Inserisci gli articoli relativi alla poesia

Free My People, Our Wrath!!! – Atachie Richard Agbalenhrola

Free My People, Our Wrath!!!

Can you see our patter tears
Our ambigious pain
Climbing our soul till death breath
Touch our heart how it bumps
Hold our hunger in your tight hand
Feel how we want to write our pain
Like an oath sworn to a river god
Cos if you feel to hold our future
To the still fear you you’ve planted in our dreams
Them look straight to our eyes
The spear that steer blood
Is showcasing prowess emergeance
We stole the vow of our great men
To fight our fading tears
gods and musketeers you call yourself
Free my people,My wrath
Is a death song sung for justice
To prevail in the testimony
Of the wicked lovers
Whose woe troll villains

Let no vain and agony
Stone your heart tonight
After we reclaim the haste
From their spew core
For us to survive in a deadly dungeon
Chained our abled men with lies
Thus deceit shine like the sun so bright
Our neck has been bind to piercing steels of cowardice
And we can’t look back
To the fortune of our fathers
And our disgrace is diagram
That is not drawn to scale
Yet we still laugh in the angle of our yellow teeth
Which make us grouse today
Croissant to our young children
Whose dream and aspersion
Is a tale told with a ballad
When thunder test his voice
In the midst of a walking ocean
Free my people, My wrath
Is new machinery of wisdom
Invented by my ancestors
Who armed me with knowledge
And sent me to fight on your palaces
To bring good deeds from exile

Atachie Richard Agbalenhrola

La potenza del linguaggio poetico di Wallace Stevens – Yuleisy Cruz lezano

La potenza del linguaggio poetico di Wallace Stevens

Wallace Stevens, fu un poeta nordamericano nato a Reading, Pennsylvania, nel 1879. Figlio di un prestigioso avvocato, ha avuto accesso a un’ottima educazione alla Reading Boys’ High School, nel Harvard College,  e successivamente a New York alla Law School, dove prese la laurea come avvocato nel 1903.

Parlando della poetica di Wallace Stevens, è fondamentale dire che questo poeta rinnovò la poetica nordamericana del suo tempo e del nostro, dato che la sua forza poetica è trascendentale lungo il tempo. Stevens è stato un poeta contemporaneo di Ezra Pound, T.S. Eliot e William Carlos Williams, ma nonostante la sua bravura, ottenne dei riconoscimenti solo in tarda età, anche per il fatto che tutto accade molto tardi nella sua vita; lui stesso si scoprì poeta senza accorgersene, quindi cominciò a pubblicare a un’età in cui altri poeti annoveravano numerose pubblicazioni, aveva già quarantaquattro anni nel momento nel quale appare nel panorama letterario. Il suo primo volume fu “Harmonium” e nonostante le sue migliori poesie siano contenute all’interno di questo volume, pubblicato nel 1923, “Idee di ordine” 1935, “L’uomo con la chitarra azzurra” 1937 e “Le albe di autunno” 1950, fu riconosciuto a livello internazionale soltanto quando pubblicò i “Poemi completi” nel 1954. Nel percorso letterario di questo poeta ci sono diversi momenti risalenti, nel 1946 fu chiamato a prestare il suo operato dall’Istituto Nazionale di Arti e Lettere, poi successivamente ottenne diversi riconoscimenti di grande valore come il Premio Bollingen  1950, e i premi Pulitzer e National Book Award nel 1955, anno nel quale lasciò la vita terrena, vittima di un cancro.

La poetica di Stevens rivela una profonda lettura dei poeti francesi che trasformarono la poesia nel secolo passato, in effetti, questo poeta si ispirò a Laforgue, assimilò la poetica di Corbière, Gauthier e Apollinaire, ma il simbolismo fu la sua scuola, nella sua poetica si possono cogliere anche influenze diverse come l’immaginismo, che lasciano nei suoi versi una profonda traccia.

La poesia di questo autore nasce da una tensione fra l’immaginazione e le possibilità infinite del linguaggio poetico. Discernendo la poesia dai propri sentimenti, questo poeta raggiunge uno stile personalissimo e un modo di scrivere che incarna una radicale depersonalizzazione della poesia, così, la poesia può vestirsi con un vestito tutto suo e inventarsi una maschera; una maschera di stile, che rappresenta in modo distaccato una realtà immediata. Questo poeta appartiene alla stirpe dei poeti che come lui hanno cercato di pensare in termini puramente poetici. Le sue poesie hanno vasta complessità da cui originano glosse ed esegesi smisurate, con un’ironia travolgente, che trasgredisce con frequenza alla ragione e alla logica. Le sue poesie acquistano coerenza grazie all’uso di metafore e all’intenzione ludica di divertirsi nei suoi versi. Il poeta, spesso, usa titoli sconcertanti, che possono essere considerati delle risposte a profondi dubbi che egli ha sulla realtà percepita. Grazie a questo la sua poetica arriva ad essere, perfino, una realtà più tangibile.

In uno dei versi della poesia “La chitarra azzurra” Stevens afferma che la poesia è il tema della sua poetica, ed è così che il poeta esprime la sua stessa fede verso la poesia. Il poeta dice:

“Quando si ha abbandonato tutta la fede in Dio, la poesia è quel principio vitale che occupa il suo luogo come redentrice di vita.”

Questo poeta con la sua poesia è capace di raccontare il conflitto fra l’esperienza intellettuale e l’esperienza sensibile. Questo modo di rappresentare la realtà, avvicina la sua poetica alla pittura, in quanto i suoi versi prendono forma con le immagini, annullando tutte le referenze con il racconto, con la storia. Il substrato filosofico delle sue idee poetiche provocano a livello critico diversi malintesi, infatti in una lettera che Stevens spedì a un suo amico si lamentava dei rimproveri di alcuni critici dicendo: “ E molto strano che molti critici che fanno rassegne e recensioni letterarie comprendano che una persona scriva poesie solo per il fatto che vuole farlo. La maggioranza pensa che uno scrive poesie per imitare Mallarmé o per diventare un allievo di questa corrente. È molto improbabile che i critici concepiscano un’idea del mondo che contempli il fatto che ci sia una necessità di scrivere e che null’altro possa dare soddisfazione oltre la poesia, questa concezione non ha nulla a che vedere con altri poeti e con qualsiasi altra cosa.”

Stevens sapeva molto bene che la poesia di per sé non può esprimere un sistema filosofico e condivideva con pochi altri autori il credo che dice “non esistono idee se non la cosa stessa”, comunque la sua vera preoccupazione fu il pensiero e le impressioni: l’atto intellettuale di percepire le cose. Nella sua poetica l’immaginazione nonostante sia contratta, fluisce una corrente sotterranea che sovrasta, esce come un’ondata espressiva, ma come dice il poeta: “non esiste pericolo. Le voci delle maschere sono bucate.” In questa poetica il rumore del mondo rimane fuori, i versi sono centrati sulla commedia dell’arte e le sue maschere, ma l’apparente freddezza è inghiottita dalla potenza poetica e dalla carica espressiva che creano nell’intenzione di purezza, una nuova condizione umana.

Per questo poeta “Il poeta è il prete dell’invisibile” e “Il pensiero è un’infezione. Nel caso di certi pensieri diventa un’epidemia”. Questi due aforismi sono il risultato di un viaggio mentale, che porta il pensiero attraverso un momento estremo, dove solo la poesia si fa strada per raggiungere, attraverso le proprie vie d’incertezze, le sue aspirazioni, che come un ceppo virale s’innestano. La poesia, per questo autore, è come idea fissa, che preme forte contro le tempie, che innalza il cuscino nei sogni, perché deve a tutti costi venire fuori. La sua poetica è allo stesso tempo una stilizzazione di dubbia origine razionale, è colta e bizzarra, oscura e lampante, sacrale e irriverente. Indubbiamente, questo poeta è stato uno dei più grandi poeti americani del secolo scorso, Stevens è, forse, anche uno dei meno letti in Italia, o comunque lo è sicuramente meno di altri classici, ma tuttavia  questo poeta è in grado di emergere con i flussi di versi che operano in modo raffinato sulla forma simbolica, con una oscura erudizione degli argomenti trattati e una peculiare musicalità, non comune nei poeti nordamericani, ed è questa musicalità che rende molto difficile l’effetto originale, che spesso viene perso durante le traduzioni.

Le poesie di Wallace Stevens che preferisco sono: “Il senso evidente delle cose” “La chitarra azzurra” e “Aurore d’autunno”, queste tre poesie sono praticamente intraducibili, è necessario conoscere bene l’inglese per dare a loro il giusto valore, Il loro ritmo, la loro musicalità, in altre lingue, possono essere solo approssimativi.

