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UNA PORTA CHIUSA PER UMILIARE…Roberto Rossi

UNA PORTA CHIUSA PER UMILIARE

SE ANCORA NON ABBIAMO COMPRESO

L’umiliazione oltre la porta rimasta chiusa, dove le istituzioni rifiutano incontrare un cittadino di colore. Un regista senegalese, da molti anni in Italia. Negli anni ha organizzato programmi culturali importanti e mai aveva incontrato problemi o peggio, il rifiuto d’incontrarlo dalle istituzioni locali. Forse perché altre amministrazioni si segno politico diverso o con mente aperta ? A Vicenza l’amministrazione è cambiata. È cambiato il pensiero politico. Un pensiero di destra e come già si sapeva questo pensiero è sempre in difficoltà nell’incontrare il mondo. Il regista senegalese ha dovuto subire l’umiliazione del rifiuto dopo aver ottenuto un appuntamento a cui era andato fiducioso per poter presentare un programma culturale. È rimasto o meglio, gli hanno fatto fare una infinita anticamera, facendo passare altre persone anch’esse con appuntamento e lui, lì, è rimasto ad aspettare che si aprisse quella porta rimasta invece chiusa. Si può umiliare così ? Sì, se nel pensiero c’è indifferenza, forse razzismo. Un pensiero che non sa accogliere, che non tiene conto dell’esistenza di altre etnie, non di razze, significa essere fuori dal mondo umano. Questo amico, ora è nell’Italia del sud sempre per essere vicino a migranti o persone straniere in difficoltà, ma con speranza di riuscire ad avere un’altra possibilità qui a Vicenza. Io lo aspetto, perché è un amico e desidero incontrarlo per parlare, confrontarsi, ascoltare, conoscere la sua attività culturale, che è sempre rivolta al valore umano. A me non interessa il colore della pelle, ma ciò che è una persona dentro. Se non capiamo che dobbiamo incontrare le persone e non rifiutarle per un colore di pelle, allora davvero non abbiamo capito un bel nulla. Spero che l’amico regista riesca avere un appuntamento da poter illustrare il suo programma culturale, perché ne sono certo, anche l’amministrazione cittadina avrebbe da imparare.

Lo spero per lui, per noi, per l’Italia, per l’Europa, affinché si possa risorgere dal buio che si sta addensando nelle menti. Un peso mentale che non ci deve essere. Un peso mentale, un pensiero distorto che offende la dignità umana, ma che anche nella mia città è molto presente. Abbiamo bisogno di rispetto reciproco e dei valori sanciti nella nostra bella Costituzione dove è scritto in modo chiaro parlano chiaro ciò che tutti noi dovremmo sapere. Basterebbe leggere la nostra Carta costituzionale che dei Diritti Umani è bandiera essendo nata dopo l’orrendo buio mentale del nazifascismo. Dimenticare questo o ignorare, è da folli.

Testo di Roberto Rossi – Pittore, poeta, scrittore

A TESTA ALTA

T’hanno rifiutato

Temevano le tue idee

Temevano la libertà

Loro chiusi nella loro gabbia.

T’hanno umiliato

Tenevano chiusa la porta

Temevano la tua cultura

La bellezza d’una mente aperta

Sprofondati nel loro recinto spinato

Pochezza neurale

Miseria di vita.

E tu

Amico senegalese

Potrai

A testa lata

Camminare nella vita

Seppur con l’amarezza d’una porta chiusa

Assieme al cammino

Delle tue idee d’un mondo aperto.

Non t’hanno umiliato

Loro miseri

Nella loro fobica esistenza

Rintanati

Nella loro oscuro antro

Affondati

Nella melma razzista

Un pantano

Che ancora oggi

Come nel passato

Sporca la storia

Umana.

SVENTOLA  LA  BANDIERA  ( NERA)  DELL’ ODIO SE  IL  NEMICO  È  DENTRO  DI  NOI – ROBERTO ROSSI

SVENTOLA  LA  BANDIERA  ( NERA)  DELL’ ODIO

SE  IL  NEMICO  È  DENTRO  DI  NOI

Quando un paese dimentica la propria storia, e crede che dimenticarla o ignorarla possa avere un futuro illuminato, quel paese è socialmente morto. Quando un paese rinnega la storia patria fondata sulla liberazione contro il nazi-fascismo e sulla Costituzione da essa proveniente, quel paese è morto nell’anima.

L’attuale periodo contrassegnato da migrazioni planetarie e purtroppo contrassegnato dal rifiuto per la fobica paura instillata verso i migranti, considerati portatori dei più nefasti messaggi e dall’odio esteso a sistema, ci si ri-trova in una situazione fortemente critica e simile al passato. Se poi ci sono i “soliti” politicanti che per aver consenso facile falsano la realtà focalizzando l’attenzione sull’esclusione, sull’odio, sul razzismo, cancellando di fatto diritti umani, valori condivisi e democratici, significa che abbiamo perso su tutta la linea il valore d’essere noi tutti umani ed aver creato nella mente un pericoloso deserto neurale.

In Europa è in atto un pericoloso ritorno al passato.

