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MOSTRA MAR GIALLO di Stefano Ianni

COMUNICATO STAMPA

 

MOSTRA

 

MAR GIALLO

di Stefano Ianni

 

Nuova Galleria Russo ISTANBUL

DAL 27 APRILE AL 27 MAGGIO 2017

Appuntamento importante per l’artista aquilano Stefano Ianni che inaugura ad Istanbul, presso la Galleria Russo, la personale Mar Giallo. Situata nel cuore della città turca la galleria esporrà, in collaborazione con l’associazione Culturale NeoArt gallery di Ferdan Yusufi e Giorgio Bertozzi, dal 27 aprile al 27 maggio prossimi l’ultima ricerca del pittore ispirata al mare appunto inteso nelle sue  tante accezioni ma soprattutto come flusso continuo, il “fluctus” latino inteso come onda tutelata dal dio Nettuno poi il colore giallo simbolo di  vita e di gioia di vivere, di allegria e di immaginazione. Questi due concetti creano insieme opere intense e di grandissimo impatto realizzate usando tessuto in pile, gommapiuma, pellicole trasparente e compensato, come avviane nella più grande per dimensioni (200X360) di esse dal titolo, appunto, “Grande Mar Giallo” composta da ben 52 pannelli, in cui Ianni “immerge completamente l’osservatore in un’installazione verticale che contrasta con il bisogno rassicurante di un “mare orizzontale” e rafforza il senso di spaesamento dello spettatore”. Inizia così un vero e proprio viaggio di scoperta guidati da un’onda gialla che ti fa imbattere in indefinite creature marine che hanno il tratto denso e potente che semplifica e cancella i particolari e ne evidenzia la forza e la capacità di attrazione. Sono “Mostri Gentili” (da “un’opera  quasi completamente gialla intitolata  Mostri Gentili, che illustra la raccolta di poesie omonima di mia madre Anna Ventura, io ritrovo i germogli che mi hanno portato a questo nuovo lavoro insieme anche ad una serie di opere dove la materia è messa sottovuoto e dove su tutto, domina il giallo”) che guidano lo spettatore a non perdere la rotta dell’esperienza visiva e, al tempo stesso, sono elementi che ci riportano alla realtà, al nostro ambiente, che sia mare, terra o cielo. Sono queste creature  a prenderti per mano e a narrarti la storia di Mar Giallo, a raccontarti l’emozione di un luogo ancestrale fatto di mistero, dominato dalla bellezza e dalla purezza di una forza vitale e positiva.  “Tutti questi lavori recenti, legati al cambiamento radicale della mia vita dopo il terremoto che ha distrutto la mia città, tendenzialmente si offrono al pubblico – spiega  Stefano Ianni – Quando ho iniziato ad utilizzare pelliccia sintetica, quando non è messa sottovuoto, volevo che le mie opere fossero toccate, era un modo per far interagire il pubblico con il mio lavoro. Adesso l’elemento dirompente è il giallo. Questo tipo di giallo molto forte ed intenso, molto saturo e carico che suggerisce il massimo della positività. E’ un colore molto vicino alla spiritualità del bianco, allo stesso tempo ha una grande carica di energia fisica, residuo della luce solare. Insieme a questa forza vitale c’è il tema del mare che deriva  sia dalle dimensioni del lavoro, perché ho realizzato oltre cinquanta  pannelli, sia dagli elementi visivi che dialogano con il giallo. Anche questi sono resti delle mie ricerche precedenti sulla natura morta. Residui di una realtà che fanno parte della mia memoria e che possono riaffiorare in ogni momento a volte più definiti, a volte più essenziali o indistinti. Sono sempre però ritorni che diventano elementi narrativi”. Come per un maestro come Mark Rothko, che ha fatto del colore la sublimazione spirituale del suo fare artistico, anche per Stefano Ianni l’opera è un universo che esiste in funzione dell’osservatore, è pensata perché esso ne faccia parte e possa compiervi un’avventura, così l’ esperienza dell’artista è tesa a predisporre tale avventura. Lo spettatore – fruitore è chiamato ad essere in qualche misura comprimario, non della redazione dell’opera, ma di un comune progetto spirituale che coniuga la narrazione con la visione. E in Mar Giallo questo progetto ha il sapore del gioco, dell’allegria che discende dall’invito che ogni pannello o modulo fa allo spettatore chiamato a sperimentare con il tatto e finanche, se si potesse, a scomporre e ricomporre i tanti tasselli secondo la propria sensibilità, scombinando così i piani dell’artista.