A seguito ci sono alcune delle sue poesie e delle sue frasi:

IL SENSO EVIDENTE DELLE COSE

Dopo che le foglie sono cadute, torniamo

al senso evidente delle cose. E’ come se

fossimo giunti alla fine dell’immaginazione,

trapassata in inerte sapere.

E’ difficile persino trovare l’aggettivo

per questo freddo vuoto, questa tristezza senza ragione.

La grande struttura è diventata una casa qualunque.

Nessun turbante traversa i pavimenti invecchiati.

Mai così tanto la serra bisognò che fosse dipinta.

Il camino ha cinquant’anni e si curva di lato.

Un incomparabile sforzo ha fallito, una ripetizione

nel ripetuto ritorno di uomini e mosche.

L’assenza di immaginazione doveva tuttavia

essere immaginata. Il grande stagno,

il suo senso evidente, senza riflesso, le foglie,

il fango, l’acqua come vetro sporco, emanano un silenzio,

come il silenzio di un topo venuto a vedere,

il grande stagno e il suo spreco di gigli, tutto

si doveva immaginare, come una conoscenza inevitabile,

richiesta, siccome necessità richiede.

LA CHITARRA AZZURRA

L’uomo chinato sulla sua chitarra

Nella verde giornata. Forse un sarto.

Gli dissero: “Sulla chitarra azzurra

Tu non suoni le cose come sono”.

Egli disse: “Le cose come sono

Si cambiano sulla chitarra azzurra”.

Risposero: “Ma tu devi suonare

Un’aria che sia noi e ci trascenda,

Un’aria sopra la chitarra azzurra

Delle cose così come esse sono”.

Io non riesco a arrotondare un mondo,

Quantunque lo rammendi come posso.

Canto un capo d’eroe, dagli occhi grandi.

Ed un bronzo barbuto, non un uomo,

Quantunque lo rammendi come posso,

E vi penetri dentro quasi ad uomo.

Se suonar serenate quasi ad uomo

E’ mancare le cose come sono,

Allora di’: tale è la serenata

D’uomo che suona una chitarra azzurra.

 

vita è, dunque, le cose come sono?

Sulle corde essa trova la sua via.

Su una corda un milione di creature?

E il loro intero modo nella cosa,

Il loro intero modo giusto e falso,

Il loro intero modo, forte e fiacco?

Chiamano i sensi, astuti e folli, come

Mosche ronzanti nell’aria d’autunno.

E’ la vita, e le cose come sono,

Questo ronzio della chitarra azzurra.

Non dirci che sublime è la poesia,

Né che danzano fiaccole sotterra,

Né che posano volte sopra un raggio.

Ombre nel nostro sole non esistono,

Il giorno è desiderio, e notte è sonno.

Non esistono ombre in alcun luogo.

E’ la terra per noi nudo deserto.

Non esistono ombre. La poesia

La musica trascende e tiene luogo

Del cielo vuoto e dei suoi inni. Il loro

Posto prendiamo noi nella poesia,

E nelle ciarle della tua chitarra.

Un’aria ci trascende quali siamo,

Ma nulla cambia la chitarra azzurra:

Nel suono stiamo come nello spazio,

Senza che nulla cambi, eccetto il luogo

Di cose come sono, solo il luogo

Come le suoni sulla tua chitarra,

Luogo oltre il cerchio delle mutazioni,

In finale atmosfera percepito;

Per un istante ultimo nel modo

Che il pensiero dell’arte sembra ultimo

Quand’è l’idea di dio folta rugiada.

Il suono è spazio. La chitarra azzurra

Si fa luogo di cose come sono,

E simmetria di sensi delle corde.

 

AURORE D’AUTUNNO

Qui vive il serpente, l’incorporeo.

D’aria è la testa. Sotto la punta a notte

Occhi s’aprono e ci fissano in ogni cielo.

O è un altro dimenio da dentro l’uovo,

Un’altra immagine in fondo alla caverna,

un altro incorporeo dopo che il corpo s’è spogliato?

Qui vive il serpente. Questo il nido,

I campi, le colline, le distanze sfumate,

E i pini sopra e lungo e accanto al mare.

Questa è la forma che s’ingozza avida d’informe,

Pelle che lampeggia su bramate sparizioni

E il corpo del serpente che lampeggia senza pelle.

Questa è l’altezza che monta e la sua base,

Queste luci alla fine forse giungeranno a un polo,

Nel bel mezzo della notte, per trovare lì il serpente,

In un altro nido, il signore del labirinto

Di corpo e d’aria e forme e immagini,

implacabile nel possesso della felicità.

 

Questo è il suo veleno: che anche a questo

Non credessimo. Le sue meditazioni tra le felci,

quando si muoveva appena per assicurarsi del sole,

 

Ci fecero di lui non più sicuri. Vedevamo nella testa,

Perla nera contro la roccia, l’animale screziato,

L’erba mossa, l’indiano nella prateria.

Frasi

“La fiducia, come l’arte, non deriva dal fatto di avere tutte le risposte, ma di essere aperti a tutte le domande”

“L’ignoranza di una persona è il principale vantaggio di un’altra.”

Yuleisy Cruz lezano

LETTERS TO MY BEHEADER – George Onsy

 

LETTERS TO MY BEHEADER – 3
One day we will meet and I’m no better than many others

3- Our Winning Card

We’re both playing
That gloomy game!
I see you holding
The darkest sign
Of everybody’s End
To terrify and dominate
But I, to tell them all
That it is no terror,
Am holding
The very same.
For the end is not
That tragic fate
But a beginning
Of a lively life
We should all await

Oh, at this gambling
Are you really
Trying to win me?!!
I’m the son
Of life and death
The immortal bard
Whose words marry
Every Real
To a virgin Myth
Beware!!!
My Beloved
Is the One who
Holds every card.

George Onsy
© July, 2017
With a detail of my painting ETERNORAMA II (© 2016), showing the secret dialogue between flying souls and the mythological figures sculpted on the Greek Parthenon Temple’s frieze (metopes):
“… whose words marry every Real to a virgin Myth …”

Sfiorarsi il cuore – Raymonde Simone Ferrier

Sfiorarsi il cuore
con la trasparente impronta delle nostre antiche dita
e vedere nitidamente
nei flashback di fanciullesche mani congiunte.
E, col trascorrere degli anni intuire fortemente
che come il nostro incantevole “Prima”
non può esserci più niente di differente.
Toccarsi il cuore, di sempre verdi memorie -emozionata,
il pensiero rivolto agli spiccioli d’argento del presente-
e percepire inalterato anche nel tuo, l’oro dell’intera loro vita.
Saggiare con delizia dei suoi montani rigonfiamenti
la vertigine dell’abisso,
e, per Amore, la saggezza dei suoi dolci avvallamenti.
Respirare l’accettazione di esterni climatici cambiamenti.
La necessità di un naturale razionalizzare
come un cambio di stagione a pieni polmoni da inalare.
Inevitabile, in lontananza persino augurabile,
ma che alla mia anima
pareva limitativo ed inconcepibile.
Traumatica erosione, quasi sinonimo di morte.
Miseria che ora è invece agognata vetta,
beneficio di ossigeno per scampare al vero trapasso.
Ora è segno di maturità di forme mentis e tempi.
Soluzione del mistero di un’impronta impalpabile,
di un’affina materia che si trasforma, e mai muore.
Oggi, in solitudine sfiorarsi il cuore,
e, vitali, a ridosso,
sentire ancora i tuoi tizzoni ardenti
-un tempo breve parso infinito- forse annegati
nei miei insensati ingenui pianti.
Ma i tuoi silenzi, lo sento, erano sussulti che tacevano
in fondo al cratere di un secolare vulcano.
E oggi insieme ai pazzi miei palpiti
-ormai pazienti, quasi diventati adulti-
pare che resusciteranno.
Che siano nuovamente pronti a svegliarsi
e di lenta lava a cibarsi e gratificarsi.
R.S.F.

Resta con me!- Teresa Esposito

Resta con me!
Fammi dormire sul tuo cuore
Non lasciarmi sola
Sono in guerra con le mie paure.
Prenditi cura di me! Difendimi
dagli incubi dell’anima:
Son pensieri tediosi, quelli più fastidiosi
che solo tu potrai stanare.

Resta con me!
Stringimi forte
Non andare via. Ti amo.
Resta. Coprirò di baci la tua bocca
Coprirai di carezze la mia carne.
Le tue gioie saranno le mie
I miei desideri son solo tuoi.
Tu sei il mio bene,
Resta con me!
Riposa sul mio cuore.
Questa notte, altre notti
Per sempre, eternamente mio amore.

Teresa Esposito

.

My Moaning Night…Khushwant Daksh

My Moaning Night…

Each passing day, I think of you

and every night it was you in my mind

and it was you in my elusive dream,

fantasizing, we were together again…

 

The passion between our hearts

are immeasurable, intimidating…

the alluring moment of titillating brought

us both sensuality of the night.