Il mio paese, l’Italia, si sta vestendo di nero, di oscurità, di odio, di razzismo, di paura. Ma l’Italia non è la sola in questa deriva, la fila di queste nazioni si sta allungando pericolosamente, dimenticando a cosa ci può portare tutto questo, come i nazionalismi che rischiano di ri-portarci ai tempi in cui tutti erano contro tutti. Forse abbiamo dimenticato? Ci siamo stancati della pace conquistata? L’ignoranza, cioè l’ignorare ciò che è stato non porta niente di buono ma tutto di peggio. Il negazionismo non è da meno. Non è passato molto tempo dalla fine delle due folli guerre mondiali e forse sarebbe bene capire e conoscere com’era quel mondo ed allora si potrebbe comprendere dove stiamo pericolosamente andando a cozzare. Un vento di odio soffia in Europa, in America ed altre parti del mondo. Questo sembra aver cancellato ciò che di buono si aveva faticosamente  conquistato su valori e diritti. Io ne sono preoccupato, perché sono nato nella pace e credo nella pace e nei valori condivisi tra persone e sono convinto che i folli pifferai in transito in questo tempo, sono figure maledette che ci stanno trascinando nel baratro oscuro già vissuto dal mondo in folli e terribili guerre. Veri mattatoi. Tutto questo per un fasullo quanto idolatrato consenso. Forse il vero nemico è dentro di noi, laddove la mancanza di cultura e rispetto verso l’altro, ci porta ad una idiota paura zavorrata dalla paranoia dello straniero per rinchiuderci dentro i propri confini diventando tante gabbie come un immenso zoo di tribù di paranoici. Più cultura, più conoscenza, più consapevolezza del valore di essere tutti noi, persone tra le persone, umani tra umani. Forse un nuovo illuminismo? Forse non sarebbe male e di sicuro farebbe del bene.

Testo di Roberto Rossi

Pittore, poeta, scrittore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MAI  SUDDITO  MAI  SERVO

Se io fossi

qualcos’altro

perché altri

vorrebbero fossi

io non sarei

ciò che sono.

Son certo

d’essere

ciò che sono

in dignità e pensiero

mai sarò

ciò che altri vorrebbero

io fossi.

Sono persona

e libero

in pensiero

perciò

mai suddito e genuflesso

come altri vorrebbero

fossi.

Certo sono

d’essere io

cittadino

e mai servo.

 

La bellezza sappiamo cos’è?  di Roberto Rossi

 

Se ne parla spesso e spesso è raffigurata in giornali e riviste, sfilate ed altro. Ma la bellezza che intendo è qualcosa di diverso da ciò che nel nostro caotico tempo è spesso considerata. Spesso diventata fattore puramente estetico e spesso, purtroppo, mercificata. Eppure la bellezza ci può portare ad emozioni che coinvolgono tutto ciò che noi siamo. Lasciando da parte l’arte che ne è la sua dea, la bellezza ha una sua unicità e guarda caso in essa viviamo poco o tanto consapevoli. Questa bellezza è la nostra Terra, il suo ambiente, i suoi esseri viventi, la sua geologia, i suoi umori violenti. Non c’è nulla di paragonabile in tutto l’universo conosciuto ed ipotizzato e nel quale noi ne siamo avvolti in dimensioni a noi incomprensibili. Infatti noi, umani, siamo della dimensione della polvere nell’infinità dell’universo. È una bellezza di cui facciamo parte ma, da folli di questa bellezza non ce ne frega nulla visto come stiamo riducendo tutto il pianeta. Per non dimenticare poi, il fattore delle guerre che da millenni ci “divertiamo” a fare in continuazione. In questo tempo ci sono più di duecento guerre in atto. Poche? Tante? Ve ne fosse anche una sola, sarebbe troppo. E queste guerre con le armi attuali oltre a distruggere contaminano la nostra bellezza anche con le radiazioni di cui molte armi sono composte. Pura follia. Questa bellezza la stiamo violentando, sporcando, avvelenando, come se avessimo altri pianeti simili da andare abitarci una volta distrutto questo. Bellezza, è la nostra presenza come specie intelligente (?); bellezza è scoprire le varie etnie con le loro diversità culturali, artistiche, di credo, di idee; bellezza è la nostra stessa unicità come viventi; bellezza è osservare senza invadenza le meraviglie della natura essendo noi ospiti e non padroni. Quello che ancora non abbiamo compreso nella nostra paranoica arroganza, che di pianeti come la nostra Terra, non ce ne sono alla nostra portata. Quando capiremo questo? Quando capiremo che continuare a scannarci con infinite guerre a nulla serve se non a perpetuare sofferenze, lutti e la stolta illusione di credere che nella guerra ci sia un vincitore. In questo pianeta ci vive una sola razza, quella umana alla quale appartengono tutte le persone. Questa è già bellezza. E quindi se di bellezza parliamo ed a vere unicità apparteniamo, perché non ne siamo umilmente orgogliosi di tutta questa bellezza e di darsi una mossa affinché la salviamo, la conserviamo, la difendiamo e la consegniamo alle future generazioni come il più bel regalo possibile? La Bellezza c’è, esiste, ma se non la vediamo è perché siamo ciechi mentalmente zavorrati di confini e confini e confini, tutti inutili, perché il vero e unico confine è la nostra Terra: unica e speciale. Qualcuno senz’altro penserà che tutto questo sia inutile, che questo pensare sia inutile, ma se insistiamo su questa strada sappiamo dove andremo a finire anche se c’è chi se ne frega e della bellezza, nel suo mondo egoistico e fobico, di sicuro non c’è traccia. La bellezza l’abbiamo intorno a noi ed è la vita su questa unicità di Terra, la nostra vera casa.

