostra.

SCULTURA
Quelle scultoree non devono essere pericolose, né avere cuspidi e/o elementi pericolosi senza l’opportuna protezione. Di ogni problema e/o di qualsivoglia dimensione delle opere, diversa rispetto a quelle previste, occorre che la soluzione sia concordata ed accettata dall’organizzazione.

Art. 4 – Premi
Per il 1°, 2°, 3° classificato per ciascuna sezione: coppa e pergamena. Per tutti gli altri partecipanti selezionati, partecipanti alla mostra: medaglia e pergamena. La Pro Loco di Caserta si riserva di assegnare alcuni premi straordinari consistenti nella partecipazione gratuita ad una mostra collettiva o nell’organizzazione di una mostra personale presso il Palazzo Mazziotti di Caiazzo o presso la Biblioteca comunale “Ruggiero” di Caserta.

Art. 5 – Attività di Promozione e Visibilità dei Partecipanti
Sarà realizzata per l’evento una locandina contenente tutti i dati importanti, gli interventi istituzionali e/o culturali previsti con i nomi di tutti gli artisti. La Rassegna ed il Premio saranno pubblicizzati su giornali e riviste sia italiane che estere. Durante il periodo della mostra saranno organizzate nella Villa Lysis altre attività culturali. Durante l’evento saranno presenti ed ospitati personaggi istituzionali, nonché altri culturalmente importanti.
L’Associazione Culturale VerbumlandiArt e la Proloco di Caserta si riservano il diritto di utilizzare il materiale pervenuto per eventuali successive manifestazioni, con l’obbligo di citare l’artista e/o la fonte ed informare gli autori o i detentori dei diritti. Questi materiali saranno utilizzati per scopi culturali e didattici, senza fini di lucro.

Art. 6 – Modalità di partecipazione e Calendario del Premio
– Iscrizione al concorso e Registrazione entro il 15 maggio 2018
Gli artisti possono iscriversi entro il 15 maggio per partecipare con un un’opera per ogni sezione (salvo particolari accordi specifici intrapresi con l’organizzazione) alla selezione preliminare; entro tale data deve essere inviata una foto digitale dell’opera partecipante, caratterizzata dal nome del file indicante: nome dell’artista, nome dell’opera, tecnica utilizzata, dimensione e anno di realizzazione (esempio: Cecco Gori – Luna nello stagno – Olio su tela – l 50 x h 150 cmq – 2016) all’email . Si raccomanda di fornire anche un indirizzo e-mail reale e un numero telefonico, preferibilmente del cellulare, al quale il comitato organizzativo possa rivolgersi per contatti in caso di problemi e/o trasmissione di informazioni e/o variazioni.
Le opere, non inviate in forma digitale entro la data di chiusura delle iscrizioni, non inserite sul sito ; quelle degli artisti, non rispettanti le disposizioni regolamentari sulla loro dimensione, non saranno ammesse al concorso. Il caricamento delle fotografie delle opere dovrà avvenire entro il 20 maggio 2018.
La registrazione al Premio deve avvenire on line, inviando la richiesta a: reginaresta2@gmail.com; sciasciaarte@gmail.com; per ogni informazioni si possono contattare i seguenti numeri telefonici: – Regina Resta 338 6341006 – Carlo Roberto Sciascia 338 7922753 – Ottavia Patrizia Santo 349 1623890.
La mostra è preceduta da una selezione delle opere; quelle non rispondenti al tema e quelle eccedenti le misure del bando, escluso quelle di misure concordate con il curatore, sono escluse dalla partecipazione alla mostra.
Gli artisti devono inviare la foto dell’opera partecipante all’indirizzo email entro mercoledì 25 maggio c.a..
Le opere degli artisti, i quali hanno superato le selezioni, accedono al Premio e saranno esposte nella rassegna
– Designazione dei vincitori del premio: il comitato della giuria, composto da rappresentanti del mondo dell’Arte, critici, giornalisti e galleristi riconosciuti a livello Nazionale, entro i primi di giugno valuteranno le opere finaliste e sceglierà le opere vincenti. L’organizzazione comunicherà a tutti gli artisti l’esito della selezione e pubblicherà la lista delle opere finaliste sul suo sito, su Facebook e su altri network.
– Consegna delle opere: Le opere, partecipanti alla rassegna, dovranno essere consegnate o pervenire – a mezzo di corriere o spedizioniere – presso entro e non oltre sabato 4 giugno c.a. – brevi manu agli organizzatori entro il 4 giugno c.a. o direttamente brevi manu a Capri, a Villa Lysis la mattina del giorno 8 giugno c.a. dalle 10:00 alle 12:30, salvo preventivo accordo con il curatore; – a Capri, presso …………..……………, entro e non oltre il 6 giugno c.a.; il mancato arrivo dell’opera entro la data e l’orario indicato prevede l’eventuale esclusione dalla mostra o il suo inserimento dopo il termine dell’inaugurazione, fermo restando l’obbligo di ottemperare ad ogni altro impegno
Tutte le opere devono pervenire con un imballo facilmente riutilizzabile, su cui è indicato il nome dell’artista, il suo indirizzo ed il suo numero di telefono, nonché le eventuali istruzioni relative alle operazione per re-imballare l’opera.
In occasione della consegna delle opere in calce alla liberatoria e a questo regolamento va anche apposta la firma dell’artista preceduta dalla data, in modo che egli accetti tutti gli articoli ivi presenti; in ogni caso la semplice partecipazione alla Rassegna ed al Premio, anche senza aver firmato il bando e la liberatoria, implica l’accettazione di tutto ciò che è indicato in esso.
Al termine dell’esposizione l’organizzazione provvederà a re- imballare le opere utilizzando lo stesso involucro e seguendo le indicazioni dell’artista.
– Esposizione: le opere saranno esposte a Capri, nella splendida Villa Lysis; La cerimonia di inaugurazione della mostra avrà inizio venerdì 8 giugno, alle ore 17.30 e proseguirà fino al 16 giugno 2018.