 

As I was totally, drunk and striving

for you to caress my fragility

and feel my wetting femininity

I saw you making love to me

 

Yet when I moaned, grasping

I felt your warm body, your breath

that brought me into heavenly lust

your hunger touch, that made me cum.

 

I was in the middle of illusion

of our titillating situation

fantasizing you’re real

be with me when I needed you…

 

What a moaning  illusive  night I have…

I drink the last drop of my wine

and went back to bed to be surprised!

you were there lying waiting to be hug…

 

Ahh dearie, the time has come

and this is for real, for real my love…

I have come to realise that you are real

and not  a dream in my moaning night…

Bleeding? – Sethi Krishan Chand

Bleeding?

I never knew
my words in black
make verses in red;

just came to know
when I saw them
bleeding in my books .

kc sethi (c)2017
Picture:Courtesy (Title of our CT Book)

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS

TALKING WITH CLAUDIA PICCINNO

OUR POETRY ARCHIVE FEATURED

POET OF THE MONTH

CLAUDIA PICCINNO

july 2017 by https://ourpoetryarchive.blogspot.com/2017/07/talking-with-claudia-piccinno.html

OPA How long have you been writing Poetry? We would like to know the early stories about your growing up as a poet or writer in general. Who are your favorite Poets? What are some of your favorite genres to read and to write? Had they inspired you a lot, do you believe in inspiration as a guiding force behind writings at all?

CLAUDIA  I have been writing poetry since I was 15 years old, but I never published my works before 2011. I was very jealous of my intimate reflections; when I was teenager I loved Leopardi poems and my schoolmates made fun of me because I had a melancholy vein, but I loved Dante Alighieri and Montale too, after when I studied at University I discovered Shakespeare, Wordsworth, Keats, Rimbaud, Verlaine, Mallarmè, lately I’ve read all works of Szymborska that inspired me in my first collection “La sfinge e il pierrot” and in “Potando l’euforbia”,  I’ve read something of Achmatova, Neruda, Puskin, Borges and I realized how their writing  has influenced my soul. I love reading  greek mithologic tales and historical novels too. Anna Karenina for example, the heroine of War and peace of Tolstoj inspired my poem “Stay there”.

OPA What has been the toughest criticism given to you as a writer? What was the biggest compliment? Did those change how or what you write?  What has been the strangest thing that a reader has asked you?

CLAUDIA Giorgio Barberi Squarotti, a famous Italian literary critic wrote about me both a warning and a compliment:

The poetry of Claudia Piccinno alternates a lively and luminous lyrical contents to reflections and thoughts of life with effective judgments about the actuality of the pain in history. If there is a limit, it is the very private of his poetic discourse with the risk of sentimental and romantic fullness.

He suggested me to read Goethe and Rilke too, he died some months ago, but I’ll honour his suggestion soon. The strangest thing a reader asked me was if, after The ceiling I was ready to write something about my cellar.

OPA What is your favorite poem you have ever written? Compared to when you first started writing, have you notice any big changes in your writing style or how you write compared from then to now?

CLAUDIA  I think any poem is sacre to the poet, but  the most awarded is “Davide is your name”, it’s about a children affected with autism, it has been translated into 20 languages thanks to writers all over the world and I hope one day it can become a book, whose incomes can help some no profits or onlus associations dealing with special children. I think my writing style has changed compared to my literary debut, life, study and reading improved it.

OPA   What has been your favorite part of being a poet or and author? What has been your least favorite?

CLAUDIA  I prefer to be a poet, a poet can be a poet even if he doesn’t publish his work, a poet needs also the space of words that cannot be said, he needs sonority and silence at the same time and in an equal amount. An author sometimes is slave of marketing logics and he loose his judgment independence, the poet has a moral duty: to look for the truth.

OPA  Did you get to quit your day job and become a writer and or author or do you still have a day job and writing is something you do for fun? If you still have a day job, what is it?

CLAUDIA  I’m a teacher since I was 21, and I’ll always be a learner too. The ancient latin poet Oratio said “Carmina non dant panem”, which means Poetry doesn’t give a poet the bread, so we need to work to live. Anyway I love my job; sometimes I become tired of bureaucracy and formal fulfillment but I need young children in my daily routine. They help me to preserve my amazement and enthusiasm.

OPA   Besides writing and reading, what is your most favorite thing to do? What genre are you most looking forward to explore during your writing career? Why?

CLAUDIA   I like travelling and walking, I think any journey, even a trip can teach us something new. I love cats, I believe nature is our first teacher. I’d like to become a storyteller because I’ve lots of oral memories in my mind, when I was a child I used to sit at old people’s feet and listen their tales. But I need peace and silence, free time and quiet to sit and write.

OPA Do you think literature or poetry is really essential in our life? If so why? How does it relate to the general history of mankind?

CLAUDIA  Literature and poetry are really a soul therapy you know, In Italy some associations are trying to build literary pharmacy, giving freely books to clochards, drug addicted, alcohol addicted, prisoners. Someone else is promoting high voices reading in the hospitals for example. Yes I think reading and writing is essential, furthermore in war times we have had great poets and writer, I can think about Ungaretti, Levi, Svevo, Anna Frank and many others.

OPA   Our readers would like to know your own personal experience regarding the importance of literature and poetry in your life.

CLAUDIA   When I was a child I was fascinated by an enormous bookshelf in my great-grandfather’s house, so I was an early reader. Books have always been my faithful friends in my life, my ink wings to leave and land everywhere. Writing is my  magic glass in the world.

OPA Do you think people in general actually bother about literature in general?  Do you think this consumerist world is turning the average man away from serious literature?

CLAUDIA  Yes I fear so, the average man often prefer to buy the last item of mobile phone, rather than a book. In Italy a recent poll underlined that the best selling genres are esoteric stories or cooking books…

 

OPA Do you think society, as a whole, has a factor in shaping you as a poet, or your poetry altogether?

CLAUDIA  Neruda and Quasimodo taught me the role of a poet was to sow doubts and questions, poetry can make a new man, creativity is a basic ingredient to make a whole man. So I’ve never been indifferent to this society.

A Serbian critic and poetess Milica Lilic writes about my poems: “What comes out from its “rails in verse” is a meaningful world that arises from reflection from the logos, from the conscious and creative effort that overcomes the fragmentation of the creatures, the alienation of the nations, the moral depravity, the hypocrisy, the loneliness of the individual in front of the screen, the fear of this “civilization” that ignores the feelings, the pain, the intimate tragedy and the civil rights.

Alone, without love and compassion, the man is helpless and defenseless, Claudia calls for a new time made for sharing, real contact with others and with life. In the absence of the authenticity the poetess draws on the myth to survive the drama of urban chaos”.

OPA   We would also like to know; How do you relate the present literary trends with the literary heritage of your own country?

CLAUDIA  The father of Italian literature Dante Alighieri, in the 13th century with his book “The Divine Comedy” brought about a sort of globalization because none before him had never tried to write in “volgare”, the language spoken by all social classes, but never written until then. That was a great achievement, because it made easier for the masses to study in vulgar. Today globalization has increased the availability of information, but sometimes it happens at the expense of quality and depth. Paradoxically in Italy the greater dissemination of texts corresponds to a lower percentage of readers.

OPA Are you a feminist? Can literature play any decisive role in feminism at all?

CLAUDIA  I believe it’s necessary to ensure equal opportunities between the sexes, that should mean a complementary path where any abuse is forbidden. Literature can play a decisive role in any extremism, I think.

OPA Do you believe that all writers are by and large the product of their nationality? Is it an incentive or an obstacle in becoming an international writer?

CLAUDIA  All writers are the product of their cultural or intimistic  experiences which do not always depend on nationality. For me it’s a great incentive the comparison with writers from all over the world. On November 2016, I was a honor guest at a poetry festival in Istanbul and I met poetess from Greece, from Serbia, from Iraq… we instantly felt sisters in poetry and we discovered so much affinity among us and our mores.

OPA What 7 words would you use to describe yourself?

CLAUDIA  Self supporting, impulsive, sociable, ironic, gipsy, passionate, cheerful.

OPA   Is there anything else that you would like to share or say to those who will read this interview?

CLAUDIA  Our Poetry  Archive is for me like a huge box of wonders, it makes me happy. Thanks to  the editorial board for this chance to learn and grow.