La mostra è accompagnata da un catalogo con i testi  della giornalista e storica dell’arte Angela Ciano e di Marco Brandizzi, Direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

 

 

 

info:  Mar Giallo

Russo Art Gallery Istambul

Bogazkesen Cad 21/A, Tophane, 34425 Istanbul

dal 27 aprile al 27 maggio 2017

www.galleriarusso.it

 

 Stefano Ianni

Stefano Ianni

 

Nato a L’Aquila il 7 dicembre 1964.

Insegna Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila.

Nel 1984 si è diplomato presso l’Istituto d’Arte di L’Aquila e nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Dal 6 aprile 2009 (data del terremoto che ha distrutto lo studio e parte dell’ abitazione in Via Rosso Guelfaglione 60 a L’Aquila) vive a Montesivano (PE) dove ha anche un piccolo studio in Via Aldo Moro 22.

Il lavoro è caratterizzato da una linea di ricerca, ripartita per cicli, che si sviluppa dal 1983 ad oggi.

Il primo ciclo di opere intitolato: “Cavallinità e labirinti” riguarda il periodo che va dal 1983 al 1988. Di questo ciclo hanno scritto tra gli altri: Enrico Crispolti (1987/1988), Tommaso Paloscia (1989). Del ciclo “Moduli nel labirinto” (1989/1990) hanno scritto: Pietro Civitareale (1989), Francesco Desiderio (1990). Del ciclo “Segnali nel labirinto” (1990/1993) hanno scritto: Franca Calzavacca (1990), Leo Strozzieri (1990), Giuseppe Rosato (1990). Del ciclo “I Materiali del Sogno” (1993/2001) hanno scritto: Giandomenico Semeraro (1993), Maria Augusta Baitello (1996), Caterina Lelj (1998). Del ciclo “Perimetra” (2001/2008) hanno scritto: Gianluca Marziani (2002), Armando Ginesi (2007), Marcello Gallucci(2008). Del ciclo “Still lives and memories in fur” (2011/2012) ha scritto Carlo Fabrizio Carli (2012). Del ciclo “Fluctus” (2013/2014) ha scritto Alessandra Angelucci. Del ciclo “Mar Giallo” (2015/2017) Marco Brandizzi e Angela Ciano.

Dal 1984 ha ordinato numerose mostre personali in prestigiosi spazi pubblici e privati. E’ stato invitato a numerosissime manifestazioni nazionali, di cui si citano:

il ”Premio Michetti”1986/1988/1990/1991/2004, il “Premio Termoli”, ”Alternative Attuali 1987”, il “Premio Sulmona”, il Premio “Salvi”1990/ 1992/ 1999,  il ”Premio Avezzano”, il ”Castellarte ”, il “Premio Vasto” 1995/1996/1999, ”Arte 900” Montecatini, ”Itinerari 900” Bagnara Calabra, 3° Biennale Nazionale d’incisione Oderzo, Premio Arti Plastiche Monza, “Imago amoris” Giffoni (SA), “Link” Giffoni (SA), “Happy art” Giffoni (SA), Pescarart 2010/2012.

