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A NEW YORK, UNA CASA A MOTT STREET E IL RICORDO DEL NONNO di Nicola Felice Pomponio

A NEW YORK, UNA CASA A MOTT STREET E IL RICORDO DEL NONNO

di Nicola Felice Pomponio

 

 

Fulgenzio Pomponio scese dalla naveAmerica” a Ellis Island il 26 luglio 1921.

All’età di soli 22 anni aveva alle spalle esperienze tutt’altro che simpatiche. Nato in uno sperduto paesino dell’Appennino abruzzese era uno dei “ragazzi del ‘99” ovvero di quella leva straordinaria arruolata nonostante la giovanissima età e spedita al fronte per arrestare l’avanzata austriaca – anzi “austroungarica”, come diceva sempre lui – dopo Caporetto. Si trovò così catapultato nella guerra di trincea a fare il portaordini sul monte Grappa e di questa esperienza avrebbe raccontato a me, suo piccolo nipote, a distanza di più di mezzo secolo, episodi la cui crudeltà ancor oggi mi fa rabbrividire. Anche a lui, come a tutti gli altri umili fanti-contadini, fu promessa la terra dopo la vittoria, ma, a parte un ricco medagliere di cui andava fierissimo (era Cavaliere di Vittorio Veneto), non arrivò nient’altro e così, dopo essersi sposato, andò a Napoli, trovò un lavoro sull’America, si pagò il passaggio e sbarcò una prima volta negli USA.

Di lui sono rimaste tracce precise e dettagliate sui moduli riempiti dagli addetti della dogana statunitense e, al riguardo, è da sottolinearsi l’ammirevole lavoro svolto dalla Ellis Island Foundation che ha messo in rete le registrazioni dei circa 12 milioni di migranti passati ad Ellis Island tra il 1892 e il 1954. Mio nonno risulta con occhi e capelli marroni, alto circa m. 1,65, di professione contadino, senza malattie né segni particolari, proveniente da Liscia – in provincia di Chieti, nel cosiddetto “alto vastese” – di nazionalità italiana e, particolare di un certo interesse, alla voce “People or Race” indicato come “Italian South”, una definizione significativa dell’approccio americano. Ma di tutto ciò non so cosa comprese quel giovanotto che non sapeva nemmeno l’inglese; probabilmente il suo obiettivo era quello di trovarsi al più presto con il cognato che lo aspettava e che risiedeva al 147 di Mott Street, una via che allora era in piena Little Italy e ora fa parte di Chinatown.

 

Posso solo immaginare la scena dell’incontro e la vita trascorsa a New York ma senz’altro doveva essergli piaciuta molto se tre anni dopo, il 30 marzo 1924 circa quattro mesi prima che gli nascesse il secondo di sette figli, mio padre trovò un nuovo passaggio, sempre pagatosi lavorando, a Ellis Island. Stavolta dal transatlantico “Conte rosso” che avrà un tragico destino finendo affondato il 24 maggio 1941 dal siluro di un sommergibile inglese al largo di Siracusa e causando la morte di 1297 soldati diretti in Libia.

L’America, comunque, rimase nel cuore di mio nonno. Imparò l’inglese e ammirò sempre i paesi anglosassoni; a me, piccolo bambino che guardava affascinato quest’uomo con tanta storia alle spalle, raccontava di un luogo dalle grandi realizzazioni, edifici enormi, tantissime persone provenienti da tutto il mondo, una lingua strana ma bella da parlare, con modi di dire assenti nell’italiano e poi la libertà. Non solo le “grandi libertà” di stampa, parola, espressione ma anche la tolleranza in cose che oggi ci fanno sorridere ma che in minuscolo paesino, rinchiuso in se stesso, misero e arretrato era impossibile avere. In America poteva, nelle feste, giocare a nascondino e a mosca cieca e, come raccontava a mia cugina, era bello poter ridere e scherzare nei giardini newyorkesi sbattendo anche contro gli alberi, come gli era capitato.

Ma, come sempre, la vita dei “piccoli” è in balìa di forze ben maggiori. Probabilmente avrebbe voluto trasferirsi negli USA, ma proprio gli USA da tempo avevano assunto una politica restrittiva verso l’immigrazione italiana, accusata di tener bassi i salari e con accenti anche razzisti (i “white negroes”); a ciò si aggiunse la politica fascista che dal 1927 rese quasi impossibile l’emigrazione negli Stati Uniti, ma non risolse il problema della mancanza di lavoro costringendo così le persone a continuare ad emigrare ma verso il Sud America, mentre la generazione successiva si orientò anche verso l’Australia e l’Europa.

 

Mio nonno dopo il 1924 non tornò più a New York; gli rimasero tanti bei, affettuosi ricordi e la conoscenza dell’inglese. Conoscenza che gli venne utilissima quando, dopo una fugace esperienza di colono in Etiopia, che nelle fantasie mussoliniane doveva costituire lo sbocco dell’emigrazione italiana, venne militarizzato, si trovò di nuovo a combattere (stavolta contro gli inglesi, da lui ammiratissimi) e venne fatto prigioniero nel 1941 a Cheren. A questo punto gli anni trascorsi a New York gli vennero in soccorso perché conoscendo l’inglese svolse un ruolo di “collegamento” tra soldati inglesi e italiani nel campo di prigionia in India dove venne internato fino al 1946. Ma questa è un’altra storia.

 

Sono andato a Mott Street non molto tempo fa. Una specie di pellegrinaggio personale in quella via e in quella New York di cui, affascinato, sentivo parlare da lui. Non so se la casa che ho visto è la casa in cui abitava – in un secolo cambiano molte cose – ma quei finestroni ampi e rettangolari, quei fitti mattoni rossi, quelle scale di emergenza poste in diagonale tra un piano e l’altro mi hanno dato la sensazione di una storia e di un vissuto che mi appartengono perché, indirettamente, attraverso sottilissimi fili, l’emigrazione di mio nonno, come quella di mio padre in Germania o dei miei zii in Belgio e Svizzera ha contribuito a formare il mio carattere e quello dei miei figli.

 

Tutto ciò mi fortifica, mi plasma, mi fa comprendere meglio sia l’attuale, enorme migrazione di popoli verso il Nord del pianeta, sia il destino personale mio e dei miei figli i quali, a loro volta, per realizzare i propri progetti di vita si dirigono l’uno verso la Germania e l’altra verso gli…….USA; sono passati cento anni e la storia si ripete, ma noi, gli “effimeri” (come ci chiama Eschilo), traiamo valore e dignità anche, ma non solo, dal nostro passato e dal passato delle collettività di cui facciamo parte.

 

Di mio nonno ho vivissimi ricorsi personali, ma purtroppo nessuna fotografia; c’è però un’opera di un incisore svizzero che ritrae un “Contadino abruzzese”. L’autore, Giuseppe Haas Triverio, era amico del grande artista olandese Maurits Cornelius Escher e negli anni ’30 del Novecento percorsero insieme il Sud Italia fermandosi a lungo in Abruzzo (qui Escher incise una bellissima litografia di Castrovalva, paesino abbarbicato su uno sperone roccioso vicino ad Anversa degli Abruzzi in provincia dell’Aquila).

Questo “Contadino abruzzese” possiede tratti somatici incredibilmente simili a quelli di mio nonno. Non per i folti baffoni e la barba, ma per le profonde trincee scavate dal tempo sulla fronte, per l’austera magrezza del volto e del corpo, per gli occhi vivaci e penetranti, per il largo cappello nero indossato. Un ritratto che evoca una calma e serena consapevolezza di se stesso come quando, ormai anziano e io con l’età che lui aveva sul Grappa, gli chiedevo come stava e, invariabilmente, tra una partita di scopa e l’altra, sempre sorridente mi rispondeva che aspettava la morte e leggeva il Vangelo.

 

A Galatone il Premio letterario INTERNAZIONALE “Città del Galateo” di Goffredo Palmerini

28 novembre 2018

 

A Galatone il Premio letterario INTERNAZIONALE “Città del Galateo”

Grande partecipazione, dall’Italia e dall’estero; il 1° dicembre la Premiazione al Palazzo Marchesale

 

di Goffredo Palmerini

 

 

LECCE – A Galatone, nello splendido Palazzo Marchesale della città salentina, si terranno le manifestazioni conclusive della VI edizione del Premio Internazionale di Poesia e Prosa “Città del Galateo” e della Mostra d’arte “I Colori del Salento”, organizzati dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt in collaborazione con la Municipalità, con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Lecce. Un grande successo di partecipazione ha arriso anche questa edizione 2018, con 1500 poesie e 500 racconti pervenuti da autori italiani e d una numerosa schiera di autori stranieri di Serbia, Romania, India, Taiwan, Turchia, Germania, Polonia, Grecia, Iraq. Il 30 novembre e sabato 1° dicembre gli eventi di Premiazione dei vincitori del prestigioso concorso letterario e la consegna di Riconoscimenti ad insigni personalità, Ospiti d’onore.

Confermata la presenza agli eventi delle seguenti Autorità istituzionali e Ospiti d’onore ai quali verrà consegnata la Targa alla Carriera: Loredana Capone, assessore al Turismo e Cultura della Regione Puglia, Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce, Flavio Filoni, sindaco di Galatone, don Giuseppe Venneri, direttore Caritas diocesana, Pierfranco Bruni, giornalista e scrittore, candidato al Premio Nobel per la Letteratura, Tiziana Grassi, giornalista e scrittrice, studiosa di migrazioni, Maria Rosaria Pugliese, scrittrice, Mariarosaria Riccio, scrittrice e psicologa, Carmine Carlucci, docente e presidente del Comitato per la Qualità della Vita, Mario Pavone, avvocato e presidente Associazione internazionale Radici, Cosimo Loré, criminologo e docente di medicina legale all’Università di Siena, Salvatore Maria Mattia Giraldi, presidente Federiciana Università Popolare di Cosenza, Zlatomir Jovanovic, scrittore ed editore a Belgrado, Borisav Blagojevic, poeta e presidente Associazione Culturale di Ciuprja, in Serbia.