CLAUDIA PICCINNO: Scholastic referent land for education at reading. She has received awards in major national and international competitions of poetry, including an honor  mention in the Paris 1st Word Literary Prize and a 3rd prize in Lugano, Switzerland, 3rd prize in Albania; She has been the first italian poetess to be awarded with The Stelae of Rosetta, World Literary Prize in Istanbul on November 2016. She will be conferred with the most prestigious award “World icon for peace” for Wip in Ondo city, Nigeria, on April 2017 .  Her poem “In Blue” is played on a majolica stele posted on the seafront in Santa Caterina di Nardo (Le).Last June 2016, she was art director in an art & poetry international exhibition called June in Italy. She is italian editor for the international literary magazine Rosetta World Literatura in Turkey and for  Atunis Magazine in Albania.She has also written numerous reviews and critical essays or prefacess about other poets’books.She has traslated from English into italian lots of authors.She has published“La sfinge e il pierrot”, Aletti Editore, 2011,“Potando l’euforbia” in Transiti Diversi, Rupe Mutevole Edizioni, 2012,“Il soffitto, cortometraggi d’altrove”, La Lettera Scarlatta Edizioni, 2013,With english version also “Il soffitto, cortometraggi d’altrove” La Lettera Scarlatta Edizioni maggio 2014, in serbian “Tabahnha” ed.Majdah luglio 2014.“Ragnatele Cremisi”- La Lettera Scarlatta Edizioni, settembre 2015Tavan Baska Yerlerdeki Kisa Filmier,Artshop, Istanbul 2016

Exhale! – Aina Oluwasegun Soloh

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano

Exhale!
Exhale the rile memory of terror, and the
irking darkness that shaded you away from home.
Exhale!
Exhale the tears of your beloved and the
vengeance that screams -wild- within you.
Exhale!
Exhale the face that forced his way inside you, and
the cruelty that preceded his action.
Exhale!
Exhale the voice that mocks you black, and
the heart that broke you into pieces.
Exhale!
Exhale your hidden melancholy.

Image@google
©solohsdiary

Sul viaggio d’una anima – Con Oscar Wilde di George Onsy

Sul viaggio d’una anima – Con Oscar Wilde

di George Onsy

Traduzione a opera della poetessa Claudia Piccinno

In una delle mie notti più lunghe,

mi trovo qui in un grande cimitero,

che ho riconosciuto

come quello monumentale di Père Lachaise a Parigi

sotto le stelle fioche a contare le notti del 1909.

Con gli occhi spalancati,

sto cercando di leggere un enorme epitaffio in piedi di fronte a me:

“E le lacrime estranee

riempiranno per lui

con la loro pietà,

l’urna rotta da tempo.

Perchè i suoi lutti

saranno uomini emarginati,

e i reietti piangono sempre ”

E io sto qui, sussurrando una risposta,

“Non sono in grado di trattenere

le lacrime che si stanno rincorrendo

verso il basso per riempire la stessa urna.”

“Perché sei così commosso? La vita è troppo importante per essere presa sul serio.” Una voce risuonata come una melodiosa brezza, si diffondeva attraverso le ombre della tomba per trovare la sua strada verso le mie orecchie. La voce continua dopo una breve risata amara. “La morte deve essere così bella. Giacere sotto la morbida terra marrone, con l’ erba che si agita sopra la propria testa e ascoltare il silenzio. Per non avere ieri, né domani. Per dimenticare il tempo, per  perdonare la vita ed essere in pace.”

Tremando mi accorsi che la sua anima stava parlando con me, cercai solo di racimolare il mio coraggio per chiedergli. “Questa deve era stata la tua idea della morte molto prima che tu scrivessi questi versi tristi. Oh, che bellissima poesia!”

“Da LA BALLATA del carcere di Reading”.

«Ah, è questo il lavoro che avevi suggerito di pubblicare nella rivista  Reynold?”

“Sì, perché circolava ampiamente tra le classi criminali – a cui ora appartengo – e per una volta almeno, sarò letto dai miei colleghi, una nuova esperienza per me.”

“Ricordo che fu un successo commerciale, passando attraverso sette edizioni in meno di due anni, solo dopo che, il tuo nome come ‘Oscar Wilde’ era stato inserito nella pagina del titolo,dopo che avevi dovuto nascondere il tuo nome. Ti ha portato un po’di soldi in quegli ultimi tre anni della tua misera vita sulla terra. Giusto? ”

“Sì, questa povertà, in cui ho vissuto nel mio ultimo indirizzo al misero Hôtel d’Alsace a Parigi, fa davvero male al cuore: era una specie di VENDITA, così profondamente deprimente, così senza speranza che ho scritto al mio editore, “Ti prego fai quello che puoi!”. ”

Qui, gli chiedo con curiosità, “marginati !? reietti!? Tu appartieni a classi criminali? ti prego di spiegarmelo!”

La sua voce suona come un lungo sospiro portando quello che può tra i carichi delle parole. “Volevo mangiare quel frutto di tutti gli alberi del giardino del mondo … E così, in effetti, sono andato fuori, e così ho vissuto. Il mio unico errore è stato che mi sono limitato agli alberi ,in modo esclusivo di quello che mi sembrava il lato più illuminato dal sole, del giardino, e ho evitato l’altro lato per la sua ombra e la sua tristezza.”

“Ombra? tristezza? Perché?”

“Perché un sentimentale, come me, è semplicemente uno che desidera avere il lusso di un’emozione senza pagare per questo.”

“Sì, mi ricordo che eri solito dire ‘Un sognatore è colui che può da solo trovare la sua strada al chiaro di luna …'”

“… E la sua punizione è questa: che egli vede l’alba prima del resto del mondo.”

“Haha! Come un ubriaco …”

“Esattamente! Dopo il primo bicchiere si vedono le cose come si desidera che fossero. Dopo il secondo bicchiere si vedono le cose come non sono. Infine, si vedono le cose come sono realmente,  che è la cosa più orribile del mondo.”

“Avere come punizione di vedere l’alba prima del resto del mondo. Sai? A volte tendo a concordare con te su questo. ”

“Ah! Non dire che sei d’accordo con me. Quando le persone sono d’accordo con me sento sempre che devo essermi sbagliato.”

“Raccontami, che cosa ha a che fare con l’ombra e l’oscurità del giardino del mondo?”

“Il mio unico errore è stato che mi sono limitato in modo esclusivo agli alberi di quello che mi sembrava il lato del giardino illuminato dal sole , e ho evitato l’altro lato per la sua ombra e la sua tristezza.”

“In che modo? Il lato illuminato dal sole del giardino è stato così allettante?”

“Sì, e l’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi”.

“Tuttavia per quanto possiamo essere deboli, penso che dovremmo continuare a resistere.”

“Resisti, e la tua anima si ammalerà di nostalgia per le cose che ha proibito a se stessa.”

“Ma la fine sarebbe stata così tragica amico mio. Giusto?”

“Giusto, e nessun uomo è abbastanza ricco per poter riacquistare il proprio passato.”

«Perché Oscar, che cosa è successo veramente?”

“‘Il treno è andato. E ‘troppo tardi’, è quello che ho detto quando i miei amici mi hanno consigliato di fuggire in Francia, evitando la mia persecuzione.”

“Persecuzione !?”

“Sono stato arrestato per atti osceni ai sensi della Sezione 11 della legge penale Amendment Act 1885, un termine che sta a significare atti omosessuali”.

“e quale è stata la tua sentenza?”

“La prova finale è stata il 25 maggio 1895 quando Alfred Taylor e io siamo stati denunciati per atti osceni e condannati ai lavori forzati per due anni.”

“Oh, che peccato!”

“Tutte le prove sono prove per la propria vita, così come tutte le sentenze sono sentenze di morte.”

 

Eccoci entrambi in quel triste giorno, il 26 aprile 1895 a Londra, presso la corte di fronte a quel pubblico invadente.

“Oscar, riesco a sentire il procuratore Charles Gill che ti chiede:” qual è l’amore che non osa dire il suo nome’?”

Oscar inizia a sussurrare la sua risposta così lentamente, “Io sono stato in un primo momento titubante, poi parlai con fermezza: ‘L’amore che non osa dire il suo nome’ in questo secolo è un grande affetto tale quello che prova un anziano per un uomo più giovane, così come c’era tra Davide e Gionata, quello su cui Platone ha basato la sua filosofia, e come quello che si trova nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare. E quell’ l’affetto spirituale profondo che è tanto puro quanto perfetto. Esso detta e pervade grandi opere d’arte, come quelle di Shakespeare e Michelangelo, e quelle due lettere mie, così come sono. E ‘in questo secolo incompreso, tanto incompreso che può essere descritto come’ l’amore che non osa dire il suo nome, ed è per questo motivo che sto dove mi trovo ora.. è bello e fresco, è la forma più nobile di affetto. Non vi è nulla di innaturale esso. E ‘intellettuale, ed è esistito ripetutamente tra un vecchio e un uomo più giovane, quando l’uomo più anziano ha intelligenza, e il giovane ha tutta la gioia, la speranza e il fascino di chi ha la vita davanti a sé. Quello che dovrebbe essere così, il mondo non lo capisce. Il mondo si fa beffe di esso, e, talvolta, mette qualcuno alla gogna per questo “.