Nel 1992 è stato premiato a New York nell’ambito della manifestazione “Cristoforo Colombo Exhibit 1992” alla Pen and Brush Gallery. Sue opere sono state esposte all’estero: in Corea, Seoul – Università di Seoul, Dipartimento Arte, Olimpiadi 1988: “World Contemporary Art’s Exhibition”; in Bulgaria, Sofia – Museo Nazionale d’Arte: “XL Premio Michetti, Giovani Artisti Italiani e Bulgari”; in Brasile: “Artisti Italiani in Brasile”, alla Universidade Estudial de Campianas, alla Universidade Popular de Pelotas, al Museo d’Arte di Cuiaba; in Giappone, Kyoto – Museo Nazionale d’Arte: “Incontro con l’Arte Italiana”; in Danimarca, Copenaghen – Kongo Gallery: “Arte Italiana”; in Turchia – Gallery of Kadikoy Municipaly Istanbul – Foreign Education Partners 50th Celebration Anniversary Marmara University Fine Arts Istanbul.

 

 

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Mostra d’Arte contemporanea – Rosa senza spine Caserta

Leonilda Fappiano

Mostra d’Arte contemporanea

Rosa senza spine

 

Il Comune di Caserta, la Pro Loco di Caserta, VerbumlandiArt, MoviMenti e Ars Supra Partes propongono per il giorno dedicato alla donna una mostra d’Arte contemporanea dal titolo “Rosa senza spine”; l’evento gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Caserta, del Consolato onorario dell’Uzbekistan per la Campania e il Molise, dell’Associazione Genitori Italiani della Provincia di Caserta, della Fidapa “Calazia” di Maddaloni, dell’Unione Regioni Storiche Europee, di Albatros Magazine e di Liberalibri. La manifestazione si avvale di Annabella Ciardiello quale addetto stampa.

L’esposizione, organizzata ed allestita da Ottavia Patrizia Santo, sarà presentata dal critico d’Arte ing. Carlo Roberto Sciascia, Presidente della Pro Loco di Caserta, e si avvarrà quale addetto stampa di Annabella Ciardiello.

L’inaugurazione dell’evento è prevista per mercoledì 8 marzo, alle ore 17:00, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “A. Ruggiero” di Caserta, con ingresso da via R. Lodati n.9; interverranno alla cerimonia il Sindaco di Caserta avv. Carlo Marino, l’Assessore alla Cultura prof. Daniela Borrelli, la Responsabile della Biblioteca dott. Marialidia Raffone, il Console onorario dell’Uzbekistan avv. Vittorio Giorgi, la Presidente dell’A.Ge. di Caserta prof. Rosalia Pannitti, la Presidente della Fidapa “Calazia” di Maddaloni prof. Valentina Bellini Scala, il Direttore responsabile della rivista Albatros Edizioni prof. Lucia de Cristofaro. Modererà la giornalista Giovanna Paolino.

Durante la cerimonia vi sarà un intermezzo musicale con la partecipazione dei giovanissimi Emanuela Dessì al flauto e Giovina Elèna Cianciaruso alla chitarra; il programma propone la Sonata in do maggiore variazione I K545 e Habanera da Carmen di Bizet (duo), Tango en skai di Roland Dyens e Preludio n.1 di Villa Lobas (solo chitarra).

Espongono i seguenti artisti: Gianna Amendola, Gemma Amoroso, Fabio Baccigalupi, Rosa Bencivenga, Maria Comparone, Giovanna Capone, Antonio Costanzo, Daniela Capuano, Iula Carcieri, Antonio Costanzo, Loredana De Nunzio, Rosanna Di Carlo, Renato Falco, Leonilda Fappiano, Tiziana Iannace, Claudia Tonia Manganiello, Jenny Morales, Antonietta Paolella, Pasquale Polito, Massimo Pozza, Silvia Rea, Rita Rosa, Antonio Scaramella, Bartolomeo Sciascia, Anna Scopetta, Pierfelice Trapassi, Ulino Maria, Anna Zulla Ciardiello, Mirella Sonia Zulla.

l titolo dell’evento “Rosa senza spine” può apparire singolare ma mette in luce un importante problema: le donne devono essere trattate con i fiori, dei quali la regina è la rosa; quest’ultima, però, non deve nascondere le spine!

