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VIAGGIO IN ARMENIA, PRIMA PARTE

Sul taxi che verso le 4 del mattino, a Jerevan, mi conduceva dall’aeroporto all’hotel dove il mio amico Roberto aveva prenotato una stanza per me, il taxista mi disse cose che, nel corso del viaggio, sentii ripetere più volte e che, evidentemente, rappresentano una sorta di “fondamentali” nell’autocoscienza armena. Innanzi tutto la religione.Da subito venni informato che l’Armenia fu il primo paese al mondo a proclamare, nel 301, il Cristianesimo religione di stato e questo ben 79 anni prima dell’impero romano, che lo fece nel 380 con l’Editto di Tessalonica. Quindi la soddisfazione per il riconoscimento italiano della qualifica di “genocidio” nei confronti delle persecuzioni di cui furono vittime gli armeni da parte dei turchi e poi i numeri della diaspora: nel mondo ci sarebbero circa 11 milioni di armeni, di cui solo 3 in Armenia (e poco più di un milione concentrato a Jerevan!). Inoltre un senso di claustrofobia: l’Armenia non ha sbocchi al mare, gran parte delle sue frontiere corre con paesi con i quali i rapporti o sono difficili (Turchia) o sono addirittura bellici (l’Azerbaijan per l’enclave armena del Nagorno-Karabakh teatro di una guerra dal 1992 al 1994 a oggi tutt’altro che risolta) mentre ottimi sono i rapporti con la cristiana Georgia e lo sciita Iran (altrettanto confinanti). Infine, certo non per importanza, le grandi speranze per il nuovo corso politico maturatosi lo scorso anno dopo la sostituzione del presidente e l’ascesa al potere di un coalizione di partiti che ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di battaglia (in questo il mio interlocutore vedeva dei netti miglioramenti, ma a suo avviso ancora incompleti).
Mi ero ritrovato a Jerevan per uno di quei casi della vita che fanno ben sperare. L’anno scorso avevo rivisto un mio caro amico con cui non avevo più contatti da tantissimi anni, da quando, finita l’Università, si era trasferito in Germania a lavorare come insegnante. Il rivedersi fu un coinvolgente momento di ritrovati interessi e comuni punti di vista; poiché Roberto è il responsabile degli scambi culturali tra la sua scuola e un’altra scuola di Jerevan mi parlò dell’Armenia. Così decisi, immediatamente, che alla prima occasione sarei andato anch’io e quindi, eccomi su un taxi in piena notte a parlare in inglese su questa affascinante nazione. Così con questa entusiastica, dettagliata presentazione fatta dal simpatico, giovane taxista mi sono ritrovato catapultato poco dopo, nonostante il viaggio e il fuso orario, per la prima volta nella mia vita in una nazione di cui conoscevo la fama per i monasteri (di cui parlerò più avanti) e per una storia gloriosa le cui nozioni si fermavano però a sporadiche conoscenze sempre in relazione a qualcun altro (i romani, i persiani, i bizantini, i veneziani, gli ottomani ecc.) e, purtroppo, mai per il suo valore in sé. Valore che ebbi modo di ammirare subito perché Jerevan è una città dalle numerose, interessanti sfaccettature. La prima cosa che mi colpì furono i giardini e il numero di alberi. Praticamente tutte le vie del centro sono alberate, risultano essere ampi viali in cui l’ombra e il fresco dei vegetali rende la città particolarmente accogliente e sedersi a bere un caffè in queste vie è un rito che consiglio vivamente a tutti, così come la sera cenare sui balconi che si affacciano sui viali sentendosi così non in Asia ma in una qualsiasi città europea; il bello è che la municipalità ha anche intenzione di incrementare questo verde! Ma Jerevan è piena di piccoli gioiellini che emergono in un tessuto urbano profondamente moderno come la piccola e preziosa cappella Katoghike (sotto nella foto). 

Questa chiesetta, scoperta solo nel 1936, si è miracolosamente salvata dal furore iconoclasta sovietico che demolì molte chiese e quasi tutte le moschee. E’ costruita con blocchi di pietre nere e rosso scuro con un accostamento cromatico che si ritrova in quasi tutti gli edifici sacri armeni, a pianta a croce greca (cioè con la lunghezza delle braccia uguale in tutt’e quattro le direzioni, come S. Marco a Venezia) è a cupola centrale, altro elemento comune a tutte le chiese armene. Colpisce una piccola nicchia ricavata sulla sinistra che è stata abbellita da un grazioso, elegante, aereo arco inflesso; tenuto conto che la chiesetta risale al XIII secolo mi sembra evidente l’influenza dell’arte araba e  persiana dell’epoca. L’Armenia si presentava in tal modo ai miei occhi quasi come un ponte tra le terre musulmane e quelle cristiane riuscendo ad armonizzare le differenti influenze, si vedrà spesso questa fruttuosa contaminazione ma nella cappella di Katoghike quel piccolo arco appare come un gioiellino ornamentale dentro un altro piccolo gioiello architettonico. 

E a proposito di gioielli come non citare la biblioteca e il centro di ricerca Matenadaran (foto sopra) che, collocato scenograficamente su una collina che domina uno dei viali più importanti della città, conserva decine di migliaia di manoscritti antichi, medievali e moderni provenienti da tutto il mondo. Una disponibile e preparata guida ha illustrato (in tedesco, come in tutte le altre visite essendo il tedesco la lingua ufficiale del viaggio) le rarità e i preziosi scritti esposti; così davanti alle mie cùpide pupille sono sfilati dei veri e propri capolavori come un testo di geometria di Avicenna in arabo del XVII sec. (con relativi disegni) un Evangelo in palinsesto del X sec., un papiro egizio del VIII sec. e poi cartine, libri, disegni, codici, manoscritti, miniature, abbellimenti medievali dei testi ecc. Insomma un tripudio di un preziosissimo retaggio culturale quasi bimillenario. Ho così scoperto un particolare interessante: il primo libro scritto in armeno fu stampato e pubblicato nel 1512 a Venezia confermando così il ruolo particolare che la città lagunare ebbe nei rapporti con queste terre e tutt’oggi a San Lazzaro degli Armeni si conserva una collezione di manoscritti armeni seconda, in tutto il mondo, solo a quella del Matenadaran.

Jerevan (foto sopra) è una città moderna con ampi spazi, boulevard, prospettive talvolta gigantesche e una periferia che non ha ancora del tutto superato la fase del cosiddetto socialismo reale, ma è anche un luogo che è stato perennemente abitato per un periodo di ben 2800 anni. Non molto lontano dal centro, su una collina che domina la città sono stati scoperti i resti di un città fortificata risalente all’VIII sec. a.C. Erebuni fu fondata, stando alla tavoletta in cuneiforme ivi scoperta, nell’anno 782 a.C. (foto sotto).