 

“Caro Oscar, io sono un cittadino di un mondo in cui molti vedono questo tipo di amore in maniera diversa. Il nostro mondo oggi, circa un secolo e mezzo dopo il vostro viaggio di vita qui, è così, o mi lasci dire, troppo aperto a tutte le esperienze umane, avventure, relazioni, e capricci.”

“Era incompreso nel mio secolo, però. Tanto frainteso che può essere descritto come l’amore che non osa dire il suo nome!”

“Capisco e per causa sua sei stato condannato da questa corte.”

“Sì.”

«Hai detto bene anche se, potresti avere affermato che alcuni filosofi della Grecia antica avevano tali relazioni intime con i loro discepoli. Ho un amica: un’anima dal 6 secolo a. C. che in Grecia  ha fondato due scuole, una di poesia e l’altra di musica. Lei era in stretti rapporti d’amore con le sue allieve. ”

“Saffo?”

“Sì, Saffo, la versione femminile di Omero, come gli antichi erano soliti considerarla. Era un genio, una poetessa e compositrice che visse nell’isola di Lesbo,da ciò è stata forgiata in seguito la parola lesbica. Si pensava che fosse omosessuale, anche se nulla di rapporti fisici è stato provato dai frammenti che erano rimasti delle sue poesie dopo averli bruciati tutti nel Medioevo. Credo che tu sappia meglio di me di cosa parlo”.

“Non tutto in verità, ma è sempre l’illeggibile che si verifica.”

“Tuttavia, lascia che ti dica, io credo nell’amore. L’amore è universale e lega tutti gli uomini malgrado le differenze. E ‘in grado di superare le frontiere della razza, del colore e del credo. Può sfidare molti tabù. Tuttavia, esprimere l’amore attraverso il contatto fisico dovrebbe essere considerato come una profonda consapevolezza spirituale e sociale.”

“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.”

“Tuttavia, dobbiamo resistere il più possibile.”

“Resisti e la tua anima si ammalerà di nostalgia per le cose che ha proibito a se stessa. Io invece mi lascio tentare…

Per andare alla deriva con ogni passione fino alla mia anima

E’uno strano liuto sulle cui corde tutti i venti possono suonare.”

“Pensi davvero, oh mio amico, che è debolezza cedere alla tentazione? ti dico che ci sono tentazioni terribili che per cedervi occorrono forza, forza e coraggio”.

“C’è anche, Oscar, il pensiero che la tentazione porta a peccare contro se stessi e contro gli altri.”

“Credimi! Non c’è peccato tranne la stupidità. Il vizio supremo è la superficialità.”

“Ma, a parte opinioni religiose e tabù, il cosiddetto peccato è soprattutto un fallimento psicologico che può portare a fini pericolosi.”

“Tutti i peccati, se non un peccato contro se stesso, l’Amore dovrebbe perdonare. Tutte le vite, eccetto le vite senza amore, il vero Amore dovrebbe perdonare.”

“Beh, qualcuno potrebbe vedere il peccato come ricerca di un piacere proibito. Credo che l’uomo è stato creato per conseguire la sua realizzazione, non solo per godere di effimeri piaceri.”

“Ciò che l’uomo ha cercato, infatti,non è né dolore né piacere, ma semplicemente la vita. L’uomo ha cercato di vivere intensamente, pienamente, perfettamente. Quando egli  riesce a farlo senza limitare gli altri, o senza far soffrire, e le sue attività sono tutte piacevoli per lui,allora egli sarà più sano,  più felice,più civile e più se stesso.”

“Sono d’accordo il piacere è necessario, ma è tutto?”

“Il piacere è prova della Natura, il suo segno di approvazione. Quando l’uomo è felice, è in armonia con se stesso e con il suo ambiente.”

“Tutto dipende da che tipo di piacere noi stiamo parlando.”

“Solo alla deriva con ogni passione, finché la mia anima è uno strano liuto sulle cui corde tutti i venti possono suonare ”

“Dove sono allora i limiti che ci pone la ragione umana?”

“Si è tentati di definire l’uomo come un animale razionale che perde sempre le staffe quando gli si chiede di agire in conformità con i dettami della ragione.”

“Che descrizione dell’essere umano! Ascolta caro! Sono ben lungi dall’essere perfetto, ma io credo che le passioni possano trascendere e trasformarsi in altri livelli di espressione e forme creative di azione. Tutte le opere dell’arte, della musica, e la letteratura nonché contributi umanistici di ogni tipo possono dimostrare questo.”

“La vita imita l’arte molto più di quanto l’arte imita la vita. Nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo avesse fatto, egli cesserebbe di essere un artista.”

“Credo che l’arte ripercorra il piano di Utopia sulla faccia della terra.”

“Una mappa del mondo che non comprenda Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché lascia fuori l’unico paese in cui l’umanità approda”.

“scusami, ma un individualismo estremo, anche in arte e letteratura, può essere una tendenza egocentrica. Questo può comportare che l’amore che stai cercando di difendere sia una fonte d’ispirazione di creatività artistica”.

“Insisto a dire che l’amore per cui sono condannato detta e pervade grandi opere d’arte. Che ne dite delle grandi opere musicali di Tchaikovesky? Una volta lo dissi chiaramente : Tutta l’arte è immorale”.

“Haha, lo sa? Sto ascoltando il suo patetico discorso in questo momento mentre sto scrivendo la mia conversazione con te. Credimi , so leggere ogni frase melodica di questa sinfonia, come raffigurante il suo profondo rammarico per aver avuto un tale amore. ”

 

«È questo che pensi?”

“Sicuro! Le conseguenze dei seguenti piaceri sono pericolose soprattutto quando siamo trascinati in profondità sconosciute e estreme. Questo è un buon consiglio che ho sentito da molti”.

“E’sempre una cosa sciocca dare consigli, ma dare un buon consiglio è assolutamente fatale. Io do sempre i buoni consigli. E ‘l’unica cosa da fare. Non è mai di alcuna utilità per se stessi. ”

“Quello di cui abbiamo bisogno è la moderazione.”

“La moderazione è una cosa fatale, amico mio. Niente ha successo come l’eccesso. Sì, potrei resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Tuttavia, a volte era come fare festa con le pantere; il pericolo era già metà del divertimento.”

“In ogni caso, gli scopi dei nostri viaggi possono contare più vicoli laterali in cui finire alla deriva.”

“il bene ha un buon finale, e il male uno infelice. Questo è ciò che intende la narrativa”.

“Haha! So che è così difficile da convincersi. Ora, vuole dirmi come questo primo processo si è concluso? le autorità religiose hanno infiammato l’accusa contro di te? Esse sono sempre contro l’omosessualità.”

“No, la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto, il mio legale, Sir Edward Clarke, è stato finalmente in grado di ottenere dal magistrato che fosse permesso a me e ai miei amici di pagare la cauzione. Il reverendo Stewart Headlam ha messo la maggior parte delle 5000 sterline di fideiussione richieste dal giudice …”

“Davvero?”

“Sì, ha anche dissentito per  il trattamento riservatomi da parte della stampa e dei tribunali.”

“Allora, che cosa è successo?”

“Alla fine, sono scoppiato in lacrime in aula, per la vergogna.”

“Mi dispiace tanto! Ricordatevi quello che una volta avete detto:”Le cose che la gente dice di un uomo non modificano un uomo. Lui è quello che è. L’opinione pubblica non ha alcun valore di sorta. ”

“Eh, sì, uno scandalo è un pettegolezzo reso noioso dalla morale.”

“Ancora una volta, il vostro senso dell’umorismo!”

“Non dimenticate; noi siamo appositamente progettati per fare appello al senso dell’umorismo. Un cinico è un uomo che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente”.

Con un sorriso triste, mi fermo per qualche minuto prima di chiedergli: “Posso visitarti nella tua prigionia? E ‘proprio lì, circa un mese più tardi rispetto a dove siamo ora.”

Passato un mese ci siamo trovati in piedi davanti a un enorme complesso di edifici.

“Eccoci qui, caro Oscar, dove inizia la parte più difficile del tuo viaggio, prima al carcere di Pentonville poi alla prigione di Wandsworth a Londra.”

Oscar pronuncia le sue parole a fatica, “Come puoi vedere, i detenuti seguono un regime di lavori forzati, la fatica dura e un letto duro. O lasciami dire, in altre parole:

Gli atti più vili sono come sementi velenose

Fioriscono bene nell’aria del carcere;

E ‘soltanto che ciò che è buono nell’uomo

Là lo spreca e lo rifiuta;

una pallida angoscia mantiene chiuso il pesante cancello

Ed il Custode è la disperazione.”