Infatti, si sente spesso parlare di amore senza comprendere a fondo il significato di questa parola. Amare vuol dire innanzitutto rispettare il partner al di là di ogni problema e/o situazione contingente.

Non si può in alcun modo comprendere l’abbinamento dell’amore con la violenza, che non è mai giustificata, né giustificabile. Addirittura sono proprio molte donne, vittima di azioni aggressive da parte dell’uomo, a fornire delle giustificazioni ed alla fine <colpevolizzandosi>! Esse, che pur mostrano ancora sul proprio corpo i segni della violenza subita, spiegano che il proprio uomo le ama <veramente>, che le ha chiesto scusa giustificandosi con l’essere stressato o con l’avere bevuto troppo, che le vuole bene e che non lo farà più … sì, fino alla volta successiva!

Ebbene, il segnale che si vuol dare con questa manifestazione è che bisogna smettere di parlare di simili comportamenti deprecabili senza indicare contemporaneamente la via giusta da seguire nei rapporti umani e, in special modo, nelle relazioni amorose tra due esseri che dovrebbero volersi bene.

La violenza è un atto esecrebile che rende l’uomo peggiore delle bestie se si pensa che esse aggrediscono istintivamente solo per mangiare o per difendere il proprio habitat o per superare con la forza gli altri simili per accoppiarsi, mentre l’uomo è capace di uccidere anche solo per piacere e ferire (e qualche volta uccidere) proprio la donna che ama.

È prioritario ed inderogabile per la nostra società non descrivere i tanti comportamenti sbagliati, ma insegnare agli uomini il rispetto degli esseri umani, nessuno escluso.

A tal proposito voglio ricordare una barzelletta molto appropriata: “Un genitore, infuriato perché il proprio figlio si lasciava scappare spesso una parolaccia, gli consegnò un quaderno imponendogli di imparare a memoria tutte le parolacce, contenute in esso, in modo da non ripeterle mai!

È opportuno affrontare il problema insegnando come comportarsi, cosa fare e non cosa non fare!

L’esposizione sarà visitata dagli studenti delle scuole casertane i giorni successivi all’inaugurazione.

La mostra, con accesso dalla via Laviano n.65, Caserta proseguirà fino al 17 marzo 2017 con il seguente orario: da lunedì al venerdì dalle 10:00 – 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, sabato dalle 10:00 alle 12:30. (C.R.S.)

“Il senso della vita” – Palazzo Mazziotti – Caiazzo dal 9-22 novembre 2016

Il senso della vita

 

Il Comune di Caiazzo e le Pro Loco di Caserta e di Pro Loco di Caiazzo presentano l’evento “Il senso della vita”, che si svilupperà nelle seguenti fasi successive nel Palazzo Mazziotti:

 

mercoledì 9 novembre

1) Presentazione nel teatrino del Palazzo Mazziotti di Caiazzo del libro di poesie di Erminio Renna – Edizione Albatros intitolato “Il verso della vita”, presentato dal Direttore Albatros Edizioni prof. Lucia de Cristofaro e dal critico Carlo Roberto Sciascia, Presidente della Pro Loco di Caserta, alle ore 17:30

2) Concerto di musica lirica con la partecipazione del soprano Cristina Patturelli, alle ore 18:30

3) Inaugurazione della Mostra d’Arte contemporanea “Il senso della vita” nel teatrino e visita all’esposizione della stessa nelle Sale espositive del Palazzo Mazziotti di Caiazzo, alle ore 19:00

giovedì 10 e venerdì 11 novembre

4) Incontri con gli alunni delle Scuole medie superiori di Caiazzo, alle ore 10:30

La manifestazione, promossa dal Comune di Caiazzo e dalla Pro Loco di Caserta con l’organizzazione del Comune di Caiazzo, di Ottavia Patrizia Santo e delle Pro Loco di Caserta e di Caiazzo, è stata ideata da Carlo Roberto Sciascia.