Testo e dipinti di Roberto Rossi

Pittore, poeta, scrittore

Dipinto solo con uno straccio su cartoncino nero, acrilico, cm 50 x 70, anno 2006

 

SE UN COLORE DIVENTA BARRIERA MENTALE LA DIFFICOLTÀ DI ESSERE UMANI – Roberto Rossi

SE  UN  COLORE  DIVENTA  BARRIERA  MENTALE 

LA  DIFFICOLTÀ  DI  ESSERE  UMANI

Se un colore diventa barriera mentale da causare reazioni violente probabilmente significa, che nella mente qualcosa si è interrotto. Uccidere con intenzione di farlo, per un colore di pelle diverso dal proprio gruppo etnico di appartenenza, diventa un chiaro segnale di pericolo per l’intera società umana ritenuta civile. Forse c’è necessità di una vera evoluzione culturale e il ripristino dei valori condivisi utili e indispenswabili affinché non si imbocchi reazioni violente con la distruzione dell’intera società civile basata sui diritti umani, valori umanitari ed umanistici indispensabili per una vera evoluzione intellettuale e sociale. C’è anche una plateale responsabilità in chi, nei decenni ha sproloquiato usando parole a vanvera aizzando odio e razzismo ben sapendo cosa stesse facendo. Come conseguenza è la convinzione che lo sproloquiare dia possibilità di agire in libertà in azioni d’odio. Ora si trova al governo. La sua coerenza ideologica, osannata dai suoi adepti, è il chiaro sintomo che nella società umana si è interrotto un pensiero comune di appartenenza ad una comunità democratica. La crisi umanitaria dei migranti gestita malissimo dai governi precedenti, ha fatto sì che il pensiero che ci accomunava di solidarietà e altruismo è affondato nel mare di odio che si è sviluppato. Tutto questo non ci porterà ad essere un paese moderno ma giusto il contrario, siamo diretti nel baratro di un imbarbarimento tremendo. Le varie reazioni ostili contro chi è di colore e l’odio che in certe manifestazioni di triste ricordo con saluto romano qua e là spuntano, dimostra la china pericolosa in cui stiamo precipitando. C’è estrema necessità di fermare tutto questo odio; di riprendere con coraggio il senso di umanità a cui tutti noi abitanti su questo pianeta, apparteniamo. Inoltre, noi cittadini, che crediamo nei valori di libertà, democrazia, di solidarietà, altruismo, abbiamo il dovere etico e morale di impegnarci a far sì che ciò che è in atto e sta dilagando, sia fermato per non ri-cadere nel pensiero unico di terribile memoria. Il coraggio di credere in una società multiculturale e multietnica come altre nazioni che già lo sono, non è altro che un percorso di arricchimento culturale e di conoscenza. E chi crede ed è convinto che i rifugiati, i migranti, sono tutti delinquenti, beh, allora dovremmo davvero farci tutti noi italiani un grande esame di coscienza e reagire di conseguenza contro mafia , corruzione e femminicidi. Perché scaricare sui migranti o a gruppi etnici, fatti e fattacci, significa che si è vigliacchi dentro, perché si nasconde il marcio in casa nostra. Cosa si deve fare allora? Semplice anche se è impegnativo. Dobbiamo prima cosa guardaci dentro in profondità, conoscere la nostra storia di migranti, conoscere la bellezza della nostra storia culturale, intellettuale, scientifica, artistica, di personaggi stupendi, conoscere l’umanesimo e riportare un nuovo illuminismo. Ma questo significa impegnare la mente, essere consapevoli ed avere conoscenza. Conoscere etica e rispetto. Essere altruisti. E non essere paurosi o credere ad invasioni che esistono solo nella mente razzista e meno che meno credere ai folli pifferai camaleontici che raccontano, quelli sì balle e bufale per intorpidire le menti e non far conoscere la realtà, anzi cercano di limitare questa libertà, perché il pensiero unico non accetta la verità né la realtà e tanto meno la libertà di pensiero, ma solo la sua versione unica. Certo, parlare di illuminismo con chi ha in testa il pensiero unico significa mandarlo in tilt, ma bisogna provare ad impegnarci a far sì, che il nostro paese non cada nelle mani dei nuovi barbari.

S’ ALZA  LA  VOCE

S’alza la voce

ribelle

per fermare

l’oscurantismo in atto.

S’alza la voce

affinché

siano fermati e sconfitti

coloro

che imbrattano

la vita

con lordure mentali.