«Oh, povero Oscar, come deve essere stato duro per te che sei abituato al  comfort e al lusso.”

“Certo! La mia salute è peggiorata bruscamente qui, e nel mese di novembre sono crollato durante il servizio dalla malattia e dalla fame. Ho passato due mesi in infermeria.”

“Ma ti hanno spostano in un altro carcere dove hai avuto un trattamento migliore?”

“Sì, nel mese di novembre, alla Prigione Reading, 30 miglia ad ovest di Londra.”

“Bene!”

“Bene?! Per niente!! Il trasferimento è stato la cosa più difficile di tutta la mia prigionia, in quanto la folla mi derise e mi sputò sui binari ferroviari”.

Qui non posso dire i dettagli, come ho girato via la mia testa. Riesco a malapena a sentire me stesso dire: “Mi dispiace, Oscar, io …”

“Mi spiace, io sono conosciuto come prigioniero C. 3.3, che non ha nemmeno il permesso di carta e penna.”

“Oscar, nonostante la penombra della cella cupa e l’umido di questa prigione, posso ancora cercare i libri che hai richiesto per leggerli.”

“Sì, grammatiche italiane e tedesche, la Bibbia in lingua francese, alcuni testi greci antichi.”

«Oh, vedo anche la mia opera preferita della letteratura, la Divina Commedia di Dante, e il nuovo romanzo francese di Joris-Karl Huysmans sulla redenzione cristiana; IN VIAGGIO … ”

“Sì, sì, tutto ciò accanto ai saggi di S. Agostino, al cardinale Newman e Walter Pater … Posso dire che queste letture hanno  disegnato per me la linea di pensiero che voi avete adottato in questo periodo amaro della vostra vita?”

“Eh, si sta cercando di scendere troppo in profondità. Comunque, la mia seconda metà della lettera di Alfred … ”

«Lord Douglas?”

“Sì. Una lettera che potrebbe rintracciare il mio cammino spirituale di redenzione e pienezza attraverso questa lettura in prigione. A dire il vero, mi rendo conto che in questo momento che il mio calvario ha soddisfatto la mia anima con il frutto dell’esperienza, aveva un sapore amaro in questo momento. E ‘vero, come ho già detto una volta; esperienza è il nome che diamo ai nostri errori!”

Un passo in avanti nel tempo, si arriva a maggio 1897 dove posso vederlo rilasciato. “Ma io non vedo la tua moglie e i tuoi figli ad aspettarti!!” Chiedo.

Con un sospiro straziante risponde, “Constance si era già rifiutata di incontrare me e di farmi vedere i nostri figli.”

«Ma, mio ​​caro amico, la tua salute sembra averne sofferto molto.”

“Tuttavia, provo una tale sensazione di rinnovamento spirituale che ho subito chiesto un periodo di sei mesi di ritiro cattolico”.

“Ci sei andato? ‘

«No. Sai? Quando la richiesta mi è stata negata, ho pianto”.

“Significa tutto questo che voi  avete, ormai, un tale bisogno di cambiare la vostra vita e di trovare un’altra fonte di soddisfazione e appagamento nella fede? Mi ricordo che una volta diceste: le religioni muoiono quando esse dimostrano di essere vere. La scienza è il record delle religioni morte”.

“Non posso rispondere alla tua domanda, ma quello di cui sono sicuro è che in questo mondo ci sono solo due tragedie. Una è non ottenere ciò che si vuole, e l’altra è ottenerlo”.

Poi, dopo qualche istante di silenzio, disse con fermezza: “Ascolta! Lascio l’Inghilterra domani per il continente. ”

“Per la Francia?”

“Sì!”

“Per trascorrere un paio di mesi?”

“No, un po ‘più a lungo, saranno i miei ultimi tre anni di esilio in povertà.”

Riesco a vedere il triennio en passant, poi finalmente arriviamo a questa notte invernale, il 29 novembre 1900, presso l’Hôtel d’Alsace a Parigi, fine del viaggio. Ecco P. Cuthbert Dunne, sacerdote passionista di Dublino,che arriva a dare la estrema unzione. Due dei vostri amici sono inginocchiati accanto al capezzale. «Che cosa ti senti?”

“Sono in una condizione semi-comatosa.”

Poiché sono in ginocchio, anch’io, da qualche parte nella stanza, lo vedo, quando si  risveglia, che dà segni di essere interiormente cosciente e di capire molto bene le preghiere che vengono recitate.

“Ora, appena sacerdote ripete vicino al mio orecchio i nomi dei Santi, gli Atti di dolore, Fede, Speranza e Carità, con umile rassegnazione alla volontà di Dio, sto cercando di fare di tutto per dire le parole dopo di lui. Dove c’è dolore, c’è una terra santa “.

“A volte il dolore può essere la guarigione?”

“In quale altro modo, se non attraverso un cuore spezzato

Può Cristo Signore entrarci?

Dove c’è dolore, c’è una terra santa”.

“Sì, credo di sì, ma l’amore è molto più grande ancora ”

“Sai, nel mio secolo, pochi anni fa, nel 2011, la tua tomba è stata pulita dei tanti segni di rossetto lasciato lì dagli ammiratori.”

“Eh … E tutto, eccetto la lussuria, è rivolto alla polvere

Nella macchina dell’umanità.”

“Tutto, caro Oscar, tranne le lezioni di vita.”

“Che peccato che nella vita abbiamo le nostre lezioni solo quando sono di nessuna utilità per noi. Mi creda, il solo dovere che abbiamo verso la storia è di riscriverla.”

“Non ce ne ricordiamo però. Noi continuiamo a fare quello che molte generazioni prima di noi erano solite fare.”

“Allora, prima o poi dobbiamo tutti pagare per quello che facciamo.”

“Comunque mi ricordo che una volta tu hai detto: L’unica differenza tra il santo e il peccatore è che ogni santo ha un passato e …”

“… E ogni peccatore ha un futuro. Ascolta! L’unica cosa che realmente si conosce circa la natura umana è che essa cambia. Il cambiamento è quella qualità su cui possiamo fare discorsi”.

“Anche prima di cambiare l’ uomo, avrebbe potuto essere diverso da se stesso.”

“Sì,la maggior parte delle persone sono altre persone. I loro pensieri sono le opinioni di qualcun altro, la loro vita è un mimetismo, le loro passioni una citazione. Pertanto, l’uomo raggiunge la sua perfezione, non per quello che ha, neppure per quello che fa, ma interamente attraverso quello che è.”

“L’uomo, una creatura estremamente complessa.”

“Assolutamente, sai che quando uno ha pesato il sole in equilibrio, e misurato i passi della luna, e tracciato i sette cieli, rimane ancora se stesso. Chi può calcolare l’orbita della propria anima? ”

“Nessuno. L’unica verità è che la tua anima è appena adesso diventata libera, non è vero?”

Egli risponde guardando tranquillamente le orme che ha lasciato sul nostro pianeta,

“Non ho mai visto un uomo che guardava

Con uno sguardo così malinconico

A quella piccola tenda di blu,

Che i prigionieri chiamano cielo. »

Poi, ​​continua,

“E nessuno conosceva così bene come me

i rimpianti selvatici e la sudorazione sanguinosa,

Perché colui  che vive più di una vita

di più morti deve morire. ”

“Oscar, tu hai sempre avuto molte cose da dare, avevi dei discepoli?”

“No, ogni grande uomo ha oggi i suoi discepoli, ed è sempre Giuda che scrive la biografia”.

“Eh! Caro, che cosa c’è di simile tra il cammino di questa vita e la cosiddetta morte?”

“Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte. Sì, mantieni l’amore nel tuo cuore. Una vita senza di esso è come un giardino senza sole quando i fiori sono morti. Nello scrigno della tua anima, ci sono cose infinitamente preziose, che non possono esserti portate via. La consapevolezza di amare ed essere amati porta alla vita quel calore e quella ricchezza che nient’altro può portare. E non dimenticarti di  amare te stesso, è l’inizio di una storia d’amore che dura per tutta la vita.”

Qui, ho preso il mio respiro più profondo per dire tranquillamente, “cara anima amica, io vado ora, anche se le nostre anime continueranno a essere amiche per sempre. Ma prima di andare, vorrei chiederti; quale delle tue parole preferite avresti voluto incidere sul tuo epitaffio invece dei versi con cui abbiamo iniziato la nostra conversazione?”

“Quali parole?! Tu sai che ho riassunto tutti i sistemi in una frase, e tutta l’esistenza in un epigramma.”

“Tuttavia, c’è una sola cosa per concludere.”

“Beh, che ne dite di questo: ‘Noi siamo i buffoni del dolore. Siamo pagliacci, i cui cuori si sono spezzati’.”