Gran lavoro, dunque, per la Giuria del Premio Letterario nella valutazione della gran mole di opere in poesia e prosa in concorso. Lo scrittore Pierfranco Bruni, candidato al Nobel per la Letteratura, è il Presidente onorario di questa edizione del Premio, mentre la Giuria, presieduta da Massimo Enrico Milone, direttore Rai Vaticano, è composta da Annalena Cimino, Annella Prisco, Camelia Florescu, Carlo Alberto Augieri, Carmen Moscariello, Enrico Romano, Giorgio Rizzo, Goffredo Palmerini, Mirjana Dobrilla, Sergio Camellini, con il cordinamento di Regina Resta, presidente di Verbumlandiart. Le manifestazioni avranno un prologo d’eccezione, venerdì 30 novembre alle ore 19 presso il Palazzo Marchesale di Galatone, con la presentazione del volume “Amare Cesare Pavese” di Pierfranco Bruni. Converserà con l’illustre autore la scrittrice Annella Prisco. Lo scrittore, l’indomani mattina alle 10, sarà ospite del Liceo Classico “P. Colonna” di Galatina, e parlerà con gli studenti presentato dalla dirigente scolastica Maria Rita Meleleo.

Intanto, nelle ampie sale del Palazzo Marchesale, dal 26 novembre fino al 2 dicembre, sono in esposizione per la Mostra d’arte contemporanea “I colori del Salento” le opere degli artisti salentini Madia Ingrosso, Ana Buda, Stefano Bonatesta, Salvatore Strafella, Marilena Memmi, Renato Leone, Francesca Strafella, Carlo Solidoro, Simona Lepore, Emanuela Loscanna, Donato Ungaro, Angela Antico, con i quali Verbumlandiart sta portando avanti un movimento artistico di Rinascita Culturale territoriale che si propone di valorizzare e promuovere le bellezze del Salento anche fuori dai confini della Puglia, affidando particolarmente all’arte la missione d’illustrare le meraviglie architettoniche, ambientali e culturali di questo incantevole lembo d’Italia.

 

 

Sabato 1° dicembre, alle ore 17:30, nel Salone d’onore del Palazzo Marchesale la cerimonia di Premiazione dei vincitori della sesta edizione del concorso letterario di Poesia e Prosa “Città del Galateo”, intitolato al grande umanista e scienziato salentino Antonio de Ferrariis (Galatone, 1444 – Lecce, 1517), detto il Galateo, una delle personalità intellettuali più significative del periodo rinascimentale. Nell’occasione saranno conferiti i riconoscimenti alle seguenti Personalità, ospiti d’onore: Premio alla Carriera a Pierfranco Bruni, Tiziana Grassi, Giuseppe Resta, Carmine Carlucci, Mario Pavone, Salvatore Maria Mattia Giraldi, Cosimo Loré; Premio alla Cultura a Zlatovir Jovanovic, Borisav Blagojevic; Premio Speciale a Mariarosaria Riccio, Maria Rosaria Pugliese.

Ecco qui di seguito le decisioni a verbale della Giuria del Premio letterario, presieduta dal giornalista e scrittore Massimo Enrico Milone, direttore Rai Vaticano, con i vincitori e segnalati speciali nelle varie Sezioni del Premio, per autori italiani e stranieri, distinti per Paesi.

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AUTORI ITALIANI

ARTICOLO DI GIORNALE

PREMIO SPECIALE: ANGELA SIMONEIl contributo delle piccole imprese territoriali nell’era della sostenibilità ambientale

PODIO: 1° FIORELLA FRANCHINI – Alla biblioteca nazionale di Napoli la Mostra Ebrei a Shanghai; ANNA FERRIERO – Progetto 21, un divertimento per tutte le stagioni; VELIA AIELLO – La difficile convivenza dell’uomo con la natura; ex aequo OSVALDO LICCI – Il concetto di eguaglianza nei secoli.

 

POESIA ADULTI A TEMA LIBERO  

PREMIO ECCELLENZA: ANTONELLA GIORDANO – Le pietre piangono; MARCO AMBROSI – Chi sei; NUNZIO BUONO – Il cielo è basso.

PODIO: 1° ENRICO DEL GAUDIO – …e mi manchi; ANNA MARIA DEODATO – Quella notte; MARCO MARRA – Dieci sievert Fukushima 2011; ex aequo DOROTEA MATRANGA – L’oltre all’orizzonte.

 

POESIA ADULTI IN VERNACOLO A TEMA LIBERO

PREMIO SPECIALE FUORI CONCORSO: LORENZO SCARPONI – Cal doni (Quelle donne)

PREMIO ECCELLENZA: VINCENZO CERASUOLO – Giggino (Luigino); FAUSTO MARSEGLIA – A guagliona puverella (La ragazza povera)

PODIO: 1° ANGELO CANINO – Ppe nnu scordeari (Per non dimenticare); ALFONSO GARGANO – Nun ce penza’ (Non ci pensare); CIRO IANNONE – Chell’ombra dint’ ’o scuro (Quell’ombra nel buio); ex aequo GENNARO GRIECO – Nu’ juorne ‘e libbertà (Un giorno di libertà).

 

OPERE A TEMA

PODIO: 1° NADIA PASCUCCI – Resta la vergogna; 2° ENZO BACCA – Dolce viene dolce va.

 

RACCONTO

PODIO: 1° DOMENICA INZINNA – Nonno Omero;MASSIMILIANO BELLEZZA – L’ultimo atto; MICHELE MELILLO – La storia di Giovanna.

 

SILLOGE ADULTI A TEMA LIBERO

PREMIO ECCELLENZA: ELENA VARRIALE – Unghie per ferire

PODIO: 1° GAETANO CATALANI – Profumo di zagare; ANTONIO BARRACATO – Emozioni e parole in versi; GIUSEPPE MILELLA – Emozioni e poesia; ex aequo ANNAMARIA COLOMBA – Il silenzio del sud.

 

CATEGORIA GIOVANI A TEMA LIBERO

PODIO: 1° LORIS AVELLA – DJ;RICCARDO TIBERI – Lei dimentica;VINCENZO ROSSANO – Dopo la tempesta.

 

LIBRI EDITI E INEDITI

PREMIO ECCELLENZA LETTERATURA NAZIONALE: MARIAROSARIA RICCIO – Il potere del dubbio (Ed. Homo Scrivens); MARIA ROSARIA PUGLIESE – Fontaine blanche (Ed. Homo Scrivens); AMEDEO BAGNASCO – La scatola dei segreti (Promedia).

PREMIO ECCELLENZA LETTERATURA STRANIERA: RAED ANIS AL-JISHI – Gabbiani sanguinanti – trad. CLAUDIA PICCINNO (Ed. Il Cuscino di Stelle).

 

CATEGORIA ROMANZO

PODIO: 1° MARCO VESCARELLI – Il sapore del ricordo (Intermedia Edizioni); VALENTINA PERRONE – Un caffè in ghiaccio con latte di mandorle (Ed. Esperidi); G.FERA e F.TESTA – Veleni & Verità (Graus Editore).

 

CATEGORIA SAGGISTICA

PREMIO ECCELLENZA: ROBERTO SCIARRONE – La primavera dei popoli. La rivoluzione siciliana del 1848 (EDAS)

PODIO: 1° ROBERTO TIBERI – Il diritto alle informazioni ambientali (Free Service Edizioni); ex aequo SALVATORE LA MOGLIE – Profili letterari del Novecento (Aletti Editore).

 

CATEGORIA LIBRI POESIA

PREMIO ECCELLENZA: FABIO SQUEO – I poeti fioriscono al buio (Ed. Bibliotheka).

PODIO: 1° VITO ADAMO – La costanza delle maree (Musicaos Editore); MICHELE GENTILE – Nomenclatura di un tramonto (Ed. Totem); VINCENZO MONFREGOLA – Nelle navi di cemento e amianto (Marotta&Cafiero Editori); ex aequo SILVANA STREMIZ – Un groviglio di me (Ed.PensieriParole).

 

 

AUTORI STRANIERI

 

TAIWAN

TZEMIN ITION TSAIETERNITY

 

INDIA

RAJ BABU GANDHAM – ELOPE; SUNITA PAUL – ALL IN THE NAME OF LOVE; 3° JYOTIRMAYA THAKUR – OCEAN LOVE.

 

TURCHIA

PREMIO SPECIALE: HASAN ERKEKIL DOLORE È ROTTO (Trad. Murat Yurdakul); NEVAL SAVAK –

IL FUOCO DI SPOGLIARSI DALLA TERRA (Trad.Murat Yurdakul); HILAL KARAHANONORE.

CATEGORIA GIOVANI TURCHIA: MUSTAFA ŞANLICHIUDI LA VECCHIAIA

 

GERMANIA

WIEBKE JANSSENVESTITI DA POLITICI

 

GRECIA

RANIA ANGELAKOUDIOBLITERATING TIME

 

POLONIA

ELIZA SEGIETWITHOUT GAS

 

ROMANIA

ANA DRĂGOIANUDEBUT (DEBUTTO); MIRELA MINUȚA ALEXA – SINGURĂTATE ÎN DOI (LA SOLITUDINE IN DUE); OLIMPIA SAVA APUS DE SOARE (TRAMONTO).

 

TURCHIA

MURAT YURDAKULSOGLIA

 

IRAQ
SABAH AL-ZUBEIDIKAD MAJKA DOZIVA

 

SERBIA

POESIA

1°. BERMET GOS’N KIŠABOBAN DŽEVERDANOVIĆ
2°. DJECA RATAZANKA ZANA BOŠKOVIĆ-COVEN
3°. SUMNJAMARIJA JAKŠIĆ

 

PREMIO SPECIALE

DVA POGLEDAVESNA FOJKAR-ĆIRIĆ
SEĆANJALJUBENKO ZVIZDIĆ
LABUDOV PJEVDAMIR MARAS
KAD TIMILAD OBRENOVIĆ
ROMI KUDA STE POŠLIZLATOMIR JOVANOVIĆ

 

DIPLOMA DI MERITO

JEDAN TRENRADA NESTOROV
NE, NEĆU TI PRIĆIMILOŠ IVETIĆ
IZ PLAVIH DUBINADANIJELA BOŽIČKOVIĆ RADULOVIĆ
SLIKANJE I LJUBAVSMILJANA BOŽIĆ
NEROĐENI SNOVI ŽIVLJENJASLAVKA KLIKOVAC
IZMEĐU TEBE I MENEGORDANA SAVIĆ

 

RACCONTI

1°. MILANKA KUZMIĆSTRANAC
2°. DIJANA TOŠIĆDESPINO MOJA
3°. MILOVAN AKSENTIJEVIĆORAH

 

ARTICOLO DI GIORNALE – PREMIO SPECIALE

KEMAL LJEVAKOVIĆNA MARGINAMA RATA
MILORAD KULJIĆVODENA OPOMENA

FOCUS SUL “PROGETTO RADICI” IN UN CONVEGNO A CASERTA-L’evento, nel pomeriggio del 23 novembre, nella Sala dei Principini della Reggia di San Leucio di Goffredo Palmerini

