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Sfiorarsi il cuore – Raymonde Simone Ferrier

Sfiorarsi il cuore
con la trasparente impronta delle nostre antiche dita
e vedere nitidamente
nei flashback di fanciullesche mani congiunte.
E, col trascorrere degli anni intuire fortemente
che come il nostro incantevole “Prima”
non può esserci più niente di differente.
Toccarsi il cuore, di sempre verdi memorie -emozionata,
il pensiero rivolto agli spiccioli d’argento del presente-
e percepire inalterato anche nel tuo, l’oro dell’intera loro vita.
Saggiare con delizia dei suoi montani rigonfiamenti
la vertigine dell’abisso,
e, per Amore, la saggezza dei suoi dolci avvallamenti.
Respirare l’accettazione di esterni climatici cambiamenti.
La necessità di un naturale razionalizzare
come un cambio di stagione a pieni polmoni da inalare.
Inevitabile, in lontananza persino augurabile,
ma che alla mia anima
pareva limitativo ed inconcepibile.
Traumatica erosione, quasi sinonimo di morte.
Miseria che ora è invece agognata vetta,
beneficio di ossigeno per scampare al vero trapasso.
Ora è segno di maturità di forme mentis e tempi.
Soluzione del mistero di un’impronta impalpabile,
di un’affina materia che si trasforma, e mai muore.
Oggi, in solitudine sfiorarsi il cuore,
e, vitali, a ridosso,
sentire ancora i tuoi tizzoni ardenti
-un tempo breve parso infinito- forse annegati
nei miei insensati ingenui pianti.
Ma i tuoi silenzi, lo sento, erano sussulti che tacevano
in fondo al cratere di un secolare vulcano.
E oggi insieme ai pazzi miei palpiti
-ormai pazienti, quasi diventati adulti-
pare che resusciteranno.
Che siano nuovamente pronti a svegliarsi
e di lenta lava a cibarsi e gratificarsi.
R.S.F.

L’amore che abita – Raymonde Simone Ferrier‎

L’amore che abita
in tarda età,
ora fa sentire
aurea fanciulla in fiore
lieve fatina alata,
ora, patetica romantica.
Ma l’amore che abita
è sintomo dall’essenza di cuore,
non patologia,
solo avvolgente poesia
che contagia l’anima.
Della sua certezza intima
la irroga, della sua linfa la colma
e non è più gravame la vita
e la speranza mai pianta esaurita.
L’amore che mi abita
è rinfrescante oasi soleggiata,
non ha muri da abbattere,
finestre da chiudere,
montagne da scalare,
soltanto da lasciarsi essere.
Lasciarsi splendere e magari bere.
Lasciarsi sfiorare e prendere.
Prendere per mano serenamente
da chi amo, lo rispetta
e non lo sbrana;
da chi lo brama,
lo sente, lo merita
.. tutto quel primordiale amore.
Ora dimenticato, ora favorito dalla sorte,
che, prepotente, abitando la vita,
e per la vita, intensamente, mi abita.
R.S.F.
L'immagine può contenere: cielo, montagna, crepuscolo, spazio all'aperto e natura
Foto: Crescent Lake.. Dunhuang, Cina