 

George Onsy

Traduzione a opera della poetessa Claudia Piccinno

ON A SOUL’S JOURNEY

How much we need to communicate with the entire human family across the borders of space and time! Yes, our very souls refuse to be caged, throughout our life here on earth, within the confines of our own time and place. So, come, let’s enjoy walking with souls we have long wished to visit and converse with sharing their life’s journeys, their challenges and victories! This is to enjoy living eternity in the here and now.

(Notice: What a soul says throughout this writing is what was actually said and not out of imagination).

With Oscar Wilde

Through one of my longest nights, here I find myself at a great cemetery that I could recognize as the monumental Père Lachaise in Paris, under the dim stars counting the nights of 1909.  With wide open eyes, I’m trying to read a huge epitaph standing before me:

“And alien tears will fill for him

Pity’s long-broken urn.

For his mourners will be outcast men,

And outcasts always mourn”

And here I’m, whispering in response:

Not able to hold

My tears that start

Running down

To fill the same urn.

  • Why are you so moved? Life is far too important to be taken seriously.

A voice that have sounded like a breeze melody wafting through the shadows of the lyrical grave to find its way to my ears. The voice continues after a short bitter laugh:

 

Death must be so beautiful. To lie in the soft brown earth, with the grasses waving above one’s head, and listen to silence. To have no yesterday, and no tomorrow. To forget time, to forgive life, to be at peace.

 

Shivering as I get to know that his own soul is talking to me, I just try now to gather together my courage to ask him:

  • This must had been your idea about death long before you wrote these sad verses. Oh, Such a beautiful poem!
  • From THE BALLAD OF READING GAOL.
  • Ah, was this the work you had suggested it be published inReynold’s Magazine?
  • Yes, because it circulates widely among the criminal classes – to which I now belong – for once I will be read by my peers – a new experience for me.
  • I remember it was a commercial success, going through seven editions in less than two years, only after which, your name as “OSCAR WILDE” was added to the title page after you had had to hide your name. It brought you a little money during those impoverished last three years of your life on earth. Right?
  • Yes, this poverty, where I lived in my final address at the scummy Hôtel d’Alsace in Paris, really breaks one’s heart: it was soSALE, so utterly depressing, so hopeless, I wrote to my publisher, pray do what you can!

Here, I ask him curiously:

Outcast!? Mourning!? criminal classes you belong to!? Would you please explain!

His voice sounds like a long sigh carrying what it could of word loads:

… I wanted to eat of the fruit of all the trees in the garden of the world… And so, indeed, I went out, and so I lived. My only mistake was that I confined myself so exclusively to the trees of what seemed to me the sun-lit side of the garden, and shunned the other side for its shadow and its gloom.

  • Shadow … Gloom? Why??
  • Because a sentimentalist, like me, is simply one who desires to have the luxury of an emotion without paying for it.
  • Yes, I remember you used to say: A dreamer is one who can only find his way by moonlight …
  • … and his punishment is that he sees the dawn before the rest of the world.
  • Haha! Like a drunk,
  • Exactly! After the first glass you see things as you wish they were. After the second glass you see things as they are not. Finally, you see things as they really are, and that is the most horrible thing in the world.
  • Having that punishment of seeing the dawn before the rest of the world. You know? Sometimes I tend to agree with you about that.
  • Ah! Don’t say you agree with me. When people agree with me I always feel I must be wrong.
  • Tell me, what does that have to do with the shadow and gloom of the garden of the world?
  • My only mistake was that I confined myself so exclusively to the trees of what seemed to me the sun-lit side of the garden, and shunned the other side for its shadow and its gloom.
  • How is that? Has the sun-lit side of the garden been so tempting?
  • Yes, and the only way to get rid of a temptation is to yield to it.
  • However weak we may be, I think we should continue to resist.
  • Resist it, and your soul grows sick with longing for the things it has forbidden to itself.
  • But the end would be so tragic my friend. Right?
  • No man is rich enough to buy back his own past.
  • Why Oscar, what really happened?
  • “The train has gone. It’s too late.”, that what I said when my friends advised me to escape to France avoiding my prosecution.
  • Prosecution!?
  • I was arrested for gross indecency under Section 11 of the Criminal Law Amendment Act 1885, a term meaning homosexual acts.
  • And what was your sentence?
  • The final trial was on 25 May 1895 when Alfred Taylor and I were convicted of gross indecency and sentenced to two years’ hard labor.
  • Oh, what a pity!
  • All trials are trials for one’s life, just as all sentences are sentences of death.

 

Here we are both on that sad day, 26 April 1895, in London at the court in front of that devouring public.

  • Oscar, I can hear the prosecutor Charles Gill asking you:

What is “the love that dare not speak its name”?

Oscar starts to breathe out his reply so slowly:

I was at first hesitant, then spoke firmly:

 

“The love that dare not speak its name” in this century is such a great affection of an elder for a younger man as there was between David and Jonathan, such as Plato made the very basis of his philosophy, and such as you find in the sonnets of Michelangelo and Shakespeare. It is that deep spiritual affection that is as pure as it is perfect. It dictates and pervades great works of art, like those of Shakespeare and Michelangelo, and those two letters of mine, such as they are. It is in this century misunderstood, so much misunderstood that it may be described as “the love that dare not speak its name,” and on that account of it I am placed where I am now. It is beautiful, it is fine, it is the noblest form of affection. There is nothing unnatural about it. It is intellectual, and it repeatedly exists between an older and a younger man, when the older man has intellect, and the younger man has all the joy, hope and glamour of life before him. That it should be so, the world does not understand. The world mocks at it, and sometimes puts one in the pillory for it.

 

  • Dear Oscar, I’m a citizen of a world where many view this kind of love differently. Our world now, about a century and a half after your life journey here, is so, or let me say, too open to all human experiences, adventures, relationships, and caprices.
  • It was in my century misunderstood, though. So much misunderstood that it may be described as “the love that dare not speak its name”.
  • I see, and on the account of it you’re placed condemned at this court.
  • You spoke well though but you could have also mentioned how some of the great philosophers of Ancient Greece had such intimate relationships with their disciples. I have a soul friend from 6th BC Greece who founded two schools, one of poetry and another of music. She was in close love relationships with her girl disciples.
  • Sappho?
  • Yes, Sappho, the feminine version of Homer as the ancient used to see her. She was such a genius poetess and music composer who lived in the island of Lesbos from which the word lesbian came to be forged later. She has been thought to be homosexual although nothing of physical relations was found in the fragments which had remained of her poems after burning all of them in the Middle Ages. I guess you know better than me about it.
  • Not everything though, but it is always the unreadable that occurs.
  • However, let me tell you, I do believe in love. Love is universal binding together all mankind in spite of all differences. It’s able to cross borders of race, color and belief. It may challenge many taboos. However, expressing love through physical contacts should be considered with a profound spiritual and social awareness.
  • I can resist everything except temptation.
  • However, we should resist as much as we can.
  • Resist it and your soul grows sick with longing for the things it has forbidden to itself. I just leave myself …

To drift with every passion till my soul
Is a stringed lute on which all winds can play

Do you really think, my friend, that it is weakness that yields to temptation? I tell you that there are terrible temptations that it requires strength, strength and courage, to yield to.