– Premiazione: La premiazione si terrà il giorno 8 giugno 2018; i premi, eventualmente non ritirati l’8 giugno, saranno consegnati con le opere al momento del loro ritiro.

– Restituzione delle opere esposte: Le opere ammesse al Premio potranno essere ritirate alla fine della mostra presso la Villa Lysis di Capri, personalmente dall’artista o da un suo incaricato munito di delega dalle 10:00 alle 12:30 del giorno successivo al termine della mostra (giovedì 17 giugno). In alternativa, a richiesta, saranno spedite tramite corriere in contrassegno previo consenso scritto, sempre che arrivino munite di custodia in grado di essere senza difficoltà riutilizzata per l’invio della stessa. Trascorsi 15 giorni dalla chiusura della manifestazione, le opere non ritirate saranno di proprietà degli organizzatori.
L’organizzazione provvederà a re-imballare tutte le opere non ritirate personalmente dopo la chiusura della mostra, utilizzando lo stesso involucro e seguendo le indicazioni dell’artista (se consegnate con un imballo facilmente riutilizzabile, con all’interno un documento di istruzioni su come l’opera deve essere re-imballata).

Art. 7 – Disposizioni
L’esposizione sarà realizzata dalla segreteria organizzativa del premio; La partecipazione dà diritto ad allestimento, vernice e comunicati stampa. Le opere rimarranno di proprietà degli artisti.
L’eventuale modifica delle date della manifestazione saranno comunicate mediante messaggio e mail o facebook o telefonico a tutti i partecipanti, senza per ciò essere tenuti alla corresponsione di penali o di danni di sorta.
Gli artisti, che accettano il suddetto bando, sollevano gli organizzatori, il Comune di Capri, VerbumlandiArte e la Pro Loco di Caserta da ogni responsabilità derivante da eventuali danni, furti, incidenti, calamità naturali, smarrimenti e quanto altro si possa verificare nel corso della manifestazione o durante il periodo di giacenza nella sede di arrivo e di partenza delle stesse o nel trasporto delle opere dal luogo del loro ritiro alla sede espositiva. In ogni caso ogni artista deve consegnare l’accettazione formale firmata della liberatoria, allegata al regolamento, del quale fa parte integrante; in assenza di essa, la partecipazione alla mostra è condizionata dall’accettazione della liberatoria, anche se ciò non avvenga formalmente con l’apposizione della propria firma.
Art. 8 – Liberatoria sulle opere
L’Associazione Culturale VerbumlandiArt e la Pro Loco di Caserta, pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute, declina ogni responsabilità per eventuali furti, incendi o danni di qualsiasi natura alle opere o persone, che possano verificarsi durante tutte le fasi della manifestazione ed al termine di essa fino alla consegna della stessa brevi manu o alla consegna al corriere incaricato. Ai singoli artisti è demandata la possibilità di stipulare qualsiasi tipo d’assicurazione contro danno, furto e quanto altro possa verificarsi alle loro opere.

Art. 9 – Accettazione delle condizioni
La partecipazione alla “Rassegna internazionale di Arte Contemporanea di Pittura, Scultura e Fotografia Capri 2018” con prevede l’accettazione di ogni articolo relativo al presente regolamento e l’assunzione in prima persona ogni responsabilità in ordine alle immagini inviate, dichiarando di aver realizzato l’opera legittimamente, senza violazione di alcun diritto previsto dalla legge né di qualsiasi diritto di terzi, sollevando il Comune di Capri, l’Associazione VerbumlandiArt e la Proloco di Caserta da qualsivoglia responsabilità e conseguenza pregiudizievole derivante da domande e/o pretese e/o azioni formulate ed avanzate in qualsiasi forma, modo e tempo. Ciascun candidato autorizza espressamente il Comune di Capri, l’Associazione Culturale VerbumlandiArt e la Proloco di Caserta, nonché i suoi diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi del D.lgs. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modifiche, anche ai fini dell’inserimento nella banca dati dell’Associazione e/o precisi fini culturali e divulgativi.

Art. 10 – Decisioni della Giuria di Premiazione
Le decisioni della Giuria di Premiazione, composta tutta da esponenti di spicco del mondo dell’Arte, sono inappellabili e insindacabili. Gli artisti, con l’atto stesso d’iscrizione online al Premio le accettano senza condizioni.

Info:
– Per ogni informazione occorre rivolgersi al Regina Resta (338/63 41 006), a Ottavia Patrizia Santo (339/62 92 302), a Carlo Roberto Sciascia (338/79 22 753 – sciasciaarte@gmail.com)
– Organizzazione generale: Associazione Verbumlandiart e Proloco Caserta con il partner iato del Comune di Capri
– Curatela, Direzione artistica ed Allestimento: Carlo Roberto Sciascia

– Organizzazione ed Ordinamento organizzativo: Guido Vaglio ed Ottavia Patrizia Santo
– Segreteria organizzativa: Guido Vaglio ed Ottavia Patrizia Santo
– Sede della mostra: Capri, Villa Lysis
– Date della mostra: dall’8 al 16 giugno 2018