Il sito era organizzato intorno a tre aree di attività, quelle del potere politico, sacerdotale e commerciale e gli archeologi vi hanno ritrovato le tracce di un sapiente sistema di controllo delle acque per l’irrigazione dei campi e prove della lavorazione per ottenere vino, olio e birra. Una civiltà già avanzatissima che dominava un’amplia area che, avendo come fulcro la zona intorno al lago di Van (in Turchia) si estendeva fino quasi al mar Nero, al lago Sevan, al nord della Mesopotamia e all’Anatolia. Un impero che, sebbene indebolito dagli assiri, continuò a dominare la zona fino all’arrivo dei Persiani, nel VI sec. e oltre ancora: è la civiltà urartea. E’ interessante una piccola riflessione. Come si sa le lingue antiche sono innanzi tutto consonantiche, ovvero non contengono vocali; se teniamo presente questo principio si nota un’affascinante convergenza tra i nomi: eReBuNi (RBN) può essere la forma originale di jeReVaN (RVN), ma uRaRTu (RRT) era senz’altro solo un altro modo per dire aRaRaT (RRT). Suggestioni affascinanti sul bordo di quel pozzo senza fondo che chiamiamo storia. 

D’altra parte l’Ararat, questo vulcano spento alto più di 5000 m. domina col suo profilo perennemente innevato e insieme al Piccolo Ararat, altro vulcano che gli sta di fianco, la città di Jerevan (foto sopra); ora in territorio turco, l’Ararat è il monte citato nella Bibbia (Gen. 8,4) in cui approda l’Arca di Noè dopo la fine del diluvio universale. Viaggiando per l’Armenia il profilo di questa altissima montagna segue il viaggiatore quasi dappertutto e si caratterizza come una presenza continua e caratterizzante del paesaggio. Se a Jerevan, nel tardo pomeriggio, si sale sulla Cascata, un grande scalinata, intervallata da aiuole,  che risale un’erta collina si può ammirare in tutto il suo splendore, alla luce del crepuscolo il grandioso panorama che spazia dalla città fino all’imponente, massiccia presenza montuosa del vulcano. E’ a quest’ora che si percepisce bene il motivo per il quale Jerevan è detta anche la citta rosata;  i raggi del sole esaltano infatti il delicato color rosa dei muri delle case costruite in tufo, una pietra di origine vulcanica che, con questo colore, è presente anche in Lazio nella provincia di Viterbo. E la sera, nella grande Piazza della Repubblica, tra bambini con gli sguardi affascinati (ho visto tantissimi bimbi e giovani e nessun cane), genitori che passeggiano tranquillamente e coppiette che teneramente si stringono in vita è bello osservare i giochi d’acqua delle tante fontane che funzionano al ritmo delle musiche (classiche, moderne, di film) e vengono investite da fasci di luce colorata.Quante cose ancora varrebbe la pena segnalare. Restando vicino alla Cascata come non considerare le belle statue di Botero o il monumento all’amicizia italo-armena (foto di copertina), il teatro dell’Opera, il piccolo ma attrezzatissimo e interessante museo Kachaturian, il Museo di Storia ecc. Ma non è mio obiettivo quello di redigere un noioso elenco o, peggio ancora, una guida della città. C’è però un posto che vale la pena vedere; non tanto in sé, quanto per il significato che racchiude per tutti gli uomini di oggi. Nel 1915 nella notte tra il 23 e il 24 aprile il governo nazionalista di Istanbul facente capo ai “Giovani Turchi” iniziò a far arrestare e deportare migliaia di armeni: è il prologo di quella immane tragedia che portò alla morte per stenti, maltrattamenti, fame nel corso delle deportazioni tra 1500000 e 2000000 di individui; il primo genocidio del ‘900 che servì da esempio per la Shoah ebraica meno di tre decenni più tardi e di cui ancor oggi è vietato in Turchia parlarne pubblicamente. Il Museo e monumento del genocidio armeno sono luoghi che vale la pena visitare per mantenere il ricordo di quanto l’uomo possa essere terribilmente diabolico. Un fuoco perenne arde tra dodici (simbolo della completezza) ampi archi che partono da terra e s’innalzano incurvandosi su di esso; la memoria armena è purtroppo segnata anche da questa terribile esperienza.  [continua]
Nicola F. Pomponio

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OCCIDENTE ED ORIENTE – Armando Ginesi

OCCIDENTE ED ORIENTE.
L’Occidente è in piena crisi spirituale, ideale e materiale. E il bello è che sembra non accorgersene. Infatti la signora Theresa May, primo ministro della Gran Bretagna, ha accusato la Russia di aver praticamente avvelenato una sua ex spia e la figlia – Sergei e Yulia Skripal, residenti a Salisbury – trovati privi di senso seduti su una panchina. Senza uno straccio d prova, dimostrando un’arroganza sena limiti. E “costringendo” altri paesi occidentali (fra cui quasi tutti quelli dell’UE) a seguirla nell’insulsa iniziativa di espellere diplomatici russi dai propri territori. Mi chiedo: ma proprio la May che ha portato fuori dell’Unione Europea la Gran Bretagna mantiene questo grande potere di persuasione. Allora la domanda è: quali altri poteri copre e a nome di chi parla e agisce?
Due altre considerazioni: dovrebbe essere stata la Russia a pretendere dalla signora May di spiegare come e perché due suoi cittadini siano stati vittime di un tentativo di omicidio nel suo territorio dove erano ospitati e non il contrario.
La seconda considerazione è rivolta ai Paesi occidentali in genere: mentre voi giocate a fare dispetti alla Federazione Russa (perché qualcuno ve lo ha ordinato), la quale ha salvato e in più di una occasione molti dei vostri mercati, perché non date un’occhiata a quel che succede in Medio Oriente (dove il conflitto è permanente) ed ancor più in Estremo Oriente dove, tra qualche settimana,Kim Jong-un, il dittatore di Pyong yang, si incontrerà, per una presunta pacificazione, con il Presidente della Corea del Sud Moon Joe-in, dopo l’imprevisto e semi-segreto contatto avuto col Presidente della Repubblica Popolare Cinese XI Jonping. In Estremo Oriente qualche cosa di nuovo si sta preparando e le cancellerie occidentali farebbero bene a dare una ripassata alla geografia: scoprirebbero che tra loro e le nazioni “gialle” c’è uno sterminato Paese – la Federazione Russa – che potrebbe agire da grande cuscinetto. O non ci arrivano?
Infine, registriamo la sudditanza, come al solito, del governo italiano che non si è rifiutato di seguire l’esempio della May ,quantunque la Russia abbia più volte salvato interi settori della produzione italiana (quelle calzaturiera e meccanica, per cominciare). Un governo, per giunta,dimissionario e al potere solo per il disbrigo degli affari correnti e lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione. Incredibile!