S’alza la voce

contro

coloro che oscurano

la luce

dell’intelletto

della conoscenza

della libertà.

S’alza la voce

divenuta

urlo di speranza

per un mondo

diverso.

S’alza la voce

in questo mondo

di rovine mentali.

S’alza la voce

sperando d’incontrarne

altre di ribelli.

 

 

 

MONDI TRA (DI) NOI – Roberto Rossi

MONDI TRA (DI) NOI

Siamo mondo, ognuno di noi è un mondo. Siamo mondi tra altri mondi. Siamo mondi psichici, emotivi, intellettuali, istintivi, ragionati, irragionevoli.
Siamo mondo a volte chiuso, pauroso, ostile, vigliacco, violento.
Siamo mondi che respirano, gioiscono, amano, parlano, pensano.
Siamo mondi corrotti, mafiosi, terroristi, isterici, escludenti, esclusi, fanatici, razzisti, egoisti.
Siamo mondo…quale mondo siamo? Quali mondi odiamo, detestiamo, disprezziamo, rifiutiamo? Quali mondi amiamo, condividiamo, sognamo?
Siamo mondo, siamo ciò che è cresciuto nella nostra mente, amore, cultura, arte, lavoro, speranze, futuro. Siamo mondi religiosi. Siamo mondi atei.
Siamo mondi…vagabondi…migranti…da sempre su questo pianeta.
Siamo tutto questo e molto altro.
In questo quotidiano italiano, così turbolento, tra continui femminicidi, una strage che sembra non fermarsi più tra arcaismo maschile e diritto di libertà femminile. Sembra una collisione tra mondi. Siamo mondi tra marasma politico di non chiari interessi quasi mai chiari e quasi mai veri per i cittadini, ma spesso troppo spesso solo veicolati ad interessi nascosti dentro un’oscura ombra, che trama e nemica di ideali condivisi. Siamo mondi sporcati di bullismo, di chi crede di fare ciò che vuole senza nutrire il rispetto all’altro, credendo così d’essere rispettato, invece è una chiara “sentenza” di uno stato psicotico di debolezza dove la violenza è la maschera dove nascondersi. Mondi tra politicanti che “giocano” a far politica tra blateranti imbonitori e plebe imbonita. Tra un imbarbarimento conclamato e l’abbandono della memoria storica, una scelta da baratro mentale e sociale. Siamo diventati un mondo tribale violento e corrotto. Siamo mondi in collisione, mentre stiamo perdendo la vera bellezza della nostra nazione. Siamo mondi individuali, sospettosi, cinici, indifferenti, egoisti, e per nulla comunità consapevole d’essere unita. E se fossimo comunità di persone tra persone consapevoli d’appartenere all’unicità di una nazione stupenda dovremmo essere un mondo d’orgoglio per l’unicità stessa. Siamo un crogiolo di culture diverse, nei secoli incontrate e scontrate. Invasi e dominati fino ad alcuni decenni fa.
Siamo consapevoli di questo mondo passato? Oppure tutto dimenticato, ignorato, per ri-cadere in errori ed orrori già vissuti?
Siamo mondo di bellezza distesa nel Mediterraneo, culla della civiltà e ponte delle civiltà. Se avessimo meno fasulli idealismi e più ideali condivisi, saremmo davvero un mondo di bellezza.

Testo di Roberto Rossi
Pittore, poeta, scrittore

MA COSA CI FACCIAMO NOI UMANI SU QUESTO PIANETA? – Roberto Rossi

MA COSA CI FACCIAMO NOI UMANI SU QUESTO PIANETA?