All’evento interverranno:
Sindaco di Caiazzo dott. Tommaso Sgueglia
Presidente della Pro Loco di Caiazzo “G. Marcuccio” dott. Laria Grazia Fiore

Console onorario dell’Uzbekistan avv. Vittorio Giorgi
Presidente dell’AGE Caserta prof. Rosalia Pannitti
Presidente della Fidapa “Calazia” di Maddaloni prof. Valentina Scala

Direttore Albatros Edizioni prof. Lucia de Cristofaro

Modera il prof. dott. Stefano D’Alterio

Partecipazione del direttore del giornale “Ex Partius” Pietro Riccio

Concerto di musica lirica del Soprano Cristina Patturelli e del pianista Marco Rozza

Risultati immagini per “Il verso della vita” di Erminio Renna

1) Il libro di poesie “Il verso della vita” di Erminio Renna, Edizione Albatros, sarà presentato nel teatrino del Palazzo Mazziotti di Caiazzo dal Diretttore Albatros Edizioni prof. Lucia de Cristofaro e dal critico Carlo Roberto Sciascia, Presidente della Pro Loco di Caserta.

Nel corso della presentazione saranno lette alcuni brani scelti.

Alla presentazione parteciperà anche il poeta Erminio Renna, autore del libro

2) Presentazione della mostra d’Arte contemporanea “Il senso della vita” nel teatrino da parte del critico d’Arte ing. Carlo Roberto Sciascia. Allestimento di Ottavia Patrizia Santo . Video Maker Benito Vertullo. Foto di Maario Orefice. Coordinamento di Antonio Scaramella. Addetto stampa Annabella Ciardiello.

– Scultori: Gabriella Pucciarelli, Mario Rossetti, Carmine Sibona  

– Pittori: Antonio Altieri, Antonio Apicella, Fabio Baccigalupi, Nadia Basso, Rosa Bencivenga, Giovanna Capone, Daniela Capuano, Pina Castaldo, Antonio Costanzo, Colette D’Addio, Leonilde Fappiano, Francesco Festa, Marco Aurelio Fratiello, Stefania Guiotto, Tiziana Iannace, Giovanni Incoronato, Stefano Lanna, Antonio Laurenza, Claudia Tonia Manganiello, Nello Marsilio, Jenny Morales, Paola Paesano, Vincenzo Piatto, Massimo Pozza, Maria Pia Ricciardi, Michele Riccio, Rita Rosa, Barbara Yulak Roos, Antonio Scaramella, Anna Scopetta, Luigi Sinno, Mirella Zulla, Anna Zulla Ciardiello

– Fotografi: Renato Falco, Alessandra Mascarucci, Bartolomeo Sciascia, Giulia Sica, Teresa Staiti, Pierfelice Trapassi

La mostra, che proseguirà fino al 22 novembre 2016 (orario: Lun e mer 15.30 – 19.00 e mar, gio e ven 9.30 – 12.30), propone agli alunni delle scuole medie superiori caiatine di ammirare le opere di artisti contemporanei e di riflettere su un tema così importante sulla scia delle poesie di Erminio Renna.

 

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La mostra, incentrata sul tema, offre la possibilità agli artisti di esplorare in un ambito particolare la loro visione della vita e rispondere alla domanda <perché viviamo>?, <che senso ha la nostra vita>?

Ognuno nello stile a lui abituale

“Il libro di poesie “Il verso della vita” di Erminio Renna, Edizione Albatros, appare subito dalla sua impostazione un’opera destinata a tutti i lettori, adulti e ragazzi, per il suo periodare fluido ma colto; successivamente, approfondendo la valenza dei messaggi, si può notare che esso dipana tra concetti profondi e riflessioni acute, evidenziando interessanti implicazioni teologiche e filosofiche.