Contraddittorie emozioni – Raymonde Simone Ferrier

Contraddittorie emozioni
sulla sabbiosa costa del maturo divenire
a tratti ci rimuovono cercando di rinnovarci.
Indefessi come razionali piccole conchiglie
l’una dall’altra le loro onde allontanare ci fanno,
a riva correre e poi in acqua salmastra rotolarci,
sempre insieme rimescolandoci
senza del tutto perderci.
Austere meste scogliere ad assistere
allo sballottare di queste strane percezioni
che senza torti né ragioni
ci colgono di sorpresa più silenziosi,
dolorosamente più estranei,
meno follemente impulsivi.
Nostro malgrado, se negative,
ci cambiano orizzonti e prospettive,
intralciano passi, impronte e respiri.
Ci cambiano, ci riplasmano
in sabbia umida senza castelli.
Cancellano dai remoti fluidi specchi, rossi baci
e da labbra invernali screpolate, nomignoli.
E smettono di cantare in noi fiduciosi usignoli.
Cupi, in due ci si arrende mentalmente
a ritornare a cercare sé stessi
e a ballare ancora la danza del non essere,
del pesce annaspante
fuori da quelle che furono
le sue congeniali acque territoriali.
E si tenta di lasciar indietro ere prima insperate,
splendide marittime dimore dai mille soli,
dai sempre verdi speciali alberi
con rami colmi di strenui sogni e soavi luci.
Ci si immagina goffi, inadeguati,
ci si sente sotto al livello dei mari
a raschiare in vano i fondali.
O anemoni senza carezze di correnti marine
come altalene ferme senza mani a spingere.
Un destino di solitudine a raggiungere.
E, intanto, senza aspirare ad altri lidi,
senza velleità alcuna, sulla riva la barca rimane,
in compagnia della vela ripiegata dell’indicibile.
Sgomenti ed indescrivibili sono i pensieri,
sbiadite le probabilità di altri viaggi,
di altre bolle di fiorite isole, di altre nascite.
Sulla battigia, nell’antica placenta, i piedi sono fermi,
lo sguardo a perenne bagno di ancestrali pianeti,
e tutt’intorno i pesciolini frenetici e scintillanti
agli occhi della luna, sono invisibili.
Ma ancora a tratti esce da dietro agli scogli
a raggiungerla il colore di un Sole suadente,
a farle increspare le labbra e vibrare il profilo.
E lei all’istante ritorna tonda a galleggiare,
nelle sue emozioni tinte di positivo.
Lei ritorna leggera, a credere..
nell’impossibile..
che le sta a cuore..
non perdere.
R.S.F.
20L'immagine può contenere: una o più persone.02.2017


Foto: Acrilico di Patrizia Poli

ESSENCE D’AMOUR – Raymonde Simone Ferrier‎

ESSENCE D’AMOUR

L'immagine può contenere: notte, spazio all'aperto e acqua

cet enveloppant parfum en attente
d’un présage de nouvelle naissance.
Ce nid de désir de la même danse.
Ce divin éclairage tamisé qui nous ante.
Cette demeure qui berce d’essentiel,
en nous, semant ses notes de ciel.
Récoltant bien souvent
du printemps la seule innéité
et les songes de succulents fruits d’été.
Essence d’Amour
cette couleur d’aube sur le fleuve,
cette douleur d’âme récidive,
cette romance, cette fragrance
qui de l’hiver, en rêve nous soulève
et toujours au-dessus de nous-même nous élève.
R.S.F.

Sii limpidezza di cielo, Uomo – Raymonde Simone Ferrier

Sii limpidezza di cielo, Uomo

Scrollati di dosso ogni nuvola nera
ogni temporale, ogni bufera,
ogni sofferente limite mentale
e, Ama, senza porti infecondi quesiti
il tuo prossimo, in modo trascendentale.
Uomo, scrollati di dosso il deleterio:
il tuo timore di non saper amare
e del pensiero che l’amore non esiste, il delirio.
Lascia andare l’idea creduta faceta
che dell’amare sussista il solo dilemma
la titubante migrazione senza meta
di un ermetico trasporto,
il pauroso inane traslare
intorno ad un ignoto pianeta;
di un intero romanzo il casuale lemma;
di un’intera vita il dolceamaro miraggio,
la gentile-amara illusione, il vano desiderio,
la sola egoistica preghiera.
Uomo, non è così. Convinciti.
Al suo empatico universale culto convertiti.
Ogni sua forma non è mai uno sbagliare.
Ogni sua vaga sagoma è sacra.
Ogni sua gradazione di colore, di sapore,
se sincera, è ala, promessa di volo vero.
Ogni suo giubilare, ogni suo dolore
è pienezza divina illuminante.
Ė un individuale unico tondo Dare
che del potere e del possesso si fa beffa.
Sì, Amare è uno spaziale partire alla scoperta,
mai uno scontato approdare.
Uomo, abdica di quel tuo nefasto pensiero,
tieni chiusa sotto chiave, sotto terra
la sua appuntita grondante ombra
e prodiga Cuore senza mai rallentare,
senza timore di non amare troppo o abbastanza
o di dover sprofondare nell’abisso di una stanza.
Più in giù dell’offesa a Dio
del disamore di sé, un figlio
non può andare.
Abbi fede, credi in te,
prendi di quel tuo chiarore il timone
e protenditi corpo e anima
verso ogni fiducioso pallore d’alba.
Uomo, sii tu stesso sereno chiaro albeggiare.
L’Amore esiste, e tu lo puoi provare.
Sei Cielo, provatelo, ora.
R.S.F.