L’adesione al presente bando comporta l’accettazione di ogni sua parte.
Liberatoria dalle responsabilità
Gli organizzatori, pur assicurando gli artisti che le opere saranno trattate con la massima diligenza professionale e che saranno adottate tutte le misure di sicurezza ritenute opportune, declinano ogni responsabilità per eventuali furti, smarrimenti, incendi , calamità naturali, incidenti causati e non volontari e danni di qualsiasi natura alle opere od alle persone, che possano verificarsi durante tutte le fasi della manifestazione (spostamenti, allestimento, …) sia durante il periodo espositivo, sia durante il periodo di giacenza delle stesse nella sede di arrivo, sia durante il trasporto dal luogo di arrivo alla sede espositiva o da quest’ultima alla eventuale ditta di trasporto.
L’artista si fa garante dell’originalità e della titolarità delle opere proposte e dei propri progetti; in caso si dovessero rilevare per alcune opere azioni di plagio o di copia indebita, di ciò ne risponderà personalmente il singolo partecipante esonerando totalmente gli organizzatori da eventuali responsabilità in merito; infine, l’artista si fa garante che l’opera non viola i diritti di terzi, non è diffamatoria nei confronti di qualsiasi persona o entità e non contiene materiale osceno e/o violento.
Infine, con la partecipazione alla mostra il partecipante concede in licenza non esclusiva agli organizzatori il diritto di pubblicare/proiettare la fotografia e le informazioni inviate su siti, riviste, DVD, TV e/o su ogni altro mezzo di diffusione presente o inventato in futuro sempre e solo per scopi culturali e non commerciali, senza ricevere alcun compenso; l’autore in ogni caso sarà sempre citato.
Si informa che, i dati personali comunicati saranno trattati ai sensi del D.L. n.196/2003.

Poesie sulla mamma di Luigi Orabona

La mamma

Sei piccolo,
impotente e indifeso;
ma lei ti nutre,
ti pulisce e ti veste
e veglia di notte
perché sempre sereno
sia il tuo sonno.

Sei ragazzo,
esigente e capriccioso;
ma lei fa di tutto
perché venga appagato
ogni tuo desiderio,
senza badare
a spese e a sacrifici.

Sei giovane,
incerto e orgoglioso;
ma lei molto insiste
perché tu le ti apra
e anche le permetta
di risolvere uno per uno
tutti i tuoi problemi.

Sei adulto,
libero e scontroso;
ma lei non si arrende
e di continuo si adopera
perché nella tua vita
mai vengano a mancare
la prosperità e la pace.

Sei padre,
serio e pensieroso;
ma lei ancora non smette
di darti una mano:
così con grande amore
anche si prende cura
dei tuoi adorabili figli.

A mia madre

Ricordo, madre mia,
che quand’ero bambino
sulle tue ginocchia
mi facevi giocare;
mentre ogni sera
m’infondevi il sonno
con la tua bella
e dolce ninna nanna.

Molte notti allora
bianche ti rendevo
e d’ingenti sacrifici
ti sovraccaricavo;
ma tu li accettavi
con santa pazienza
e me li ricambiavi
con baci e carezze.

Poi con grande premura
seguitasti a starmi dietro,
stando attenta
che nulla mi mancasse;
l’ansia e l’angoscia
ti si leggevano in volto,
quando mi scorgevi
triste e preoccupato.

Infine per il mio bene
ti sei tutta consumata,
dopo aver sofferto
tanti stenti e dolori;
ma finché la tua mente
lucida è rimasta,
hai continuato a vigilare
sul mio avvenire.

Adesso la tua morte
piango senza fine,
in questo mio cuore
afflitto e infranto;
senz’altro la metà
della restante mia vita,
se con te potessi viverla,
con gioia ti darei!

Il vero amore

Se ancora non sai
qual è il vero amore,
t’invito a meditare
dentro il tuo intimo,
facendo in pari tempo
volare il tuo pensiero
alla persona più cara,
cioè a tua madre.

Il profondo sentimento,
che a te la unisce,
quello è il vero amore;
l’affetto caloroso,
che da lei ti proviene,
quello è il vero amore;
la sua dolce carezza,
che placa la tua collera,
quella è il vero amore;
la sua cura premurosa,
interamente a te rivolta,
quella è il vero amore;
il suo grande sacrificio,
che ti consente ogni gioia,
quello è il vero amore;
la sua rinuncia alla vita,
per salvaguardare la tua,
quella è il vero amore.

Ora che finalmente
conosci il vero amore,
ti esorto a considerarlo
con tutte le tue forze
il tuo bene più prezioso;
ma soprattutto t’invito
a serbartelo nel cuore,
gelosamente e con cura,
per l’intera tua esistenza.

Rafael Alberti un marinaio esiliato della poesia – Yuleisy Cruz Lezcano

Rafael Alberti un marinaio esiliato della poesia

La domenica alle due di un pomeriggio, in un giorno come oggi, il 16 dicembre del 1902, a Cadice, Andalusia, nasce un grande poeta, drammaturgo, scrittore, pittore esiliato dal regime franchista; considerato l’ultimo rappresentante della “Generazione 27” spagnola: Rafael Alberti, un membro di spicco di questa “Generazione” (movimento cui appartenevano, anche, Garcia Lorca e Vicente Aleixandre). Rafael Alberti è considerato uno dei maggiori letterati spagnoli della cosiddetta “Edad de Plata” (Età di argento) della letteratura spagnola (primo terzo del XX secolo). Questo poeta è stato premiato ed è stato riconosciuto il suo valore poetico in diverse occasioni.