CASERTA – Si terrà venerdì 23 novembre, dalle ore 15:30, nel suggestivo contesto della Sala Principini della Reggia di San Leucio a Caserta, il focus “Progetto Radici: un’idea innovativa per gli Italiani all’Estero” promosso dall’Associazione Internazionale “Radici”, in collaborazione con l’Associazione Culturale Movimento Sud, Federiciana Università Popolare, l’Associazione Culturale Asmef –IsmerIl Convegno, dopo il saluto del Sindaco di Caserta, avv. Carlo Marino, prenderà avvio con le relazioni del presidente dell’Associazione Radici, Mario Pavone (Il Progetto Radici: analisi e prospettive di sviluppo delle Regioni del Sud), Maria Catalano Fiore, già dirigente Mibact per la Puglia (Il valore delle Terre del Sud e del suo patrimonio culturale, artistico e museale), Gregorio De Luca, presidente Movimento Sud (Esperienze maturate dal Movimento per il “Turismo di ritorno” dei nostri Emigranti), Silvana Virgilio, del Direttivo dell’Associazione Radici (L’Emigrazione dalla Campania agli inizi del ‘900 e nel primo dopoguerra), Regina Resta, presidente dell’Associazione culturale Verbumlandiart (Un percorso alternativo per la valorizzazione della Regione Campania e del suo patrimonio). Modererà gli interventi e il successivo dibattito Salvatore M. Mattia Giraldi, presidente della Federiciana Università Popolare di Cosenza. Ospiti d’onore dell’evento il Presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano, l’economista Lorenzo Toglia e il presidente di Asmef-Ismer, Salvo Iavarone.

L’Associazione internazionale Italiani all’estero “Radici”, che ha avuto i prodromi nel giugno scorso per iniziativa dell’avv. Mario Pavone, è stata regolarmente costituita il 27 luglio con l’approvazione dello Statuto e la formazione degli organi sociali, eleggendo alla presidenza lo stesso avv. Pavone. Il Progetto “Radici”, atto fondamentale per realizzare operativamente le finalità dell’Associazione, nasce per valorizzare il patrimonio storico, culturale ed umano legato al grande esodo migratorio dalle regioni del Sud, che coinvolse l’Italia a partire dalla fine dal 1861 e che in poco più d’un secolo ha riguardato oltre 27 milioni di italiani. Il Progetto Radici diviene quindi simbolo dell’italianità emigrata che ritrova appunto le proprie radici in un itinerario ricco e suggestivo nelle regioni, città e borghi di provenienza, nella conoscenza dei beni materiali ed immateriali che corredano questa importante pagina di storia.

Attraverso la vita le esperienze vissute dai nostri connazionali nei Paesi d’emigrazione, con il bagaglio di nostalgie, gioie e dolori che hanno accompagnato l’integrazione nelle terre d’accoglienza, con le sconfitte e le vittorie, si vuole costruire per gli italiani delle varie generazioni dell’emigrazione un ampio ventaglio di opportunità e di forti relazioni con le regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). Un progetto integrato che porti gli emigrati – e i loro figli e nipoti – a riscoprire sotto nuova luce la loro terra d’origine, con i valori culturali, ambientali e artistici che rendono il Meridione d’Italia uno scrigno d’incomparabili bellezze. A loro disposizione, in un “turismo del ritorno”, un rinnovato percorso semantico fatto di ricettività diffusa e a costo contenuto, visite guidate ai beni artistici e monumentali, alle produzioni agroalimentari, alle aziende agrituristiche cresciute sul territorio, alle tradizioni culturali degli antenati: tutte testimonianze che tracciano il viaggio identitario nella storia della terra d’origine.

Si tratta, quindi, d’un Progetto di innovativa concezione, che favorisce nuove relazioni dei nostri emigrati con la terra natale, rivolto particolarmente alle giovani generazioni che poco conoscono, o non hanno mai conosciuto, la bellezza dei luoghi, le eccellenze del territorio, l’arte e le tradizioni dei borghi del sud Italia, i sapori dell’enogastronomia di qualità, l’ospitalità rurale della gente, la cortesia e l’amicizia che si forgia intorno alla ricerca delle proprie radici. Tutto nell’obiettivo di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, tradizioni, valenze ambientali, memoria collettiva, di cui sono ricche le regioni del nostro Meridione. Una particolare attenzione, per l’appunto, è diretta verso i giovani d’origine italiana all’estero, perché attraverso politiche mirate possano trovare opportunità di studi universitari e post universitari, grazie ad accordi di collaborazione tra atenei italiani e stranieri, con formazione telematica e Summer School nelle regioni meridionali, qui potendo disporre di un’ampia rete di accoglienza e di guida alla conoscenza dei territori, proprio nel segno della riscoperta delle radici.

Il Progetto Radici, peraltro, operando con la necessaria gradualità, sulla scorta della conoscenza e delle relazioni non episodiche che si genereranno, potrà stimolare collaborazioni e opportunità d’investimento nelle terre d’origine dei nostri emigrati, con l’obiettivo del recupero di luoghi e borghi abbandonati, grazie alla valorizzazione di un turismo che ai circuiti preconfezionati prediliga l’intrigante scoperta della “provincia” profonda del nostro Meridione, con le sue ricchezze artistiche e culturali, con le meraviglie di paesi e città, con l’incanto delle sue costiere, dei paesaggi rurali, delle sue montagne, e con la straordinaria cornucopia di sapori della sua gastronomia.

Attualmente il Progetto Radici sta muovendo la fase ricognitiva, in Italia e all’estero, attraverso i canali dell’associazionismo regionale. Già peraltro impostando le prime collaborazioni operative, che man mano andranno a riguardare i Paesi del Nord e Sud America, e dell’Europa, dove il fenomeno migratorio italiano è stato di più ragguardevoli dimensioni. Il focus di Caserta, nello splendido scenario delle Telerie di San Leucio, potrà dunque stimolare utili riflessioni e rafforzamenti ai propositi del Progetto Radici e alla migliore veicolazione della comunicazione informativa verso le comunità italiane nel mondo. In fondo, questo è l’obiettivo principale dell’iniziativa qui a Caserta. Dopo quella di Bari nel settembre scorso, e questa di Caserta, se ne vedrà altre svilupparsi in altre città del sud Italia e finanche all’estero, dove un Convegno internazionale potrebbe vedere la luce nel corso del 2019 a Rio de Janeiro, coinvolgendo le realtà presenti nei Paesi latinoamericani con più forte presenza italiana, quali appunto il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay e il Venezuela.

Qualche notizia, infine, sulla Reggia di San Leucio, che farà da meraviglioso sfondo al Convegno del Progetto Radici. San Leucio è un piccolo borgo a pochi chilometri dal centro di Caserta, alle pendici dell’omonimo colle dove in epoca longobarda venne edificata una chiesa dedicata al Santo. Nel Cinquecento gli Acquaviva, principi di Caserta, vi costruirono un castello che chiamarono “Belvedere” per la splendida vista che spazia su Napoli, il Vesuvio e le isole del Golfo. A metà Settecento quel tenimento degli Acquaviva fu acquistato da Carlo di Borbone e dal 1759, con l’intero Regno, passò nelle mani di suo figlio Ferdinando IV. Il primo intervento del giovane Re verso San Leucio risale al 1773, quando dispose la completa recinzione della proprietà. San Leucio rappresentava per Ferdinando un luogo ideale, in collina, per immergersi nella quiete della natura e per dedicarsi alla caccia, lontano dalla vita pomposa di corte. Negli anni seguenti egli incaricò l’arch. Francesco Collecini, allievo e primo aiutante di Luigi Vanvitelli, d’ingrandire il palazzo e di trasformarlo in un centro manifatturiero per la lavorazione della seta.

Nacque così, nel 1789, la Real Colonia Serica di San Leucio, per la quale il Re emanò uno specifico Codice di norme che regolavano diritti e doveri degli abitanti del borgo. Proprio nell’anno che vide in Francia scoppiare la Rivoluzione, Re Ferdinando i Borbone disponeva per San Leucio l’uguaglianza tra i cittadini, pari diritti per tutti, la meritocrazia, l’educazione scolastica obbligatoria, la libera scelta nei matrimoni, ed altre importanti concessioni specie a favore delle donne, che portano l’impronta della regina Maria Carolina più che del Re. Ogni dipendente della fabbrica della seta, inoltre, era tenuto a versare una quota della retribuzione alla Cassa della Carità, istituita a favore degli invalidi, dei vecchi e dei malati. Tutto dunque ruotava intorno alla fabbrica, che lavorava la seta generata dai bachi allevati nelle campagne del Casertano. Nelle filande di San Leucio si producevano preziose stoffe per abbigliamento, per tappezzeria e parati, una ricca gamma di rasi, broccati, lampassi. Nei primi decenni dell’Ottocento, con l’introduzione della macchina Jacquard, la produzione si arricchì di stoffe broccate di seta, d’oro e d’argento, con una ricchissima gamma di colori.

Un luogo davvero speciale, caso unico in Europa: una fabbrica all’interno d’una dimora reale. Un esempio concreto di come i Borbone costruivano i nuovi borghi per sperimentarvi, sin dagli albori della rivoluzione industriale, impianti d’avanguardia basandosi sulla loro autonomia. L’utopia di San Leucio finì purtroppo quando, con l’unità d’Italia, il setificio fu dato in mano ai privati e lo speciale Statuto divenne carta straccia. Nella seconda metà del secolo scorso coloro che ancora lavoravano all’interno del Palazzo cominciarono ad abbandonarlo, per costruire altrove industrie tessili più moderne. Da allora iniziò il degrado del complesso dismesso, fino a quando nel 1984, grazie ad un impegnativo e lungo lavoro di restauro durato 15 anni, il Palazzo Reale non è tornato a risplendere nella sua magnificenza artistica, architettonica e ambientale, diventando Patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Attualmente il Real Belvedere di San Leucio ospita il Museo della Seta e nei numerosi spazi del Palazzo reale si tengono convegni ed eventi culturali.

 

GRAND TOUR A VOLO D’AQUILA, PRESENTAZIONE A L’AQUILA IL 5 DICEMBRE: DI HAFEZ HAIDAR LA PAGINA D’APERTURA DEL NUOVO LIBRO DI PALMERINI

È di Hafez Haidar, candidato al Nobel per la Letteratura, la pagina d’apertura del nuovo libro di Goffredo Palmerini.