Rappresentazione mentale – Raymonde Simone Ferrier‎

Rappresentazione mentale


Se non con occhi musicali
ormai non ti pronunci
a levigare le lievi differenze,
ad esaltare le belle completezze
delle nostre mentis sembianze.
Parole superflue graffierebbero armonie,
sbilancerebbero esistenti silenziosi equilibri.
Le nostre corporee superficie
non possono del tutto coincidere,
se distanti, sono ora appuntite ora ondeggianti.
Se in contatto, mai quiete sovrapporsi.
In dimensioni sia oniriche che reali
si intuiscono però così compatibili,
così soavemente confluenti e confondibili
le nostre essenze vitali.
La nostra perfetta struttura irregolare
ora tondeggiante ora angolare
è simmetrico capolavoro naturale
tessuto di complesse alchimie;
di caratteristiche sia tue che mie
ad alleggiare in sfere astrali.
A lasciarsi cullare dall’umore del mare
in stupore di ferma conchiglia a spirali.
Noi-due insieme
uniti o separati,
non siamo semplici opinioni,
siamo scienza di comuni voci
soggette alle maree del divenire.
Ma un’unica resistenza al sale. Siamo qualità al quadrato, impalpabile,
siamo geometria eletta, intersezione di insiemi,
di paradisi terrestri e abissi marittimi,
perenni, misteriosi, inspiegabili.
Siamo artistica matematica corporale,
ineluttabile connessione cerebrale.
Del cuore spina dorsale.
Divina scala ascensionale.
Siamo un tutto frattale.
R.S.F.
23.10.2016

Riflessi d’autunno – Raymonde Simone Ferrier

Riflessi d’autunno

Rosse lentiggini d’emozioni
sparge la nostalgica accesa stagione
sui nostri crinali ed interni percorsi.
Sul volto liscio dell’onda d’accettazione,
su quello increspato di lievi rughe
e sognanti sorrisi.
Sul filo del tempo,
quel musicale spartito d’acqua
che uguale a se stesso scorre,
ondeggiando tra le note di cristallo
del sempre verde percepire.
Intensi riflessi d’autunno,
di folte fronde di vita sul ruscello,
dalla sempre fiammante chioma
ornata da nuvola,
mossa da soffio di vento
d’est.. ad incendiarla.
Brividosa delicata trina,
penetrata dal soleggiato oro
del nostro cuore,
la nostra.
Perenni riflessi d’autunno,
di frutto maturo di melograno,
benché a metà spaccato, amante,
e di succhi integro
a lenire specchio di sensazioni.
A fior di pelle,
ancora potenziale irruente fiume
di rossi chicchi di longevità traslucida
abbracciati stretti, sullo stesso Albero.
In fondo al nostro sguardo
riflessi d’autunno ancora luccicante.
Prima dei rami spogli dell’inverno,
promessa antiossidante
di scarlatto autunno da bere.
R.S.F.
10.10.2016

Germogli di sole – Raymonde Simone Ferrier

Germogli di sole

spavaldi filtrano tra i rami di vita,
lambiscono il nido di foglie d’autunno
che ancora li tiene a battesimo:
l’estate è solo in apparenza finita.
All’ombra dell’albero d’Amore,
per non farli cupi appassire,
celano solo le loro ardite frecce.
Le cicale hanno sepolto il frenetico frinire;
le tortore ancora tubano
tra delicati petali di luce
ed ombre mosse ad esaltarne il fluire.
R.S.F.
02.10.2016

Tempo clemente, tempo amante – Raymonde Simone Ferrier‎

 

Tempo clemente, tempo amante,

delle tue lusinghe ci sfiori,
ci attraversi, e di rosei fiori
la nostra mentale alcova cospargi.
La dolce illusione ci doni
di riuscire di certezze a vestirci;
di poter essere fanciulli eterni.
Il bacio di noi amanti
al buio di domani,
di rami di gelsi e crisalidi,
in nubi di voli di bachi avvolgi,
tessendo fino in fondo seta di sogni.
R.S.F.
04.09.2016

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Foto: Il bacio di René Magritte