A volte mi pongo questa domanda: “Ma cosa ci facciamo noi umani su questo pianeta?”
Domanda che può sembrare banale, ma che non lo è proprio. Consideriamo l’attuale periodo del terzo millennio e tutto il tempo che l’ha preceduto che ammonta ad alcune migliaia e migliaia di anni di storia umana, ne esce che non abbiamo fatto altro che “costruire” guerre di ogni tipo ed in ogni tempo.
Forse il punto critico dal quale partire sarebbe quello di capire una volta per tutte che all’umanità apparteniamo tutti noi e che tutti noi con le varie diversità etniche, religiose, culturali, storiche, politiche, siamo l’umanità, e non tanti mondi in perenne conflitto. Certo tutto questo o questo poco non è di facile presa. Questo è l’arcano da sbrogliare. Le diversità sono positività peculiari del genere umano che nei millenni si è sviluppato, ma per molti sono motivi di conflitti. E se, dico se, noi tutti credessimo a questa appartenenza e ci fosse la presa di coscienza, reciproca fra le etnie, sarebbe davvero un passo lungimirante verso un futuro più luminoso, solidale, condiviso e magari con meno morti, genocidi, stragi e attentati.
La reciprocità è il concetto senza il quale nulla si può fare per creare davvero un sistema di appartenenza nel rispetto condiviso.
Noi umani sappiamo di avere la vita breve a confronto dell’universo di cui facciamo parte, ma questo non ci impedisce, da folli, di accorciarla con la violenza, per non citare, ma lo cito, la minaccia sull’uso dell’atomica che attualmente più di un pazzo al potere, fomenta un possibile uso. Qui la follia umana sbatte contro un fondamentalismo ideologico idiota, nel credere di essere addirittura al di sopra del valore unico del senso umano come specie senziente.
Dovremmo provare a iniziare a pensare, fare uso del pensiero cioè, esercizio che molti non fanno essendo piuttosto impegnativo, a confronto dell’istinto violento e della sopraffazione che vanno per la maggiore essendo più “facile”. Ma dal momento che siamo gli unici esseri viventi pensanti con coscienza, dovremmo impegnarci in questo “lavoro” neurale per trovare quella strada utile per migliorare il vivere di tutti noi andando oltre quell’orticello che troppo spesso è l’unico mondo in cui crediamo come esseri miopi di pensiero e quindi senza anteporre un dogma, un credo religioso, un fanatico ideologismo politico come bastione insormontabile, ma liberare la mente, aprirla e vedere questo mondo nel suo insieme come Terra, un ambiente di persone che appartengono all’unica razza qui presente.
Allora al posto di innumerevoli confini mentali e fisici che si continuano erigere da millenni inutilmente, mi pare, considerare che le varie diversità sono lì per essere conosciute e non combattute, apprese e rispettate, amate come essenze dello spirito umano, allora sì, se la reciprocità diventa volano di conoscenza, allora sì, si può credere nel genere umano. Allora sì, saremmo una specie evoluta al posto della barbarie diffusa. In questo pianeta da me definito, un granello di sabbia, sperduto nell’immensità dell’universo, ancora non abbiamo compreso ciò che stiamo facendo se non scannarci di continuo per un confine, un potere, una risorsa, senza considerare che ciò che questo pianeta ci dà, è per tutti e non per qualcuno solo. Sembra una idiozia o una utopia, opto per la seconda, perché noi umani siamo molto impegnati ad ingrassarla, l’utopia intendo, col nostro fare al posto di usare la mente e il cuore per un percorso insieme. Non abbiamo ancora compreso la nostra realtà di umani: siamo un corpo unico che vive, respira, si muove, crea, come genere umano in simbiosi con la Terra, madre e culla nostra, ma invece siamo mondi separati in “casa”, appunto la Terra, che è il vero e unico confine che ci limita al momento a rimanere tutti qui.
Ma non eravamo “…Sapiens?”
Siamo piccoli anzi piccolissimi noi umani, abbiamo la dimensione della polvere poggiata su questo granello, ma crediamo essere grandi, perché non abbiamo il coraggio di guardarci dentro e poi alzare gli occhi al cielo, magari in una notte stellata e trarre qualche considerazione.
E quindi ritorna la domanda iniziale: ” Ma cosa ci facciamo noi umani su questo pianeta?”

Testo di Roberto Rossi
Pittore, poeta, scrittore

CARTELLINO ROSSO LA DEBOLEZZA DEL SESSO FORTE – Roberto Rossi

CARTELLINO  ROSSO

LA  DEBOLEZZA  DEL  SESSO  FORTE – Roberto Rossi

Il maschio è fuori gioco, espulso dall’umanità. Indipendentemente dalla generazione, dal ceto sociale, dal grado di istruzione, la cronaca italiana anche nell’anno 2017, descrive la mattanza delle donne italiane da parte di chi dice di “amarle”. Ho scritto spesso su questo tema e descritto anche con miei dipinti e poesie il confine mentale di un modo di pensare direi, arcaico. Quei maschi che si definiscono “sesso forte”, ma letteralmente incapaci di relazionarsi con la donna alla pari. L’espressione “sesso forte”, mi ha sempre descritto un modo patetico di pensiero. Forte di che? Non è la forza o la violenza muscolare o il modo autoritario, che definisce la persona ma il suo grado di intelletto, di maturità e di consapevolezza del Sé e di cosa significhi tutto questo. L’incapacità di relazionarsi, di rapportarsi, di dialogare, di confrontarsi alla pari, e quindi una forma mancata di “paritismo”, significa che c’è una paurosa mancanza di coscienza, di autostima e di cultura, il tutto coperto appunto da quella balla sul sesso forte. Una società umana sarà civile soltanto quando ci sarà il rispetto e la considerazione che la donna è parte integrante della società umana e civile alla pari ed è suo diritto avere il rispetto come persona. Considerarla qualcosa di meno o addirittura che deve assoggettarsi o subire forme autoritarie o venire limitata nel suo diritto di libertà, significa che il maschio è fuori dal senso di appartenenza all’umanità. La nostra società italiana ha molte colpe a riguardo, in quanto non è ancora in grado di difendere e sostenere quelle donne che subiscono violenza o vengono uccise dopo varie denunce che non hanno portato a nulla se non alla morte per mano di chi “vantava” amore!! La mancanza di una seria istruzione a tutti i livelli scolastici nell’affrontare il rapporto tra i sessi ed i valori reciproci, determina un terribile vuoto culturale ma anche mentale di coscienza. Purtroppo si nota una grave carenza anche nei giovani uomini determinando un pensare non solo vecchio ma addirittura arcaico anche in loro. Una vera oscenità mentale dove la cultura è assente in modo esponenziale. Una società umana che conta ogni anno decine e decine di donne ammazzate da parte di chi dovrebbe amarle e rispettarle, non è una società civile, ma bensì una società di barbari. Il maschio non possiede la donna, la quale non è oggetto e tanto meno proprietà di nessuno. Il maschio non ha una serva o una schiava al suo fianco. Il maschio italiano dovrebbe maturare, diventare adulto, avere il coraggio di guardarsi dentro in profondità e iniziare a considerare la bellezza di una parità che può portare armonia in un rapporto non subalterno ma valorizzato dal grande valore di essere persone alla pari.