L’AQUILA – Sarà presentato a L’Aquila nell’Aula magna del Gran Sasso Science Institute, il 5 dicembre 2018, il nuovo libro di Goffredo Palmerini “Grand Tour, a volo d’Aquila”, in corso di stampa per i tipi della One Group Edizioni. Dunque, ancora il Gran Sasso Science Institute (www.gssi.infn.it) l’editore sceglie per la presentazione del volume di Palmerini, testimonianza dell’orgogliosa attenzione verso la più recente Scuola Universitaria Superiore d’Italia. Riconosciuto due anni fa dallo Stato centro di alta formazione scientifica per studi di dottorato, il GSSI dell’Aquila è infatti la settima Scuola universitaria autonoma italiana, insieme alla Normale e alla Sant’Anna di Pisa, IUSS diPavia, SISSA di Trieste, SUM di Firenze e IMT di Lucca. Un’eccellenza il GSSI che insieme all’Università dell’Aquila esalta la vocazione del capoluogo d’Abruzzo come Città degli studi, della ricerca e dell’alta formazione.

Nel risvolto di copertina così annota Francesca Pompa, presidente delle Edizioni One Group: “Grand Tour a volo d’Aquila, un invito ad attraversare territori, a visitare luoghi e borghi, a scoprire scrigni d’arte, a conoscere persone, a vivere gli avvenimenti fino a sentirsi parte di questo universo in continuo divenire con al centro una città non più semisconosciuta, ma evocata in tutto il mondo e diventata patrimonio universale dopo quanto le accadde nel 2009. E’ l’abilità del vero narratore quella di farti viaggiare, come fa Goffredo Palmerini, attraverso la scrittura che diventa racconto e, pagina dopo pagina, apre a nuovi scenari. Le storie prendono forma e lasciano scorrere immagini che riflettono il tempo di cui sono protagoniste, oggi ma ancor più domani. Infatti, è nel tempo che libri come questo acquistano sempre più valore, quando la memoria diventa patrimonio della propria identità e restituisce, come un fiume in piena, l’apice di una Italia tratteggiata nelle sue peculiarità, nella sua capacità di meravigliare e di essere un’eterna avvincente scoperta”.

Anche quest’ultima fatica dello scrittore aquilano, un vero ambasciatore della più bella Italia nel mondo, si apre con due straordinari contributi: la pagina di Presentazione dello scrittore e poeta Hafez Haidar, già candidato al Premio Nobel per la Pace ed attualmente al Premio Nobel per la Letteratura,

Tiziana Grassi

e la Prefazione di Tiziana Grassi, giornalista e scrittrice, per molti anni autrice per la Rai di programmi culturali e di servizio. Con il consenso dell’editore One Group, qui di seguito si riporta il testo integrale dellaPresentazione, con la quale si apre il volume, scritta da Hafez Haidar, insigne personalità impegnata nel mondo sui temi della Pace e del dialogo tra religioni.

«Goffredo Palmeriniper anni amministratore civico a L’Aquila, è un giornalista poliedrico, versatile ed eclettico, uno scrittore esperto. Un vero missionario della cultura del dialogo, che si adopera incessantemente per tenere vivo il legame degli emigrati italiani (abruzzesi, in primis) sparsi nel mondo con la terra natia. Interessanti ed originali sono i suoi racconti, nei quali descrive con maestria e partecipazione i problemi degli emigrati e la loro lotta per un futuro migliore in una società lontana, spesso ostile, a volte ospitale. Fortunatamente gli sforzi compiuti, giorno dopo giorno, portano cambiamenti positivi, che il nostro scrittore presenta con orgoglio, soffermandosi a descrivere con dovizia di particolari e con occhi attenti i molteplici successi dei suoi conterranei che si sono contraddistinti per le proprie capacità e per l’incredibile spirito d’iniziativa.

Il caro amico Goffredo riesce a cogliere i benevoli frutti delle vicende degli uomini e delle donne e a mettere in risalto le loro opere di vita e di pensiero. In veste di ambasciatore della propria terra e di convinto sostenitore della necessità del dialogo e della benefica contaminazione culturale tra i popoli, ci presenta un’altra Italia, sorgente di luce e conoscenza per tutti coloro che amano il dialogo e credono nei valori fondanti della pace e dell’amore. Ancora una volta Goffredo si mostra infaticabile viaggiatore alla ricerca di notizie vecchie e nuove, spinto dall’intento precipuo di raccontare con un linguaggio scorrevole ed eloquente le meraviglie della natura e dell’uomo. Grazie ai suoi continui viaggi ed incontri, l’autore ci fa scoprire le bellezze e le ricchezze storiche ed artistiche di città famose, come Boston e New York, e di tanti luoghi incantevoli, autentici scrigni di splendore del Belpaese. Nonostante gli orizzonti completamente diversi, l’Italia rimane nel cuore di chi parte e di chi resta, al contempo punto di partenza e punto di arrivo dei suoi sentimenti.»


Hafez Haidar è scrittore e poeta di origine libanese (Baalbeck, 25 maggio 1953), ma da molti anni cittadino italiano. All’Università di Beirut ha studiato Filosofia greca ed araba. Trasferitosi in Italia, ha studiato all’Università Statale di Milano, dove si è laureato in Lettere Moderne e specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica con il massimo dei voti. Nel 1986, abbandonata la carriera diplomatica, si è dedicato all’insegnamento e alla scrittura, impegnandosi in un’intensa attività tesa a costruire collaborazioni tra popoli e culture, creando occasioni di conoscenza e di dialogo tra Cristianesimo e Islam. Attualmente insegna Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli Studi di Pavia. Rilevante l’attività editoriale come romanziere, poeta, saggista e traduttore, ha pubblicato una trentina di libri per Mondadori, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Tea, Guanda, Mondolibri ed altri editori. Per la sua attività culturale, mirata a favorire in campo internazionale il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica tra popoli di culture diverse, è stato candidato al Premio Nobel per la Pace negli anni 2016 e 2017, e nel 2018 è candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni monoteistiche a livello mondiale, è anche il massimo studioso di Khalil Gibran, per le cui opere – e per quelle di altri autori arabi – è stato traduttore e curatore delle edizioni in lingua italiana. La sua traduzione di Le mille e una notte, per la collana Oscar Mondadori, è diventato un best-seller, per molto tempo nelle prime posizioni della graduatoria delle vendite.

Consegnati a due aquilani attestati di Benemerenza dal Brasile

1 novembre 2018

 

Maurizio Cirillo, Giuseppe Arnò, Goffredo Palmerini, Paolo Trotta.

Consegnati a due aquilani attestati di Benemerenza dal Brasile

Maurizio Cirillo e Goffredo Palmerini premiati come Personaggi dell’Anno 2017


1 – da sinistra: Maurizio Cirillo, Paolo Trotta, Guido Liris, Goffredo Palmerini, Giuseppe Arnò.

 

L’AQUILA – E’ stato il vicesindaco Guido Quintino Liris – il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi era in missione a Milano – a rappresentare la Municipalità nella cerimonia di consegna degli Attestati di Benemerenza a Maurizio Cirillo e Goffredo Palmerini, svoltasi a mezzogiorno di mercoledì 31 ottobre nella splendida Sala Rivera di Palazzo Fibbioni.  I riconoscimenti di merito sono giunti dal Brasile, recati dall’avv. Giuseppe Arnò, direttore ed editore della rivista La Gazzetta di Rio de Janeiro, che ogni anno, in collaborazione PT Group Salute – Società Generale Cristiana Mutuo Soccorso con sedi in Italia e anche all’estero (Brasile e Repubblica Moldova) – e il suo presidente, dr. Paolo Trotta, organizza la manifestazione che premia Personaggi dell’Anno distintisi in Brasile nel campo della cultura, dell’imprenditoria, della solidarietà. L’evento solitamente si tiene presso l’Ambasciata del Brasile a Roma. Quest’anno, d’intesa con il sindaco Biondi, eccezionalmente si è tenuta all’Aquila proprio perché i due insigniti sono entrambi aquilani.

2 – Un momento dell’evento a Palazzo Fibbioni.

 

Il vicesindaco dell’Aquila Guido Liris, nel suo intervento.

Non formale l’intervento di saluto del vicesindaco Guido Liris, che aprendo la manifestazione ha calorosamente ringraziato Giuseppe Arnò e il presidente Trotta per aver scelto L’Aquila per la consegna dei riconoscimenti. “Goffredo Palmerini, per tanti anni stimato amministratore della Città, – ha detto tra l’altro Liris – continua ancora il suo prezioso servizio verso la comunità aquilana in veste di giornalista e scrittore, promuovendo con i suoi articoli e con i viaggi tra le comunità italiane nel mondo l’immagine dell’Aquila e dell’Abruzzo all’estero. La Municipalità, che si è onorata del suo lungo servizio come consigliere assessore e vicesindaco, gli è grata per la meritoria opera che oggi viene giustamente riconosciuta e apprezzata anche in Brasile. Altrettanta gratitudine la dobbiamo a Maurizio Cirillo, dirigente di valore in grandi società di telecomunicazioni in Italia, in Brasile e in Angola, ed imprenditore nella nostra città e all’estero. Con il suo talento egli ha reso e rende onore a L’Aquila, la sua città. Sono dunque fiero, a nome dell’amministrazione comunale tutta, di poter esprimere a Maurizio Cirillo e Goffredo Palmerini l’orgoglio della città e la soddisfazione per il riconoscimento che viene loro conferito. Alla presenza, peraltro, di tante persone così qualificate, tra le quali voglio in particolare citare gli ex amministratori civici Giampaolo Arduini, Pasquale Corriere e Gianfranco Giustizieri che hanno dato un significativo contributo alla crescita della città.”

Maurizio Cirillo, Paolo Trotta, Guido Liris, Goffredo Palmerini, Giuseppe Arnò.