  • There’s also the thought that temptation leads to sin against one’s self and others.
  • Believe me! There is no sin except stupidity. The supreme vice is shallowness.
  • But, apart from religious views and taboos, the so-called sin is above all a psychological failure that can lead to dangerous ends.
  • All sins, except a sin against itself, Love should forgive. All lives, save loveless lives, true Love should pardon.
  • Well, some would see sin as a search for getting a prohibited pleasure. I think man was made to seek for his self fulfillment, not to just enjoy passing pleasures.
  • What man has sought for is, indeed, neither pain nor pleasure, but simply Life. Man has sought to live intensely, fully, perfectly. When he can do so without exercising restraint on others, or suffering it ever, and his activities are all pleasurable to him, he will be saner, healthier, more civilized, more himself.
  • I agree pleasure is needed, but is it everything?
  • Pleasure is Nature’s test, her sign of approval. When man is happy, he is in harmony with himself and his environment.
  • It all depends what kind of pleasure we’re talking about.
  • Just to drift with every passion till my soul
    Is a stringed lute on which all winds can play.
  • Where are then the limitations human reason sets for us?
  • One is tempted to define man as a rational animal who always loses his temper when he is called upon to act in accordance with the dictates of reason.
  • What a description of human being! Listen dear! I’m far from perfect myself but I do believe that passions can transcend and metamorphose into other levels of expressions and creative forms of action. All genius works of art, music, and literature as well as humanistic contributions of all kinds can prove that.
  • Life imitates art far more than art imitates Life. No great artist ever sees things as they really are. If he did, he would cease to be an artist.
  • I believe that art traces the plan of Utopia on the face of the earth.
  • A map of the world that does not include Utopia is not worth even glancing at, for it leaves out the one country at which Humanity is always landing.
  • Excuse me, but an extreme individualism, even in art and literature, can be an egocentric trend. That may involve the love you’re trying to defend being an inspiration of artistic creativity.
  • I insist that the love I’m condemned for dictates and pervades great works of art. How about Tchaikovesky’s great musical works? I once said it clear: All art is immoral.
  • Haha, you know? I’m listening to his PATHETIC at the moment while I’m writing my conversation with you. Believe me, I can read every melodic phrase of this symphony as if depicting his deep regret for having had such love.
  • Is that what you think?
  • For sure. The consequences of following pleasures are dangerous especially when we are dragged into extremes’ unknown depths. This is a good advice I’ve heard from many.
  • It is always a silly thing to give advice, but to give good advice is absolutely fatal. I always pass on good advice. It is the only thing to do with it. It is never of any use to oneself.
  • What we do need is moderation.
  • Moderation is a fatal thing, my friend. Nothing succeeds like excess. Yes, I could resist anything but temptation. However, sometimes it was like feasting with panthers; the danger was half the excitement.
  • Anyway, the ends of our journeys may count more than the side alleys we may drift into.
  • The good ended happily, and the bad unhappily. That is what Fiction means.
  • Haha! I know it’s so hard to convince you. Now, would you like to tell me how this first trial ended? Did the religious authorities ignite the prosecution against you? They are always against homosexuality.
  • No, as the jury was unable to reach a verdict, my counsel, Sir Edward Clarke, was finally able to get a magistrate to allow me and my friends to post bail. The Reverend Stewart Headlam put up most of the £5,000 surety required by the court,
  • Really?
  • Yes, he even disagreed with my treatment by the press and the courts.
  • Then, what happened?
  • At the end, I burst into tears of shame in the courtroom.
  • I’m so sorry! Remember what you once said: The things people say of a man do not alter a man. He is what he is. Public opinion is of no value whatsoever.
  • Heh, yes, a scandal is a gossip made tedious by morality.
  • Again, your humor!
  • Don’t forget; we are specially designed to appeal to the sense of humor. A cynic is a man who knows the price of everything and the value of nothing.

With a sad smile I pause for a few minutes before asking him:

  • May I visit you in your imprisonment? It’s just there, about one month later from where we are now.

A month passes and we’re now standing before a huge complex building.

  • Here we are, dear Oscar, where the toughest part of your journey starts, first at Pentonville Prison then at Wandsworth Prison in London. Oscar utters his words with difficulty:
  • As you can see, the prisoners follow a regimen of “hard labor, hard fare and a hard bed”. Or let me say in other words:

The vilest deeds like poison weeds
Bloom well in prison air;
It is only what is good in man
That wastes and withers there;
Pale Anguish keeps the heavy gate
And the Warder is Despair.

  • Oh, that was too harsh on you as you have been accustomed to comfort and luxury.
  • Of course. My health declined here sharply, and in November I collapsed during chapel from illness and hunger. I spent two months in the infirmary.
  • But did they move you to any other prison where you got better treatment?
  • Yes, in November, to Reading Prison, 30 miles west of London.
  • Good!
  • Good!!? Not at all!! The transfer itself was the hardest thing of my whole incarceration, as a crowd jeered and spat at me on the railway platform.

Here I cannot tell any details as I’ve turned away my head. I can hardly hear myself trying to say:

  • Sorry, Oscar, I ….
  • Excuse me “Sir”, I’m now known as prisoner C. 3.3 who’s not even allowed paper and pen.
  • Oscar, in spite of the dimness of your damp gloomy cell of this prison I can still see the books you requested to read.
  • Yes, Italian and German grammars, the Bible in French, some Ancient Greek texts,
  • Oh, I can see also my favorite work of literature; Dante’s DIVINE COMEDY.
  • And Joris-Karl Huysmans’s new French novel about Christian redemption; EN ROUTE …
  • Yes, yes, all that beside essays by St. Augustine, Cardinal Newman and Walter Pater … May I say that these readings draw to me the line of thought you adopt at this bitter period of your life?
  • Heh, you’re trying to get too deep. Anyway, my second half of the letter to Alfred …
  • Lord Douglas?
  • A letter that might trace my spiritual journey of redemption and fulfillment through this prison reading. To say the truth, I realize at this moment that my ordeal has filled my soul with the fruit of experience, however bitter it tastes at the time. It’s true, as I once said; experience, the name we give to our mistakes!

One step forward in time, we get to May 1897 where I can see you released but, my dear friend, your health seems to have suffered greatly.

  • Yet, I have a feeling of spiritual renewal that I’ve immediately requested a six-month Catholic retreat.
  • Did you go there?
  • You know? When the request was denied, I just wept.
  • Does all that mean you have, by now, such a great need to change your life finding another source of satisfaction and fulfillment in faith? I remember you once said: Religions die when they are proved to be true. Science is the record of dead religions.
  • I cannot answer your question but what I’m sure about is that in this world there are only two tragedies. One is not getting what one wants, and the other is getting it.

Then, after a few moments of silence he says firmly:

  • Listen! I’ll leave England tomorrow for the continent.
  • To France?
  • To spend a few months?
  • No, a bit longer, it will be my last three years in impoverished exile.

I can see the three years passing then we finally come to this wintry night, 29 November 1900, at Hôtel d’Alsace in Paris, end of your journey. Here’s Fr. Cuthbert Dunne, a Passionist priest from Dublin, coming to give you the Extreme Unction. Two of your close friends are kneeling by your bedside. What do you feel?

  • I’m now in a semi-comatose condition.
  • As I’m kneeling, too, somewhere in the room, I can see you, when roused, giving signs of being inwardly conscious and understanding very well the prayers being said.
  • Now, as the priest repeats close to my ear the Holy Names, the Acts of Contrition, Faith, Hope and Charity, with acts of humble resignation to the Will of God, I’m trying all through to say the words after him.

Where there is sorrow there is holy ground.

How else but through a broken heart
May Lord Christ enter in?

  • You know, in my century, a few years ago, in 2011, your tomb was cleaned of the many lipstick marks left there by admirers.
  • Heh …

And all, but Lust, is turned to dust
In Humanity’s machine.

 

  • All, dear Oscar, but life journey’s lessons.
  • What a pity that in life we only get our lessons when they are of no use to us. Believe me, the one duty we owe to history is to rewrite it.
  • We don’t remember though. We continue to do what many generations before us used to do.
  • Then, sooner or later we have all to pay for what we do.
  • However I remember you did once say: The only difference between the saint and the sinner is that every saint has a past and …
  • … and every sinner has a future. Listen! The only thing that one really knows about human nature is that it changes. Change is the one quality we can predicate of it.
  • Even before man changes, he could be different from himself.
  • Yes, most people are other people. Their thoughts are someone else’s opinions, their lives a mimicry, their passions a quotation. Therefore, man reaches his perfection, not through what he has, not even through what he does, but entirely through what he is.
  • Man, an extremely complex creature.
  • Absolutely, know that when one has weighed the sun in the balance, and measured the steps of the moon, and mapped out the seven heavens, there still remains oneself. Who can calculate the orbit of his own soul?
  • The only truth here is that your soul has just become free now, isn’t it?

He replies looking peacefully behind at his footsteps he has left on our planet:

I never saw a man who looked
With such a wistful eye
Upon that little tent of blue
Which prisoners call the sky.

 

Then, he continues:

 

And the wild regrets, and the bloody sweats,
None knew so well as I:
For he who lives more lives than one
More deaths than one must die.

 

  • You have always had many things to give, did you have disciples?
  • No, every great man nowadays has his disciples, and it is always Judas who writes the biography.
  • Heh! Oscar, what can one say between the journey of this life and the so called death?
  • The mystery of love is greater than the mystery of death. Yes, keep love in your heart. A life without it is like a sunless garden when the flowers are dead. In the treasury-house of your soul, there are infinitely precious things, that may not be taken from you. The consciousness of loving and being loved brings warmth and richness to life that nothing else can bring. And never forget that to love oneself is the beginning of a lifelong romance.

Here, I take my deepest breath to say quietly:

Dear soul friend, I’ll go now, though our souls will continue to be friends forever. But before I go, I would like to ask you; which of your words do you prefer to engrave on your epitaph instead of the verses we started our conversation with?

  • Which words!!? You know that I summed up all systems in a phrase, and all existence in an epigram.
  • Yet, there’s only one to conclude everything with.
  • Well, how about this:

WE ARE THE ZANIES OF SORROW. WE ARE CLOWNS WHOSE HEARTS ARE BROKEN.

George Onsy

© June, 2015