Rafael Alberti quinto dei sei figli avuti da María Merello e Agustín Alberti, tutti e due genitori di origine italiana.
Il giovane Alberti sperimentò in primis la sua vocazione per la pittura, e continuò questa vocazione fino al 1920, anno decisivo per questo poeta; anno in cui perde suo padre. Ed è proprio questa disgrazia che gli suggerisce il suo primo poema. Da quel momento Alberti si scoprì poeta e non smise mai di scrivere versi.
Sole le parole completavano il giovane Alberti, al quale non bastavano più i suoi quadri. I suoi dipinti non erano sufficienti per esprimere i suoi sentimenti, mentre le parole, per la sua grande meraviglia, sbocciano in varie forme, ricche di colori sotto la sua penna.
Siamo nel 1922, Alberti ora legge tanto, fra le sue letture: L’antologia poetica di Juan Ramòn; alcuni poemi di Machado; le riviste di “vanguardia”; Le opere di Gerardo Diego; Borges; Ivan Goll; Jules Romains; Apollinaire; Guillermo de Torre.
Alberti, dopo i suoi primi saggi che sono chiaramente in evoluzione, scrive i poemi del 1922, che hanno già in sé un’unità tecnica e di spirito, in cui appaiono spesso immagini marine, cieli come tappeti stellati, comete, terrazzi di angeli, frutti e una melanconica nostalgia. Il suo primo libro “Marinero en tierra” (Marinaio a terra) è un canto d’amore per il mare ed è con questa raccolta che il poeta riceve il prestigioso Premio Nazionale della Letteratura. A questa raccolta lavorò dal 1922 fino all’anno 1924. Inizialmente penso di intitolare la raccolta“Mare e terra”, che, invece, è stata a seguito pubblicata con il titolo “Marinaio in terra”.
Risalgono agli anni ’60 i suoi “Poemi d’amore”, i versi per “Roma, pericolo per i viandanti”, “Gli otto nomi di Picasso”. Le più recenti rime “Amore in bilico”. Queste ultime sono dedicate all’erotismo e alla donna, specificamente alla sua nuova e giovane compagna. Alberti, durante la sua lunga vita poetica, stroncata all’età di 96 anni da un infarto, scrive diverse canzoni in cui si combinano le ispirazioni popolari frammiste a espressioni di somma cultura. Il poeta confessa: (..) Io quasi ho detto addio alla mia angosciosa vocazione pittorica per perdermi, con un polmone avariato, fra le strade di Guadarrama e continuare lì la mia vocazione poetica, con poemi molto diversi di quelli scritti anteriormente.
Dal 1923 Alberti non sogna più con il diventare pittore; solo userà alcuni suoi dipinti per illustrare la seconda edizione del suo libro “L’amante” del 1929.
Il suo libro “Marinaio a terra” raccoglie tutta l’originalità del poeta, che non tratta il mare nella sua magnitudine epica, se non come un tesoro di suggestioni brevi, alate e graziose, dando ai suoi versi delle flessibilità eleganti.
Alberti, anche se autodidatta e ribelle in gioventù, resta sempre un poeta legato ai colori, ai ritmi e all’anima antica della tradizione regionale. Come degno esponente della generazione del ’27, questo poeta partecipò al processo di rinnovamento della scrittura, lasciando tracce indelebili nella trasformazione del gusto, rievocando lo spirito del popolo dell’Andalusia, nonostante il suo esilio forzato. L’impegno politico di questo poeta, a un certo punto, prende il sopravvento, giacché con lo scoppio delle Guerra Civile, Alberti propugna le proprie idee anti dittatoriali in modo fermo e deciso, e per questo viene esiliato. Si sposterà dall’Europa al Sud America, mantenendo sempre saldi i suoi temi più cari: l’avversione verso le dittature e l’amore per l’arte – soprattutto la pittura.
Il cammino di Alberti e il suo stile sono riconoscibili. Questo è un poeta diviso fra amore e politica, con una vita segnata dall’impegno e dall’esilio; aspetto questo ultimo ben visibile nei suoi versi.

IL MARE
(traduzione Yuleisy Cruz Lezcano)

Il mare. Il mare
Il mare. Solo il mare!

Perché mi hai portato, padre,
in città?

Perché mi hai sradicato
dal mare?

Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.

Padre, perché mi hai portato qui?

Ululando per vedere il mare
un marinaio piccolo a terra
issa nell’aria questo lamento:

¡Oh il mio vestito da marinaio;
sempre gonfiato dal vento
al sorgere della scogliera!

(El mar, da Marinaio a terra, 1924)

El mar. La mar.
El mar. ¡sólo la mar!

¿Por qué me trajistes, padre,
a la ciudad?

En sueños, la marejada
me tira del corazón;
se lo quisiera llevar.

Padre, ¿Por qué me trajistes
acá?

Gimiendo por ver el mar
un marinerito en tierra
iza al aire este lamento:

¡Ay mi blusa marinera;
siempre me la inflaba el viento
al divisar la escollera!