Critico d’arte. Esperto delle Avanguardie Artistiche del Novecento. Console Onorario della Federazione Russa di Ancona.
Informazioni personali
Nato a Jesi (Ancona). Professore Emerito di Storia dell’Arte, già Ordinario presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata che ha diretto dal 1984 al 1989 e presso la quale ha conseguito, nel 1975, anche l’abilitazione all’insegnamento di Estetica.
Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1959. Dal 1959 al 1975 ha svolto attività giornalistica collaborando con le seguenti testate: “Il Messaggero” di Roma, “Momento Sera” di Roma, “Corriere Adriatico” di Ancona, “Il Resto del Carlino” di Bologna, “Il Piccolo” di Trieste, “Il Giornale di Sicilia” di Palermo, “Il Tirreno” di Livorno, “Il Progresso Italo-Americano” di New York, “Orizzonti” di Roma, “La Settimana Incom” di Roma, “Reporter” di Roma, “Ultima Hora” di Palma de Mallorca, “Corriere Canadese” di Toronto, eccetera.
Critico d’arte militante è stato, dal 1969 al 1977, Commissario Italiano della “Bienal Internacional del Deporte en las Bellas Artes” di Madrid e Barcellona; Commissario Italiano e membro di giuria della “V Bienal Internacional de Arte” di Ibiza nel 1972; collaboratore del Museo Español de Arte Contemporaneo di Madrid e dell’Instituto de Cultura Hispanica (ora Instituto Iberoamericano de Cooperaciòn) di Madrid.
Ha collaborato con il Governo della Repubblica di San Marino in maniera sistematica dal 1979 al 1988. Nel 1993 ha presentato, a San Marino e in Italia, le prime esposizioni europee di arte cinese contemporanea.
Ha fatto parte del Comitato Esecutivo Internazionale per le onoranze a Joan Mirò, celebrate a Palma de Mallorca nel 1978, sotto la presidenza del Premio Nobel per la Letteratura Camilo José Cela, assieme a Ronald Penrose di Londra, Francisco Ferrares di Barcellona, Jacques Dupin e François Lelong di Parigi, Luis Gonzàlez-Robles di Madrid, Aimé Maeght di Parigi, Pedro Serra di Palma de Mallorca e José Gomez-Sicre di Washington.
Ha curato la Rassegna della Grafica Italiana Contemporanea presso il Museo d’Arte Moderna di Tunisi nel 1982.
Ha collaborato nel 1982 con la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia presso la Sezione “Spazio Aperto”. Successivamente, nel 1984 e 1986, ha curato il Padiglione nazionale sammarinese.
Negli anni 1983 e 1984 ha presentato, nella Repubblica di San Marino, due mostre tematiche rispettivamente al Presidente del Senato di Francia Alain Poher e al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini.
Nel 1986 ha curato la rassegna “Republique de Saint-Marin, un temoignage artistique europeenne” presso il Palais de la Borschette della CEE a Bruxelles.
Ha diretto le riviste d’arte e cultura “Foglio-Og”, “Sapere Nuovo”, “Centro Cultura”, “Mixer”, “Arte Nuova Oggi”, “Il Michelangelo”, “Le Arti News”. Ha fondato il mensile di informazione e cultura “Delta Focus” di cui è stato direttore editoriale dal 1990 al 1992.
Ha fondato il Museo Internazionale dell’Etichetta e il Museo dell’Immagine Postale.
E’ stato, per oltre venti anni, consulente dell’azienda “iGuzzini Illuminazione” nonché membro del Comitato Scientifico del Centro Studi e Ricerca “iGuzzini”. E’ stato consulente per le pubbliche relazioni della società di servizi “Impiantistica Marche”; consulente culturale degli “Istituti Scolastici Futura”, dell’Istituto Giacomo Leopardi e dell’Istituto Superiore di Formazione (I.S.For); consulente editoriale dell’agenzia “Europa 1” di Genova; e consulente del Gruppo “Prospettive” di Roma (specializzato nella progettazione e gestione di grandi mostre e grandi eventi). Ha collaborato con l’Amministrazione Provinciale di Ancona e la Regione Marche (Centro per i Beni Culturali).
Per trent’anni circa è stato consulente del Premio Internazionale di Pittura, Scultura, Design e Libro d’Artista “G.B. Salvi”.
Autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche (162 sono quelle registrate dall’Indice del Servizio Bibliotecario Nazionale istituito presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico) e di oltre un migliaio di testi critici (fra articoli, cataloghi e prefazioni di volumi) è stato tradotto più volte in albanese, arabo, cinese, finnico, francese, greco, inglese, macedone, polacco, rumeno, russo, spagnolo, svedese, tedesco, ungherese.
Ha tenuto molte lezioni e conferenze sul tema della metodologia di lettura dell’opera d’arte, sul tema dei beni culturali e su vari temi di interesse culturale in genere con particolare riferimento a quelli di natura artistico-visiva, sia antica che contemporanea.
All’estero è stato invitato a tenere lezioni e conferenze, sia come storico dell’arte che come contemporaneista, presso le Università di Beirouth, Il Cairo (El-Wan), Pechino, Hang-zhou, Bengasi, Helsinki, Stoccolma e presso il Centro Studi Artistici dell’Accademia delle Scienze di Tirana.
Conosce oltre venti nazioni di tre continenti (Europa, Asia, Africa).
Nel 1991 il Ministro della Pubblica Istruzione lo ha nominato Presidente Coordinatore delle commissioni del Concorso nazionale per l’Ordinariato di Storia dell’Arte presso le Accademie di Belle Arti.
Nello stesso anno l’Associazione dei Marchigiani e degli Umbri di Milano, presieduta da Valentino Bompiani, gli ha assegnato la tessera di socio onorario.
E’ membro effettivo dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere e Arti.
E’ stato consulente del Premio Marche per molti anni.
Dal 1990 al 1997 è stato membro del Rotary Club International, del quale ha presieduto la Commissione per la Tutela del patrimonio artistico, storico e culturale del 2.090° distretto, comprendente le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo, il Molise e l’Albania. E’ delegato nazionale in Italia e nella Repubblica di San Marino della China Association for the Advancement of International Friendship.
Nel 1994 il Governo della Repubblica di San Marino gli ha conferito il grado di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine Equestre di Sant’Agata, quale riconoscimento dei meriti culturali e di amicizia acquisiti nei confronti della Repubblica del Titano.
Ha collaborato con il CNR per la soluzione dei problemi relativi alla semantica della luce ed al suo uso nell’illuminazione dei beni culturali, tema di cui si è occupato per primo in Italia, a partire dal 1985/86 e a dibattere il quale è spesso invitato presso Università, Istituti di Ricerca, Ordini Professionali (architetti, ingegneri) sia in Italia che all’estero. Sul tema ha tenuto, presso la sede della “iGuzzini Illuminazione”, conferenze e meeting ad architetti di ogni parte del mondo ed ha scritto un libro dal titolo “Per una teoria dell’illuminazione dei beni culturali” edito nel 2000 dalla casa editrice Domus di Milano in tre edizioni, in lingua italiana, in lingua inglese e in lingua spagnola, di cui nel 2002 è stata pubblicata una seconda edizione in tutte e tre le lingue.
E’ stato nominato, nel 1997, Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico della Rassegna Internazionale di Pittura, Scultura e Libro d’Artista “G.B. Salvi e Piccola Europa”, incarico mantenuto fino al 2003, nell’ambito del quale ha realizzato mostre a Mirò, Picasso, Arnaldo Pomodoro, Walter Valentini ed altre, fra cui una dedicata alla ceramica cubana contemporanea e agli oggetti rituali della Santeria (per la prima volta in Italia).
Per gli anni giudiziari dal 1998 al 2001 ha ricevuto l’incarico di componente del Collegio Integrato della Corte d’Appello di Ancona, su designazione unanime del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Ha ideato, assieme alla Prof.ssa Anty Pansera docente presso il Politecnico di Milano, la rassegna “Il Bello e l’Utile” che ha contribuito a far assegnare il Premio Guggenheim 1998 alle aziende del Gruppo Guzzini.
Ha ideato e promosso nel 1998, per l’azienda Orciani di Fano, l’iniziativa “Cintura d’Artista” in collaborazione con Mario Ceroli, Arnaldo Pomodoro e Valeriano Trubbiani.
E’ stato incaricato, dal Comitato Internazionale di “Jerusalem 2000”, di redigere due progetti relativi all’incontro fra l’arte contemporanea e la sacralità nell’ambito dei temi Giubilari.
Il Governo delle Baleari lo ha incaricato della cura critica di una grande mostra di sculture di Arnaldo Pomodoro tenutasi a Palma de Mallorca nell’estate del 1999.
Nel 1999 l’Ordine Nazionale dei Giornalisti lo ha insignito della medaglia d’oro per aver maturato 40 anni di attività.
Nello stesso anno l’ENEL, in collaborazione con le Università di Ancona e di Perugia, lo ha invitato a tenere la prolusione di apertura del Convegno Nazionale “La civiltà della luce”, tenutosi presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia.
Ha curato per conto dell’Università degli Studi di Ancona un ciclo espositivo triennale (2000/01/02), da lui ideato sugli artisti marchigiani contemporanei della generazione di mezzo. Sempre per conto dell’Università ha progettato e curato, nell’anno 2003, un secondo progetto denominato: “Marche Arte al Femminile” e, nel 2004, un ciclo dedicato all’umorismo nelle arti visive.
Ha ricevuto, nell’anno 2000, dal Governo della Repubblica Popolare Cinese, il riconoscimento di “Benemerito della Cultura” per aver fatto conoscere, per primo, in Europa, l’arte contemporanea della Cina. Per questo motivo gli è stato concesso di curare, nell’anno, una mostra dedicata ad artisti stranieri presso il “China National Museum of Fine Arts” di Pechino: è stata la prima volta, dalla sua fondazione (1949), che la Galleria Nazionale di Cina ha ospitato un’esposizione di arte occidentale.