Il direttore della Gazzetta italo-brasiliana Giuseppe Arnò, riferendo come una giuria indipendente abbia scelto Maurizio Cirillo e Goffredo Palmerini quali Personaggi dell’Anno 2017, ne ha illustrato i meriti e il valore. Maurizio Cirillo quale manager di primarie società di telefonia, ma anche operoso e generoso mecenate a sostegno delle iniziative sociali e culturali promosse dalla comunità italiana in Brasile; Goffredo Palmerini per l’incessante e qualificata opera di comunicazione culturale con le comunità italiane in Brasile e in tutto il sud America, soprattutto attraverso la straordinaria attività giornalistica sulla stampa italiana all’estero. “Ne sono ancor più lieto ed onorato – ha aggiunto il direttore Arnò – perché la sua prestigiosa opera giornalistica in Brasile la svolge soprattutto attraverso La Gazzetta, egli Corrispondente dall’Italia con suoi articoli e servizi di pregevole fattura. Dunque è per me un piacere davvero grande poter rendere onore a due personalità di tale valore qui all’Aquila, nella loro città. Ringrazio pertanto il sindaco Pierluigi Biondi, per l’ospitalità prontamente garantita alla manifestazione, e il vicesindaco Guido Liris per la sensibilità e le magnifiche parole espresse nel suo intervento.”

 

Molto sentito anche l’intervento di Paolo Trotta, sottolineando la collaborazione all’evento di PT Group Salute e il sostegno che la Società Generale Cristiana di Mutuo Soccorso da molti anni assicura alla manifestazione che vede insigniti Personaggi di grande spessore. Ha rimarcato inoltre come la sua presenza vada intesa anche sotto l’egida del Kiwanis, ente filantropico mondiale per il quale egli è presidente nel Club service di Cosenza. Dopo le dichiarazioni degli insigniti, sono state lette le motivazioni del conferimento.

 

Premio Imprenditore dell’Anno 2017

Attestato di Benemerenza a

MAURIZIO CIRILLO

Eletto da una giuria indipendente miglior Personaggio dell’Anno 2017, nella categoria “Social Work”, per le importanti iniziative volte a favore della Comunità italiana in Brasile.

 

Premio Giornalistico dell’Anno 2017

Attestato di Benemerenza a

GOFFREDO PALMERINI

Eletto da una giuria indipendente migliore Personaggio dell’Anno 2017, nella categoria “Literary Activity”, per le instancabili e pregiate attività giornalistiche e letterarie molto apprezzate nelle Americhe.

 

Giuseppe Arnò e il vicesindaco Guido Liris hanno quindi consegnato a Maurizio Cirillo e Goffredo Palmerini le Targhe d’argento recanti le motivazioni del conferimento della Benemerenza, mentre Paolo Trotta ha consegnato al vicesindaco e agli insigniti i gagliardetti del Kiwanis e lo scudetto dell’IP Group. Dopo la cerimonia la delegazione ospite ha fatto una breve visita nel centro storico dell’Aquila, ammirandone le meraviglie architettoniche esaltate dagli accurati restauri della ricostruzione post terremoto, che è assai avanzata sui beni immobiliari privati, molto meno sul patrimonio pubblico. La visita è stata favorita da una bella giornata con sprazzi di sole, per fortuna non guastata dalle piogge che in questo scampolo d’ottobre ha implacabilmente flagellato tutta la penisola.

 

***

 

Maurizio Cirillo, manager ed imprenditore, per molti anni ha vissuto ed operato in Brasile, poi in Angola. Attualmente è in Italia per dirigere un’azienda che produce materiali e protesi ortodontiche. Nato a L’Aquila il 22 aprile 1959, si è laureato all’Università di Teramo, specializzato a Milano e all’estero. La sua attività dirigenziale nel campo delle Telecomunicazioni si è svolta dal 1982 dapprima a L’Aquila e a Pescara, poi presso la direzione generale della Telecom e TIM di Roma, quindi a Torino come direttore vendite del Nord Ovest. Successivamente, a Roma, è stato direttore di HQ Tim. Nel 2001 si è trasferito in Brasile dove ha svolto la sua attività manageriale come direttore commerciale della TIM-Sul, a Curitiba, e per due anni è stato Presidente start up della TIM del Nord Brasile e Rio de Janeiro. Dal 2009 al 2014 ha diretto il settore commerciale di Timbrabile e Intelig Brasile. Dal 2016 in Angola è stato per due anni direttore commerciale di Movicel. Rientrato in Italia, dal 1° ottobre scorso è direttore generale della Wilocs, primaria azienda italiana nella produzione di protesi ortodontiche. Dopo il terremoto del 2009 ha deciso d’investire all’Aquila, avviando il B&B Celestino V, mentre altre iniziative imprenditoriali ha in corso in Brasile, tra le quali una fabbrica di birra artigianale nel Maranhão.

Goffredo Palmerini, per quasi 30 anni amministratore al Comune dell’Aquila, dal 2007, lasciati gli impegni istituzionali, ha fortemente ampliato la sua attività in campo giornalistico, specie attraverso la stampa italiana all’estero. Attualmente è collaboratore di numerose testate estere – La Gazzetta (Brasile), America Oggi (Usa), La Voce (Canada), i-Italy (Usa), Voce d’Italia (Venezuela), Mare Nostrum (Spagna), L’altra Italia (Svizzera), La Voce alternativa (Gran Bretagna) – e in Italia delle agenzie internazionali Aise, Inform, Com.Unica, il Corriere Nazionale, Italiani nel mondo, Politicamente corretto.  Scrive inoltre su molte riviste e giornali on line, in Italia e all’estero. I suoi articoli sono pubblicati in Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Sud Africa, Uruguay, Venezuela. Numerosi i riconoscimenti per l’attività culturale, mentre per il giornalismo gli sono stati conferiti il XXXI Premio internazionale Emigrazione (2007), il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” e il Premio nazionale “Maria Grazia Cutuli” (2017), nel 2018 il Premio internazionale “Fontane di Roma”. Ha pubblicato diversi libri ed è imminente l’uscita del volume “Grand Tour a volo d’Aquila” per le Edizioni One Group. Intensa la sua attività di relazione con le comunità italiane all’estero, che incontra nei suoi frequenti viaggi, infaticabile ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo.

 

COLUMBUS DAY A DETROIT, L’ORGOGLIO DELLA COMUNITA’ ITALIANA IN MICHIGAN di Goffredo Palmerini

 

 

COLUMBUS DAY A DETROIT, L’ORGOGLIO DELLA COMUNITA’ ITALIANA IN MICHIGAN

Insigniti “Personaggi dell’Anno” Enzo Paglia, Sandra Tornberg, Angelo Grillo e Elio Ripari 

 

di Goffredo Palmerini

 

DETROIT – Si sono concluse domenica 7 ottobre con un Gala Banquet presso l’Italian American Cultural Society (IACS) a Clinton Township, una delle citta’ residenziali dell’area metropolitana di Detroit, le manifestazioni del Columbus Day 2018 programmate dal Committee Celebration presieduto da Tony Vivona. Gremitissima di ospiti, oltre cinquecento, l’ampia Sala Meeting della magnificente struttura dove hanno sede tutte le Federazioni regionali, punto d’incontro della comunita’ italiana per iniziative sociali e culturali. Presenti Autorita’ civili e religiose, ha portato il suo saluto il Console d’Italia a Detroit, Maria Manca, da un anno e mezzo alla guida del Consolato, molto apprezzata ed amata dalla nostra comunita’ per il suo impegno sempre attento ed operoso. Nata ad Ozieri, in provincia di Sassari, studi e laurea in Relazioni internazionali presso l’Universita’ per Stranieri di Perugia, la Console ha ringraziato il Comitato per l’impegnativo programma delle celebrazioni del Columbus Day – espressione dell’orgoglio per il contributo reso agli States dagli italiani del Michigan -, alle quali ella con sensibilita’ ha partecipato agli eventi piu’ significativi.

Nel suo intervento la dr. Manca ha ringraziato Ramo Salerno, l’imprenditore che venti anni fa promosse e organizzo’ il primo Columbus Day a Detroit, continuando negli anni successivi a farlo crescere fino all’attuale dimensione. Ha voluto inoltre sottolineare, con un gesto di vera cortesia, l’apprezzamento per la presenza di chi scrive, venuto dall’Aquila a Detroit in visita alla comunita’ abruzzese in occasione del Columbus Day.  Aperta con gli inni nazionali americano e italiano, eseguiti dal Coro dell’IACS, dopo i saluti la serata ha avuto il suo apice emozionale con la consegna delle onorificenze alle Personaggi dell’Anno. Sono stati insigniti Enzo Paglia, Sandra Tornberg e Angelo Grillo con la consegna dell’artistica Caravella in ferro battuto, e con un trofeo Elio Ripari, quest’anno Grand Marshall della Parata, purtroppo cancellata sabato scorso a causa della pioggia.

Enzo Paglia, onorato come Uomo dell’Anno (Man of the Year), e’ nato ad Opi, in provincia dell’Aquila. Nel 1958, all’eta’ di 5 anni, con la sua famiglia emigro’ negli Stati Uniti. A Detroit ha fatto gli studi, laureandosi in Economia presso la Central Michigan University, dove ha seguito anche un master in Management  delle Risorse Umane. Ha lavorato 36 anni nella gestione del Personale della Chrysler, ora FCA dopo l’acquisto da parte di Fiat. Uomo di punta nella comunità italiana, attualmente vice Presidente dell’IACS, membro del direttivo del Comites ed esponente di numerose istituzioni sociali e culturali, dal 2010 e’ presidente della Federazione Abruzzese del Michigan (FADM), componente del CRAM e percio’ nominato Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. Eccellente operatore culturale  nella promozione della lingua e della cultura italiana e di eventi di rilievo, musicali teatrali letterari e cinematografici, Enzo Paglia coltiva una grande passione per la settima arte, per la quale ogni anno promuove Rassegne del Cinema italiano quale membro dell’Italian Film Festival USA-Detroit.

Sandra Di Natale Tornberg, onorata quale Donna dell’Anno (Woman of the Year), e’ nata e vissuta a Detroit, ma d’origine abruzzese con genitori emigrati da Aielli (L’Aquila). Una laurea in Lingue e un master in Scienze della Formazione presso la Michigan University, ha lavorato per oltre trent’anni alla General Motors nel settore commerciale. Tenace e volitiva, impegnata nell’associazionismo e nella diffusione della lingua e della cultura italiana, per 8 anni nel Consiglio di Amministrazione di IACS con funzioni di tesoriere, è stata la prima donna in 60 anni di storia ad assurgere alla presidenza dell’Italian American Cultural Society, guidando l’ente per 2 anni con eccellenti risultati gestionali e con un forte impulso ai corsi di lingua italiana. Da sempre esponente di punta nella Federazione Abruzzese del Michigan, si occupa di formazione e cultura. Recentemente e’ stata eletta alla presidenza dell’American Italian Professional and Business Women’s Club (AMIT).

