Stefano Vitale poesie

Stiamo seduti

ai margini di noi stessi

ascoltiamo distratti

il brusio del mondo attorno

e di quello distante

che strepita dentro

e non ci possiamo sottrarre

a questa posizione

di ebeti stanchi e saggi

nel gorgo della felice stortura

di contare una per una

ogni goccia di latte andato a male

che beviamo senza capire.

Ci scuote il fruscio

bianco delle lenzuola pulite,

l’aria tersa della sera

e così persino il ghigno della notte

ci fa sorridere, fieri del nostro

adorniano disincanto.

***

Venite, correte tutti

alziamo le barricate

tra le macerie dei vicoli

di queste città assediate.

Chi può fugga via,

volga lo sguardo altrove

per dimenticare questo tempo

franato nella miseria del rancore

nel dispiacere della finzione.

Ma oltre il gorgo delle cose affaticate

brilla nascosta nel pane del mattino

la lama del rasoio

che taglierà la lingua del drago

nel teatro nudo della storia

le favole innocenti non chiudono

il cerchio, eppure lasciano passare

la luce riflessa dei petali rosa di cisto

fragili veline per nulla

disposte ad una resa.

 

Sul muro

I.

Raccogliamo i mozziconi

del tempo trascorso

ad inseguire la luce

della feroce scontentezza

della passione dei giorni,

l’inquietudine degli uccelli di passo

disegna sul muro

lussazioni di ombre

nitido profilo di gesti inceppati

sull’orlo del silenzio.

II.

Dimenticare, giorno dopo giorno,

i nomi e i cognomi

perdere di vista le chiavi,

gli occhiali, i calendari

nella prova generale

del prossimo svanire

sul muro avanza  la sagoma scura

d’una nuova condizione, un’ombra persa

nel vuoto dei propri segreti smarriti.

III.

L’ombra non fa mai male

e lenta scivola sul muro

restituendoci il senso

della chiarezza perduta

nell’algebra incompresa

dei compiti sbagliati

stanno immobili

gli sguardi dei passanti

sul cono di luce

che affonda la sua lama

nella carne della mente.

IV

La faccia anemica

delle case appoggiate

sul bavero grigio

della strada s’accartoccia

nel lampo-metallo del sole

agonizzante nel fandango

delle nuvole impazzite

svanisce sul muro del giorno

la sagoma incerta

dell’ultimo passante

rapito nel ventre

della pioggia scrosciante.

 

Per Genova

La vastità della vita

è tutta rinchiusa

in un fazzoletto polveroso

e insanguinato disperso tra il cemento

disarmato sul fondo del torrente

rinsecchito e niente, dico niente,

lo potrà mai più lavare.

Intanto gronda di lacrime

una città impiccata

all’albero di Fillak,

a quel moncone che fu gloria

e paura, ventre caldo e maledizione,

trampolino verso il nulla

pianta nata male, allevata peggio

storia senza fine smemorata

d’una città martire e spezzata.

Resta impalpabile e smarrito

il segno d’una tregua

il guizzo d’una luce oltre il gioco

degli specchi di idioti ben pagati,

così tra le macerie dell’arroganza

vagano le ombre disperate e silenziose

di chi attraversa ancora

quel braccio di cielo

mentre un gesto di sdegno e di dolcezza

traccia un confine nuovo

tra l’abisso e il ciglio d’una soglia

tra lo schianto e l’attesa d’un respiro

mentre i balestrucci invadono

impazziti l’aria scura dei nostri

eterni crucci.

 

 

Stefano Vitale (1958), vive e lavora a Torino.

Nel 2003 ha pubblicato (con Bertrand Chavaroche e Andy Kraft) la plaquette Double Face (Ed. Palais d’Hiver, Gradingnan, Francia; nel 2005 Viaggio in Sicilia (Libro Italiano, Ragusa), Semplici Esseri (Manni Editore, Lecce).  Per le Edizione Joker ha pubblicato Le stagioni dell’istante (2005) e La traversata della notte (2007, prefazione di Giorgio Luzzi)) che hanno dato vita a spettacoli di poesia e musica. Ha partecipato inoltre a diversi Festival e letture pubbliche, sue poesie sono pubblicate in blog on line, riviste ed antologie (ricordiamo “Poesia in Piemonte e Valle d’Aosta” , Puntoacapo, 2013 e “Il fiore della poesia”, Puntoacapo, 2016). Nel 2012 ha pubblicato la raccolta “Il retro delle cose” (prefazione di Gabriella Sica) sempre per Puntoacapo. Nel 2013 “Angeli” presso l’editore Gribaudo nella collana “Disegno diverso” con le illustrazioni di Albertina Bollati. Dal libro è nato lo spettacolo omonimo di teatro-danza andato in scena al Teatro Astra di Torino nel 2014 e nel 2015 nel quadro di “Torino Spiritualità”. Ha curato, con Maria Antonietta Macciocu, l’antologia di poesia “Mal’Amore no. Frammenti di un percorso amoroso” (prefazione di Bianca Pitzorno) per le Edizioni “SeNonOraQuando”? (2015). Nel 2016 ha scritto una silloge di 24 poesie per il catalogo e la mostra  “La figura messa a nudo” di Ezio Gribaudo presentata all’Accademia Albertina di Torino. Nel 2017 pubblica presso “La vita felice” la raccolta di poesie “La saggezza degli ubriachi” (prefazione di Alfredo Rienzi). Giornalista pubblicista, è redattore della rivista “école”. Idee per l’Educazione (Como) dove cura la rubrica “Anni Verdi” e del giornale on line www.ilgiornalaccio.net con le rubriche “Fatti e Misfatti”  e  “Oggetti smarriti” dedicata alla critica letteraria e di poesia in particolare.

 

 

 

 

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