Nel 2001 è stato nominato:
– Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Luciana Matalon di Milano;
– Consulente critico del Sistema Provinciale di Arte Contemporanea dell’Amministrazione Provinciale di Pesaro (incarico rinnovato per l’anno 2002);
– rappresentante della Provincia di Ancona nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pergolesi – Spontini di Jesi, incarico ricoperto fino alla primavera del 2005;
– Cittadino onorario della città di Castelbellino;
– Presidente Onorario del Centro di Cultura e Informazione italiane dell’Università di Lublino, in Polonia.

Il Consolato Generale d’Italia a Bengasi (Libia) lo ha incaricato di organizzare un Museo di Arte Grafica Contemporanea Italiana che è stato inaugurato nel marzo 2002.
Nel medesimo anno, il Gran Magistero dell’Ordine Equestre di Sant’Agata della Repubblica di San Marino gli ha elevato il grado dell’onorificenza a Commendatore dell’Ordine medesimo;
il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito, motu proprio, l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Nel giugno del 2002 ha inaugurato, a Cingoli, la manifestazione annuale il “Parco delle Pietre Vive”, da lui ideata e coordinata, quale esempio di collaborazione culturale a lungo termine tra pubblico e privato.
E’ stato inserito nel gruppo degli esperti che hanno progettato, per conto dell’Arca Consulting di Firenze, la sistemazione del celebre Museo del Bardo di Tunisi.
E’ stato incaricato di elaborare e coordinare, fino al 2006, i progetti relativi all’arte visiva contemporanea della Provincia di Ancona.
E’ stato chiamato a far parte del Comitato Scientifico della Mostra d’arte contemporanea dedicata al IV Centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino.
Ha presieduto il Comitato Scientifico della Mostra “Giobbe, l’Uomo” nell’ambito dell’iniziativa “Biblia Pauperum” (edizione 2002/2003) promossa dalla Diocesi di Jesi.
Nel 2003 è stato nominato “Marchigiano dell’Anno per la Cultura”.
Sempre nel 2003, per conto delle Edizioni UnaLuna di Milano, ha scritto il testo guida, intitolato “Dentro le mura”, di un volume –Aesis – in edizione pregiatissima e stampata in sole duecento copie.
Nel 2004 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dalla Città di Cupramontana. Inoltre, nello stesso anno, ha avuto incarico, dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano e dal Comune di Pietrarubbia, di realizzare un museo dedicato al noto artista.
Ha curato, per conto del Comune di Jesi, l’iniziativa, da lui ideata, “Il Novecento e Oltre”, con una grande mostra dedicata a Valeriano Trubbiani.
E’ stato incaricato, dalla National Gallery di Skopije, di curare l’esposizione “Un frammento d’Europa in Macedonia”, che si è inaugurata nell’ ottobre del 2004.
Nell’anno 2004 ha curato, per conto della Provincia di Ancona, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, le due grandi mostre dedicate al centenario della nascita di Attilio Alfieri e di Edgardo Mannucci e, per conto del Comune di Jesi, le mostre “Il mare scolpito di Valeriano Trubbiani” e “Floriano Ippoliti interpreta Federico II nell’810° anniversario della nascita dell’imperatore svevo”.
Nel 2005 è stato nominato componente del Comitato Scientifico dell’Istituto Nazionale di Architettura (IN/ARCH), Sezione Marche e Presidente Onorario dell’Associazione Marche Russia (AMR).
Il Supremo Magistero dell’Ordine Equestre di Sant’Agata, della Repubblica di San Marino, gli ha innalzato il grado a Grande Ufficiale.
Il Supremo Consiglio del Ducato del Lacrima di Morro d’Alba lo ha annoverato tra i soci onorari con l’attribuzione del titolo di Monsignore.
Ha ideato e progettato la Pinacoteca Internazionale di Arte Francescana Contemporanea (unica al mondo nel suo genere), che è stata inaugurata dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Padre José Rodriguez Carballo nel febbraio 2005 a Falconara Marittima, accanto ad una delle più importanti Biblioteche Francescane del mondo.
Nel 2005 è stato incaricato, dalla Casa Editrice “Federico Motta” di Milano, di scrivere un volume sulla storia dell’arte contemporanea nelle Marche che ha visto la luce nel novembre 2006 con il titolo di Le Marche e l’Arte del XX secolo. Atlante degli artisti. Del volume sono state pubblicate circa trentamila copie in due edizioni: una riservata alla Banca delle Marche, che ne ha fatto la strenna per il Natale 2006, ed una della casa editrice distribuita nelle librerie italiane.
Nel medesimo anno è stato nominato componente del Comitato d′Onore del Premio Nazionale “I marchigiani dell′anno” sotto l′Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.
Ha curato, per incarico della provincia di Ancona, presso la Mole vanvitelliana del capoluogo marchigiano, l’esposizione “Pittori figurativi italiani della seconda metà del XX secolo”.
Con decreto del 27 dicembre 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nell’estate del 2006 ha curato, presso la Collegiata di San Francesco di Staffolo, la mostra “Il Segno Plastico” dedicata ad Arnaldo Pomodoro.
Nel 2006 è stato nominato Console Onorario della Federazione Russa nelle Marche.
Nello stesso anno la segreteria generale di Federculture lo ha scelto come uno dei cinque componenti del Comitato Scientifico del concorso internazionale per giovani artisti “Centro- Periferia”.
Sempre nel 2006 (novembre) ha curato la grande mostra L’Arte italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani svoltasi a Mosca presso l’Accademia della Pittura Russa, trasferita poi nella primavera del 2007 alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
E’ nominato consulente culturale e componente del comitato scientifico di Ultradesignformazione. Fonda “Spazio della Fantasia”, rassegna annuale dedicata a Gianni Rodari a Pievetorina (Macerata). Nel 2007 è nominato Cittadino Onorario di San Marcello, nonché Socio Onorario dell’Accademia Imperiale dell’Arte Russa di Mosca, fondata da Pietro il Grande nel 1757.
Il volume “Le Marche e l’Arte del XX secolo. Atlante degli artisti”, da lui curato per le edizioni Motta di Milano, ha ricevuto una delle due segnalazioni del Premio Internazionale di Critica d’Arte Salimbeni, edizione 2007. E’ il primo libro di critica d’arte contemporanea a ricevere, nella lunga storia del Premio, una segnalazione che era stata sempre riservata alle disamine di arte antica.