 

Angelo Grillo, onorato quale Umanitario dell’Anno (Humanitarian of the Year), origini siciliane di Terrasini (Palermo), e’ un imprenditore impegnato da oltre 50 anni nell’industria delle costruzioni, con societa’ specializzata nelle strutture in ferro e acciaio. Le sue imprese hanno rilevante reputazione nel settore. L’attivita’ imprenditoriale si e’ poi espansa anche nel campo della ricettivita’ e nell’assistenza agli anziani. Impegnato nell’associazionismo, ha promosso il gemellaggio tra la citta’ di Warren, dove vive, con Terrasini. Attento alle questioni sociali, e’ un generoso nella solidarieta’. Elio Ripari, onorato come Grand Marshall, e’ emigrato nel 1949 negli States da Fontecchio (L’Aquila). A Detroit si e’ fortemente impegnato in seno alla comunita’ italiana e nella Federazione Abruzzese, dove da molti anni e’ membro del consiglio direttivo. Stimato per la sua bonomia e disponibilita’, con la passione per la fotografia, e’ un insostituibile “storico” della comunita’ italiana attraverso le immagini e fotoreporter del periodico The Italian American.

Tornando agli eventi celebrativi, in mattinata, nella storica Chiesa della Sacra Famiglia, costruita dagli italiani nel downtown di Detroit, e’ stata celebrata dal parroco Padre Pino la Messa per il Columbus Day, presente il Console Maria Manca, il Comitato delle Celebrazioni al completo e una forte presenza della nostra comunita’. Dopo la celebrazione eucaristica una delegazione del Comitato si e’ recata presso il monumento a Cristoforo Colombo, che nel centro della citta’ affaccia in prossimita’ al Detroit River, guardando Windsor e il Canada sull’altra sponda del fiume. E’ stata deposta una corona di fiori ai piedi del monumento, rilevandosi tuttavia come le lastre in pietra bianca del basamento siano state danneggiate su tre lati. Forse un incidente automobilistico – il monumento si trova sull’aiuola che separa le due carreggiate di Randolph Street – o piu’ probabile un gesto incivile alimentato dal clima di protesta verso la Giornata dedicata a Colombo, tanto che l’anno scorso il Consiglio comunale della citta’ di Detroit ne ha abrogato la celebrazione, come purtroppo accaduto anche in altre citta’ degli Stati Uniti. Un’abborracciata e presunta revisione storica, che nulla ha di fondato con la Storia, vorrebbe Cristoforo Colombo non scopritore del nuovo mondo ma spietato “genocida” dei Nativi. Ancora piu’ motivata, dunque, la passione della comunita’ italiana nel celebrarne la Giornata come una manifestazione dell’orgoglio degli italo-americani per quanto hanno dato al grande Paese che li ha accolti, diventando la loro seconda Patria.

Un orgoglio ed una determinazione ben presenti a Lensing, capitale del Michigan, bella citta’ a 150 km. circa da Detroit, dove il 3 ottobre mattina, nella sede del Parlamento dello Stato, si e’ svolta la Celebration Ceremony che ha aperto le manifestazioni del Columbus Day. Nel Michigan State Capitol, al magnifico atrio del primo piano contornato dalle antiche bandiere di guerra dei Reggimenti del Michigan custodite nelle vetrine, si e’ e’ tenuta la cerimonia d’apertura delle celebrazioni colombiane, aperte dall’intervento di Ramo Salerno e di altri esponenti. Sono state quindi consegnate le onorificenze conferite dallo Stato del Michigan ad Enzo Paglia, Sandra Tornberg, Angelo Grillo, Elio Ripari, quindi una pergamena alla Console d’Italia, Maria Manca, ed omaggi ad altri rappresentanti della comunita’ italiana. Nel primo pomeriggio, alla ripresa dei lavori, il Parlamento ha dedicato mezz’ora d’attenzione al Columbus Day con la lettura della Proclamazione della Giornata dedicata a Colombo, il suo significato per la comunita’ italiana e per la storia degli Stati Uniti. Importante segnale di rispetto e considerazione verso il Columbus Day attestato dalla piu’ alta istituzione dello Stato del Michigan, qual e’ il Parlamento. Una bella giornata quella passata a Lansing, dove la rappresentanza italiana partita alle 8 dall’IACS si e’ recata con due autobus, rientrando a Clinton Twp alle 4 del pomeriggio, potendo ammirare in una magnifica giornata di sole i cangianti e  stupendi colori dei boschi del Michigan.

Legittima, dunque, la soddisfazione del Comitato per le Celebrazioni del Columbus Day per l’esito delle manifestazioni, come con giusta enfasi ha sottolineato nel suo intervento al Gala conclusivo il presidente Tony Vivona, nato a Detroit ma d’origini siciliane (Alcamo). Chi scrive ha voluto quest’anno vivere appunto con la comunita’ italiana di Detroit il Columbus Day 2018, tralasciando per una volta la consuetudine di partecipare alle manifestazioni colombiane di New York e alla celebre Parata sulla Quinta Avenue. Non casualmente, pero’, anche per rendere onore alla Federazione Abruzzese del Michigan, della quale per molti anni chi scrive e’ stato membro onorario nel Board of Directors, collaborando con i presidenti della Federazione che si sono succeduti dalla sua fondazione nel 1999 (Natalino Bucciarelli, Rinaldo Rotellini, Gino Di Carlo, Anthony Fioritto ed Enzo Paglia). Meglio ancora e’ motivata la visita nel 2018, quando vede insigniti come Personaggi dell’Anno proprio tre abruzzesi di valore: circostanza davvero straordinaria che piu’ d’ogni altra considerazione esprime quale sia il ruolo e il prestigio conquistati in Michigan dalla comunita’ proveniente dall’Abruzzo, in un’area nevralgica per l’economia americana.

 

Tale e’ quella di Detroit, definita The Motor City, dove hanno sede le piu’ importanti Corporations dell’industria automobilistica americana e mondiale – Ford, General Motors, Chrysler, Chevrolet, Cadillac, Lincoln, Dodge, ed altre ancora – e dove da alcuni anni e’ arrivata la Fiat con l’acquisto di Chrysler, avviando con FCA (Fiat Chrysler Automobiles) il grande progetto di rinascita grazie all’opera di Sergio Marchionne, recentemente scomparso, manager di eccezionale valore, figlio di abruzzesi emigrati in Canada, che ha impresso la svolta alle due aziende automobilistiche, Fiat e Chrysler, portando FCA a diventare l’ottavo gruppo al mondo nel settore dell’automotive. Le performance dell’industria automobilistica, anche con l’impronta italiana, stanno fortemente incidendo nella ripresa dell’economia americana. La stessa rinascita nelle architetture e nella vita economica e culturale della citta’ di Detroit,  che negli ultimi decenni era molto decaduta per l’abbandono e il degrado delle sue periferie, sta pure in parte a dimostrare quale sia stato e attualmente sia il contributo di laboriosita’ e talento messo in campo dalla presenza italiana in quest’area significativa degli Stati Uniti d’America.

 

 

Foto

1a – Enzo Paglia, Sandra Tornberg, il Console d’Italia Maria Manca, Goffredo Palmerini.

1- Sandra Tornberg con la Caravella, accanto Tony Vivona e Elio Ripari.

2-Enzo Paglia con la Caravella, accanto Tony Vivona.

3-Elio Ripari, Grand Marshall, ringrazia per il riconoscimento.

4-Angelo Grillo, nel suo intervento di ringraziamento.

5-Sandra Tornberg, Donna dell’Anno.

6- Detroit: Enzo Paglia, Sandra Tornberg, Elio Ripari davanti il Monumento a Cristoforo Colombo.

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8-Enzo Paglia con il vessillo del Columbus Day

9-Ramo Salerno, Tony Vivona, Enzo Paglia, Sandra Tornberg, Elio Ripari.

10-Detroit, Renaissance Center.

11-Lansing, davanti al Michigan State Capitol.

12-La consegna dei riconoscimenti, in Parlamento del Michigan.

13-l’Aula del Parlamento del Michigan.

14-Il fiume Detroit e Windsor la sponda canadese, visti dalla finestra del Console d’Italia.

15-La partenza per Lansing dalla sede dell’IACS a Clinton Twp.

 

Nel segno di un giornalismo sociale al servizio dell’Altro – TIZIANA GRASSI

Annotazioni sul Grand Tour a volo d’Aquila, il nuovo libro di Goffredo Palmerini

ROMA – Sulle convergenze ideali che nella stima profonda da moltissimi anni mi legano in un sodalizio culturale e professionale all’amico fraterno e collega stimatissimo Goffredo Palmerini, un’annotazione. Quando mi ha chiesto di curare la prefazione al volume Grand Tour a volo d’Aquila, questa sua nuova creatura, ho accettato subito con slancio e l’ho ringraziato per questo privilegio, ma non nascondo che ho avuto anche un sobbalzo di emozione. E molto mi sono interrogata sulle motivazioni della sua scelta nell’affidarmi un ruolo così prestigioso, tanto più se accompagnata, in apertura di questo volume, da una personalità come Hafez Haidar, pluricandidato al Nobel per la Pace e la Letteratura.

Riflettendo a lungo, mentre leggevo con l’ammirazione di sempre le bozze di questa antologia nel continuum con quelle precedenti, e ne penetravo i significati, i singoli contributi, le prospettive, le pregnanti immagini, emergeva una risposta che costantemente mi riconduceva a un punto, a quel modo che ci accomuna di aderire nel profondo alle questioni dell’Uomo, e dell’uomo migrante in particolare. Un’adesione profonda nata dall’incontro con Goffredo durante i miei dieci anni di lavoro come autrice di programmi di servizio per gli italiani all’estero a Rai International, nello storico “Sportello Italia”. Una tv di servizio pubblico di indiscusso valore.

Un programma di servizio – dimensione di un giornalismo sociale, al servizio dell’Altro, che mi avvicina a Goffredo – di irripetibile portata perché esperienza umana, prima ancora che professionale, davvero fuori dall’ordinario. “Sportello Italia” mi ha spalancato mondi sul patrimonio sconfinato di tutte le storie di vita che hanno scritto la Storia del nostro Paese: milioni di emigranti che con il loro essenziale contributo, oggi riflesso attraverso i discendenti, hanno assicurato lo sviluppo della Madre Patria e dei Paesi di arrivo. È a partire da questa trasmissione che ho sviluppato la necessaria sensibilità e la passione civile per il successivo interesse all’approfondimento e alla ricerca nel vissuto migratorio di tutti quei milioni di donne e uomini che, ieri come oggi, conoscono lo strappo della migrazione.