Nello scrivere questo libro Erminio Renna sembra che si sia ispirato al motto di Seneca <Deum colit qui novit>(“venera Dio chi lo riconosce”, Seneca, Epist., 95,47); in questa raccolta di poesie, infatti, per evitare il fallimento l’umanità è invitata a rapportarsi con Dio e con quel Cristo fatto uomo, che si è inserito pienamente nel “Sistema della famiglia”.

Il poeta pone i suoi scritti in relazione con la vita, la società, la scuola, l’ambiente, la politica, gli anni. Ma tutte prendono le mosse dalla considerazione che <Omnia religione movitur> (“tutte le cose son mosse dalla religione”) e solo chi vive rapportandosi sempre a Dio può illuminare la sua vita e avvertire i sapori e gli odori di essa, non percepiti dagli altri. In ogni caso le liriche non si attengono ad altra regola che a quella di indurre il lettore a riflettere, a vivere pienamente ogni momento della propria vita senza falsità, ma avendo ben saldo il vero insostituibile riferimento. (C.R.S.)

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ARTE CONTEMPORANEA. IL CONTINUO E IL SIMBOLO IN UN SIMPOSIO DI ACCADEMICI. A PALAZZO SANTORO A BOJANO, IL 18 OTTOBRE, TRA PASSAGGI SEGRETI, NASCONDIGLI E IL FANTASMA DI UN BAMBINO. L’EMOTIONAL ART PER GUARDARE ALLA CONTEMPORANEITA’

 

Dacci oggi il nostro labirinto quotidiano. E’ il titolo della relazione di Antonio PICARIELLO, critico e semiologo dell’arte. Vi sembra abbastanza intrigante? Niente affatto, c’è molto altro in questa fenomenologia del simbolo che porterà a Bojano, antica capitale dei Sanniti, docenti universitari, studiosi, critici, semiologi, letterati e un notaio che parlerà dell’Amore senza Tempo di Heloise e Abelardo. Un incontro accademico, un unicum nel panorama culturale molisano e italiano, una riflessione ad ampio raggio sull’arte contemporanea, che rappresenta un momento prezioso, non solo per gli addetti ai lavori e gli appassionati di arti visive, ma per l’intera collettività.

Il convegno, dal titolo “IL CONTINUO E IL SIMBOLO NELL’ARTE CONTEMPORANEA”, per la direzione artistica di Marta Ucciferri, si avvale del Patrocinio della Regione Molise, del settore Cultura Molisè, dell’Università degli Studi e del Comune di Bojano, ed è organizzato da Centro Studi Agorà, UMDI UNMONDODITALIANI, AEM e FIDAPA BPW BOJANO. Si terrà martedì 18 ottobre, dalle 18.30 alle 20.00, nella sala concerti dello storico Palazzo Santoro a Bojano, nel cuore del centro antico, in Salita Santa Lucia, tra Vicolo Corte Vecchia e Via Colle, e si aprirà con il saluto delle autorità: Marco Di Biase, Sindaco di Bojano, l’assessore alla Cultura, Michelina Iannetta, Nico Ioffredi, Consigliere Regionale con delega alla Cultura, l’ing. Gianmaurizio De Fabritiis, per gli onori di casa nella residenza nobiliare, che porta la data del 1601, rimaneggiato a causa di terremoti, bombe, costruzioni e ricostruzioni. Molto attesi gli interventi, che spaziano tra le voci più autorevoli, ma diverse e disparate, di studiosi e tecnici della contemporaneità artistica e visiva. Oltre ad Antonio Picariello, Giorgio PATRIZI, Professore ordinario di Letteratura italiana Università del Molise, sul tema “Arte e Scrittura”; Giulio DE IORIO FRISARI, Critico d’Arte e Letterario – Visiting professor Università Aristotele di Tessalonica su “Il Continuo e il Simbolo nell’Arte di Mina Cappussi”; Giuseppe PARDINI, Professore associato di Storia Contemporanea Università del Molise “L’Italia, l’Arte Classica e l’Arte Degenerata”; Franco VALENTE, architetto, che ha il merito di aver portato all’attenzione nazionale le innumerevoli bellezze artistiche e architettoniche del Molise, per le sue appassionate battaglie in difesa dei beni culturali, su “Ideologia e Teologia nelle forme dell’Arte”, Gabriele GAMBERALE, notaio in Isernia, con un excursus storico sull’eroina medievale “Heloise o l’Amore senza tempo”. Aprirà il dibattito a seguire, Monica MONACO, Emotional Manager con “Arte ed Emozioni: il simbolo nella comunicazione invisibile”;