Nel 2007 ha curato la mostra “Biblia Pauperum” (quarta edizione) dedicata al libro biblico “Il Cantico dei Cantici” con annessa esposizione “Attualità dell’arte sacra”, per conto della Diocesi di Jesi.
Nel settembre del 2008 ha visto la luce un suo libro, “Cinquant’anni attorno all’arte. Dall’A alla Z”, per i tipi editoriali “Affinità Elettive” e “Cattedrale” di cui sono state realizzate nell’anno due edizioni.
Nominato Presidente del Comitato Scientifico della mostra antologica “Per gli 80 anni di Walter Valentini”: Settembre 2008, Mole Vanvitelliana di Ancona, a cura di Elena Pontiggia.
Inizia la collaborazione con il mensile “Russia-Italia” (bilingue) edito a Milano.
Nel 2008 il Circolo della Stampa di Milano gli ha assegnato il Premio Cultura per cinquant’anni di ricerca storico- artistica compendiata nei suoi ultimi volumi (premio che l’anno precedente era stato attribuito a Papa Ratzinger per il libro “Gesù di Nazareth”).
Nello stesso anno è stato inserito nel Comitato Nazionale per le Celebrazioni Pergolesiane del 2010, in occasione del 300° anniversario della nascita del compositore, presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta e con Presidente Onorario il Cardinale Angelo Comastri.
A dicembre del 2008 è stato pubblicato, per il Gruppo Industriale Loccioni di Rosora, il suo scritto “Jesi dentro le mura” illustrato con disegni di Corrado Olmi.
Sempre nel dicembre 2008 ha promosso, in qualità Console Onorario della Federazione Russa, la pubblicazione di un ricco volume di oltre 400 pagine a colori dal titolo “Tesori artistico-religiosi delle Marche”, in lingua italiana e russa, in cui alla sua firma si è aggiunta quella di Sua Santità Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, all’epoca Metropolita di Smolenskij e Kaliningrad.
Con decreto in data 13-1-2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana. Con successivo decreto del 2 giugno 2009 sempre il Capo dello Stato ha elevato il suo grado a Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, le cui insegne gli sono state conferite a Palazzo Chigi, nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta.
Nel maggio 2009 il Comune di Pietrarubbia gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
Nell’estate del 2009 il Presidente della Federazione Russa Dmitrj Medvedev gli ha indirizzato una nota verbale con la quale si è complimentato per l’intesa attività svolta a favore dello sviluppo dei rapporti tra l’Italia e la Russia.
Nel dicembre 2009 il Governo della Federazione Russa lo ha insignito dell’onorificenza “Medaglia al merito diplomatico” in occasione del 200.mo anniversario della costituzione del Corpo Consolare di Russia.
Nel giugno 2010 gli è stato conferito il Premio Mediterraneo 2010 per meriti culturali.
Nello stesso anno è stato invitato a far parte del Comitato per la costituzione del Centro di Documentazione dell’Arte Spagnola istituito presso il Museo Reína Sofia di Madrid ed è stato nominato fra i tre componenti del Comitato Scientifico del Museo “Arnaldo Pomodoro e il Montelfeltro”.
Ad ottobre ha curato, per il Comune di Ascoli Piceno, presso il restaurato Forte Malatestiano, la mostra “Aspetti di arte astratta nella raccolta Fiocchi”.
Sul finire dell’anno è uscito, edito dalla Fondazione Ente Cassa di Faetano, il volume, da lui curato, su “Arnaldo Pomodoro a San Marino”, nonché la terza versione, riveduta, ampliata e corretta, del volume “Cinquant’anni attorno all’arte. Dalla A alla Z” per le edizioni “RB”.
Nel 2011 è nominato da “World Culture” di Mosca Presidente Onorario del “Festival della Riviera Russa” e proclamato Socio Onorario dalla Società Filarmonico- Drammatica di Macerata fondata nel 1808.
Ha curato l’esposizione “Il Sacro e l’Arte Oggi” nel Museo 2Stauròs” d’Arte sacra contemporanea di San Gabriele Isola del Gran Sasso (Teramo).
Ha curato la V edizione di “Biblia Pauperum” a Jesi dal titolo “Signore da chi andremo?”.
Su invito della direzione del Museo “Peterhof”, ex residenza estiva dello zar Pietro il Grande a San Pietroburgo, ha curato la parte scientifica della Festa delle Fontane 2011 con l’evento “Mille anni di arte italiana da Wiligelmo ad Arnaldo Pomodoro”.

Il 1 novembre 2011 ha partecipato, quale ospite d’onore dell’Accademia Imperiale dell’Arte e dell’Accademia delle Scienze Russe, alla Conferenza Scientifica Internazionale “Arte e Scienza nell’epoca moderna”, svoltasi dal 1 al 4 novembre a San Pietroburgo, con l’incarico di trattare, nella sessione inaugurale, il tema “Arte e Scienza sono sorelle”.

Il 27 dicembre 2011 il Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano gli ha conferito, con proprio decreto, il più alto grado dell’Ordine al Meritgo della Repubblica Italiana, il Cavalierato di Gran Croce.

Nell’ottobre 2012 è stato nominato Presidente Onorario del IV Festival Internazionale CHORUS INSIDE CHRISTMAS.

«Lamericaaa! Lamericaaa! 1916», l’emigrazione raccontata ai ragazzi – Goffredo Palmerini

Il volume illustrato di Roberto Giuliani inaugura la Collana ControVento delle Edizioni Menabò.

L’AQUILA – E’ uscito a fine dicembre 2017 il volume “Lamericaaa! L’Americaaa! 1916” di Roberto Giuliani, pubblicato da D’Abruzzo Edizioni Menabò, primo libro della Collana illustrata per ragazzi “ControVento”, ideato e realizzato dall’Associazione culturale “Tutti pazzi per Corvara”. “L’obiettivo principale dell’Associazione – ci dice Anna Pia Urbano, architetto, infaticabile animatrice e presidente del sodalizio – è quello di tutelare e valorizzare l’identità storica, culturale, artistica, architettonica, archeologica, paesaggistica e ambientale del territorio di Corvara, piccolo borgo in provincia di Pescara. Abbiamo pensato anche alla memoria della comunità di Corvara, che tanti dei suoi abitanti ha visto partire per le terre d’emigrazione. Lo abbiamo fatto soprattutto con e per i giovani, realizzando per loro un concorso a premio per l’illustrazione, che avesse come tema una storia d’emigrazione. E’ stato un grande successo, più grande d’ogni lusinghiera aspettativa.”