Conosco Goffredo Palmerini dal 2006, quando intervenne come ospite nel programma per rendere note le iniziative che la Regione Abruzzo, attraverso il Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo – di cui era un componente – aveva intrapreso a favore dei propri corregionali all’estero. Colsi subito il forte carattere morale che era capace di imprimere a questi temi, quel senso di responsabilità così particolare nel farsi ponte tra le ‘due Italie’. E questo era perfettamente in sintonia con la mission di un programma Rai che ponte era in ogni sua espressione di informazione per tutti gli italiani nel mondo. Un programma che è stato per me humus per realizzare poi il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo di cui Goffredo è uno dei più prolifici autori oltre che membro del Comitato scientifico.

Abruzzesi e abruzzesità, significato profondo dell’appartenenza e delle radici, associazionismo, rimesse, oriundi, stage universitari e gemellaggi, accordi e convenzioni bilaterali, rapporti con la stampa estera, criticità della rete diplomatico-consolare, Musei e Feste dell’Emigrazione, viaggi della memoria e del ritorno: con quella sua pacata modalità, Goffredo affrontava questioni nodali di un senso di comunità e di un’italianità tutta da coltivare, valorizzare e amare. Lo ascoltava partecipe Francesca Alderisi, per molti anni al timone del programma come autrice e conduttrice, e dal marzo di quest’anno impegnata come Senatrice della Repubblica Italiana; una vita dedicata con il cuore agli italiani all’estero, a dar loro ascolto, voce e rappresentanza. E sempre lei determinata promotrice e madrina del Giardino Italiani nel Mondo, inaugurato a Roma nel 2013, la prima targa toponomastica d’Italia dedicata ai nostri connazionali all’estero.

Andando avanti nel tempo, ho ritrovato l’amico Goffredo col quale condividere attività performanti nel segno di un giornalismo sociale al servizio dell’Altro. A questo proposito non posso non ricordare il suo generoso sostegno nella condivisione con me della massima diffusione nel mondo delle molteplici attività di assistenza socio-sanitaria dell’INMP (Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà) a tutte le persone in difficoltà, italiane e immigrate, che cercano una vita migliore nel nostro Paese. Voglio qui ricordare il ‘viaggio spirituale’ della Croce di Lampedusa, realizzata con i resti dei barconi dei migranti morti nel Mediterraneo e benedetta da Papa Francesco. Una croce che proposi arrivasse da Roma fino a L’Aquila, da Goffredo, che la prese in custodia nelle tappe di Paganica, Pettino, Pizzoli e Vasto. Ancora oggi mi emoziona ricordare quella ‘strada’ che dal Lazio correva lungo le curve verso l’Abruzzo quale segno vivo del viaggio di tanti migranti alla ricerca di un futuro di speranza. Quella croce era ed è, nel suo viaggio che continua, testimonianza umana e spirituale di armonia tra fedi e culture diverse, di accoglienza e solidarietà compartecipativa.

Lampedusa vuol dire ormai “porta”: porta del dolore, porta della speranza. Porta che accoglie. Lampedusa ci convoca tutti. E rimanda le nostre coscienze a quelle tre Madri che, ieri come oggi, ogni persona migrante ha lasciato: la propria Madre naturale, la Madre terra, la Madre lingua. Di fronte a queste luttuose perdite, dovremmo lasciare spazio solo al silenzio. E invece, nella ribalda mollezza di princìpi che il nostro tempo registra, abbiamo ridotto il delicatissimo tema dell’accoglienza a questioni di controllo, facendo prevalere logiche securitarie e di ‘contenimento’ sull’onda strumentale delle paure. Ci siamo ritrovati – e mi si perdoni, qui, il plurale – sguarniti di valori fondativi ed eticamente condivisi.

Nella nuova storia sociale tutta da ricostruire, la domanda centrale è capire se l’Altro è per noi entità astratta e lontana o nucleo umano significante. Goffredo Palmerini, con la vigile consapevolezza che ritroviamo tra le pieghe di questo volume, ci consegna la risposta, unica e inequivocabile: i fatti sociali cui ognuno di noi può dare vita, ogni giorno, nel silenzio dei gesti più ordinari, sono ‘luoghi’ importanti di rigenerazione e ricchezza umana. Ecco perché tutti noi gli dobbiamo gratitudine profonda. Per il suo essere, in questo nostro tempo spaesato e spaesante, legame, punto di riferimento e aiuto al giusto porsi e giusto agire.

Tiziana Grassi

*studiosa di migrazioni, scrittrice.

Goffredo Palmerini ambasciatore d’Abruzzo nel mondo in mission a Detroit

l noto giornalista e scrittore autore de ‘Le radici e le ali’, ‘L’Italia nel cuore’ ed altri libri di successo è da sempre impegnato nella promozione dell’Italia nel mondo

di Annalisa Crupi

L’AQUILA, 23 settembre 2018 – Dal 26 settembre al 18 ottobre 2018 un intenso programma d’incontri con le comunità italiane in Michigan attende Goffredo Palmerini, infaticabile ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. Nell’area metropolitana di Detroit è molto significativa anche la presenza degli abruzzesi, organizzati in diversi Club e nella Federazione Abruzzese del Michigan (FADM) assai feconda di iniziative sociali e culturali. Palmeriniper alcuni anni membro onorario del Board of Directors della FADM, ha collaborato con tutti i presidenti della Federazione che si sono succeduti (Natalino BucciarelliRinaldo RotelliniGino Di CarloAnthony FiorittoEnzo Paglia) e con tutti gli esponenti della medesima alternatisi in seno al Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM), quali Marco D’AristotileGino Di Carlo e l’attuale componente in carica Enzo Paglia, che peraltro da diversi anni è alla guida della FADM.

 

Dopo l’ultima missione, realizzata nel 2010 in occasione d’una fortunata tournée negli States del Gruppo musicale aquilano Deltensemble, Palmerini torna a Detroit in visita alla comunità italiana, e abruzzese in particolare. Molto atteso il suo arrivo, non appena la notizia è giunta al Presidente della Federazione Enzo Paglia. Palmerini sarà infatti ospite delle manifestazioni del Columbus Day, approntate da un Comitato rappresentativo delle diverse espressioni sociali e culturali della Comunità italiana in Michigan per celebrare nel nome di Cristoforo Colombo l’orgoglio italiano per il contributo reso agli States dai nostri emigrati. Palmerini parteciperà alla Parata del Columbus Day, in programma sabato 6 ottobre a Clinton Township, città residenziale dove sorge l’ampia e bella struttura dell’Italian American Cultural Society (IACS), ente di promozione della cultura italiana e di importanti iniziative solidali della nostra comunità nell’area di Detroit. Ma parteciperà pure alle programmate altre iniziative del Columbus Day, il 30 settembre, il 3 e il 7 ottobre.  Successivamente avrà altri impegni, tra i quali una visita alla Wayne State University, che ogni anno tiene una Summer School a Gagliano Aterno in collaborazione con l’Università dell’Aquila, la visita di saluto al Console d’Italia a Detroit, Maria Manca, e un ulteriore incontro con la FADM, dove terrà una conversazione su temi sociali e culturali che riguardano L’Aquila – e la ricostruzione dopo il sisma del 2009 – e l’Abruzzo. Occasione, quest’ultima, anche per un’anteprima del suo nuovo libro Grand Tour, a volo d’Aquila”, l’ottavo, d’imminente pubblicazione per le Edizioni One Group.

 

Un importante evento, inoltre, caratterizzerà quest’anno le Celebrazioni del Columbus Day, di forte significato e di legittimo orgoglio per la comunità abruzzese nello Stato del Michigan: saranno infatti conferiti, per il 2018, ad Enzo Paglia e Sandra Di Natale Tornberg i riconoscimenti di Uomo dell’Anno (Man of the Year) e Donna dell’Anno (Woman of the Year), due insigni abruzzesi. L’onorificenza sottolinea infatti il ruolo rilevante e il prestigio che i due nostri corregionali hanno in seno alla comunità italiana. Enzo Paglia, laurea presso la Central Michigan University, ha lavorato 36 anni nel settore commerciale di Crysler, ora FCAdopo l’acquisto da parte di FIAT. Uomo di punta nella comunità italiana, attualmente vice Presidente dell’IACS, Enzo Paglia è un eccellente operatore culturale in eventi di rilievo, musicali teatrali letterari e cinematografici – grande la sua passione per la settima arte, per la quale ogni anno promuove Rassegne del Cinema italiano.  Sandra Di Natale Tornberg, nata a Detroit ma di origini marsicane, una laurea in Lingue e un master in Scienze della Formazione presso la Michigan University, ha lavorato per oltre trent’anni alla General Motors nel settore commerciale. Impegnata nell’associazionismo e nella promozione della lingua e della cultura italiana, è stata la prima donna ad assurgere alla presidenza dell’Italian American Cultural Society, guidando l’ente per 2 anni con eccellenti risultati. Nel Consiglio di Amministrazione di IACS per otto anni, è da sempre un’esponente di punta nella Federazione Abruzzese, occupandosi di formazione e cultura.

 

Infine, qualche annotazione su Detroit, chiamata the Motor City, la città dove nonostante la crisi degli anni recenti, l’industria automobilistica la fa da padrone con le più grandi marche. Proprio per questa rilevante presenza industriale, Detroit e l’hinterland sono stati luoghi dove nel secolo scorso l’emigrazione italiana ha puntato molto ed è stata notevole, negli anni del possente sviluppo dell’automotive. Numerosa la presenza anche di emigrati abruzzesi, particolarmente consistente specie nella provenienza peligna e subequana (PacentroSulmona e Pratola, in primis).  A Detroit, arrivata negli anni d’oro a quasi a 2 milioni di abitanti, avevano i loro stabilimenti e le sedi direzionali le più importanti marche d’auto – Ford, General Motors, Crysler, Chevrolet, Cadillac, Lincoln, Dodge, ed altre ancora –. Forte, dunque, fu la richiesta di manodopera dall’estero e dal sud degli States. Entrato in crisi il comparto industriale dell’auto, con la globalizzazione dei mercati e le delocalizzazioni e per la forte competizione dall’estremo Oriente, specialmente da Giappone e Sud Corea, Detroit ha visto più che dimezzare la sua popolazione (ora 700mila abitanti e 4milioni circa nell’area metropolitana), con buona parte della città periferica deserta e in degrado, per l’abbandono degli abitanti. Peraltro anche una grave crisi economica ha colpito negli anni scorsi il Comune di Detroit, andato in default. Ora, però, la città sta pian piano rinascendo, anche nelle iniziative culturali e artistiche, specie nel campo della produzione musicale, e il downtown offre una varietà di belle architetture. Una buona mano alla rinascita la sta dando anche la nuova stagione di FCA (Fiat Crysler Automobiles), avviata grazie all’opera di Sergio Marchionne, manager di grande valore, di origine abruzzese, recentemente scomparso.