Quando capiremo questo? Quando capiremo che amare non è annullare la donna o credere di avere diritto di vita e di morte nei suoi confronti? Quando le istituzioni capiranno davvero che è ora di fare davvero un passo verso di lei per aiutarla contro questa mattanza?

Testo di Roberto Rossi – Pittore, poeta, scrittore

 

SE RITORNANO SEGNI OSCURANTISTI DI DITTATURA SE I POLITICI FANNO A GARA CHI CALPESTA DI PIÙ LA NOSTRA DEMOCRAZIA – Roberto Rossi

SE  RITORNANO  SEGNI  OSCURANTISTI  DI  DITTATURA

SE  I  POLITICI  FANNO  A  GARA  CHI  CALPESTA  DI  PIÙ  LA  NOSTRA  DEMOCRAZIA

Quando una idea o un pensiero, contro la libertà, i diritti, le diversità, si sviluppa e diventa propaganda, incitamento e azione violenta, significa che la Ragione è sprofondata da tempo nel baratro dei liquami mefitici dell’autoritarismo, della sopraffazione, del pensiero unico, della dittatura. Quando una idea o un pensiero, manifesta una forma di sistema di separazione, esclusione, “razza pura”, muro, filo spinato, e diventa rifiuto alle diversità etniche, culturali e di credo, significa che da tempo la Ragione non più tale, è diventata altro. Se questo accade e continua accadere e tutto è dimensionato come una goliardia e le offese dilagano contro le differenze e l’ulteriore indifferenza dilaga e diventa alibi anche tra chi ha doveri istituzionali di difesa alla Libertà e Democrazia e allo Stato di Diritto, nate dopo il buio mentale durato un ventennio, allora la stessa Libertà e Democrazia e Stato di Diritto sono messi in forte pericolo con rischio di uno scontro violento tra le parti. Quando si ridicolizza la storia e banalmente viene descritta come “cosuccia del passato” e che non potrà mai più ripetersi o ri-tornare, significa che nella mente c’è qualcosa di sporco. Chi non riconosce il pericolo innato nell’esposizione di idee fanatiche e oscurantiste di un passato nefasto descritto con fatti reali dove la tortura, la censura, la mancanza di libertà e di diritti, la polizia politica, i sequestri e le sparizioni di persone che erano contro la dittatura, allora significa che diversi individui stanno “giocando” molto sporco con speranza di un ritorno a quel passato. La mancanza di consapevolezza del senso di essere cittadini liberi e democratici ed appartenere ad una nazione democratica e antifascista, rischia di farci precipitare ancora in quella melma oscurantista. Se dopo questi non molti anni (creduti molti ma nella realtà storica non è affatto così), trascorsi dopo quel periodo violento ed oscuro siamo qui ancora con segni di quel “tono”, significa che dobbiamo alzare la voce, alzare la testa con Dignità e Coraggio affinché questi nuovi barbari vengano fermati con leggi adeguate. Ma necessita sopratutto anche una reale informazione culturale di conoscenza di ciò che è stato. Sembra che ci siano forze preposte a creare una sorta di nebbia pseudo-intellettuale, una cortina fumogena per nascondere o peggio cancellare la storia come se, essa, fosse inutile zavorra. Chi pensa ed opera in questo senso è un folle ma è determinato, un “progettista” di qualcosa che non quadra, che non si abbina alla Democrazia e Valori costituiti, che fa a pugni con chi da quella storia ha conosciuto atrocità, umiliazioni e privazioni dei diritti e nella sua battaglia è risorto conquistando la Democrazia. Stiamo attenti a tutti questi “pifferai anti-storici”, questi politicanti di mezza tacca, molti dei quali sono in Parlamento, che con una parola vogliono cancellare fatti, vite vissute, sofferenze realmente accaduti sotto il giogo della dittatura. Stiamo attenti a questi soppiantatori che accomunano bianco e nero allo stesso livello, che si atteggiano in modo arrogante come coloro che portano “novità”, un “nuovo” che odora o puzza di già stato, condito con sapore amaro e stantio. La Libertà, la Democrazia, lo Stato di Diritto, non sono in nessuna bancarella di nessun mercato. E chi “sparla” di legge liberticida, la proposta antifascista di questi giorni contro le nuove forme oscurantiste e violente, forse, dico forse, farebbe bene farsi un corso di storia nazionale, quella Storia che ci serve affinché ciò che è stato non ritorni perché magari ci siamo annoiati di Libertà e Democrazia.