Il progetto “ControVento – Collana illustrata per ragazzi” prevede infatti una raccolta di storie vere, romanzate, di personaggi storici e gente comune dall’esistenza sconvolta. Percorsi di vita “controvento” obbligati dalla miseria e dalla guerra, o imposti dalla volontà di prepotenti, o ispirati da libera scelta per rincorrere un futuro migliore. Migrazioni indotte o spontanee legate da una comune sofferenza, ma soprattutto dalla speranza.Tutti i racconti riportano, in appendice, una sezione tematica di approfondimento e sono illustrati da giovani disegnatori diversi, con lo scopo di differenziare e valorizzare i testi rendendoli unici, esaltando inoltre la narrazione con una diversa interpretazione artistica, pur mantenendo gli stessi aspetti editoriali.

L’idea originale prese avvio all’inizio dello scorso anno quando l’Associazione “Tutti pazzi per Corvara” bandì il Premio CORVARAbruzzo per l’Illustrazione, concorso nato per promuovere e divulgare il patrimonio della cultura dell’emigrazione abruzzese attraverso l’illustrazione rivolta ai ragazzi. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Pescara e altri partner culturali e istituzionali, ha riscontrato una grande partecipazione di giovani di talento, con lavori di notevole creatività e pregio grafico. La Giuria professionale, tra le proposte in concorso, scelse gli elaborati grafici di Simona Pasqua, vincitrice della prima edizione del Premio, le cui illustrazioni corredano appunto “Lamericaaa! L’Americaaa! 1916” di Roberto Giuliani, primo racconto della Collana ControVento.

L’eco del Premio è giunta perfino in Rai, che sul canale dedicato agli italiani nel mondo (Rai Italia) ha dedicato un’intervista all’arch. Anna Pia Urbano nel seguitissimo programma Community, condotto da Benedetta Rinaldi e Alessio Aversa, in una delle puntate trasmesse del 2017. Ma veniamo ora alla storia raccontata in questo primo volume. E’ ancora Anna Pia Urbano a parlarne: “A cento anni dalla fine dei tragici eventi della Grande Guerra (1915-1918), come annota Goffredo Palmerini nella Presentazione al volume, viene pubblicata la storia di un ragazzo sedicenne abruzzese, Antonio Rosati, nato a Torre de’ Passeri, cheil padre nel 1916 costrinse ad emigrare a New York per sottrarlo al rischio di essere chiamato alle armi e inviato al fronte dove tanti suoi coetanei avrebbero perso la vita o sarebbero rimasti mutilati, come capitò ai “ragazzi del ‘99” dopo la tragica rotta di Caporetto dell’ottobre 1917. I racconti illustrati sono tutti contestualizzati nel territorio di Corvara, un piccolo comune della Provincia di Pescara di meno di trecento abitanti, oggetto del lavoro di valorizzazione portato avanti dalla nostra associazione attraverso molteplici iniziative, ma le storie narrate, nascoste nelle pieghe della cosiddetta “storia minore”, potrebbero appartenere a qualsiasi altro paese delle aree interne dell’Abruzzo e hanno lo scopo di sensibilizzare le nuove generazioni verso alcune importanti tematiche attraverso l’illustrazione”.

L’Associazione “Tutti pazzi per Corvara”, a tale scopo, appena dopo la pubblicazione del libro, ha promosso un progetto didattico legato al tema dell’emigrazione abruzzese, con l’obiettivo di svilupparlo con le scuole durante l’anno formativo. E’ di qualche giorno fa la notizia che la prima iniziativa è stata infatti realizzata, in collaborazione con Kiwanis Club Chieti Theate, con gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo 3 “Vincenzo Antonelli” di Chieti. Agli studenti che hanno partecipato all’incontro è stato illustrato, con l’apporto dei docenti, il contesto storico nel quale si colloca la vicenda narrata in “Lamericaaa! L’Americaaa! 1916”, sia riguardo la Grande Guerra che l’emigrazione italiana. A ciascuno studente, infine, è stata donata una copia del libro. A maggior chiarezza della storia raccontata e illustrata nel volume di Roberto Giuliani, e sul valore emblematico dell’iniziativa, qui di seguito si riporta il testo integrale della Presentazione che apre il volume.

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Gioiosa Jonica e quelle foto dei Girovaghi di 50 anni fa, quando “non c’erano soldi ma tanta speranza”. E si sognava – Domenico Logozzo

GIOIOSA JONICA – di Domenico Logozzo* “Non c’erano soldi ma tanta speranza”, cantava il crotonese Rino Gaetano. Parole che ci sono ritornate alla mente quando una sera in Calabria, a Gioiosa Jonica, l’amico Bruno Pisciuneri ci ha fatto vedere le foto degli Anni Sessanta del complesso musicale dei Girovaghi.