Roma. Tante le Personalità insignite del Premio internazionale “Fontane di Roma” 2018. Premiato il collega abruzzese Goffredo Palmerini

Per il Giornalismo tra i premiati anche Goffredo Palmerini, firma della stampa italiana all’estero

Goffredo Palmerini, Foto archivio

ROMA – C’è anche Goffredo Palmerini, giornalista della stampa italiana all’estero, tra gli insigniti del 36° Premio internazionale “Fontane di Roma” . La cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento si terrà a Roma giovedì 19 luglio 2018, alle ore 18, presso la Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, in Lungotevere in Sassia. Per la sezione Giornalismo saranno premiati Anna Maria Esposito, Inviata di Rai News 24, Ezio Falini, per la comunicazione umanitaria, Orazio La Rocca, vaticanista del settimanale Panorama, e Goffredo Palmerini, collaborazioni con la stampa italiana nel mondo.
Anna Maria Esposito, nata a Roma, in Rai dal 1989, dal 1999 è Inviata per Rai News 24. E’ uno dei volti più noti della rete nazionale nelle corrispondenze dall’estero. Ezio Falini, esperto di comunicazione istituzionale e politica, ha curato uffici stampa e relazioni istituzionali. Rivolge particolare attenzione alle tematiche umanitarie e della solidarietà. Orazio La Rocca è vaticanista del settimanale Panorama. Per oltre 30 anni ha seguito l’informazione vaticana e religiosa per il quotidiano La Repubblica, collaborando anche con il settimanale L’Espresso, dopo aver scritto per il Messaggero, l’Osservatore Romano e Radio Vaticana. Ha pubblicato diversi libri per importanti editori e recentemente L’anno dei tre Papi (Edizioni San Paolo, 2018).
Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila, giornalista e scrittore, studioso dell’Emigrazione italiana, è in Redazione presso diverse testate all’estero (Usa, Canada, Venezuela, Brasile, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera), collabora con agenzie internazionali e con la stampa italiana nel mondo. Ha pubblicato 7 libri, ricevendo per l’ultimo “L’Italia nel cuore” (One Group Edizioni, 2017) anche un Premio della Critica. Diversi riconoscimenti gli sono stati assegnati per meriti culturali, mentre per il Giornalismo gli sono stati conferiti il XXXI Premio internazionale Emigrazione, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” e il Premio Nazionale “M. Grazia Cutuli”.
Il Premio internazionale “Fontane di Roma” – che in questa edizione tributa il riconoscimento anche a due nuovi porporati creati da papa Francesco il 28 giugno scorso, il Cardinale Giuseppe Petrocchi , arcivescovo dell’Aquila, e il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, oltre che al Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – è considerato tra i più importanti riconoscimenti per la Cultura, l’Arte e la Romanità. Da 36 anni viene conferito, come testimonia l’Albo d’Oro, a Personalità di livello internazionale nel campo della Cultura, dell’Arte, del Giornalismo, dello Spettacolo, della Sanità, della Moda, dello Sport e del Lavoro.
Ospiti d’onore della 36^ edizione del Premio saranno il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto Emerito Congregazione Pontificia Cause dei Santi, e il Prof. Gianni Iacovelli, Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Il Premio è organizzato dall’Accademia Internazionale “La Sponda” – di cui presidente è Benito Corradini – col Patrocinio di istituzioni ed enti pubblici e con la collaborazione dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.
La Giuria, presieduta da Padre Gianfranco Grieco, giornalista e scrittore, ha selezionato per le varie Sezioni del Premio le Personalità e i Personaggi da premiare con Trofei, Opere d’arte, Serigrafie che riproducono lo storico Ospedale Santo Spirito in Sassia, edificato nel 727 e dunque il più antico ospedale al mondo.
Nel corso della Serata di Gala, insieme alla cerimonia di premiazione, è previsto lo spettacolo “Romanità’” – con Giorgio Onorato, Claudio Monteleoni e Fabrizio Masci – la proiezione del video sulla storia del Premio e la presentazione del volume “L’Aquila torna a sorridere” di Lucio Trojano, quale omaggio ai centri colpiti dal terremoto.
Nell’ambito delle manifestazioni del Premio è stata anche organizzata la Mostra “Arte a Roma”, a cura da Gaetano Michetti, con Artisti romani, del Centro Italia e stranieri. Un Vin d’honneur concluderà le manifestazioni della 36^ edizione.
Gli insigniti per la sezione Cultura sono: il cardinale Gualtieri Bassetti, presidente CEI; il cardinale Angelo De Donatis, vicario di Roma; il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo di L’Aquila; Mohamed Cherif Diallo, ambasciatore della Guinea; Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani; Umberto Vattani, ambasciatore; Luigi Maria Vignali , ministro plenipotenziario, presidente del Circolo Ministero degli Esteri; Marina Mattei, direttrice Musei Capitolini; Claudio Parisi Presicce, sovrintendente archeologo Roma; Alfonsina Russo, sovrintendente Parco del Colosseo.
Per la sezione Sanità: Alpha Strumenti, azienda di ricerca scientifica; Mauro Berta, direttore scientifico Azienda Dermocosmetica Funziona; Patrizia Forgione, esperta di patologie dermatologiche presso l’ospedale S.Maria di Loreto, Napoli; Giuseppe Quintavalle, direttore generale ASL Roma 4 – Civitavecchia; Angelo Tanese, direttore generale ASL Roma 1; Pier Paolo Visentin, consigliere ASAS, specialista anestesia e rianimazione.
Per il Lavoro: Bcc Roma, Bper; Claudio Capezzuoli, presidente CNA Wolrd; Marco Misichia, presidente CNA Turismo.
Per la Solidarietà : Ferdinando di Orio, presidente associazione Veronica Gaia onlus (Ricerca e Lotta alla depressione giovanile); Davide Riccardi, presidente Associazione Animosa, Forlì (Solidarietà per bambini della Colombia); Laura Santarelli, presidente FIAS – Federazione Italiana Associazioni Sordi; padre Vittorio Trani, cappellano Carcere Regina Coeli, Fondatore Casa del Papà.
Per il Giornalismo : Anna Maria Esposito, giornalista, inviata RAI News 24; Ezio Falini, giornalista di promozione umanitaria; Orazio La Rocca, giornalista, vaticanista di Panorama; Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore.
Per lo Spettacolo : Giorgio Onorato, cantante; Enrico Brignano, attore; Edoardo Vianello, cantante; Viviana Toniolo, direttore artistico Teatro Vittoria.
Per lo Sport : generale di brigata Raffaele Romano, comandante del Gruppo Polisportivo Fiamme Gialle.
Per l’Arte : Mimmo Emanuele, Cesare Esposito, Roberto Gabrieli, Gale, Donato Gentile, Gianpistone, Orlando Gonnella, Riccarda; Antonio Zenadocchio.
Premi Speciali : Roberto Ciavarro, poeta e consigliere del centro romanesco “Trilussa”; Giovanni Valerio Ruberto, presidente Universum Academy Switzerland; Gianni Crea “Clarigero”, responsabile di 2797 Chiavi del Vaticano.

poster Premio Fontane di Roma

 

È giunta l’ora di Startupweekend L’Aquila

È giunta l’ora di
Startupweekend L’Aquila

L’AQUILA. Dal 25 al 27 maggio 2018, presso l’Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Scienze Umane (Viale Nizza), si terrà lo Startupweekend, evento firmato da Techstars e Google, portato in ateneo grazie alla collaborazione tra l’associazione studentesca Logos, Gioel Holding e Digital Borgo.

L’evento, tutto concentrato nel weekend, si prefigura di far emergere le idee imprenditoriali degli studenti e di farle diventare concrete realtà.

Lo speaker dell’evento incaricato da Techstars sarà Simone Demelas.

I ragazzi saranno aiutati da mentor e coach di provata esperienza: Fausto Preste startupper, Davide Ardovino ingegnere, Tullio Gabriele imprenditore, Fabrizio Fiore Donati imprenditore, Cesidio Borrelli imprenditore, Guido Cantalini imprenditore, Florindo Di Giulio imprenditore, Daniele Marini grafico, Alessia Di Gianfrancesco organizzatrice di eventi culturali, Federico Battaglia consulente legale.

Si parte venerdì 25 maggio con la presentazione dei progetti e la selezione delle idee più interessanti. Si prosegue sabato e domenica mattina, con lo sviluppo delle idee scelte, e si conclude domenica pomeriggio, quando i vari team presenteranno i progetti ad una giuria composta dal professor Luciano Fratocchi (Università degli Studi dell’Aquila), dal professor Fabio Graziosi (Università degli Studi dell’Aquila), dal dottor Ettore Tramontelli (Dottore Commercialista), dal dottor Francesco Marconi (Andersen Tax & Legal), dal dottor Francesco Iannamorelli (Deloitte), dallo scrittore Goffredo Palmerini, dal professor Francesco Lenoci (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano).

“Sono orgoglioso di poter aiutare il gruppo di studenti della nostra Università, desiderosi di organizzare un evento di rilievo, contribuendo a portare per la prima volta a L’Aquila Techstars con l’evento Startupweekend. Poterlo fare nell’Università della nostra città, lavorando per trasferire lo spirito e l’approccio metodologico della comunità Techstars, penso possa essere utile alla loro crescita futura. Oltre a questo, credo che tali eventi servano a promuovere tra i giovani l’imprenditorialità e l’innovazione, qualità indispensabili per il nostro tempo e particolarmente preziose per il nostro territorio” afferma Alido Venturi, fondatore di Gioel Holding.

Altrettanto entusiasta è Leonardo Scimia, presidente Logos e motore insieme ai ragazzi del suo team dell’evento, che spiega: “Tra gli obiettivi della nostra associazione c’è quello di creare ponti tra il mondo del lavoro e il mondo accademico, noto handicap del nostro paese. Con Startupweekend riteniamo di farlo nel migliore dei modi. Saranno tre giorni in cui la nostra città sarà il centro della comunità Techstars”.

L’evento è patrocinato dall’Università degli Studi dell’Aquila ed è gratuito grazie al contributo dell’Università e degli sponsor.