Yuleisy Cruz Lezcano

ADDIO ALLA SARDEGNA – Max Loy

ADDIO ALLA SARDEGNA Ho conosciuto la Sardegna a trent’anni, mai prima di allora nemmeno con la fantasia me l’ero immaginata e da quel lontano primo sbarco, è scattata la scintilla, ho sentito affinità, appartenenza e una misteriosa felicità diffusa per un empatico riconoscimento di luoghi, luci e silenzi dei sogni dell’adolescenza dai quali sempre ho attinto ispirazione nel mio vagabondaggio esistenziale che è stato viaggio di ritorno a casa. Da allora, per più di trent’anni, ogni estate ho respirato l’inconfondibile fragranza di quest’isola, quell’aspro profumo d’erba amara d’elicriso, l’inebriante semprevivo “sole d’oro di Sardegna”che, ad ogni arrivo per mare, si annunciava da lontano portato dal vento. Estati che che il tempo ha già mutato in leggenda aggiungendo magia alla magia di stagioni senza tempo, archetipi del profondo, frammenti dall’Altrove, memorie d’un paradiso perduto, miraggi, visioni, speranza profetica, attesa.
Ovunque io sia, in spirito respiro il vento di Sardegna profumato di salsedine. Mi lascio attraversare dai ricordi. Stagliate controluce su vasti prosceni di spazi aperti illuminati da chiarità azzurre, quotidianità fluiscono una nell’altra con dissolvenze diafane in sembianza di sogno.
A occhi chiusi, come per una resurrezione, cammino al presente nel mio passato, straniato in estatiche contemplazioni.
La memoria non ricorda date, confonde luoghi ed età, restituisce con libere associazioni frammenti, minuzie, dettagli caricati di pregnanza emblematica. Ecco, ho sospinto la canoa nel mare. Petali di rosa son là dove il silenzio è più profondo al lieve fruscìo del mio religioso passaggio, petali che il piccolo Diego lascia cadere dalla barca: il piccolo Diego, innamorato dei fiori.
… E Chiara, sdraiata a prua, è assorta. Con il braccio fa cuscino al volto: guarda lo scorrere uniforme dell’acqua al ritmo regolare del remo.
Forse dorme e sogna, sicura su questa fragile barca, serena perché il mare è trasparente e azzurro, fiduciosa perché il suo papà la porta ancora in braccio.
Guardo Ornella, bruna di sole, abbandonata, gli occhi chiusi, il volto disteso…
Anche lei, insolitamente, riposa. Ha narrato una lunga favola al suo piccino e ora dorme. Tutti dormono.
La barca scivola silenziosa e ci porta, il mare ci porta, la vita ci porta. Partire, per un’astratta nostalgia di un ritorno a casa.
Partire per ritornare, ma non qui.
La casa è stata venduta, le radici recise, abbracciati gli amici.
Do l’addio a questa terra d’elezione, terra madre dove il silenzio e il mistico sentimento della lontananza sono cifra di un mondo separato, di un’isola che innamora ma non concede languidezze né soste di viaggio a chi guarda l’orizzonte.
La nave va.
Tutto viene, tutto passa.
L’acqua che scorre non è mai la stessa, è la vita.
Basta ricordar questo e l’anima si dà pace.

La casa paterna.

La luce che si affievolisce, spegnendo i colori,
mi fa consapevole del tempo che passa.
Il silenzio di quest’ora reca una nota distante
che ha il sapore vuoto della vanità delle cose.
Aleggia tristezza la sera in questa casa abbandonata,
circondata da un giardino silenzioso e buio.
Le stanze sono ingombre di arredi scompagnati,
ognuno con la sua storia.
Passo da una all’altra, senza guardare:
non trovo un centro.
Si può stare qui o lì indifferentemente
perché l’insieme sfugge.
Rivedo i miei vecchi quadri, i primi, gli antesignani,
ammiccano dagli angoli più improbabili,
in lite con l’invadenza del mobilio
e delle suppellettili affastellate anno dopo anno.
Dentro gli armadi cose che non ti aspetti,
nei cassetti chincaglierie.
Luce di un nuovo giorno
La nave va…
e mai si ferma: ti sogno California…

LA BALLATA DEL BRIVIDO – Massimo Grilli

LA BALLATA DEL BRIVIDO

Forse sto invecchiando,

ma non ho più pazienza

verso l’arroganza dei tuttologi che incontro sul mio cammino.

Forse sto invecchiando

non vado fiero di una bestemmia che tiro giù improvvisa,

il buon Dio non c’entra con la mia miseria umana.

Se lo faccio è perché in fondo,

la misura è colma e la stanchezza,

non solo fisica,  rapisce il senno dei neuroni.

Forse sto invecchiando,

faccio fatica a indossare realtà

che ormai non mi appartengono più.

e con dolore devono essere vissute

perché la vita a volte non da scelte.

A volte mi sento globulo bianco

in un mondo corrotto marcio

che come serpe non sa sorridere ai fiori.

Forse sto invecchiando,

ma penso sia necessario tracciare una linea,

trovare le forze, il coraggio per farlo

provare ad andare oltre,

anche se il traguardo cinquanta non è poi così lontano.

Forse sto invecchiando,

ma non ce la faccio più a sopportare anche il peso degli altri.

Forse sto invecchiando

anche perché, non so il motivo per cui scrivo,

forse per dimenticarmi degli infami, dei perdenti,

di chi non mette mai il cuore nelle cose che fa.

E penso a Noi,

ci siamo fermati qua,

dove la sabbia finisce

e i sassi maltrattano i piedi,

abbiamo lasciato che la vita

racchiusa in una malinconia scorresse via.

Noi quasi a cercare come disperati la felicità,

che pensi al di là dell’orizzonte,

in realtà si nasconde nell’emozione di una carezza

nella gioia del tempo condiviso.

Ci siamo amati e lo faremo sino a quando

la notte non rapirà i nostri occhi

le braccia saranno piumate

il profumo di salsedine danzerà sospinto dal respiro delle nuvole.

La vita che vorremmo ce la prenderemo,

saremo acrobati sulla miseria umana.

La vita che vorremmo la beviamo in un fiato.

Oggi libero versi per abbracciarti e per portarti via.

SOLE E INFINITO – Pasquina Filomena

SOLE E INFINITO

Fissa il vuoto senza dimora.