Anni in cui c’era un fiorire di idee. Giovani e anche meno giovani che sognavano e sapevano sognare, con la musica che dava una spinta in più per guardare con ottimismo al futuro. “A mano a mano”, nascevano e si moltiplicavano le belle iniziative. A Gioiosa e non solo. Tanti visionari che non si fermavano di fronte alle piccole o grandi difficoltà. L’ottimismo della volontà, carta vincente. Sacrifici e anche soddisfazioni. Belle sfide. Tanto fermento culturale, tanta passione e tanta fiducia. Magia della musica. La tradizione delle bande, lo studio, la nascita di complessi musicali, le applaudite esibizioni. Bravi cantanti e preparati musicisti. E nonostante le mille difficoltà, c’era, sì, una Calabria che sognava, progettava e credeva nella rinascita possibile. Visionari per passione. Purtroppo le cose non sono andate come era logico e giusto che fosse. Un mondo di promesse non mantenute. E le conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti.
Soprattutto i giovani del profondo e poverissimo Sud, negli anni del boom economico hanno sognato, sperato e sofferto. La sofferenza più grande è stata provocata dalle grandi e continue delusioni. C’era veramente poco o nulla. Perché allo Stato poco o nulla interessavano le regioni meridionali. Errore gravissimo. Perché non si è capito – allora come oggi – che se il Sud resta indietro, l’Italia non avanza in Europa e non potrà mai essere competitiva nelle grandi sfide mondiali. Quanti parolai. Quante false aspettative sono state messe in scena dai nani della politica sul palcoscenico delle menzogne.
Lo scrittore calabrese Saverio Strati, vincitore del Campiello, nel 1977
Dare fiducia ai giovani. Ascoltarli, non ignorarli. Il presidente del consiglio Gentiloni, visitando Matera, ha lanciato nuovi messaggi, soprattutto alle imprese, invitandole ad investire nel Mezzogiorno. “Il momento è oggi, non dopodomani, perché ci sono le condizioni giuste, a partire da agevolazioni fiscali mai così vantaggiose. E il Governo farà il massimo affinché sia realtà e non resti solo uno slogan l’intenzione di mettere il Sud al centro della sua agenda”. Centralità del Mezzogiorno. Quante volte l’abbiamo sentito dire! Gentiloni ha riconosciuto gli errori del passato “che hanno fatto cadere per decenni la questione meridionale in un relativo oblio e che quindi non devono essere più riprodotti”. Buone intenzioni. Speriamo che non rimangano tali. Come purtroppo è avvenuto in passato: emigrare per sopravvivere, fuggire dalla miseria. I giovani continuano ad andare via. La disoccupazione intellettuale è molto alta. Cervelli in fuga, le forze migliori sono costrette a partire. Sempre più spesso vanno all’estero. Dove il merito viene riconosciuto e premiato. E così alla povertà economica si aggiunge l’impoverimento intellettuale. Tessuto sociale sempre più debole, sfilacciato, criminalità organizzata sempre più arrogante e soffocante.
Saverio Strati, lo scrittore che ha raccontato e reso universale, attraverso i suoi libri, l’epopea calabrese degli ultimi, morto 3 anni fa a Scandicci (Firenze) a quasi novant’anni, aveva lasciato la sua Sant’Agata del Bianco per trasferirsi in Toscana. Vincitore nel 1977 del Campiello con Il selvaggio di Santa Venere, 40 anni fa affermava durante una conferenza a Torino: “Il Sud ha ormai esportato tutto, anche i suoi uomini, cominciamo a reimportare ciò che abbiamo disperso. Potrebbe essere l’inizio della rinascita. Certo, non è tutto. Occorre anche una nuova moralità, dobbiamo imparare a vergognarci di lasciarci mantenere dal resto dell’Italia. Perché dobbiamo vivere di sovvenzioni, di leggi speciali?” Qualche giorno fa, sempre a Matera, il premier Gentiloni ha detto che “non si deve essere nostalgici della Cassa per il Mezzogiorno” e che c’è bisogno soprattutto di “interventi seri”, in particolare sulle infrastrutture. E successivamente ad Afragola, in provincia di Napoli, inaugurando la nuova stazione Tav, ha sottolineato: “Qui lo Stato garantirà sicurezza e sviluppo, qui il paese rialza la testa orgoglioso delle sue grandi opere. Opere di grande civiltà. Un grande paese è orgoglioso delle sue grandi opere e dobbiamo dirlo ad alta voce. Conquista, passo avanti, eredità che lasciamo al territorio”. Concludendo: “Oggi mettiamo sul tavolo due grandi promesse: il rapporto alta velocità e trasporto locale, dalla Vesuviana alle metropolitane, e il Mezzogiorno, lo sviluppo del Sud passa per le infrastrutture dalla Campania a Puglia, Calabria e Sicilia”. Sviluppo e attenzione per il Mezzogiorno. E’ quello che da decenni la gente del Sud chiede. Ma per troppo tempo non è stata ascoltata. E’ quello in cui credevamo e speravamo oltre mezzo secolo fa noi ragazzi del Meridione. L’augurio è che i ragazzi del Sud del nuovo millennio possano finalmente ritornare a sperare e a sognare e a vedere realizzati i loro sogni. E soprattutto che possano mettere al servizio della loro terra intelligenza e creatività. Per lo sviluppo reale, legato alla specificità del territorio. Che siano loro a fare le scelte più opportune. Non a subirle.
Bruno Pisciuneri, erede dello storico Bar Italia di Gioiosa Jonica, appassionato di musica ha suonato con il complesso I Girovaghi e conserva da 50 anni il contratto di una festa in piazza
Dicevamo all’inizio delle foto che ci ha fatto vedere l’amico Bruno Pisciuneri, erede dello storico Bar Italia e grande appassionato di musica. Dal ritaglio della Tribuna del Mezzogiorno con il simpatico trio di “armonica a bocca” Pepè Loccisano – Bruno Pisciuneri – Totò Ritorto, al complesso “melodico- beat” dei “Girovaghi”, fino all’impegno nella prestigiosa banda musicale Rossini di Gioiosa Jonica, diretta dal maestro Antonio Ritorto, altro caro amico dei tempi lontani. Con il Maestro Ritorto quando ci incontriamo a Gioiosa rievochiamo i ricordi, i fatti e i personaggi indimenticabili. Tra gioia, commozione e nostalgia. Nelle foto ho rivisto tanti cari amici. Qualcuno purtroppo non c’è più.
Bruno Pisciuneri conserva ancora gelosamente la copia di un contratto di mezzo secolo fa per una serata musicale in occasione dei festeggiamenti patronali in un bel borgo della Locride. Definito il compenso di 70 mila lire e stabilite anche le sanzioni in caso di inadempienze. Cinquemila lire di “trattenuta” per ogni componente che risultava in meno rispetto al numero stabilito. Contratto stipulato l’8 settembre 1967 tra il “Comitato Feste San Sebastiano in Condoianni (Reggio Calabria) ed il signor Giuseppe Loccisano, componente del complesso melodico-beat “Girovaghi” da Gioiosa Jonica (RC)”. Veniva dato l’incarico al complesso musicale “di svolgere un servizio di palco per il giorno 11 ottobre, dalle ore 20 alle 24”. Clausole ben definite: “Il complesso sarà costituito da 5 orchestrali, due cantanti di sesso diverso ed un presentatore della Rai-Tv. Il compenso pattuito è di lire 70.000. Restano a completo carico del comitato: diritti SIAE e tasse erariali”. Notate la specifica “sesso diverso” (non erano molte le donne che in quei tempi si esibivano in pubblico) e il fatto che il presentatore doveva essere della Rai-Tv.
E qui ci viene alla mente il grande Emanuele Giacoia, il volto e la voce della Rai calabrese. Durante una manifestazione pubblica a Gioiosa Jonica, venne sottolineata la sua preziosa e molto apprezzata attività in Rai. Ringraziò e con la simpatia che l’ha sempre contraddistinto disse: “Guardate che io sono veramente della Rai. Spesso sui manifesti c’è chi si spaccia “presentatore della Rai-Tv”. La verità è che queste persone l’unico rapporto che hanno con la Rai-Tv è l’abbonamento alla radio e alla televisione”. E si fece una grande risata, sottolineata da un caloroso applauso del pubblico. In effetti c’erano allora in circolazione tanti millantatori e la diffidenza dei “Comitati feste” era più che giustificata. Tanto che nel contratto con i “Girovaghi” si specificava: “Sarà ritenuta la somma di lire 5.000 per ogni elemento in meno. Gli otto elementi di cui sopra risultano dalla fotografia consegnata al comitato e firmata”. Foto “autenticata”. Niente trucchi e niente inganni. Erano anche questo i meravigliosi e irripetibili Anni Sessanta!
*già Caporedattore TGR Rai

HISTORIA – HISTORY – HISTOIRE – J ANTONIO RIVAS M ©

HISTORIA – HISTORY – HISTOIRE
«La historia es la relación de hechos que se consideran verdaderos. La leyenda y fábula, en cambio, es la relación de hechos que se tienen por falsos.»
Voltaire: Dictionnaire philosophique, 1769.
“Si los gatos pudieran escribir la historia, su historia sería sobre todo acerca de los gatos.”
Eugen Weber.
“La historia la escriben los vencedores.” Winston Churchill.
“El siglo XX —aunque en general se destacó por sus mejoras sociales y una mayor consideración con los pobres por parte de los gobiernos— ha estado dominado por la ametralladora, el tanque, el bombardero, la bomba nuclear y, por último, el misil. Se ha caracterizado por las guerras más sangrientas y destructivas de toda la historia”.[…] “Es, por tanto, muy discutible calificarlo en realidad de progresivo”.
Hugh Thomas
“Quien olvida su historia está condenado a repetirla”.
Jorge A Ruiz de Santayana y Borrás.
“Tal vez la causa de nuestro pesimismo contemporáneo es nuestra tendencia a ver la historia como una corriente turbulenta de conflictos – entre los individuos, en la vida económica, entre los grupos, en la política, entre credos en la religión, entre los estados en guerra… Este es el lado más dramático de la historia; que capta el ojo del historiador y el interés del lector. Will Durant. 2006. Fundación Will Durant.