Testo di Roberto Rossi

Pittore, poeta, scrittore

 

 

LIBERTÀ E I PAROLAI “SE SAPESSIMO COSTRUIRE E SMETTERLA DI ODIARE” – Roberto Rossi

LIBERTÀ  E  I  PAROLAI

SE  SAPESSIMO  COSTRUIRE  E  SMETTERLA  DI  ODIARE

Molti ne parlano. Molti ne sparlano. Molti l’amano. Molti l’odiano. Sintesi del nostro tempo incattivito, ambiguo, razzista, egoista, impaurito, decadente. Per essa si fanno guerre, si combatte, si muore. Pro o contro. Oggi nel marasma attuale i funghi velenosi del populismo e del razzismo dilagano. Non dimentichiamo il fanatismo di vario genere religioso o di altro seme malato. Un diffuso bofonchiamento di parolai e di idee rattrappite su se stesse. Alcuni giornali e alcune televisioni e siti internet, fatti per aizzare con l’inganno, malumori veri ma indirizzati ad un solo scopo: sovvertire il bene comune. La difficoltà di accettare la Libertà di tutti, libertà etniche, culturali, religiose, di genere, è il nocciolo duro di una mente limitata, egoista e chiusa. Infatti i funghi velenosi che spuntano ovunque contro l’Unità europea per distruggerla, è il sintomo di un serio pericolo che vorrebbe riportare l’Europa a prima dell’Unione. Come era prima? Se si ignora con intenzione di farlo la storia dell’ultimo mattatoio e di tutte le guerre antecedenti che per secoli e secoli hanno prodotto milioni e milioni di morti in guerre tra i vari Stati e staterelli, feudi e tribù, decine e decine di confini europei, uno contro l’altro sempre per un confine prima mentale e poi reale, allora si cerca davvero di ingannare la gente raccontando balle. Si parla molto anzi si sparla molto si uscire da qui, uscire da lì, uscira da là, no all’Europa, no all’euro, no alla Nato, no ai migranti, no alle diversità. Perché non si dice davvero cosa accadrebbe? Ecco perché dico non dimentichiamo la storia. Perché non è che stiamo mostrando d’essere migliori di quei tempi se si fanno questi discorsi. Ma se invece, nonostante tanti errori, l’Unione ha permesso decenni di pace, ci vogliamo sputare sopra? Sappiamo che un periodo così “lungo ” che poi lungo non è, di pace è una cosa rara? Sappiamo questo? Oppure crediamo, appunto d’essere così intelligenti che è preferibile distruggere al posto di cercare di migliorare ciò che ci ha permesso la Pace? Stiamo attenti a chi parla di indipendena (Veneto), perché nulla sarebbe indolore, la storia insegna. E la storia insegna a chi la conosce e se la conosce cerca vie senza commettere gli stessi errori. Una Unione europea è auspicabile, certamente come detto molte volte per i cittadini prima e non solo per Banche e ricche multinazionali. Ecco dove stanno gli errori: si è dimenticato, con intenzione di farlo, da parte di Bruxelles, e forse tradendo l’ideale di chi la formulò, dei cittadini. Allora per non cadere in fatti luttuosi di reazioni e ribellioni bellicose, sarebbe intelligente modificare o apportare modifiche utili a mantenere la Pace cambiando ciò che impedisce una vera unione di popoli europei. Senza populisti e razzisti che blaterano idiozie che ci portebbero a rischio reazioni pericolose. Proviamo a guardare l’Europa passata e capiremmo che c’è sì, da lavorare per migliorare ma senza escludere e anzi includendo nella solidarietà e condivisione. Solo così potremo essere davvero uniti, cancellando le ostilità del tempo e sentirci davvero cittadini europei. Niente gabbie, niente nazionalismi, niente muri, niente filo spinato, ma rispettandoci, essere liberi di circolare sentendoci ognuno a casa sua anche se in una nazione diversa ma europea. Cosa c’è di più bello? Cosa c’è di più bello sconfiggere il razzismo, che poi esso stesso melma del passato, abbattere i muri mentali e tutti convinti di essere a casa propria come si sentono i ragazzi Erasmus o i Giovani Federalisti europei? Cosa ci costa credere e fare in una nuova Europa Unita, migliore e sopratutto vera? Se siamo intelligenti sapremo unirci senza barriere nella bellezza di una Europa diventata nostra casa. E smettiamola di pensare ancora in forma ottocentesca. Andiamo avanti con coraggio sapendo di fare una cosa giusta per noi e le future generazioni, le quali se conosceranno al Pace attraverso una vera unione, se conosceranno il libero pensiero, se conosceranno la mente aperta, avranno solo da guadagnarci. Basta parolai. Basta populisti che cercano fasullo consenso spicciolo. Guardiamo oltre quei miseri blateranti di idee rattrappite. Abbracciamo la Pace e la Libertà senza muri, filo spinato, odio, rifiuto. Non è un sogno… ma possiamo farlo diventare realtà.