Capelli arruffati di pensieri stanchi.

Viso di donna disegnato nell’aria,

l’unico ad esistere davvero.

Paure sommerse in un corpo esile

e grida silenziose di spalle al cielo.

Anima in fermento…

alla ricerca del sole e dell’infinito.

Pasquina Filomena

Dr Jernail. S Aanand

 

Dr Jernail. S Aanand, a philosopher a writer a poet… a great man, whose silhouette is inscribed with the wind; roams upon space filling it with his mundane gestures, echoes, traditions and intentions… establishing a footprint a trend a fashion of love…
our poet Jernail S Aanand employs his feverish language of love, an emphatic form of ink splashes setting a reader, to dream- i’d like to evoke emote dramatise one of his love poems:
CRAVING FOR DEATH
Whenever I talk of death
My dear!
Tears flood thy being
And you remind of thy ultimate wish
To be borne along my shoulders
To the final resting place. #1
Remember my dear,
When I shall cease to be
And before I shut these shutters bright
Cover my vision
With visions thine
Spread thy sweet face
Across the horizon
Let my failing eyes
Look and look into thine. #2
When I am gone
Let me carry
On a journey forlorn
A caravan, a woman alone,
Two shining stars,
Two sweet-red petals of rose,
Some scent of thy breath
And the balm of your touch..
Let me carry on that fearful sojourn. #3
When I look at you
I see your sweet face
I see your lovely eyes
I see love sprinkled on our lips
But along with you I see
Walls, bricks, roofs, floors,
Men and women too,
Which interest me for you are there too. #4
But when I close my shutters
No bricks build any walls,
No people around to be avoided,
No taboos to be respected
Yes, when I shut my eyes,
All around I see
You You and Nothing but You. #5
That is what makes me think of Death.
Which alone could ensure
Thy company eternal.
Fear not, it will not divided us.
Life has, but it will not.
We shall be born again,
Two rose-petals in a flower somewhere.
Come, don’t feel,
It is not los.
It is gain eternal. #6
Let me put my head in thy lap
Clasp me in your arms
And cast thy cascading hair around my eyes
And let me look look and look
At thy face, thy eyes, thy soul, O Dear.! #7

Diwali – By An Immortal Nile’s Poet George Onsy – George Onsy (Egypt)

George Onsy

Fallen in love
With Eternal India
I find myself
Drowned deep
In the Ganges
Forgetting my whole life,
Letting go
All about me
And from those
Mystical depths
I can clearly see
Its gentle waves
Still twinkle with
The dancing flames
Of Diwali
As they forever call
All human souls
To come to Light
From Darkness,
To come to Truth
From Untruth,
To come to Immortality
From the very Death
Each and every mortal
Suffers, thinking that
Alive in this
Ephemeral world
We may ever be.

INTERWOVEN INTO THE DIVINE: A detail from the painting by George Onsy

Free My People, Our Wrath!!! – Atachie Richard Agbalenhrola

Free My People, Our Wrath!!!

Can you see our patter tears
Our ambigious pain
Climbing our soul till death breath
Touch our heart how it bumps
Hold our hunger in your tight hand
Feel how we want to write our pain
Like an oath sworn to a river god
Cos if you feel to hold our future
To the still fear you you’ve planted in our dreams
Them look straight to our eyes
The spear that steer blood
Is showcasing prowess emergeance
We stole the vow of our great men
To fight our fading tears
gods and musketeers you call yourself
Free my people,My wrath
Is a death song sung for justice
To prevail in the testimony
Of the wicked lovers
Whose woe troll villains

Let no vain and agony
Stone your heart tonight
After we reclaim the haste
From their spew core
For us to survive in a deadly dungeon
Chained our abled men with lies
Thus deceit shine like the sun so bright
Our neck has been bind to piercing steels of cowardice
And we can’t look back
To the fortune of our fathers
And our disgrace is diagram
That is not drawn to scale
Yet we still laugh in the angle of our yellow teeth
Which make us grouse today
Croissant to our young children
Whose dream and aspersion
Is a tale told with a ballad
When thunder test his voice
In the midst of a walking ocean
Free my people, My wrath
Is new machinery of wisdom
Invented by my ancestors
Who armed me with knowledge
And sent me to fight on your palaces
To bring good deeds from exile

Atachie Richard Agbalenhrola

La potenza del linguaggio poetico di Wallace Stevens – Yuleisy Cruz lezano

La potenza del linguaggio poetico di Wallace Stevens

Wallace Stevens, fu un poeta nordamericano nato a Reading, Pennsylvania, nel 1879. Figlio di un prestigioso avvocato, ha avuto accesso a un’ottima educazione alla Reading Boys’ High School, nel Harvard College,  e successivamente a New York alla Law School, dove prese la laurea come avvocato nel 1903.

Parlando della poetica di Wallace Stevens, è fondamentale dire che questo poeta rinnovò la poetica nordamericana del suo tempo e del nostro, dato che la sua forza poetica è trascendentale lungo il tempo. Stevens è stato un poeta contemporaneo di Ezra Pound, T.S. Eliot e William Carlos Williams, ma nonostante la sua bravura, ottenne dei riconoscimenti solo in tarda età, anche per il fatto che tutto accade molto tardi nella sua vita; lui stesso si scoprì poeta senza accorgersene, quindi cominciò a pubblicare a un’età in cui altri poeti annoveravano numerose pubblicazioni, aveva già quarantaquattro anni nel momento nel quale appare nel panorama letterario. Il suo primo volume fu “Harmonium” e nonostante le sue migliori poesie siano contenute all’interno di questo volume, pubblicato nel 1923, “Idee di ordine” 1935, “L’uomo con la chitarra azzurra” 1937 e “Le albe di autunno” 1950, fu riconosciuto a livello internazionale soltanto quando pubblicò i “Poemi completi” nel 1954. Nel percorso letterario di questo poeta ci sono diversi momenti risalenti, nel 1946 fu chiamato a prestare il suo operato dall’Istituto Nazionale di Arti e Lettere, poi successivamente ottenne diversi riconoscimenti di grande valore come il Premio Bollingen  1950, e i premi Pulitzer e National Book Award nel 1955, anno nel quale lasciò la vita terrena, vittima di un cancro.