Existen muchas historias, como existen muchas leyendas. Generalmente van con los gustos del Escritor-Historiador, los gustos del lector o el interés de poder particular o complacer al colectivo. Este caso de Carrera D. es ilustrativo.

Uno de los más simpáticos casos puede ser la historia de la humanidad que aprendí en la escuela y creo sigue hoy en dia en la imprenta. Nos dice que la civilización comenzó en Grecia, Roma y culmino en Europa. Lo Anterior, Edad de piedra, edad de bronce y edad de hierro es monte y culebra, Así ha continuado por lo común.

O sea que unas diez y ocho civilizaciones anteriores, descrita por el britanico Arnold Toynbee y anunciadas por el aleman Oswald Spengler no existieron. No obstante, desde Spengler aparece la obra de Toynbee, W Durant, etc., pero cuidate de la sugetividad personal de cada historiador y ve a las citas.

Así se sigue reproduciendo hoy, los documentales, audio-visuales y no se en otros continentes. Incluso en Universidades, sino es que la han cambiado por otra leyenda del poder de turno… Curiosidades de la historia

La historia es a las sociedades y poblaciones, como nuestra biografía a nuestro Ethos. Puede formar significados mue importantes,.desde motivar a la sociedad y hasta despreciar sus valores. No es nada despreciable. Cuidate que vos tambien tienes tu historia.
ANTONIO J RIVAS M ©-USA. 15-08-2016.

HISTORY
“History is the statement of facts that are considered true. The legend and fable, however, is the statement of facts that have by false. ”
Voltaire: Dictionnaire philosophique, 1769.
“If cats could write the story, his story would be mostly about cats.”
Eugen Weber.
“History is written by the victors.” Winston Churchill.
“The twentieth century-although generally noted for their social improvements and greater consideration for the poor by governments, it has been dominated by the machine gun, tank, bomber, nuclear bomb and, finally, the missile . It has been characterized by the most bloody and destructive wars in all history. “[…]” It is therefore highly questionable qualify it actually progressive. ”
Hugh Thomas
“Whoever forgets its history is doomed to repeat it”.
Jorge Ruiz de Santayana y Borras.
“Perhaps the cause of our contemporary pessimism is our tendency to see history as a turbulent stream of conflicts – between individuals, in economic life, between groups, politics, interfaith religion, among states in war … This is the most dramatic side of history; that captures the eye of the historian and the reader’s interest. Will Durant. 2006. Will Durant Foundation.

There are many stories as there are many legends. Usually go with the likes of writer-historian, reader tastes or interests of particular power or please the group. This case is illustrative D. Carrera.

One of the most sympathetic cases may be the history I learned at school and I think still today in the press. It tells us that civilization began in Greece, Rome and culminated in Europe. The Top. Stone Age, Bronze Age and Iron Age is grass and snake, so usually continued.

Or is that a ten eight previous civilizations, described by british Arnold Toynbee announced by the German Oswald Spengler did not exist. However, since the work of Spenglerm, Toynbee, W Durant, etc. appears, but beware of the staff sugetividad of every historian and go to appointments.

And continues to play today, documentaries, audio-visual and not on other continents. Even in universities, but they are that have changed by another legend of those in power … Curiosities of history…

The story is societies and populations, as our biography to our Ethos. It may be important big meanings .from motivate society and even despise their values. It is not negligible. Take care that you also have your story.
J ANTONIO RIVAS M © -USA. 15/08/2016.
HISTOIRE
«L’histoire est l’exposé des faits qui sont considérés comme vrai. La légende et la fable, cependant, est l’exposé des faits qui ont par de faux “.
Voltaire: Dictionnaire philosophique, 1769.
“Si les chats pourraient écrire l’histoire, son histoire serait la plupart du temps sur les chats.”
Eugen Weber.
“L’histoire est écrite par les vainqueurs.” Winston Churchill.
“Le XXe siècle bien que généralement noté pour leurs améliorations sociales et une plus grande considération pour les pauvres par les gouvernements, mais il a été dominé par la mitrailleuse, réservoir, bombardier, bombe nucléaire et, enfin, le missile . Il a été caractérisé par les guerres les plus sanglantes et destructrices dans toute l’histoire. “[…]” Il est donc très discutable qualifier réellement progressive “.
Hugh Thomas
«Celui qui oublie son histoire est condamné à le répéter».
Jorge Ruiz de Santayana et Borras.
«Peut-être la cause de notre pessimisme contemporain est notre tendance à voir l’histoire comme un flux turbulent des conflits – entre les individus, dans la vie économique, entre les groupes, la politique, la religion interreligieuse, entre les Etats dans guerre … Ceci est le côté le plus dramatique de l’histoire; qui saisit l’œil de l’historien et l’intérêt du lecteur. Will Durant. 2006. Fondation Will Durant.

Il y a beaucoup d’histoires comme il y a beaucoup de légendes. Habituellement aller avec les goûts de l’écrivain-historien, les goûts des lecteurs ou des intérêts de puissance particulière ou plaire au groupe. Ce cas illustre D. Carrera.

Un des cas les plus sympathiques peuvent être l’histoire que j’ai appris à l’école et je pense encore aujourd’hui dans la presse. Il nous dit que la civilisation a commencé en Grèce, à Rome et a culminé en Europe. Le Top, Âge de pierre, l’âge du bronze et l’âge du fer colline et le serpent est, donc généralement continué.

Ou est-ce un dix huit civilisations antérieures, décrites par britanique Arnold Toynbee et le Oswald Spengler allemand n’existait pas. Cependant, depuis les travaux de Spengler Toynbee, W Durant, etc. apparaît, mais méfiez-vous de l’sugetividad de chaque historien du personnel et aller à des rendez-vous.

Et continue à jouer aujourd’hui, des documentaires, audio-visuel et pas sur d’autres continents. Même dans les universités, mais ils sont qui ont changé par une autre légende du pouvoir en place … Curiosités de l’histoire

L’histoire est des sociétés et des populations, comme notre biographie à notre Ethos. Il peut être des significations importantes. From motivent la société et même méprisent leurs valeurs. Il est non négligeable. Veillez à ce que vous avez aussi votre histoire.
J ANTONIO RIVAS M © -USA. 15/08/2016.