Una tavola rotonda che riprende il filo con l’ultima esposizione di quadri e immagini fotografiche di Mina Cappussi, giornalista-pittrice originaria di Bojano, che ha esportato la sua arte particolare in Italia e oltreoceano. Nel corso della serata sarà infatti presentato il movimento artistico ideato dall’autrice visionaria: l’ Emotional Art.

“Noi chiamiamo a testimoni i Custodi del Tempo per cantare la Bellezza Infinita, dagli abissi del Sé all’immensità dell’Universo, declinata nei colori della Vita, nelle sconfinate sfaccettature del Sentire. Noi sentiamo il bisogno insopprimibile di abbandonare all’ebbrezza della visione, per gli Eletti dello Spirito, i vortici, le fratture energetiche, i colori e le vibrazioni dell’anima, l’emozionante sommità della coscienza, l’asimmetria delle suggestioni, il diapason dei mondi che irrompono sul piano sottile, le discronie archetipe; sogni, vaticini, incubi, speranze, presenze lontane, profezie, promesse: una poetica esistenziale declinata nel continuum spazio-temporale”. Così la descrive la Cappussi, che fa parlare di sé per aver concepito un’arte atta a guardarsi dentro, attraverso i suoi “quadri specchio” che portano il Counseling, le esperienze di “lettura”, gli studi di sociologia, antropologia e comunicazione nella pittura, nella poesia, nella fotografia e nell’arte in generale, con i suoi i quadri specchio e le avanguardie della modernità che torna a guardarsi dentro nell’ossessione della superficie di una contemporaneità dell’immagine. Il movimento Emotional Art, concepito dalla pittrice molisana, si fa dunque promotore di una discussione nuova e interessante sull’arte contemporanea, vista da diverse prospettive.

L’ultima personale a Palazzo Colagrosso è la testimonianza eloquente della nuova stagione creativa della giornalista consacrata all’arte: è il colore a parlare, lasciato libero di dire, senza briglie, senza altri vincoli se non quelli dei confini determinati dalla forma umana, quasi sempre femminile che si confonde con gli scenari di una natura animata da creature con sembianze ignote e stravaganti. Sono donne le protagoniste dei quadri siglati 2016, s’incamminano tra i simboli, animano le reminiscenze di favole antiche, caratterizzano tradizioni di popoli lontani, incarnano il mito. Quadri specchio in cui l’osservatore può guardare se stesso da una posizione privilegiata, ma qui la visione si fa giocosa, ancora onirica e visionaria, pronta a carpire ricordi infantili, giocando con la leggerezza degli elementi naturali, regalando emozioni.

Valore aggiunto per un simposio già di per sé interessante, la splendida cornice di Palazzo Santoro che, come sempre avviene, presenta segreti e nascondigli che naturalmente non è dato svelare. Nelle murature, in posti impensabili, si celano nascondigli piccoli e grandi realizzati con una semplice ciotola murata per contenere denari e preziosi o veri e propri vani per nascondere oggetti o persone. Non manca il mito dell’ombra che si aggira misteriosa nelle stanze allo scoccare della mezzanotte di ogni dì. E non è solo un mito visto che i resti mortali di un corpicino furono riportati alla luce da un colpo di piccone durante il recupero dell’edificio. È lo spirito di un bimbo che vi fu sepolto, neonato, alla fine dell’Ottocento. È  Lui lo spirito guida che protegge la casa e predilige la musica…