La poetica di Stevens rivela una profonda lettura dei poeti francesi che trasformarono la poesia nel secolo passato, in effetti, questo poeta si ispirò a Laforgue, assimilò la poetica di Corbière, Gauthier e Apollinaire, ma il simbolismo fu la sua scuola, nella sua poetica si possono cogliere anche influenze diverse come l’immaginismo, che lasciano nei suoi versi una profonda traccia.

La poesia di questo autore nasce da una tensione fra l’immaginazione e le possibilità infinite del linguaggio poetico. Discernendo la poesia dai propri sentimenti, questo poeta raggiunge uno stile personalissimo e un modo di scrivere che incarna una radicale depersonalizzazione della poesia, così, la poesia può vestirsi con un vestito tutto suo e inventarsi una maschera; una maschera di stile, che rappresenta in modo distaccato una realtà immediata. Questo poeta appartiene alla stirpe dei poeti che come lui hanno cercato di pensare in termini puramente poetici. Le sue poesie hanno vasta complessità da cui originano glosse ed esegesi smisurate, con un’ironia travolgente, che trasgredisce con frequenza alla ragione e alla logica. Le sue poesie acquistano coerenza grazie all’uso di metafore e all’intenzione ludica di divertirsi nei suoi versi. Il poeta, spesso, usa titoli sconcertanti, che possono essere considerati delle risposte a profondi dubbi che egli ha sulla realtà percepita. Grazie a questo la sua poetica arriva ad essere, perfino, una realtà più tangibile.

In uno dei versi della poesia “La chitarra azzurra” Stevens afferma che la poesia è il tema della sua poetica, ed è così che il poeta esprime la sua stessa fede verso la poesia. Il poeta dice:

“Quando si ha abbandonato tutta la fede in Dio, la poesia è quel principio vitale che occupa il suo luogo come redentrice di vita.”

Questo poeta con la sua poesia è capace di raccontare il conflitto fra l’esperienza intellettuale e l’esperienza sensibile. Questo modo di rappresentare la realtà, avvicina la sua poetica alla pittura, in quanto i suoi versi prendono forma con le immagini, annullando tutte le referenze con il racconto, con la storia. Il substrato filosofico delle sue idee poetiche provocano a livello critico diversi malintesi, infatti in una lettera che Stevens spedì a un suo amico si lamentava dei rimproveri di alcuni critici dicendo: “ E molto strano che molti critici che fanno rassegne e recensioni letterarie comprendano che una persona scriva poesie solo per il fatto che vuole farlo. La maggioranza pensa che uno scrive poesie per imitare Mallarmé o per diventare un allievo di questa corrente. È molto improbabile che i critici concepiscano un’idea del mondo che contempli il fatto che ci sia una necessità di scrivere e che null’altro possa dare soddisfazione oltre la poesia, questa concezione non ha nulla a che vedere con altri poeti e con qualsiasi altra cosa.”

Stevens sapeva molto bene che la poesia di per sé non può esprimere un sistema filosofico e condivideva con pochi altri autori il credo che dice “non esistono idee se non la cosa stessa”, comunque la sua vera preoccupazione fu il pensiero e le impressioni: l’atto intellettuale di percepire le cose. Nella sua poetica l’immaginazione nonostante sia contratta, fluisce una corrente sotterranea che sovrasta, esce come un’ondata espressiva, ma come dice il poeta: “non esiste pericolo. Le voci delle maschere sono bucate.” In questa poetica il rumore del mondo rimane fuori, i versi sono centrati sulla commedia dell’arte e le sue maschere, ma l’apparente freddezza è inghiottita dalla potenza poetica e dalla carica espressiva che creano nell’intenzione di purezza, una nuova condizione umana.

Per questo poeta “Il poeta è il prete dell’invisibile” e “Il pensiero è un’infezione. Nel caso di certi pensieri diventa un’epidemia”. Questi due aforismi sono il risultato di un viaggio mentale, che porta il pensiero attraverso un momento estremo, dove solo la poesia si fa strada per raggiungere, attraverso le proprie vie d’incertezze, le sue aspirazioni, che come un ceppo virale s’innestano. La poesia, per questo autore, è come idea fissa, che preme forte contro le tempie, che innalza il cuscino nei sogni, perché deve a tutti costi venire fuori. La sua poetica è allo stesso tempo una stilizzazione di dubbia origine razionale, è colta e bizzarra, oscura e lampante, sacrale e irriverente. Indubbiamente, questo poeta è stato uno dei più grandi poeti americani del secolo scorso, Stevens è, forse, anche uno dei meno letti in Italia, o comunque lo è sicuramente meno di altri classici, ma tuttavia  questo poeta è in grado di emergere con i flussi di versi che operano in modo raffinato sulla forma simbolica, con una oscura erudizione degli argomenti trattati e una peculiare musicalità, non comune nei poeti nordamericani, ed è questa musicalità che rende molto difficile l’effetto originale, che spesso viene perso durante le traduzioni.