 

T’ HANNO  CERCATA

 

T’hanno cercata

tra le pieghe della vita

e le pieghe della mente.

T’hanno amata

T’hanno tradita

Tra le trincee

nei campi di battaglia

tra fame e vie perdute

tra migranti

dimenticati e rifiutati.

T’hanno trovata Pace

laddove

eri sempre stata

nei cuori e nelle menti

di chi trova in te

il senso d’essere.

T’hanno trovata alla fine

diventando bandiera

di un futuro possibile.

T’hanno abbracciata

perché tu

sei Primavera

del nostro essere

persone tra le persone.

 

Testo e poesia di Roberto Rossi

Pittore, poeta, scrittore

Disegno di Roberto Rossi

Disegno su foglio A4, matita, pastello. Anno 2013

 

NON RAZZE MA ETNIE – Roberto Rossi

NON RAZZE MA ETNIE

Difficile è comprendere questo nostro mondo, così complicato da essere costantemente diviso a tal punto da continuare a scannarsi. Il terzo millennio purtroppo non è dissimile dagli altri due che l’hanno preceduto, che poi sarebbero molti di più se consideriamo il tempo trascorso oltre la data cristiana di riferimento.
Allora una domanda: ” Siamo davvero confinati da una mente così limitata?” C’è chi vanta, sbagliando secondo me visti i risultati, la necessità di un Dio in cui credere per trovare la soluzione. Ma ben sappiamo che il monoteismo ha creato da secoli lutti, violenza, massacri, fanatismo. E non solo il monoteismo in fatto di religioni. C’è chi vanta forme ideologico- politiche, le quali anch’esse sono state fonte di imbarbarimento, violenza, dittature, autoritarismi, massacri. L’essere umano tende ad essere colui che ordina e dispone e chi non si adegua al pensiero dominante di chi si sente sopra tutti, viene assoggettato o eliminato. La storia umana ne è l’esempio. Allora un’altra domanda: ” Perché è così difficile comprendere che tutti noi umani apparteniamo ad una unica razza umana? Scientificamente è più che provato. Cos’è che ci complica la vita a pensare e renderci consapevoli di questa appartenenza? L’umano si è sviluppato su questo piccolo piccolo pianeta adeguandosi e diversificandosi abitando nelle diverse zone del pianeta stesso. Ora con la necessaria conoscenza e ponendo a parte i vari confini, limiti e pensieri limitati, citati sopra, non potremmo finalmente considerarci tutti appartenenti all’unica razza umana presente qui e imparare a scambiarci le conoscenze, le diversità, che sono nostre eccellenze umane ? Deporre quel vocabolo davvero obsoleto, che ci deriva dal colonialismo sopratutto europeo, che è ” razze”, e sostituirlo con, etnia o etnie, che in effetti sono e sono diverse culturalmente. Si tratta di eliminare un retaggio colonialista e schiavista, anche se a quanto pare, tale orrore ed errore mentale, sembra stia riemergendo dal passato. Si tratterebbe sopratutto di prestare attenzione nella considerazione di noi stessi come persone uguali come genere ma diversi nelle culture e sopratutto nei discorsi ufficiali sarebbe auspicabile venisse introdotto. In primo toccherebbe all’organizzazione mondiale dell’ONU, deputata al suo compito per cui è nata, anche se nella realtà è piuttosto vincolata da Stati prepotenti. Sarebbe una rivoluzione culturale non da poco. Perché non impegnarci? Anche se ci sono politici e capi di Stato riottosi su questo discorso, in qunato qualcuno poterebbe vantare un diritto di sovranità intoccabile. Una vera balla. Ma, anche normali cittadini infarciti di nozioni errate o da pseudo tradizioni, perché per mancanza di cultura e di conoscenza si crede d’essere superiori agli altri, ritenuti “inferiori” solo perché diversi negli usi, colore di pelle, idioma diverso, credo religioso differente. Specificità che dovrebbero essere vanto di tutto il genere umano. Si crede d’essre superiori, dicevo. Superiori a che? Cosa è che ci fa credere di essere superiori ad altre etnie? Che arroganza è? Il razzista è tale per ignoranza e paura. Paura di confrontarsi alla pari. Paura di condividere, di conoscere. Paura di mettersi in discussione e magari scoprire davvero che si potrebbe essere in errore. In ogni etnia risiede il fattore razzista, perchè sembra insito nell’umano la diffidenza sull’altro, su colui che vive oltre un confine. Ed è proprio per questo che sarebbe ora di cambiare quel vocabolo, quel termine, che insulta il valore di essere persona, instaura diffidenza e molto altro di negativo. Dobbiamo crescere culturalmente, diventare adulti, imparare a rispettarci reciprocamente. Impegnativo certo. Difficile, vero. Ma non impossibile, se davvero volessimo la Pace. E magari eliminare qualche pseudo valore come depredare la terra altrui, quel fattore di conquista che ha causato e causa orrori terribili. Anche oggi.

Testo di Roberto Rossi
Pittore, poeta, scrittore
Dipinto dal titolo: “Mondi tra noi” acquerello su foglio A4, anno 2016