Le poesie di Wallace Stevens che preferisco sono: “Il senso evidente delle cose” “La chitarra azzurra” e “Aurore d’autunno”, queste tre poesie sono praticamente intraducibili, è necessario conoscere bene l’inglese per dare a loro il giusto valore, Il loro ritmo, la loro musicalità, in altre lingue, possono essere solo approssimativi.

A seguito ci sono alcune delle sue poesie e delle sue frasi:

IL SENSO EVIDENTE DELLE COSE

Dopo che le foglie sono cadute, torniamo

al senso evidente delle cose. E’ come se

fossimo giunti alla fine dell’immaginazione,

trapassata in inerte sapere.

E’ difficile persino trovare l’aggettivo

per questo freddo vuoto, questa tristezza senza ragione.

La grande struttura è diventata una casa qualunque.

Nessun turbante traversa i pavimenti invecchiati.

Mai così tanto la serra bisognò che fosse dipinta.

Il camino ha cinquant’anni e si curva di lato.

Un incomparabile sforzo ha fallito, una ripetizione

nel ripetuto ritorno di uomini e mosche.

L’assenza di immaginazione doveva tuttavia

essere immaginata. Il grande stagno,

il suo senso evidente, senza riflesso, le foglie,

il fango, l’acqua come vetro sporco, emanano un silenzio,

come il silenzio di un topo venuto a vedere,

il grande stagno e il suo spreco di gigli, tutto

si doveva immaginare, come una conoscenza inevitabile,

richiesta, siccome necessità richiede.

LA CHITARRA AZZURRA

L’uomo chinato sulla sua chitarra

Nella verde giornata. Forse un sarto.

Gli dissero: “Sulla chitarra azzurra

Tu non suoni le cose come sono”.

Egli disse: “Le cose come sono

Si cambiano sulla chitarra azzurra”.

Risposero: “Ma tu devi suonare

Un’aria che sia noi e ci trascenda,

Un’aria sopra la chitarra azzurra

Delle cose così come esse sono”.

Io non riesco a arrotondare un mondo,

Quantunque lo rammendi come posso.

Canto un capo d’eroe, dagli occhi grandi.

Ed un bronzo barbuto, non un uomo,

Quantunque lo rammendi come posso,

E vi penetri dentro quasi ad uomo.

Se suonar serenate quasi ad uomo

E’ mancare le cose come sono,

Allora di’: tale è la serenata

D’uomo che suona una chitarra azzurra.

 

vita è, dunque, le cose come sono?

Sulle corde essa trova la sua via.

Su una corda un milione di creature?

E il loro intero modo nella cosa,

Il loro intero modo giusto e falso,

Il loro intero modo, forte e fiacco?

Chiamano i sensi, astuti e folli, come

Mosche ronzanti nell’aria d’autunno.

E’ la vita, e le cose come sono,

Questo ronzio della chitarra azzurra.

Non dirci che sublime è la poesia,

Né che danzano fiaccole sotterra,

Né che posano volte sopra un raggio.

Ombre nel nostro sole non esistono,

Il giorno è desiderio, e notte è sonno.

Non esistono ombre in alcun luogo.

E’ la terra per noi nudo deserto.

Non esistono ombre. La poesia

La musica trascende e tiene luogo

Del cielo vuoto e dei suoi inni. Il loro

Posto prendiamo noi nella poesia,

E nelle ciarle della tua chitarra.

Un’aria ci trascende quali siamo,

Ma nulla cambia la chitarra azzurra:

Nel suono stiamo come nello spazio,

Senza che nulla cambi, eccetto il luogo

Di cose come sono, solo il luogo

Come le suoni sulla tua chitarra,

Luogo oltre il cerchio delle mutazioni,

In finale atmosfera percepito;

Per un istante ultimo nel modo

Che il pensiero dell’arte sembra ultimo

Quand’è l’idea di dio folta rugiada.

Il suono è spazio. La chitarra azzurra

Si fa luogo di cose come sono,

E simmetria di sensi delle corde.

 

AURORE D’AUTUNNO

Qui vive il serpente, l’incorporeo.

D’aria è la testa. Sotto la punta a notte

Occhi s’aprono e ci fissano in ogni cielo.

O è un altro dimenio da dentro l’uovo,

Un’altra immagine in fondo alla caverna,

un altro incorporeo dopo che il corpo s’è spogliato?

Qui vive il serpente. Questo il nido,

I campi, le colline, le distanze sfumate,

E i pini sopra e lungo e accanto al mare.

Questa è la forma che s’ingozza avida d’informe,

Pelle che lampeggia su bramate sparizioni

E il corpo del serpente che lampeggia senza pelle.

Questa è l’altezza che monta e la sua base,

Queste luci alla fine forse giungeranno a un polo,

Nel bel mezzo della notte, per trovare lì il serpente,

In un altro nido, il signore del labirinto

Di corpo e d’aria e forme e immagini,

implacabile nel possesso della felicità.

 

Questo è il suo veleno: che anche a questo

Non credessimo. Le sue meditazioni tra le felci,

quando si muoveva appena per assicurarsi del sole,

 

Ci fecero di lui non più sicuri. Vedevamo nella testa,

Perla nera contro la roccia, l’animale screziato,

L’erba mossa, l’indiano nella prateria.

Frasi

“La fiducia, come l’arte, non deriva dal fatto di avere tutte le risposte, ma di essere aperti a tutte le domande”

“L’ignoranza di una persona è il principale vantaggio di un’altra.”

Yuleisy Cruz lezano